sabato 31 gennaio 2026

s messa 1 marzo





s messa 1 marzo
Nel deserto, dove lo Spirito lo ha condotto, Gesu' ha affrontato vittoriosamente, 
in una battaglia corpo a corpo, il demonio. Basandosi sulla parola di Dio, egli ha 
respinto le tentazioni alle quali avevano ceduto sia l'uomo e la donna «all'inizio 
sia il popolo eletto nei quarant'anni dell'esodo che l'ha
condotto alla terra promessa.
Sul monte della trasfigurazione, ecco, risplendente della luce divina, il Cristo 
vincitore del peccato e della morte. Compaiono Mosè ed Elia, testimoni delle 
Scritture, in base alle quali il messia doveva soffrire per entrare nella sua gloria. 
Dalla nube luminosa, che copre con la sua ombra i tre discepoli, esce una voce, 
la stessa che era risuonata in occasione del battesimo sulle sponde del Giordano. 
Essa torna a proclamare che Gesù è il Figlio prediletto del Padre e aggiunge: 
«Ascoltatelo».
Pietro, Giacomo e Giovanni non si addormentano come al Getsemani: sono 
assaliti da grande tìmore e cadono con la
faccia a terra. È ciò che avviene sempre in presenza di una manifestazione divina. 
Ma questa teofania pone i discepoli di
fronte alla Pasqua di Cristo, mistero di morte e risurrezione, ed essi fanno molta 
fatica, come attestano i vangeli, ad accettare la fase oscura di questo mistero. 
«Non temete», dice loro Gesù, come dirà ancora in occasione delle apparizioni 
pasquali. Essi se ne ricorderanno all'indomani della Pentecoste e, ripieni a 
loro volta di Spirito Santo, annunceranno con grande determinazione: Dio ci
 ha salvati mediante il Cristo vincitore della morte. In lui risplendono 
la vita e l'immortalità!».
Un tempo, Abramo, confidando nella parola di Dio, si è messo in cammino, 
senza sapere dove andava, verso una terra 
che il Signore gli avrebbe mostrato, avendo come sola certezza la promessa 
di diventare «una grande nazione»,
Oggi. la Chiesa e i credenti non avanzano piũ a tentoni, nell'oscurità. 
Da quando ha coperto con la sua ombra Pietro Giacomo e Giovanni, 
la nube che li guida è davanti a loro, Essa rischiara il loro cammino 
fino alla fine, fino a luogo in cui il Signore della gloria li ha preceduti 
e li attende. La trasfigurazione del Signore conferisce il suo senso 
al loro esodo, di cui la Quaresima è come il sacramento.

antifona d'ingresso Sal 26,8-9

Di te dice il mio cuore: «Cercate il suo volto». Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondere il tuo volto da me.

oppure Sal 24,6.3.22

Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà, le tue misericordie che 
sono da sempre.Non trionfino su di noi i nostri nemici; libera il tuo popolo,Signore,
da tutte le sue angosce.

colletta

O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra 
fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito, perché 
possiamo godere la visione della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

oppure

O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri e hai dato a noi la 
grazia di camminare alla luce del Vangelo, aprici all'ascolto del 
tuo Figlio, perché accettando nella nostra vita il mistero della 
croce, possiamo entrare nella gloria del tuo regno. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

prima lettura Gen 12,1-4a
Una parola di Dio, accompagnata da una
promessa di benedizione, è sufficiente: Abramo lascia la fertile Caldea, dove si
era stabilito, e parte, senza sapere dove lo condurrà il suo viaggio. Cosi 
comincia la grande avventura della fede nella quale si lancia, dopo di lui, 
la moltitudine di coloroche si fidano del Signore. che si fidano del Signore.

DAL LIBRO DELLA GÈNESI

In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, 
dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io 
ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò 
grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. 
Benedirò coloro che ti benediranno 
e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette 
tutte le famiglie della terra», Allora Abram parti, come gli aveva 
ordinato il Signore. Parola di Dio.

salmo responsoriale 32,4-5;18-19;20.22

Dio accompagna fedelmente fino al termine della vita coloro che 
ha chiamato a mettersi in cammino. La fiducia nel suo amore 
non deluderà mai nessuno.

