sabato 31 gennaio 2026

S Messa 1 novembre




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solennita'
s messa 1 novembre

La venerazione dei santi e delle sante tiene un posto impor-
tante nelle attuali liturgie. Il loro culto si è sviluppato in tuttí
i riti a partire dalla fine del IV secolo e dall'inizio del V seco-
lo, quando si è cominciato a farne memoria nella Preghiera
eucaristica. Inizialmente, si trattava dei martiri della Chiesa
locale, poi di altri martiri particolarmente celebri. Dopo l'e-
poca delle persecuzioni, ai martiri sono stati associati anche
non martiri e asceti. Una festa di tutti i santi è attestata in
certe Chiese del'oriente, in particolare Antiochia ed Efeso, da
dove giunse a Roma. Celebrata inizialmente la prima dome-
nica dopo la Pentecoste, essa venne trasferita al 1° novem-
bre quando il papa Gregorio Magno (590-604) collocò le
Quattro Tempora di primavera in quella settimana. I| 13 mag-
gio 610, il papa Bonifacio IV (608-615) trasformö in chiesa
dedicata a Maria e a tutti i santi il Pantheon di Roma. Infine,
il papa Gregorio |V (827-844) convinse Ludovico il Pio, im-
peratore d'occidente, ad emanare un decreto che fissava defi-
nitivamente la festa di tutti i santi alla data del 1° novembre.
Celebrazione locale a Roma e in alcune chiese, essa divenne
rapidamente una solennitā celebrata in tutta l'Europa latina.

In un primo tempo si trattò di riunire in una stessa celebra-
zione i santi conosciuti che nessun catalogo, chiamato «Mar-
tirologio», era in grado di contenere. Poi si compresero anche
i santi sconosciuti, anonimi, la cui moltitudine, dice 'Apoca-
lisse di Giovanni, è incalcolabile: «di ogni nazione, razza, po-
polo e lingua». La loro schiera aumenta continuamente nel
corso del tempo, nel quale, invisibilmente, si costruisce il Re-
gno. Li conosce solo «l'angelo che sale dall'oriente» per im- 
 primere il sigillo sulla fronte dei servi di Dio. Bisognerà at-
tendere il giorno della manifestazione del Figlio di Dio per po-
ter riconoscere coloro che erano, già in terra, figli di Dio. Una
cosa è certa: vi si troveranno tutti coloro che Gesù ha dichia-
rato «beati, non a causa della durezza delle loro condizioni
di vita sulla terra, ma perché Dio è con loro. I poveri in spiri-
to, i miti, gli afflitti, gli affamati e assetati di giustizia, i mise-
ricordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati
per la giustizia conoscono una sorte simile a quella di Gesů.
Ma lui solo ha vissuto pienamente l'ideale delle beatitudini.

antifona d'ingresso
Rallegriamoci tutti nel Signore in questa solennità di tutti
i santi: con noi gioiscono gli angeli e lodano il Figlio di Dio.

colletta
O Dio onnipotente ed eterno, che doni alla tua Chiesa la
gioia di celebrare in un unica festa i meriti e la gloria di tut-
ti i santi, concedi al tuo popolo, per la comune intercessio-
ne di tanti nostri fratelli, l'abbondanza della tua misericor-
dia. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura Ap 7,2-4.9-14
La prima visione svela la faccia nascosta della tappa terre-
na dell'avvento della salvezza; la seconda, il compimento ce-
leste del disegno di Dio. Il tempo attuale è un periodo di re-
missione: il giudizio viene rimesso a più tardi. 144 mila, 12
volte 12 moltiplicato per 1000, è un numero che indica pie-
nezza: nessuno di coloro che appartengono a Dio sarà la-
sciato cadere. La visione della grande liturgia del cielo ri-
vela che gli eletti saranno una moltitudine incalcolabile e
verranno da ogni parte. Anche se le due scene contemplate
da Giovanni si suolgono su due piani, terrestre e celeste, si
passa continuamente dall'uno all'altro: ciò che avviene in-
visibilmnente sulla terra ha la sua ripercussione in cielo. 

 DAL LIBRO DELL'APOCALISSE DI SAN GIOVANNI APOSTOLO
lo, Giovanni, vidi salire dall'oriente un altro angelo, con il si-
gillo del Dio vivente. E grido a gran voce ai quattro angeli, ai
quali era stato Concesso di devastare la terra e il mare: «Non
devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo
impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: cen-
toquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei
figli d'lsraele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che
nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lin-
gua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'A-
gnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nel-
le loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartie-
ne al nostro Dio, seduto sul trono, e all'Agnello». E tutti gli
angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro es-
seri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al
trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapien-
za, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei
secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che
sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?», GIi ri-
sposi: «Signore mio, tu lo sai, E lui: «Sono quelli che ven-
gono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro ve-
sti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello». Parola al Dio.

salmo responsoriale 23,1-2: 3-4ab; 5-6
Ecco il popolo immenso di coloro che hanno trovato Dio.

