s messa 8 marzo
La terza, quarta e quinta domenica di Quaresima dell'anno
costituiscono un'unità chiamata «Quaresima catecumenale».
Si leggono, infatti, le pagine di Giovanni sulle quali si
basavano tradizionalmente le ultime catechesi impartite a coloro
che avrebbero ricevuto i sacramenti dell'iniziazione cristiana
nel corso della veglia pasquale.
La liturgia odierna gravita attorno al racconto dell'incontro
di Gesū con una donna di Samaria. Tutto comincia nel modo piū
banale. Gesū, «stanco del viaggio», è rimasto vicino al pozzo,
mentre i suoi discepoli sono andati «in città a far provvista
di cibi». Egli chiede alla donna di attingergli un po' d'acqua.
Una richiesta insolita da parte di un giudeo a una donna samaritana.
Già questo induce a riflettere. Ma l'attenzione si concentra sul
dialogo che si intreccia a partire da quella richiesta, un dialogo
talmente avvincente che Gesū non sembra più sentire la sete e la
donna dimentica persino il motivo della sua venuta al pozzo. E
impossibile esaurire la ricchezza dottrinale e spirituale di
questo dialogo e del seguito del racconto. Ma la liturgia di
questa domenica si sofferma, in particolare, sul mistero
dell'acqua «che zampilla per la vita eterna».
Nella tradizione biblica, come d'altronde in quella di molte
religioni, il simbolo dell'acqua occupa un posto rilevante.
Tutti sanno per esperienza che senza di essa non vi sarebbe
vita sulla terra. Il popolo dell'esodo ha imparato che l'acqua
è veramente un dono del cielo, vedendo come Dio faceva scaturire
dalla dura roccia sorgenti di acqua purissima. Queste
manifestazioni della potenzae della misericordia di Dio
ravvivano, oltre alle forze fisiche, anche la fede zoppicante
di quei nomadi in cammino verso la terra promessa. Cosi l'acqua è
ventata il simbolo di tutti i beni che ci si possono attendere
dal Signore: il dono dello Spirito e, alla fine, la vita eterna.
Gesù è personalmente la fonte di acqua viva che estingue ogni
sete, il tempio di quegli adoratori in spiritoe verità che il Pa-
dre desidera, il messia e il salvatore del mondo. Una donna
samaritana dall'esistenza tumultuosa, beneficiaria di questa
rivelazione è, ancor oggi, la messaggera di questa buona n0-
vella. Alziamo gli occhi e guardiamo i campi che già biondeg-
giano per la mietitura. Beviamo alla fonte della vita!
antifona d'ingresso sal 24,15-16
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi.
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo.
oppure Ez 36,23-26
«Quando manifesterò in voi la mia santità, vi raccoglierò da
tutta la terra; vì aspergerò con acqua pura e sarete purifi-
cati da tutte le vostre sozzure e io vi darò uno spirito nuo-
vo», dice il Signore.
colletta
O Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto
a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di
carità fraterna: guardaa noi che riconosciamo la nostra mi-
seria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci solle-
vi la tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
O Dio, sorgente della vita, tu offri all'umanità riarsa dalla
sete l'acqua viva della grazia che scaturisce dalla roccia.
Cristo salvatore; concedi al tuo popolo il dono dello Spirito,
perché sappia professare con forza la sua fede, e annunzi
con gioia le meraviglie del tuo amore. Per il nostro Signore
Gesù Cristo...
prima lettura Es 17,3-7
Nell'arido deserto dell'esodo, Dio ha fatto scaturire dalla
roccia l'acqua viva, senza la quale il popolo sarebbe morto
di sete. Si ricorda questo segno della potenza del Signore
e della sua presenza in mezzo ai suoi per mettere in guardia
contro la mancanza di fede e di fiducia in colui che solo
può estinguere ogni sete.
DAL LIBRO DELL'ESODO
In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza
di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché
ci hai fatto salire dall'Egitto per far morire di sete noi,
i nostri figli e il nostro bestiame?».
Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò
io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!».
I| Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi
con te alcuni anziani d'lsraele. Prendi in mano il bastone
con cui hai percosso il Nilo, e va'! Ecco, io starò davanti
a te là sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia:
ne uscirà acqua e il popolo berrà.
Mose fece cosi, sotto gli Occhi degli anziani d'lsraele.
E chiamo' quel luogo Massa e Meriba, a causa della protesta
degli Israeliti e perche' misero alla prova il Signore,
dicendo: «ll Signore è in mezzo a noi si o no?». - Parola di Dio.
salmo responsoriale 94,1-2;6-7;8-9
Esli è il nostro Dio e noi siamo il suo popolo:
verifica della fede nel deserto dove il Signore sembra assente.
RIT. Ascoltate oggi la voce del Signore:
non indurite il vostro cuore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia./R
Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio
davanti al Signore che ci ha fatti.
E lui il nostro Dio e noi il popolo del suo
pascolo, il gregge che egli conduce./R
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere»./R
seconda lettura Rm 5,1-2.5-8
Già giustificati per la fede, forti della speranza
donata dall'amore di Dio effuso nei nostri cuori
dallo Spirito Santo, noi siamo impegnati, sotto la
guida del Signore morto e risorto, in un ultimo esodo
che, dal mondo della grazia, conduce alla gloria di Dio.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con
Dio per mezzo del Signore nostro Gesů Cristo. Per
mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, I'accesso
a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo,
saldi nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio
è stato riversato nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo
stabilito Cristo mori per gli empi. Ora, a stento
qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse
qualcuno oserebbe morire per una persona buona.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi
nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori,
Cristo è morto per noi. Parola di Dio.
canto al Vangelo Gf 4,42 .15
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Signore, tu sei veramente il salvatore del
mondo; dammi dell'acqua viva, perché io non abbia più sete.
Vangelo Gv 45-42 (lett. breve 4,5-15.195 26.39a 40-42)
Gesu' è veramente il salvatore del nondo, il messia
promesso; non dobbiamo aspettarne un altro:è spesso
al termine di un cammino sinuoso che si giunge a questa
scoperta, a volte del tutto inattesa, per se stessi e
per gli altri. Lo attesta in modo avvincente il vangelo
della donna samaritana. Sbaglierebbe chi si accontentasse
di leggerlo come il racconto edificante di ciò che è
accaduto, un giorno, a una donna che nulla sembrava
preparare all'incontro con il Signore. Bisogna piuttosto
meditarlo continuamente, in ogni etù della vita e della
fede. Ognuno, cosi com'e, con i suoi interrogativi,
i suoi dubbi, il suo peccato, scopre allora di essere guidato
ad entrare pian piano in se stess0 e a desiderare l'acqua che
zampilla per la vita eterna. Dopo aver trovato il Signore, che
solo può donarla, abbandonerà la brocca ormai divenuta
inutile e andrà a partecipare agli altri la meravigliosa sco-
perta, in modo che vengano anch'essi ad incontrare il Si-
gnore che li aspetta, seduto sull'orlo del pozzo.
I DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesû giunse a una città della Samaria chia-
mata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giu-
seppe suo figlio: qui c'era un p0zzo di Giacobbe. Gesû dun-
que, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era cir-
ca mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere
acaua. Le dice Gesů: «Dammi da bere!». I suoi discepoli era-
no andati in città a fare provvista di cibi, Allora la donna sa-
maritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da be-
re a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non
hanno rapporti con i Samaritani.
Gesû le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è
colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui
ed egli ti avrebbe dato acqua viva, gli dice la donna:
«Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da
dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse piû
grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il
pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?»
Gesû le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo
sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli daro, non avrà più
sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in
lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna».
«Signore,-gli dice la donna - dammi quest'acqua, perché io
non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere
acqua». (Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui».
