sabato 31 gennaio 2026

s messa 15 febbraio



s messa 15 febbraio
Ancora per quattro domeniche la liturgia è nel segno del «di-
scorso della montagna», Nel suo Vangelo, Matteo, basando-
si su citazioni bibliche, proclama in ogni occasione che, dall'-
nizio fino alla morte e alla risurrezione, sia nel suo insegna-
mento che nel suo comportamento, Gesû compie le Scritture.
Per questo evangelista, la novitā della buona novella e della
vita evangelica si puo comprendere solo ricollegandosi alla
tradizione di Mosè e dei profeti. Niente lo dimostra meglio
del modo in cui Gesü si appropria dei tre grandi comanda-
menti del rispetto della vita altrui, della fedeltä coniugale e
della veritā delle parole.
Anzitutto, un principio fondamentale: il legalismo misconosce
l'intenzione di Dio, autore della legge; esso perverte il senso
dei comandamenti e la loro osservanza risulta di conseguen-
za inutile per il regno dei cieli. Il legalismo genera la casisti-
ca che, incapace di trovare delle vie di uscita, cavilla sugli ob-
blighi, cercando di cavarsela con il minor impegno possibile.
Coscientemente o meno, questo atteggiamento fa di Dio un
legislatore lontano e freddo, unicamente preoccupato di un
certo ordine morale di facciata. Ora, dando la legge. Dio mi-
rava a ben altro: «Siate santi, perché io Sono santo» (Lv 11,45:;
19,2). E Gesû conclude il lungo discorso riferito da Matteo
negli stessi termini: «Siate voi dunque perfetti come è perfet-
to il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). Al contrario, fermando-
si alla lettera senza alcun riguardo per lo spirito, il legalismo
può produrre solo una giustizia legale, esteriore. Venuto a
«compiere» le Scritture, Gesů vuole la giustizia secondo Dio e
apre l'osservanza dei comandamenti a prospettive infinite, fi-
no alla perfezione della carità. Egli proclama che la carità ri-
chiede un impegno totale dell'essere, un'obbedienza che vie-
ne dalle profondità di ciascuno: dal suo «cuore.
Questa relazione con i comandamenti esclude tutto ciò che
assomiglia anche solo lontanamente a una sottomissione cie-
ca. Dio infatti ritiene che la sua creatura sia capace di sce-
gliere liberamente quell'avvenire di pace e di felicità che egli
le propone (Sir 15,15-20). Chi medita la legge del Signore e
vi conforma la propria vita acquisisce una saggezza che non
è di questo mondo, poichế permette di penetrare nei segreti
del mistero di Dio (1 Cor 2,6-10).

antifona d'ingresso Sal 30,3-4

Sii per me difesa, o Dio,
rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome.

colletta

O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti
amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua paro-
la, rendici degni di
diventare tua stabile dimora. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuo-
va fondata sull'amore, fa' che il popolo cristiano, radunato
per offrirti il sacrificio perfetto, sia coerente con le esigenze
del Vangelo, e diventi per ogni uomo segno di riconciliazio-
ne e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura Sir 15,15-20 (NV) (
)gr.15,15-20
Stanti i limiti della sua intelligenza e della sua capacità di
discernimento, l'uomo è spesso perplesso nell'ora della scel-
ta, incapace di distinguere immedia- tamente e a colpo sicu-
ro il bene dal male. Ma la legge di Dio viene in suo soccor-
so Cosi. illuminato dalla sapienza divina, l'uomo è in gra-
do di fare liberamente delle buone scelte.

Dal libro del Siracide

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti
fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli
uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno
sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza
del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi
sono su coloro che lo temono, egli conoSce ogni opera degli
uomini. A nessuno ha comandato di essere empio e a nes-
suno ha dato il permesso di peccare. - Parola di Dio.

salmo responsoriale 118,1-2;4-5;17-18;33-34

Gioia per il fatto di poter osservare con tutto il cuore e 
liberamente i comandamenti ed esprimere così  il nostro amore a Dio.
RIT. Beato chi cammina nella legge del Signore.

