s messa 13 settembre
Nella Bibbia, la confessione del peccato e della misericordia
divina e l'intercessione e il ringraziamento vanno sempre in-
sieme. I salmi lo attestano abbondantemente. Quando il sal-
mista si rivolge a Dio per esprimere la propria riconoscenza,
evocandoi benefici giã ricevuti, chiedendogli di ripeterli o in-
vocandone l'aiuto nelle proprie necessità, si presenta sempre
davanti al Signore cominciando con il riconoscersi peccatore.
Ma non assume l'atteggiamento del peccatore schiacciato dal
peso delle proprie colpe e tutto tremante sotto lo sguardo ac-
cusatore di un padrone corrucciato. Infatti, il peccato è un at-
to di ingratitudine nei riguardi di qualcuno, il cui amore feri-
to resta intatto, e che è sempre pronto a perdonare chiunque
si rivolga alla sua infinita tenerezza.
La ripetuta esperienza di questa costante condotta di Dio im-
plica il dovere di perdonare allo stesso modo i torti che ci ven-
gono inflitti dagli altri. «ll rancore e l'ira sono un abominio.
Come si potrebbe infatti chiedere e ottenere il perdono divi-
no, conservando nel proprio cuore del risentimento verso gli
altri? Sarebbe un escludersi da soli dall'alleanza, dall'amici-
Zia divina. Quale orrore agli occhi di Dio e degli uomini!
Gesû ha ricordato che i due comandamenti dell'amore di Dio
e del prossimo hanno assolutamente la stessa importanza. La
legge detta del «taglione» mirava a vietare le rappresaglie, le
vendette, le punizioni sproporzionate rispetto al crimine com-
messo e al danno causato. Gesū si spinge molto al di là: pre-
scrive di amare anche i propri nemici, di pregare per loro. |
Cristiani, debitori insolventi ai quali Dio rimette i debiti, de-
vono perdonare continuamente e indefinitamente: «settanta
volte sette.
Nella Bibbia, la confessione del peccato e della misericordia
divina e l'intercessione e il ringraziamento vanno sempre in-
sieme. I salmi lo attestano abbondantemente. Quando il sal-
mista si rivolge a Dio per esprimere la propria riconoscenza,
evocandoi benefici giã ricevuti, chiedendogli di ripeterli o in-
vocandone l'aiuto nelle proprie necessità, si presenta sempre
davanti al Signore cominciando con il riconoscersi peccatore.
Ma non assume l'atteggiamento del peccatore schiacciato dal
peso delle proprie colpe e tutto tremante sotto lo sguardo ac-
cusatore di un padrone corrucciato. Infatti, il peccato è un at-
to di ingratitudine nei riguardi di qualcuno, il cui amore feri-
to resta intatto, e che è sempre pronto a perdonare chiunque
si rivolga alla sua infinita tenerezza.
La ripetuta esperienza di questa costante condotta di Dio im-
plica il dovere di perdonare allo stesso modo i torti che ci ven-
gono inflitti dagli altri. «ll rancore e l'ira sono un abominio.
Come si potrebbe infatti chiedere e ottenere il perdono divi-
no, conservando nel proprio cuore del risentimento verso gli
altri? Sarebbe un escludersi da soli dall'alleanza, dall'amici-
Zia divina. Quale orrore agli occhi di Dio e degli uomini!
Gesû ha ricordato che i due comandamenti dell'amore di Dio
e del prossimo hanno assolutamente la stessa importanza. La
legge detta del «taglione» mirava a vietare le rappresaglie, le
vendette, le punizioni sproporzionate rispetto al crimine com-
messo e al danno causato. Gesū si spinge molto al di là: pre-
scrive di amare anche i propri nemici, di pregare per loro. |
Cristiani, debitori insolventi ai quali Dio rimette i debiti, de-
vono perdonare continuamente e indefinitamente: «settanta
volte sette.
Da questo dipende la verita della loro appartenenza a Cristo.