RIT Donaci , Signore, il tuo amore : in te speriamo.


Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. 
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra.R/

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, Su chi 
spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte 
e nutrirlo in tempo di fame./R

L'anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto 
e nostro scudo. Su di noi sia il tuo amore, Signore, 
come da te noi speriamo./R

seconda lettura 2Tm 1,8b-10

Dio chiama ciascuno a collaborare, nella Chiesa e nel mondo, 
alla sua opera di salvezza. Questa vocazione è una grazia 
inestimabile; rispondere all'appello divino, a qualunque costo, 
mettersi al servizio del vangelo è entrare fin d'ora 
nella luce del mistero pasquale.

DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO A TIMÒTEO

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il vangelo.
Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione 
santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo 
progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù 
fin dall'eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione 
del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha 
fatto risplendere la vita e l'incorruttibilitā per mezzo del vangelo. - 
Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. Mt 17,5

Lode e onore a te, Signore Gesù! Dalla nube luminosa, 
si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio,l'amato:ascoltatelo!.

Vangelo Mt 17,1-9
Solenne conferma della parola dei profeti  (2Pt 1,19), 
la Trasfigurazione è un pressante invito rivolto ai discepoli del
Signore a fissare l'attenzione sulle Scritture, le quali attestano 
che il messia doveva passare attraverso la sofferenza e la 
morte per entrare nella gloria.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesû prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni 
suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E
fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillo' come il sole e 
le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco 
apparvero  loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesū: «Signore, è 
bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te,
una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, 
quando una nube luminosa li copri con la sua ombra. Ed
ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, 
l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono 
presi da grande timore. Ma Gesù si avvicino, li tocco e disse:
«Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, 
se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò 
loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il 
Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti», - Parola del Signore.

preghiera
Questa offerta, Signore misericordioso, ci ottenga il perdo-
no dei nostri peccati e ci santifichi nel corpo e nello spirito,
perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali.
Per Cristo nostro Signore.

prefazio
Ringraziamo il Padre per la gloria pasquale che il Cristo an-
nunciò nella sua trasfigurazione.

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro
Signore. Egli, dopo aver dato ai discepoli l'annunzio della
sua morte, sul santo monte manifestò la sua gloria e chia-
mando a testimoni la legge e i profeti indicò agli apostoli che
solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo del- 
la risurrezione. E noi uniti agli angeli del cielo acclamiamo
senza fine la tua santità, cantando l'inno di lode: Santo..

antifona  Mt 17,5; Me 9,7, 14 9,95

Questo è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono com-
piaciuto. Ascoltatelo».

preghiera 
Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri ti rendiamo fer.
vide grazie, Signore, perché a noi ancora pellegrini sulla ter-
rra fai pregustare i beni del cielo. Per Cristo nostro Signore,

sviluppi 
E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la glo-
ria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagi-
ne, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore
(2Cor 3, 18).

La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvato-
re il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero cor-
po per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha
di,sottomettere a sé tutte le cose (Fil 3,20-2 1).
Non temere! lo sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto,
ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli infe-
ri (Ap 1, 17-18).

Li condusse sul monte e mostrò loro la sua regalità prima di pati-
re, la sua potenza prima di morire, la sua gloria prima di essere
oltraggiato, il suo onore prima di subire l'ignominia. Cos, quan-
do sarebbe stato catturato e crocifisso, i suoi apostoli avrebbero
compreso che non lo era stato per debolezza, ma volontariamente e
di buon grado per la salvezza del mondo.
(Omelia I sulla trasfigurazione attribuita a Efrem Siro)