Gli risponde la donna: «io non ho marito», Le dice Gesū:
«Hai detto bene: "io non ho marito". Infatti hai avuto cinque
mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai
detto il vero». Gli replica la donna: «Signore,] vedo che
tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo
monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui
bisogna adorare». Gesū le dice: «Credimi, donna, viene l'ora
in cui ne su questo monte në a Gerusalemme adorerete il Padre.
Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che
conosciamo, perchẽ la salvezza viene dai Giudei. Ma viene
l'ora- ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno
il Padre in spirito e verità: cosi infatti il Padre vuole
che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli
che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli
rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato
Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa», Le
dice Ges): «Sono io, che parlo con te».
(In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano
che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che
cosa cerchi?», O: «Di che cosa parli con lei?».] La donna
intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente:
«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho
fatto. Che sia lui il Cristo?», [Uscirono dalla città e andavano
da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbi, mangia».
Ma egli rispose loro: «lo ho da mangiare un cibo che voi non
conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro:
«Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro:
ll mio cibo ề fare la volontà di colui che mi ha mandato e
compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro
mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i
vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la
mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per
la vita eterna, perche chi semina gioisca insieme a chi miete.
In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e
l'altro miete. lo vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete
faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella
loro fatica».) Molti Samaritani di quella città credettero in
lui (per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto
tutto quello che ho fatto», E quando i Samaritani giunsero da
lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due
giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla
donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi
crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e
sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Parola del Signore.
preghiera
Per questo sacrificio di riconciliazione perdona, o Padre, i
nostri debiti, e donaci la forza di perdonare ai nostri fratel-
li. Per Cristo nostro Signore.
prefazio
Rendiamo grazie al Padre per l'acqua viva dello Spirito, con
cui il Cristo ci disseta.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in luogo a te, Signo-
re, Padre santo Dio onnipotente ed eterno, per Crsto nostro
Signore.Egli chiese alla Samaritana l'acqua da bere,
per farle il grande dono della fede, e di questa fede ebbe
sete così ardente da accendere in lei la fiamma del tuo
amore. E noi ti lodiamo e ti rendiamo grazie e uniti agli
Angeli celebriamo la tua gloria. Santo..
antifona Gy 4,13-14
Chi beve dell'acqua che io gi darò>, dice il Signore, «avrà
in sé una sorgente che zampilla fino alla vita eterna».
preghiera
0 Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pe-
gno della tua gloria, fa' che manifestiamo nelle nostre ope-
re la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per
Cristo nostro Signore.
sviluppi
Il mio popolo ha commesso due iniquità: essi hanno abbandonato
me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne
screpolate, che non tengono l'acqua (Ger 2, 13).
Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza (Is 12,3).
Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in
piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva chi
crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva
sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo
Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui (Gu 7,37-39).
Uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne usci
sangue e acqua (Gu 19,34).
Tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il
sangue, e questi tre sono concordi (1Gu 5,7-8).
I patriarchi hanno avuto i loro pozzi: certamente Abramo e Isacco,
ma penso anche Giacobbe. Parti da questi pozzi, percorri tutta la
Serittura in cerca di pozzi e arriva ai Vangeli. Troverai quello
accanto al quale nostro Signore si riposava dopo le fatiche del
viaggio, quando giunse una donna samaritana ad attingervi acqua.
Allora egli spiega quali sono le virtù del pozzo -o dei pozzi - nelle
Scritture e, comparando le diverse acque, rivela i segreti del
mistero divino. Si dice, infatti, che se uno beve delle acque fornite dal
pozzo terrestre avrà ancora sete, ma in chi avrà bevuto delle acque
date da Gesù scaturirà una «sorgente d'acqua che zampilla per la
vita eterna», In un altro passo del Vangelo, non si tratta più di
sorgente o di pozzi, ma qualcosa di più importante.
da (giovanipagine@gmail.com)