Qui si richiamano, del culto che celebrano, della loro preghie-
ra e, infine, della loro giustizia davanti a Dio lo Spirito
di loro, una comunita di figli del Padre della misericordia,
corra la loro debolezza. Allora, potranno dire con piena fdu-
cia, ogni giorno e al momento di ricevere il corpo e il sangue
dell'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, la preghiera
che il salvatore ha insegnato loro: «Padre nostro, rimetti a noi
i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
antifona d'ingresso cf. Sir36,15-16
Da', o Signore, la pace a coloro che sperano in te; i tuoi pro-
feti siano trovati degni di fede; ascolta la preghiera dei tuoi
fedeli e del tuo popolo, Israele.
colletta
O Dio, che hai creato e governi l'universo, fa' che sperimen-
tiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tut-
te le forze al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
O Dio di giustizia e di amore, che perdoni a noi se perdo-
niamo ai nostri fratelli, crea in noi un cuore nuovo a im-
magine del tuo Figlio, un cuore sempre più grande di ogni
offesa, per ricordare al mondo come tu ci ami. Per il nostro
Signore Gesù Cristo...
prima lettura
Sir 27,33-28,9 (NV) gr. 27,30-28,7)
Non è possibile invocare Dio e l'alleanza, ottenere il perdo-
no dei propri peccati, quando non si perdona agli altri.
DAL LIBRO DEL SIRÁCIDE
Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta den-
tro. Chi si vendica subira' la vendetta del Signore, il quale tie-
ne sempre presenti i suoi peccati.
perdona l'offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti sa-Qui si richiamano, del culto che celebrano, della loro preghie-
ra e, infine, della loro giustizia davanti a Dio lo Spirito
di loro, una comunita di figli del Padre della misericordia,
corra la loro debolezza. Allora, potranno dire con piena fdu-
cia, ogni giorno e al momento di ricevere il corpo e il sangue
dell'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, la preghiera
che il salvatore ha insegnato loro: «Padre nostro, rimetti a noi
i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
antifona d'ingresso cf. Sir36,15-16
Da', o Signore, la pace a coloro che sperano in te; i tuoi pro-
feti siano trovati degni di fede; ascolta la preghiera dei tuoi
fedeli e del tuo popolo, Israele.
colletta
O Dio, che hai creato e governi l'universo, fa' che sperimen-
tiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tut-
te le forze al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
O Dio di giustizia e di amore, che perdoni a noi se perdo-
niamo ai nostri fratelli, crea in noi un cuore nuovo a im-
magine del tuo Figlio, un cuore sempre più grande di ogni
offesa, per ricordare al mondo come tu ci ami. Per il nostro
Signore Gesù Cristo...
prima lettura
Sir 27,33-28,9 (NV) gr. 27,30-28,7)
Non è possibile invocare Dio e l'alleanza, ottenere il perdo-
no dei propri peccati, quando non si perdona agli altri.
DAL LIBRO DEL SIRÁCIDE
Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta den-
tro. Chi si vendica subira' la vendetta del Signore, il quale tie-
ne sempre presenti i suoi peccati.
ranno rimessi i peccati.
Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come puo'
chiedere la guarigione al Signore?
Lui che non ha misericordia per l'uomo suo simle, come puo'
supplicare per i troppi peccati?
Se lui che e' soltanto carne, conserva rancore, come puo ot-
tenere il perdono di Dio? Chi espierà per i suoi peccati?
Ricordati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e del-
la morte e resta fedele ai comandamenti.
Rlcorda i precetti e non odiare il prossimo,
'alleanza dell'Altissimo e dimentica gli errori altrui. Parola di Dio.
salmo responsoriale 102,1-2;3-4;14.10;11-12
Dio non conserva rancore per le nostre offese. Nella sua te-
nerezza egli perdona sempre.
RIT. /Il Signore è buono e grande nell'amore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto e' in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici./R
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermita,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontā e misericordia./R
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno,
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe./R
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
cosi la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l'oriente dall'occidente,
in funzione della nostra appartenenza a Cristo: questo prin-
cipio è infinitamente esigente, ma instaura un clima di li-
bertà che nessuna legislazione morale può produrre.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore
per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore.
se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia
che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è
morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti
e dei vivi. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 13,34
Alleluia, alleluia.
Vì do un comandamento nuovo, dice il Signore:
salmo responsoriale 102,1-2;3-4;14.10;11-12
Dio non conserva rancore per le nostre offese. Nella sua te-
nerezza egli perdona sempre.