Non si deve opporre il monte Tabor e il monte del Calvario, Il mi-
stero della trasfigurazione non è solo l'anticipazione del mattino di
Pasqua, ma anche l'anticipazione della Bellezza crocifissa del Ve-
 nerdi santo, questa croce di (Gesů che è l'ora della sua glorificazione
Sul monte Tabor il Padre glorifica il suo Figlio prediletto nel
quale ripone ogni sua compiacenza. Sul monte Calvario è il Figlio
a glorificare il Padre mediante il gesto supremo dell'amore: il do
no della vita. Si tratta di un unico mistero che ci conduce fin sul
la soglia del segreto più nascosto della gloria. Quella che noi chia-
miamo la gloria di Dio non è lo splendore di una luce più abba-
gliante di dieci mila soli o della fissione dell'atomo. El o splendo-
re che promana dall'eccesso di amore.
(C, Geffré, Uno spazio per Dio) 

s messa 8 marzo
La terza, quarta e quinta domenica di Quaresima dell'anno  
costituiscono un'unità chiamata «Quaresima catecumenale».
Si leggono, infatti, le pagine di Giovanni sulle quali si 
basavano tradizionalmente le ultime catechesi impartite a coloro
che avrebbero ricevuto i sacramenti dell'iniziazione cristiana 
nel corso della veglia pasquale.
La liturgia odierna gravita attorno al racconto dell'incontro 
di Gesū con una donna di Samaria. Tutto comincia nel modo piū 
banale. Gesū, «stanco del viaggio», è rimasto vicino al pozzo,
mentre i suoi discepoli sono andati «in città a far provvista 
di cibi». Egli chiede alla donna di attingergli un po' d'acqua. 
Una richiesta insolita da parte di un giudeo a una donna samaritana. 
Già questo induce a riflettere. Ma l'attenzione si concentra sul 
dialogo che si intreccia a partire da quella richiesta, un dialogo 
talmente avvincente che Gesū non sembra più sentire la sete e la 
donna dimentica persino il motivo della sua venuta al pozzo. E 
impossibile esaurire la ricchezza dottrinale e spirituale di 
questo dialogo e del seguito del racconto. Ma la liturgia di 
questa domenica si sofferma, in particolare, sul mistero 
dell'acqua «che zampilla per la vita eterna».
Nella tradizione biblica, come d'altronde in quella di molte 
religioni, il simbolo dell'acqua occupa un posto rilevante. 
Tutti sanno per esperienza che senza di essa non vi sarebbe 
vita sulla terra. Il popolo dell'esodo ha imparato che l'acqua 
è veramente un dono del cielo, vedendo come Dio faceva scaturire 
dalla dura roccia sorgenti di acqua purissima. Queste 
manifestazioni della potenzae della misericordia di Dio 
ravvivano, oltre alle forze fisiche, anche la fede zoppicante 
di quei nomadi in cammino verso la terra promessa. Cosi l'acqua è  
ventata il simbolo di tutti i beni che ci si possono attendere
dal Signore: il dono dello Spirito e, alla fine, la vita eterna.
Gesù è personalmente la fonte di acqua viva che estingue ogni
sete, il tempio di quegli adoratori in spiritoe verità che il Pa-
dre desidera, il messia e il salvatore del mondo. Una donna
samaritana dall'esistenza tumultuosa, beneficiaria di questa
rivelazione è, ancor oggi, la messaggera di questa buona n0-
vella. Alziamo gli occhi e guardiamo i campi che già biondeg-
giano per la mietitura. Beviamo alla fonte della vita!

antifona d'ingresso sal 24,15-16
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi. 
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo.

oppure Ez 36,23-26
«Quando manifesterò in voi la mia santità, vi raccoglierò da
tutta la terra; vì aspergerò con acqua pura e sarete purifi-
cati da tutte le vostre sozzure e io vi darò uno spirito nuo-
vo», dice il Signore.

colletta
O Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto
a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di
carità fraterna: guardaa noi che riconosciamo la nostra mi-
seria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci solle-
vi la tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
O Dio, sorgente della vita, tu offri all'umanità riarsa dalla
sete l'acqua viva della grazia che scaturisce dalla roccia.
Cristo salvatore; concedi al tuo popolo il dono dello Spirito,
perché sappia professare con forza la sua fede, e annunzi
con gioia le meraviglie del tuo amore. Per il nostro Signore
Gesù Cristo... 

prima lettura Es 17,3-7
Nell'arido deserto dell'esodo, Dio ha fatto scaturire dalla 
roccia l'acqua viva, senza la quale il popolo sarebbe morto 
di sete. Si ricorda questo segno della potenza del Signore 
e della sua presenza in mezzo ai suoi per mettere in guardia 
contro la mancanza di fede e di fiducia in colui che solo 
può  estinguere ogni sete.

