sabato 31 gennaio 2026

S Messa 7 giugno Corpus Domini






solennita SS Corpo e Sangue di Cristo
s messa 7 giugno

Nei giorni dell'esodo, Dio ha salvato il suo popolo con la man-
na, «un cibo che neppure i tuoi padri avevano mai conosciu-
to», e con l'acqua sgorgata «dalla roccia». Grazie a questo pa-
ne caduto dal cielo e a quest'acqua, il popolo ha potuto at-
traversare «il deserto grande e spaventoso», per entrare nel-
la terra promessa, dove ha goduto del riposo che aveva a lun-
go sperato. Durante il suo cammino, ha fatto l'esperienza di
un'estrema indigenza, che solo Dio può soccorrere, e ha pre-
so coscienza di un bisogno più vitale di quello del cibo terre-
no: «L'uomo non vive soltanto di pane, ma di quanto esce dal-
la bocca del Signore».
Moltiplicando i pani e i pesci per sfamare la folla, Gesü si ri-
vela come il nuovo Mosè, ma aggiunge che egli dà da man-
giare la sua carne e da bere il suo sangue. Egli è il «vero cibo»
e la «vera bevanda», data non per estinguere la fame e la se-
te di un momento, ma per procurare la vita eterna. Afferma-
zione esorbitante, pretesa incredibile da parte di un uomo, an-
che se compie segni e prodigi inauditi! Per accettare tutto que-
sto, bisogna aver riconosciuto in Gesû il Figlio di Dio, che ha
«dato» il suo corpo e «sparso» il suo sangue per la salvezza del
mondo, che il Padre ha risuscitato dai morti per farlo sedere
alla sua destra nei cieli. Bisogna ricordare ciò che il Signore
ha detto e fatto in occasione dell'ultima cena con i suoi apo-
stoli. Bisogna, infine, riconoscere sotto i segni del pane e del
vino, offerti rendendo grazie, il corpo e il sangue di Cristo.
Questo sacramento che edifica la Chiesa riunisce nell'unità del
Padre, del Figlio e dello Spirito la moltitudine dei credenti di-
spersi Su tutta la faccia della terra. Esso è il viatico che nulla
puo' sostituire sulla strada del nostro esodo verso la Gerusa-
lemme celeste, dove il Signore ci introdurrà quando ritornerà.
L'eucaristia che celebra la Chiesa è «mistero della fede», sor-
gente ed esigenza della carità, fondamento della speranza,
medicina di immortalita! La solennità di questo giorno cele-
bra ciò che noi sappiamo e proclamiamo continuamente.

antifona d'ingresso sal.80,17
Il Signore ha nutrito il suo popolo 
con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia.

colletta
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'eu-
caristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che
adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del
tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della re-
denzione. Tu sei Dio, e vivi...

oppure
Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, rav-
viva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene:
fa' che, sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cri-
sto, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare
nella gioia dei santi, tuoi convitati alla mensa del regno. Per
il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima  lettura Dt 8,2-3.14b-16a
Gli avvenimenti dell'esodo sono stati spesso meditati e fin
nei minimi particolari dagli autori biblici. Allora, il popolo
ha fatto un'esperienza fondamentale: nel deserto, «terra as-
setata, senz'acqua», la parola di Dio è necessaria al pari del-
l'acqua scaturita dalla roccia e della manna, il pane mera-
viglioso dato dal Signore. 

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO
Mose' parlo' al popolo dicendo:
«Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fat-
to percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliar-
ti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuo-
re, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti
ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri
non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non
vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dal-
la bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla
terra d'Egitto, dalla condizione servile: che ti ha condotto per
questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti veleno-
si e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgor-
gare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha
nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, Parola di Dio.

salmo responsoriale147,12-13;14-15;19-20
Pane per il cammino, parola per i cuori, pace per tutto il po-
polo: doni del cielo che la Chiesa ricorda.

RIT. Loda il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli./R

Egli mette pace nei tuoi Confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce./R

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Cosi non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi./R

seconda lettura1Cor10,16-17
Ia comunione al corpo e al sangue di Cristo produce fra i
credenti un'unione vitale superiore alla comunità di fede e
di speranza di cui essa è segno efficace.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORİNZI
Fratelli. il calice della benedizione che noi benediciamo, non
è forse comunione con il sangue di Cristo?
E' il  pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il cor-
po di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo cor-
po: tutti infatti partecipiamo all'unico pane. - Parola  di Dio.