RIT. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
Ē lui che l'ha fondato sui mari
e sui fiumi l'ha stabilito. /R

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli./R

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe./R

seconda lettura 1Gv 3,1-3
Solo la fede permette di riconoscere il Figlio di Dio nell'uo-
mo Gesù e la condizione di figli di Dio propria dei discepo-
li. Il ritorno di Cristo manifesterà la sua identità profonda
e, al tempo stesso, ciò che sono «fin d'ora»i cristiani. Questa
certezza e questa speranza danno ai discepoli la forza di ope-
rare con coraggio e di avanzare verso ciò che non è stato an-
cora rivelato», nonostante l'ostilità e la contraddizione del
mondo.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN GIOVANNI APOSTOLO
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per
essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo
il mondo non ci conosce: perchế non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo
non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli
si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perchế lo vedre-
mo cosÌ come egli è.
Chiungue ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come
egli è puro. Parola di Dio.

canto al Vangelo Mt 11,28
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchii e  oppressi,
e io vi darò ristoro.

Vangelo Mt 5,1-12a
«Beati, «Sono dalla parte giusta, ben piazzati!», «Devono
quindi rallegrarsi in anticipo tutti coloro che hanno la cer-
tezza di avere una grande ricompensa nei cieli». Ecco ciò che
proclamano le beatitudini, le quali non fanno assolutamen-
te l'apologia della povertà imposta, delle persecuzioni, del
disprezzo o della calunnia di cui sono fatti oggetto i disce-
poli a causa di Cristo.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, vedendo le folle, Gesü sali sul monte: si pose
a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a par-
lare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Bea-
ti quelli che sono nel pianto, perchế saranno consolati. Beati
i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che han-
no fame e sete della giustizia, perche' saranno saziati. Beati i
misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di
cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, per-
chế saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la
giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando
vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno,
ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi
ed esultate, perche grande è la vostra ricompensa nei cieli».
- Parola del Signore.

preghiera 
Ti siano graditi, Signore, i doni che ti offriamo in onore di
tutti i santi: essi, che già godono della tua vita immortale,
ci proteggano nel cammino verso di te. Per Cristo nostro
Signore.

prefazio
Rendiamo grazie al Padre per la città celeste dove i santi,
nostri fratelli, ci attendono.
E veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Oggi ci dai la
gioia di contemplare la città del cielo, la santa Gerusalem-
me, che è nostra madre, dove l'assemblea festosa dei nostri
fratelli glorifica in eterno il tuo nome. Verso la patria co-
mune noi, pellegrini s sulla terra, affrettiamo nella speranza
il nostro cammino, lieti per la sorte gloriosa di questi mem-
bri eletti della Chiesa, che ci hai dato come amici a model-
li di vita. Per questo dono del tuo amore, uniti all'immensa
schiera degli angelii dei santi, cantiamo con gioiosa esul-
tanza la tua lode: Santo..

antifona Mt 5,8-10
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli ope-
ratori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i
perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il re-
i cieli.

preghiera
O Padre, unica fonte di ogni santità mirabile in tutti i tuoi
santi, fa' che raggiungiamo anche noi la pienezza del tuo
amore, per passare da questa mensa eucaristica, che ci so-
stiene nel pellegrinaggio terreno, al festoso banchetto del
cielo. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nel-
la via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti (Sal 1,1).
Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non
è inganno (Sal 32,2).
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui
si rifugia (Sal 34,9).
Beato 'uomo che spera nel Signore e non si mette dalla parte dei
superbi, né si volge a chi segue la menzogna (Sal 40,5). 
Beato l'uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura il
Signore lo libera (Sal 41,2).

Beato chi hai scelto e chiamato vicino, abiterà nei tuoi atrii. Ci
sazieremo dei beni della tua casa, della santità del tuo temnpio
(Sal 65,5).

Beato chi trova te la sua forza e decide nel suo cuore il santo
viaggio. Signore degli eserciti, beato l'uomo che in te confida (Sal
84,6.13).
Beato il popolo che ti sa acclamare e cammina, o Signore, alla lu-
ce del tuo volto (Sal 89,16).
Beato l'uomo che tu istruisci, Signore, e che ammaestri nella tua
legge (Sal 94,12).
Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi co-
mandamenti (Sal l12, 1).
Beato il popolo che possiede questi beni; beato il popolo il cui Dio
è il Signore (Sal 144, 15).
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, chi spera nel Signore suo
Dio (Sal 146,5).
Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in
voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche
ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi
(Rm 8,11).
Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito
(Gal 5,25).