Beato chi ề integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.R/

Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.R/

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perche io consideri
le meraviglie della tua legge.R/

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.R/  
seconda lettura 1Cor 2,6-10
Assolutamente superiore a quella degli uomini, la saggezza
data dallo Spirito apre all'intelligenza dei misteri di Dio e
permette di vedere il Signore della gloria in colui che gli uo-
mini hanno crocifisso.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, si, di sapienza,
ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei do-
minatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Par-
liamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è ri-
masta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la
nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo 'ha
conosciuta; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifis-
so il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose
che occhio non vide, né orecchio udi, nê mai entrarono in cuo-
re di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; Io Spirito
infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio.

canto al Vangelo Mt 11,25

Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.

Vangelo
Mt 5,17-37 (lett. breve: 5,20-22a.27-28.33-34a.37)

Con la sovrana autorità che gli deriva dalla sua intimità
con il Padre, Gesù insegna una lettura e una pratica dei co-
mandamenti conformi all'intenzione profonda di Dio: «Ave-
te inteso che fu detto... ma io vi dico...». Agli antipodi di ogni
moralismo, sia del lassismo che del rigorismo, la morale
evangelica scaturisce da un cuore che si converte continua-
mente al Signore.
 DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: («Non crediate che
io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venu-
to ad abolire, ma a dare pieno compimento. In veritā io vi di-
co: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un
solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto. Chi dunque trasgredirā uno solo di questi minimi
precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà consi-
derato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato gran-
de nel regno dei cieli.] lo vi dico infatti: se la vostra giustizia
non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete
nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non
ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio".
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratelo dovrà
essere sottoposto al giudizio. (Chi poi dice al fratello: "Stupi-
do", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Paz-
zo', sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dungque tu presenti la tua offerta all'altare e li ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia Ii il tuo dono
davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e
poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in
cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudi-
ce e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In
verità io ti dico: non uscirai di là finche non avrai pagato fino
all'ultimo spicciolo!]
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio" Ma
io vi dico: chiungue guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel proprio cuore. (Se il tuo oc-
chio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:
ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto
che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua
mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da
te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piutto-
sto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. 
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del
ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, ec-
cetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e
chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.]
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai i
falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io
vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di
Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, nê per
Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare
neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
bianco o nero un solo capello.] Sia invece il vostro parlare: "si,
si", "no, no"; il di più viene dal Maligno. Parola del Signore.

preghiera
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ot-
tenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.

antifona
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa.

oppure
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio.
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita

oppure
Chi osserva e insegna agli uomini i precetti del Signore,
sarà grande nel regno dei cieli.

preghiera
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa' che ri-
cerchiamo semnpre quei beni che ci dànno vera vita. Per Cri-
sto nostro Signore. 
sviluppi
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra io ti ho po-
sto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; sce-
gli dunque la vita (Dt 30,19).
Questa parola è molto vicina a te, e nella tua bocca e nel tuo cuo-
re. perché tu la metta in pratica (Dt 30, 14).
Gesu insegnava loro come uno che ha autorita e non come i loro
scribi (Mt 7,29).
Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che e' sen-
za legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nel-
la legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge
(1Cor 9,21).
Ogni frase del discorso della montagna viene a noi avvolta dallo
sguardo ardente del maestro della vita e al termine di ciaseuna ri-
suona l'avvertimento: attenzione! Cio che io dico è impossibile per
gli uomini, ma non per Dio, poiché tutto è possibile a Dio. Che co-
sa significa questo se non che noi possiamo adempiere la legge del
Vangelo solo se Dio stesso la porta a compimento dentro di noi? Ed
è proprio questo il senso che si deve attribuire all'espressione che io
uso: la legge del Vangelo o, come dicono i teologi, la legge nuova.
In realtà, non si tratta di una legge nel senso abituale del termine,
cioè di una serie di comandamenti che ci vengono imposti dall'e-
sterno, sotto pena di sanzioni. E' una legge nel senso in cui si dice,
per esempio, che è legge dell'albero il portare frutto: una legge che
è solo la piena realizzazione di una vita che ci è stata donata ed è
presente dentro di noi. E questa vita è il Cristo stesso.
(A.M. Besnard, Cose nuoce e cose vecchie)  

lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.”