Sequenza
Sion,loda il Salvatore
la tua guida, il tuo pastore con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode, non vi è canto che sia degno. 

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto, oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo la prima sacra cena.

E' il banchetto del nuovo Re,
nuova pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra; luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena: noi lo rinnoviamo.oe

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino, 0stia di salvezza.

E certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne, si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma, oltre la natura.

E un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide: intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono: mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione ben diverso è l'esito!

Quando spezzi il sacramento, non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte, quanto nell'intero.

E' diviso solo il segno, non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito della sua persona. ]

Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, 
vero pane dei figli: non dev'essere gettato.

Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua, nella manna data ai padri. 

Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi; nùtrici e difendici,
portaci ai beni eterni nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo 
nella gioia dei tuol Santi.

canto al Vangelo . Gv  6,51
Alleluia, alleluia.
lo sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore.
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Vangelo Gv 6,51-58
La manna, il pane venuto dal cielo, è stata data ai nostri pa-
dri per attraversare il deserto dell'esodo. Dopo la moltipli-
cazione dei pani, Gesù ha solennemente dichiarato di esse-
re il pane vivo disceso dal cielo per dare al mondo la vita
eterna e di essere personalmente il cibo indispensabile per
giungere alla risurrezione dell'ultimo giorno. Per compren-
dere il senso di queste parole, bisogna ricordarsi della cena
che il Signore ha condiviso con i suoi discepoli la vigilia del-
la sua morte. Dando loro il pane e il calice ha detto: «Pren-
dete e mangiate, questo è il mio corpo. Prendete e bevetene
tutti, questo è il mio sangue», Ecco come si può mangiare la
sua carne e bere il suo sangue e partecipare intimamente al-
la vita del Cristo risorto: sotto i segni efficaci del sacramen-
to che noi chiamiamo eucaristia.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesû disse alla folla: «lo sono il pane vivo,
disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in
eterno e il pane che io daro' è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Co-
me può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesû disse
 loro; «ln verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne
del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in
voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la
vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perche' la mia
carne è vero ciboe il mio sangue vera bevanda, Chi mangia la
mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lul, Co-
me il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Pa-
dre, cosİ anche colui che mangia me vivrà per me, Ouesto e
il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono
i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivra' in eterno.
Parola del Signore.

preghiera 
Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell'unità
e della pace, misticamente significati nelle offerte che ti pre-
sentiamo. Per Cristo nostro Signore.

antifona 
Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, rimane in me, e io in lui», Alleluia.

preghiera 
Dònaci, Signore, di godere pienamente della tua vita divi-
na nel convito eterno, che ci hai fatto pregustare in questo
sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue, Tu che vivi e re-
gni nei secoli dei secoli.

sviluppi 
Come il Padre ha la vita in se stesso, cosi ha concesso al Figlio di
avere la vita in se stesso (Gu 5, 26).
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se
stesso se non rimane nella vite, cosi anche voi se non rimanete in
me (Gu 15,4). 
Oni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice,
o annunziate la morte del Signore finché egli venga (1Cor 11,26).
Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egll in lui. E da
questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito ehe ci ha dato
(1Gv 3,24),.
Al vincitore darò la manna nascosta (Ap 2,17).

Questi misteri sono detti «sacramenti», poiché l'apparenza non cor-
risponde alla loro realtà profonda. Che cosa si vede? Una realta'
materiale. Ma lo spirito vi scorge una grazia spirituale. Vuoi com-
prendere che cos'è il corpo di Cristo? Ascolta l'apostolo che dice ai
fedeli: «Voi siete il corpo di Cristo e le sue membra». Se dunque voi
siete il corpo di Cristo e le sue membra, è il vostro stesso simbolo
che si trova sulla tavola del Signore, E' il vostro stesso simbolo che
voi ricevete. A ciò che voi siete, rispondete: «Amen» e questa rispo-
sta indica la vostra adesione. Tu senti dire: «ll corpo di Cristo» e
rispondi: «Amen», Sii un membro del corpo di Cristo, affinché il
tuo «Amen» sia vero.
(Agostino, Sermone 272 ai neofiti sul corpo di Cristo)