RIT. /Il Signore è buono e grande nell'amore.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto e' in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici./R
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermita,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontā e misericordia./R
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno,
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe./R
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
cosi la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l'oriente dall'occidente,
cosi egli allontana da noi le nostre colpe./R
seconda lettura Rm 14,7-9
Valutare tutto ciò che ci accade, tutto ciò che dobbiamo farein funzione della nostra appartenenza a Cristo: questo prin-
cipio è infinitamente esigente, ma instaura un clima di li-
bertà che nessuna legislazione morale può produrre.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore
per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore.
se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia
che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è
morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti
e dei vivi. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 13,34
Alleluia, alleluia.
Vì do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, cosi amatevi anche voi gli uni gli altri.
VangeloMt 18,21-35
Un denaro che rappresenta il salario di una giornata (Mt 20,2);
un'assoluta sproporzione fra sessanta milioni e cento dena-
ri. È un debito impossibile da valutaree saldare quello che
Dio condona a coloro che implorano la sua pietà. Come è pos-
sibile allora mostrarsi duri e spietati verso altre persone che
ci devono cosi poco e dire: «Rimetti a noi i nostri debiti»?
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesü e gli disse: «Signore,
se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte
dovro perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose
«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regola-
re i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i con-
ti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila
VangeloMt 18,21-35
Un denaro che rappresenta il salario di una giornata (Mt 20,2);
un'assoluta sproporzione fra sessanta milioni e cento dena-
ri. È un debito impossibile da valutaree saldare quello che
Dio condona a coloro che implorano la sua pietà. Come è pos-
sibile allora mostrarsi duri e spietati verso altre persone che
ci devono cosi poco e dire: «Rimetti a noi i nostri debiti»?
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesü e gli disse: «Signore,
se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte
dovro perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose
«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regola-
re i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i con-
ti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila
talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padro-
ne ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto
possedeva, e cosi saldasse il debito. Allora il servo, prostra-
to a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti
restituirò ogni cosa" il padrone ebbe compassione di quel ser-
vo, lo lascio andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che
gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava,
dicendo: "Restituisci quello che devi!". lI suo compagno, pro-
strato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e
ti restituiro", ma egli non volle, andò e lo fece gettare in pri-
gione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto di-
spiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accadu-
to. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse:
"Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche'
tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo
compagno, cosi come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il
padrone lo diede in mano agli aguzzini, finchế non avesse re-
stituito tutto il dovuto.
Cosi anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonere-
te di cuore, ciascuno al proprio fratello», Parola del Signore.
preghiera
Accogli con bontà, Signore, i doni e le preghiere del tuo po-
polo, e ciò che ognuno offre in tuo onore giovi alla salvezza
di tutti. Per Cristo nostro Signore.
antifona sal 35,8
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
ne ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto
possedeva, e cosi saldasse il debito. Allora il servo, prostra-
to a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti
restituirò ogni cosa" il padrone ebbe compassione di quel ser-
vo, lo lascio andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che
gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava,
dicendo: "Restituisci quello che devi!". lI suo compagno, pro-
strato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e
ti restituiro", ma egli non volle, andò e lo fece gettare in pri-
gione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto di-
spiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accadu-
to. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse:
"Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perche'
tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo
compagno, cosi come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il
padrone lo diede in mano agli aguzzini, finchế non avesse re-
stituito tutto il dovuto.
Cosi anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonere-
te di cuore, ciascuno al proprio fratello», Parola del Signore.
preghiera
Accogli con bontà, Signore, i doni e le preghiere del tuo po-
polo, e ciò che ognuno offre in tuo onore giovi alla salvezza
di tutti. Per Cristo nostro Signore.
antifona sal 35,8
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Gli uomini si rifugiano all'ombra delle tue ali.
oppure cf 1Cor 10,16
l calice della benedizione, che noi benediciamo, è comunio-
ne con il sangue di Cristo; e il pane che spezziamo è comu-
nione con il corpo di Cristo.
oppure cf 1Cor 10,16
l calice della benedizione, che noi benediciamo, è comunio-
ne con il sangue di Cristo; e il pane che spezziamo è comu-
nione con il corpo di Cristo.