Qui accade una cosa curiosa. Tutti coloro che hanno praticato que-
sto segreto della felicità ne hanno sperimentato l'efficacia, se cosi
posso dire. Noi li chiamiamo i santi: non ve n'è alcuno che non
abbia confessato di conoscere la gioia profonda. Nessuna dottri-
na di vita può presentare al suo attivo tante testimonianze pal-
pabili, documentabili. Se si trattasse di un prodotto commercia-
le, il suo successo sarebbe immediatamente assicurato. E tuttavia
noi preferiamo cercare la felicità attraverso cento ricette che non
si sono mai dimostrate efficaci, e che non potranno mai dimo-
strarsi tali, piuttosto che cercare di essere semplicemente dei di-
scepoli di Gesù.
(A M. Besnard, da un'omelia)  

s messa 8 novembre
Nel corso della cena dell'ultima Pasqua, Gesû ha lasciato ai
suoi discepoli il segno del pane e del vino come pegno della
partecipazione al banchetto che egli condividerà con i suoi nel
regno del Padre suo (Mt 26,29). Cosi ogni eucaristia viene
celebrata nell'attesa della venuta di Gesũ Cristo nostro sal-
vatore, del suo ritorno glorioso che l'assemblea eucaristica
non si stanca di invocare: «Vieni, Signore Gesū». Il mistero di
questa venuta, verso la quale tende tutta la storia della sal-
vezza come verso il suo compimento, è il tema specifico del-
la trentaduesima e trentatreesima domenica del tempo ordi-
nario dell'anno A.

Una tale insistenza è particolarmente attuale. Oggi, infatti, si
parla molto dei rischi di distruzione del pianeta, mentre la
prospettiva del ritorno del Signore sembra preoccupare mol-
to meno i cristiani, anche praticanti. Ci si comporta come con
la morte di cui nessuno conosce il giorno e l'ora: «Ci si pre-
parerà quanto sarà venuto il momento!».

«E' un atteggiamento insensato!, avverte la parabola delle
dieci vergini che dovevano partecipare al corteo nuziale. Poi-
chế non sappiamo quando lo sposo giungerà, bisogna tener-
sİ pronti per accoglierlo quando verrà. Quando risuonerà il
grido che lo annuncia, sarà troppo tardi per comprare ciò di
cui avremo bisogno per entrare con lui nella sala del ban-
chetto e nessuno sarà piũ in grado di procurarcelo. Lungi dal
suscitare ansia, nervosismo, o, al contrario, scoraggiamento
e sonnolenza, l'attesa, per quanto lunga possa essere, deve
stimolare la nostra vigilanza e la nostra previdenza. Come I'a-
mata del cantico dei cantici sta all'erta per scorgere, al mini-
mo segno, l'arrivo del fidanzato, cosi deve fare il credente.
 Ogni celebrazione dell'eucaristia anticipa sacramentalmente
questa grande processione che avanza verso la sala del ban-
chetto nuziale. Del resto, il Signore è già li: lo si accoglie ri-
cevendo il pane e il calice, sacramento della vita eterna e del
regno nuovo. Anche coloro che ci hanno preceduti nella mor-
te si preparano. Insieme a noi e come noi essi attendono, nel-
la speranza, il segnale dato dalla voce dell'arcangelo: «Ecco
lo sposo, andategli incontro. Allora, si apriranno le porte
della sala del banchetto e noi entreremo tutti insieme per ce-
lebrare nella gioia le nozze dell'Agnello. 

antifona d'ingresso sal 87,3
La mia preghiera giunga fino a te: 
tendi, o Signore, l'orecchio alla mia preghiera.

colletta
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel no-
stro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e
dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesú Cristo.

oppure
O Dio, la tua sapienza va in cerca di quanti ne ascoltano la
voce, rendici degni di partecipare al tuo banchetto e fa' che
alimentiamo l'olio delle nostre lampade, perché non si estin-
guano nell'attesa, ma quando tu verrai siamo pronti a cor-
rerti incontro, per entrare con te alla festa nuziale. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura  Sap 6, 12-16
La Sapienza detiene il segreto di un'arte di vivere che realiz-
za umanamente l'uomo e piace a Dio. Per stimolare i suoi let-
tori a ricercarla l'autore la personifica, attribuendole le fat-
tezze di una splendida ragazza dal fascino inalterabile. Essa
stessa guida i passi di coloro che la cercano. Va loro incontro,
bussa alla loro porta, si siede sulla soglia della loro casa. 