Questo strano nascondiglio, nel quale Dio si è ritirato, impenetra-
bile alla vista degli uomini, è una grande lezione per condurci al-
la solitudine, lontano dagli sguardi degli uomini. Egli è rimasto
nascosto sotto il velo della natura, che ce lo ha ricoperto fino
al'incarnazione, e quando è dovuto apparire, si è nascosto ancor di
più, ricoprendosi con 'umanità. Era molto più riconoscibile
quand'era invisibile di quanto lo sia dopo essersi reso visibile. E,
infine, quando ha voluto mantenere la promessa fatta ai suoi apo-
stoli di restare con gli uomini fino alla sua ultima venuta, ha scel-
to di restarvi nel nascondiglio più strano e oscuro di tutti, le spe-
cie eucaristiche. E' questo il sacramento che Giovanni chiama nel-
l'Apocalisse la manna nascosta (Ap 2,17); e credo che Isaia lo ve-
desse in questo stato, quando disse in spirito di profezia: «Vera-
mente tu sei un Dio nascosto» (Is 45, 15). E questo l'ultimo nascon-
diglio nel quale può esistere.
(B, Pascal, Lettera IV alla Signorina de Roannez) 





 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.” 



martedì 30 gennaio 2018

Il dolore umano




 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica?
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica,
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con
te.” 

sabato 3 dicembre 2016

Regina degli Angeli


 Regina degli Angeli
Il mondo, a servizio di Satana, cieco spiritualmente, non vede la luce della purezza 
angelica della Madre mia.
Ma non è soltanto il mondo corrotto che giudica sinistramente la Vergine Madre. Ci
sono altri, che si dicono miei seguaci e purtroppo ci sono anche molti credenti  che
discutono e mettono in dubbio la perpetua verginità di Maria Santissima.
Come si può giungere a tale grado di cecità da certi Credenti? Costoro  che sono sordi alla mia voce ed a quella di mia Madre, ascoltano la voce di Satana, al cui servizio non lavorano? Sanno  essi chi sia Satana e cosa egli faccia  in quest’ora gravissima?
L’umanità va alla deriva. Può salvarla la  Madre mia, poiché questa è l’ora di Maria, segnata dalla Provvidenza. Il castigo collettivo sarebbe piombato sulla terra, se questa pietosissima Madre non avesse trattenuta la mia mano. E' proprio Satana che ha ingaggiato la battaglia contro la Madre del Cristo, nella speranza di avere molte prede. Tuttavia il principe delle tenebre sa bene chi sia la Vergine Madre e quale potenza Ella abbia in Cielo. I servitori di Satana e tutti i miei credenti ascoltino!
I credenti che danno scandalo, danno occasione di dubitare anche dell'esistenza di Dio. Ed è a questo che dobbiamo temere: allontanarsi da Dio.
 Noi dovemmo subire l’infelicità eterna,l’inferno, mentre nel mondo tanti e tanti arrivano a salvarsi malgrado tante ribellioni contro il loro Dio!... 
Riflettete, o credenti, sull’ultima affermazione di Satana: Strapperò molte anime a Dio: Se la Madre mia Maria fosse stata eletta prima che gli Angeli si fossero ribellati al Creatore, la sua potentissima intercessione avrebbero ottenuto misericordia!
Chi è questa Donna, davanti alla quale l’inferno ha paura? E' quella vergine purissima, che oggi il mondo vorrebbe allontanare.
Quali rapporti ci sono tra me e questa Donna?... Io venni al mondo per mezzo di Lei, fui nutrito per mezzo di Lei con il suo latte verginale. In tutta la vita, sino ai trentanni, fui accudito da Lei. Maria vergine fu il prezioso strumento della Redenzione del genere umano. In Maria e con Maria io vivo del suo sangue e della sua carne verginale nell’Ostia Consacrata e quando le anime mi ricevono, non sono sole, perché sono incorporato della vita della Madre mia.
Ecco tutto il grande poema, stupendo e mistico, vivente nella mia Chiesa! Senza la  Madre mia non potevo essere Gesù sulla terra; quindi, tutto si deve a questa purissima Regina Immacolata. Se un figlio affettuoso circonda di gratitudine e di amore la madre sua terrena, ed è un cuore limitato, quanto più dovrei  preocuparmi io, di vederla onorata, amata, glorificata e riparata, la Madre mia, Arca di Salvezza, canale di grazia, Corredentrice del genere umano? La Santissima Trinità, tutte le predilezioni che possono darsi a creatura! Il mistero del mio vivere nelle anime avviene sempre per mezzo della purissima mia Madre. Quanto è stupenda e luminosa la figura di questa Vergine, Trono e Tabernacolo di Dio Vivente!
Non c’e lingua umana ne angelica che possa degnamente tesserne le lodi!
Chi ama me, ama la Madre mia! Chi ama la Madre mia, ama me ed avrà vita sicura.
Maria mi portò al mondo e per mezzo di Lei vado alle anime.
E' Maria Vergine che mi conduce e che mi prepara i cuori ove fare la mia dimora.
E' troppo grande la Madre mia!... Guai agli infelici che osano gettare ombra sulla
purezza verginale di Colei che a in mano lo scettro di Regina degli Angeli!
Credenti, che mi ascoltate, riparate e fate riparare l’onore della Madre mia e vostra!

