i peccati contro la fede cap, 1--cap 2 --cap 3--cap 4--cap 5-- cap 6

 I peccati contro la fede 

noi amaria giovanipagine@gmail.com

20:06 (1 minuto fa)
me
I peccati contro la Fede
I mezzi principali
per conservare in noi la Fede,   dobbiamo
anzitutto evitare tutto ciò che ci mette in
pericolo di perdere la Fede.

Stiamo attenti ai pericoli,  ci
attirano i nemici giurati contro la nostra Fede.
Sarà umanamente impossibile  salvarla da una lenta
ma sicura rovina.

Il modo più frequente di peccare contro la
Fede tra i cristiani è questo: esporsi con
tutta indifferenza al pericolo di perderla.
Di frequentare  persone non di fede
di darsi a libri e giornali antireligiosi, di
togliere il freno a qualche  peccato contro la Fede, oltre
il resto, si moltiplicano i peccati contro la Fede, perchè
si sa bene che esporsi volontariamente al pericolo di
peccare è già peccato per sè, anche se il pericolo 
non raggiunge il suo scopo.

Oltre a questi modi assai comuni di peccare
contro la Fede, ce ne sono altri ben più gravi , 
che si oppongono  a questa virtù:
ed è su questi che dobbiamo intrattenerci . 
Quali sono i peccati più gravi
direttamente contro la Fede?

cap 1
Sono: 1' I'infedeltà, 2° I'incredulità, 3° I'apostasia,
4° l'eresia, 5° il dubbio volontario, 6° 1'indiferentisno
religioso.

L'INFEDELTA'.
L'infedeltà per sè è la totale mancanza di fede in
chi è nato fuori dalla religione di Cristo e non ha ricevuto
nemmeno il Battesimo.

Il peccato però d'infedeltà consiste nella totale
mancanza di fede in chi, essendo nato fuori dalla nostra
religione, rifiuta di abbracciarla sebbene gli sia sufficen-
temente proposta.

L'infedeltà di coloro che in tutta la vita non hanno
mai sentito parlare della vera Fede e non hanno mai
avuto notizia della nostra religione.
E' una infedeltà, dicono i teologi,
puramente negativa; e questa non è peccato, e non può
essere a loro causa di perdizione.
Se invece si
perdono, non è per la mancanza di fede, ma per la tra-
sgressione della legge naturale, a cui essi
appartengono è  peccato.

L'infedeltà invece in chi, avendo avuto sufficente
notizia della vera religione, non vuole abbracciarla, no-
nostante tutti i segni di verità che porta
in essa
e gli argomenti che parlano in suo favore, è un'infe-
deltà positiva; e questa è colpevole perchè volontaria,
colpevole talmente da meritarsi l'eterna dannazione,
come ha detto Gesù Cristo stesso: < Chi non crederà
sarà condannato ». 

L'INCREDULITA'. cap 2
Se la infedeltà è la mancanza di Fede in chi
non è cristiano, l'ineredulità è la totale mancanza di
Fede nel cristiano battezzato.
. Si chiamano quindi increduli quei cristiani
che non credono nella divina rivelazione, cioè in tutto
ciò che Dio ha rivelato.

L'incredulità può in ogni caso essere senza col-
pa: come per es. chi  ignorasse le
verità rivelate perchè non ebhe nessuna possibilità di
istruirsi. Ma questo è più che altro un caso teorico.
In pratica è sempre colpevole, dato che
ignora la verità della Fede. I cristiani per la loro 
negligenza, cioè dal fatto di
non aver curato l'istruzione necessaria e conveniente.

l'incredulità vera e prorpia, che ha luogo quan-
do, conoscendo a sufficenza le verità della religione, non
si vuole riconoscerle o accettarle, è un peccato gravis-
simo contro la Fede.

Quale colpa maggiore per un uomo che è quella di
rifiutare a Dio completamente la sottomissione della
propria intelligenza, il consenso della propria mente? E
un peccato che riveste in rapporto a
Dio la malizia di
una grande ingiuria, dandogli apertamente del men-
titore, anzi negando la sua stessa esistenza; ed è un pec-
cato che reca le conseguenze più gravi all'uomo, per-
chè non solo gli fa perdere la grazia di Dio, ma gli fa
perdere anche  questa grazia, essendo appunto
la Fede la radice della nostra esistenza
cristiana.

E'  perduta ogni speranza di vederlo rigermo-
gliare; cosi il peccato dell'ineredulità è peggiore di tutti
gli altri, perchè ci priva non solo per come giustificarsi, 
ma anche nel fondamento della speranza della fede..

Ecco perchè Gesù Cristo, si limnitò a minacciare
dei castighi contro gli altri peceati, contro chi ha per-
duto la Fede dice senz'altro che egli è già condannato:

Questo peccato oggi è diventato
purtroppo tanto comune nel mondo uccide le anime!
La modernita' è la scienza  ,  il lavborio satanico  anticristiano
per sopprimere nelle coscienze ogni idea di Dio e di 
soprannaturale,  la guerra aperta
a Cristo, al suo Vangelo, alla sua Chiesa: ecco le cause
principali della rovina delle odierne generazioni in rap-
porto alla Fede.

Ma dove si andrà a finire di questo passo?
Il giorno in cui questo avesse il sopravvento nel mondo,
in cui fosse spenta ogni idea di Dio nelle genera-
zioni umane,  segnerebhe il trionfo del più be-
stiale materialismo, e quindi di tutti i principî umani della società!