DAL LIBRO DELL'ESODO 
In quei giorni, il popolo soffriva la sete per mancanza 
di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: «Perché 
ci hai fatto salire dall'Egitto per far morire di sete noi, 
i nostri figli e il nostro bestiame?».
Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa farò 
io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!».
I| Signore disse a Mosè: «Passa davanti al popolo e prendi 
con te alcuni anziani d'lsraele. Prendi in mano il bastone 
con cui hai percosso il Nilo, e va'! Ecco, io starò davanti 
a te là sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: 
ne uscirà acqua e il popolo berrà.
Mose fece cosi, sotto gli Occhi degli anziani d'lsraele. 
E chiamo' quel luogo Massa e Meriba, a causa della protesta 
degli Israeliti e perche' misero alla prova il Signore, 
dicendo: «ll Signore è in mezzo a noi si o no?». - Parola di Dio.

salmo responsoriale 94,1-2;6-7;8-9
Esli è il nostro Dio e noi siamo il suo popolo: 
verifica della fede nel deserto dove il Signore sembra assente.

RIT. Ascoltate oggi la voce del Signore: 
non indurite il vostro cuore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia./R
 
Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio 
davanti al Signore che ci ha fatti.
E lui il nostro Dio e noi il popolo del suo 
pascolo, il gregge che egli conduce./R

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere»./R

seconda lettura  Rm 5,1-2.5-8
Già giustificati per la fede, forti della speranza 
donata dall'amore di Dio effuso nei nostri cuori 
dallo Spirito Santo, noi siamo impegnati, sotto la 
guida del Signore morto e risorto, in un ultimo esodo 
che, dal mondo della grazia, conduce alla gloria di Dio.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con 
Dio per mezzo del Signore nostro Gesů Cristo. Per 
mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, I'accesso 
a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, 
saldi nella speranza della gloria di Dio.
La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio 
è stato riversato nei nostri cuori per mezzo 
dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo 
stabilito Cristo mori per gli empi. Ora, a stento 
qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse 
qualcuno oserebbe morire per una persona buona. 
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi
nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, 
Cristo è morto per noi. Parola di Dio.

canto al Vangelo Gf 4,42 .15
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Signore, tu sei veramente il salvatore del 
mondo; dammi dell'acqua viva, perché io non abbia più sete.

Vangelo Gv 45-42 (lett. breve 4,5-15.195 26.39a 40-42)
Gesu' è veramente il salvatore del nondo, il messia 
promesso; non dobbiamo aspettarne un altro:è spesso 
al termine di un cammino sinuoso che si giunge a questa 
scoperta, a volte del tutto inattesa, per se stessi e 
per gli altri. Lo attesta in modo avvincente il vangelo 
della donna samaritana. Sbaglierebbe chi si accontentasse 
di leggerlo come il racconto edificante di ciò che è 
accaduto, un giorno, a una donna che nulla sembrava 
preparare all'incontro con il Signore. Bisogna piuttosto 
meditarlo continuamente, in ogni etù della vita e della 
fede. Ognuno, cosi com'e, con i suoi interrogativi,
i suoi dubbi, il suo peccato, scopre allora di essere guidato
ad entrare pian piano in se stess0 e a desiderare l'acqua che
zampilla per la vita eterna. Dopo aver trovato il Signore, che
solo può donarla, abbandonerà la brocca ormai divenuta
inutile e andrà a partecipare agli altri la meravigliosa sco-
perta, in modo che vengano anch'essi ad incontrare il Si-
gnore che li aspetta, seduto sull'orlo del pozzo.

I DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesû giunse a una città della Samaria chia-
mata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giu-
seppe suo figlio: qui c'era un p0zzo di Giacobbe. Gesû dun-
que, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era cir-
ca mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere
acaua. Le dice Gesů: «Dammi da bere!». I suoi discepoli era-
no andati in città a fare provvista di cibi, Allora la donna sa-
maritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da be-
re a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non
hanno rapporti con i Samaritani. 
Gesû le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è 
colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui 
ed egli ti avrebbe dato acqua viva, gli dice la donna: 
«Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da 
dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse piû 
grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il 
pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?»
Gesû le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo 
sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli daro, non avrà più 
sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in 
lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». 
«Signore,-gli dice la donna - dammi quest'acqua, perché io 
non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere 
acqua». (Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». 
Gli risponde la donna: «io non ho marito», Le dice Gesū: 
«Hai detto bene: "io non ho marito". Infatti hai avuto cinque 
mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai 
detto il vero». Gli replica la donna: «Signore,] vedo che 
tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo 
monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui 
bisogna adorare». Gesū le dice: «Credimi, donna, viene l'ora 
in cui ne su questo monte në a Gerusalemme adorerete il Padre. 
Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che 
conosciamo, perchẽ la salvezza viene dai Giudei. Ma viene 
l'ora- ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno 
il Padre in spirito e verità: cosi infatti il Padre vuole 
che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli 
che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli 
rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato 
Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa», Le 
dice Ges): «Sono io, che parlo con te».
(In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano 
che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che 
cosa cerchi?», O: «Di che cosa parli con lei?».] La donna 
intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: 
«Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho 
fatto. Che sia lui il Cristo?», [Uscirono dalla città e andavano 
da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbi, mangia». 
Ma egli rispose loro: «lo ho da mangiare un cibo che voi non 
conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro:
«Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: 
ll mio cibo ề fare la volontà di colui che mi ha mandato e 
compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro 
mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i 
vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la 
mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per 
la vita eterna, perche chi semina gioisca insieme a chi miete. 
In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e 
l'altro miete. lo vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete 
faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella 
loro fatica».) Molti Samaritani di quella città credettero in 
lui (per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto 
tutto quello che ho fatto», E quando i Samaritani giunsero da 
lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due 
giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla 
donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi 
crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e 
sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». 
Parola del Signore.

preghiera 
Per questo sacrificio di riconciliazione perdona, o Padre, i
nostri debiti, e donaci la forza di perdonare ai nostri fratel-
li. Per Cristo nostro Signore.

prefazio
Rendiamo grazie al Padre per l'acqua viva dello Spirito, con
cui il Cristo ci disseta.

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in luogo a te, Signo-
re, Padre santo Dio onnipotente ed eterno, per Crsto nostro 
Signore.Egli chiese alla Samaritana l'acqua da bere,
per farle il grande dono della fede, e di questa fede ebbe 
sete così ardente da accendere in lei la fiamma del tuo 
amore. E noi ti lodiamo e ti rendiamo grazie e uniti agli 
Angeli celebriamo la tua gloria. Santo.. 

antifona Gy 4,13-14
Chi beve dell'acqua che io gi darò>, dice il Signore, «avrà
in sé una sorgente che zampilla fino alla vita eterna».

preghiera 
0 Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pe-
gno della tua gloria, fa' che manifestiamo nelle nostre ope-
re la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per
Cristo nostro Signore.

sviluppi 
Il mio popolo ha commesso due iniquità: essi hanno abbandonato
me, sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne 
screpolate, che non tengono l'acqua (Ger 2, 13).

Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza (Is 12,3).
Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in
piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva chi 
crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva 
sgorgheranno dal suo seno». Questo egli disse riferendosi allo 
Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui (Gu 7,37-39).
Uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne usci 
sangue e acqua (Gu 19,34).
Tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il
sangue, e questi tre sono concordi (1Gu 5,7-8).

I patriarchi hanno avuto i loro pozzi: certamente Abramo e Isacco,
ma penso anche Giacobbe. Parti da questi pozzi, percorri tutta la
Serittura in cerca di pozzi e arriva ai Vangeli. Troverai quello 
accanto al quale nostro Signore si riposava dopo le fatiche del 
viaggio, quando giunse una donna samaritana ad attingervi acqua. 
Allora egli spiega quali sono le virtù del pozzo -o dei pozzi - nelle
Scritture e, comparando le diverse acque, rivela i segreti del 
mistero divino. Si dice, infatti, che se uno beve delle acque fornite dal
pozzo terrestre avrà ancora sete, ma in chi avrà bevuto delle acque
date da Gesù scaturirà una «sorgente d'acqua che zampilla per la
vita eterna», In un altro passo del Vangelo, non si tratta più di 
sorgente o di pozzi, ma qualcosa di più importante. 
 

lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.”