 da (noi amaria-google+)




Anime!...
Ciò che perisce è nulla; la materia giova solo per il tempo; è l’anima umana che
vale, perché durerà in eterno. La dimora sulla terra non avrebbe significato se le anime non fossero immortali. Ah, le anime!... Proprio le anime mi portarono sulla terra. Per amore di esse soffrii tanto quaggiù e per loro amore spirai sulla Croce, tutto martirizzato dalla testa ai piedi,  da sembrare un lebbroso. Lividure, piaghe  e Sangue per tutto il corpo e tutto questo per amore delle anime.
Il mio ideale è stato e sarà sempre la  salvezza delle anime.
Quale altro compito hanno tutti i miei credenti? Salvarsi e salvare!
Innanzi tutto si deve salvare l’anima propria, affare unico strettamente personale, poi si deve lavorare per salvare i fratelli.
La parabola dei talenti dovrebbe e far riflettere i credenti titubanti, poiché il servo
pigro fu gettato nelle tenebre esteriori nel pianto e stridore di denti.
Perché vi ho scelto fra innumerevoli creature e vi ho rivestiti della Dignità di credente?
 Forse per godere di più nella vita e per darvi al bel tempo?... Perché vi sono dati gli anni di vita, se non per trafficare  talenti ricevuti?...   '
Quale guadagno deve stare in cima ai vostri pensieri se non il  gran numero  di anime  credenti da salvare?
Qualè il frutto del vostro credere se non mi presentate di continuo anime?
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Certi credenti sono troppo miseri, preoccupati solo di non cadere nella colpa grave;
quando riescono a stare un po’ in equilibrio per non cadere, credono poter stare tranquilli in coscienza. Errore grande! ;
Il primo passo di base, é di certo evitare il grave peccato. Ma questo non basta a nessuno, particolarmente ai credenti  i quali devono essere apostoli, sale e luce della terra . Più che preoccuparsi del male da fuggire ,devono preoccuparsi del bene da fare. Tralasciare il bene, quando se ne ha il dovere come credente in Dio, quando se ne ha il tempo  le circostanze lo permettono,è un peccato di omissione. 
Quante anime da istruire, da consigliare, da confortare! Quante persone cercano il  perdono di Dio! Quanti ammalati da visitare e moribondi da assistere! Quanti bambini da accudire per disporli alla vita cristiana! Quanti centri di lavoro da visitare per mettersi a contatto con schiere di operai dimentichi di Dio! E mentre i bisogni delle anime sono tanti dove sono e cosa fanno i cristiani credenti?
 Come occupano il ·tempo dedicato a Dio? in passatempi, visite pericolose prolungate... E le anime?... Sono li che aspettano chi spezzi loro il pane e non lo trovano! Lavorate credenti! Lavorano di più i nemici della mia Chiesa. E' tempo di svegliarsi e di rinnovarsi nello Spirito. Credenti ,così si serve un Dio, il Sommo Padrone che vi a dato i suoi talenti? Ad ogni credente `ho dato dei talenti, a 
chi uno, a chi due, a chi cinque. A chi più è stato dato, più sarà domandato.
Ho credenti ardenti di carità, assetati di anime; per loro tutto è nulla o ben poca cosa; per loro ciò che conta è la salvezza delle anime, di moltissime anime.
Ma se nel mondo ho migliaia di credenti zelanti, perché non possono essere tali le  altre decine di migliaia?
Meditate tutti sulla sorte toccata al servo pigro, che non fece fruttare il talento del padrone!
Nel giorno del rendiconto, quando i credenti pigri vedranno tante anime dannarsi per loro indifferenza,
comprenderanno il grande male fatto a loro stessi ed ai fratelli, sottraendo la gloria di Dio.
Si rimedi mentre se ne ha il tempo!
da ( noi amaria-google+ )