L'APOSTASIA. cap 3
Sarebbe questo, , il terzo pec-
cato contro la Fede. Esso consiste nel rinunciare
alla vera religione per abbracciarne una  falsa:
peccato enorme, che racchiude in sè il più formale di-
sprezzo di Gesiù Cristo e della sua redenzione.

Siccome però questa colpa gravissima ai nostri
giorni è ahbastanza rara, perchè l'apostasia dominante
oggi è piuttosto quella di ripudiare   qualun-
que religione e di qualunque morale per vivere nel più
sfrontato ateismno. 
L'eresia cap..4
La nostra Fede, perchè non è di comodo a noi, alle 
nostre passioni. Non avete mai udito dire
da qualcuno: < Che inferno? che inferno ?... io credo in
Dio sì. ma non nell'inferno !... »: oppure: < Che 
confessione davanti a un ministro di Dio!... basta confessar-
si davanti a Dio... >
per salvarsi basta credere in Dio!... >
ed altre espressioni ? Ebbene: che cosa sono queste
frasi? Sono espressioni eretiche, sono peccati di eresia.

E' vero che il più delle volte non sono accompa-
gnate dalla persuasione interna e si dicono cosi per
rispetto umano o per leggerezza, e perciò
  è normale eresia che è
l'errore dell'intelletto : ma contengono tutta la malizia
dell'eresia esterna, e sono un grave peccato se non altro
contro l'obbligo che abbiamo di professare anche este-
riormente la nostra Fede.

IL DUBBIO VOLONTARIO.n cap 5--
Ecco un quinto peccato contro la Fede.
Anche il solo dubitare volontariamnente e deliberata-
mente nella verità di fede  è  grave colpa
e basta a renderci infedele.

Pensando alla confessione,  « Alcuni dicono 
che fu istituita da Gesù Cristo, altri che fu
inventata : chi avrà ragione?... ». Pensa un
istante: «Non l'hanno nề i primi nè
i secondi... io credo che questa  sia un dubbio,
e lo tengo per dubbio!... >. Oppure < Può
essere che l'abbiano gli uni o che l'abbiano gli altri...
io per ora sospendo il mio giudizio !... ».
In ambedue i casi, sia giudicando come dubita 
l'istituzione della Confessione, sia che il giudizio 
in proposito, pecca contro la Fede, e il suo
peccato è interno  ha te-
nuto il dubbio dentro di se e la manifestato ad altri. 

L'INDIFFERENTISMO RELIGIOSO.cap 6---

In che consiste?

Ecco infine il peccato più facile e più comune con-
tro la Fede, che incontriamo oggi in mezzo ai cristiani.
Consiste nel disinteressarsi affatto della religione,
nel ritenerla buona ugualmente per salvarsi.

Il primo sarebbe indifferentismo pratico; il secon-
do teorico.
L'indifterentismo pratico si riduce in fine a vivere
senza alcuna religione come gli atei; oppure nel cre-
dere sì che la religione cattolica sia vera, ma poi nel
non curarsi per conoscerla e di metterla in pra-
tica. L'indifferentismo teorico si riduce a questo strano
ragionamento : « Una religione ci vuole; che questa poi
sia cattolica,  protestante,  o una qualunque, 
poco importa, perchè tutte sono buone.
Non c'è nessuno, che, riflettendo un po' 
non capisca che questo sistema, sia
irragionevole.
Perchè riconoscere la verità della 
religione e poi non curarsene è una contraddizione, 
come pure credere che tutte le religioni siano
tutte uguali, perchè sarebbe come af-
fermare che il vero e il falso, il nero e il bianco sono
la stessa cosa.

Esempio, perehè ammettere che Dio
sia indiferente intorno alla pratica della religione e al
culto che gli viene presentato dall'uomo, che cioè per Lui
tanto sia essere religiosi che no, professare la verità o
l'errore, praticare il bene o il male.
Eppure quanti vi sono oggi tra i cristiani che han-
no abbracciato questo sistema di vita e scorrono i giorni
della loro esistenza nella più perfetta non curanza di
Dio e della religione! L'indifferentismo si può dire che
e' tra noi.

Ma quali ne sono gli effetti?
L'esperienza giornaliera ce li fa toccar con mano.
Esso spiana la via al più sfacciato ateismo, facendo per-
dere all'uomo un po' alla volta totalmente la fede, e col
pretesto della libertà religiosa lo getta in braccio alla
più funesta libertà morale, che è licenza di costumi.
fonte di vizi, sorgente di rovina temporale ed eterna.

CONCLUSIONE.

Concludendo :  i principali peccati opposti alla 
Fede dovete aver compreso
ancor più quanto interessi vegliare bene sopra se stessi
per non smarrire  comunque in noi questa
virtù, la Fede  ehe è il dono più eccelso che Dio ci abbia fatto.
Ricordate sempre che si tratta di salvare la
Fede, nessuna fatica, nessun sacrificio è eccessivo, per-
chè è questione di fondamento. Se questo è in voi ,
sebbene per disgrazia la vostra condotta lasciasse a de.
siderare, potete sperare che la Fede, presto o tardi, con
la sua azione illuminatrice vi strappi dal vizio e vi
conduca a Dio. Ma che non sia spenta nel vostro
spirito, perchè la situazione è quasi disperata. 



















































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