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA
La sapienza è splendida e non sfiorisce.
Facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
nonché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro.
- Parola di Dio.

salmo responsoriale 62,2; 3-4; 5-6; 7-8
Un salmo che esprime il desiderio di Dio: cercarlo senza so-
sta, avere fame e sete di lui, restare delle ore a parlargli, ri-
cordarsi di lui giorno e notte.

RIT. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall'aurora io ti cerco,
ha sete di te l'anima mia,
desidera te la mia carne
In terra arida, assetata, senz'acqua./R

Cosi nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenzae la tua gloria.
Poiche' il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode./R

Cosi ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca/R.

Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all'ombra delle tue ali./R

seconda lettura 1Ts 4,13-18
Cristo è risorto e anche gli uomini di tutte le epoche del mon-
do risusciteranno; egli ritornerà in gloria e noi saremo tutti
insieme a lui presso il Padre. Cercare di immaginare questo
evento ultimo della salvezza o il modo in cui gli uni e gli al-
tri vi parteciperanno è assolutamente vano. Bisogna atte-
nersi alle certezze della fede, fondamento della nostra spe-
ranza. Senza angoscia, attendiamo il ritorno del Signore che
invoca la liturgia: «Vieni, Signore Gesù!».

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell'ignoranza a proposito di
quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che
non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesů è morto e
risorto, cosi anche Dio, per mezzo di Gesû, radunerà con lui
coloro che sono morti.
Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che vi-
viamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore,
non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Per-
che il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e
al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima ri-
sorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che sa-
remo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nu-
bi, per andare incontro al Signore in alto, e cosi per sempre
saremo con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
- Parola di Dio.

canto al Vangelo Mt 24.42a.44
Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell'ora che non immaginate,
viene il Figlio dell'uomo
Vangelo Mt 25,1-13
Ritardo inaudito di uno sposo il giorno del suo matrimonio,
damigelle d'onore che rifiutano di aiutare le loro compagne,
porta del banchetto chiusa da colui che si è fatto incredibil-
mente attendere: non si tratta di una sorprendente «storia ve-
ra, ma di una parabola sul ritorno del Signore. Bisogna pre-
pararsi ogni giorno ad accoglierlo. Domani sarà troppo tardi.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesu disse ai suoi discepoli questa parabola:
ll regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le lo-
ro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse era-
no stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade,
ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle lo-
ro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi.
Poiche lo sposo tardava, si assopirono tutte e
e si addormen-
tarono. A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! An-
dategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e
prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge:
"Dateci un po' del vostro olio, perche' le nostre lampade si
spengono". Le sagge risposero: "No, perche' non venga a man-
care a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".
Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivõ lo spo-
so e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze,
e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergi-
ni e incominciarono a dire:"Signore, signore, aprici!". Ma egli
rispose: "In veritā io vi dico: non vi conosco".
Vegliate dungue, perché non sapete nê il giorno ne l'ora». -
Parola del Signore.

preghiera
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa'
che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio,
che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
 
antifona Sal 22,1-2
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; 
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.

oppure Lc 24,35
I discepoli riconobbero Gesů, il Signore, nello spezzare il pane.

oppure cf Mt 25,13
Vegliate, perché non sapete né il giorno né l'ora in cui verrà il Signore».

preghiamo
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spiri-
to Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, ri-
manga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, bal-
zando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un
cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla fine-
stra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi di-
ce: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l'inverno è
passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei
campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si
fa sentire nella nostra campagna. I fico ha messo fuori i primi frut-
tie le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bel-
la, e vieni!l» (Ct 2,8-13).

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, dimentica il tuo popolo e
la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. La figlia del re
è tutta splendore, gemme e tessuto d'oro è il suo vestito. E' presen-
tata al re in preziosi ricami; con lei le vergini compagne a te sono
condotte; guidate in gioia ed esultanza entrano insieme nel palaz-
zo del re (Sal 45, 11-12. 14- 16).
Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per
suo figlio (MI 22,2).

Ouesto considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora del-
lo notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la
ensa. Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non imma-
ginate, il Figlo dell'uomo verrà (Mt 24,43-44).

Se non sarai vigilante, verrò come un ladro senza che tu sappia in
quale ora io verrò da te (Ap 3,3).

Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!», E chi ascolta ripeta: «Vieni!l».
Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vi-
ta. Colui che attesta queste cose dice: «Si, verrò presto!». Amen. Vie-
ni, Signore Gesù (Ap 22,17.20).

Veglia con il Cristo colui che, pur guardando verso l'avvenire, non
perde di vista il passato e, pur contemplando ciò che il suo salva-
tore ha guadagnato per lui, non dimentica ciò che ha sofferto per
lui. Veglia con il Cristo colui che commemora e rinnova continua-
mente nella sua persona la croce e l'agonia di Cristo e indossa
gioiosamente questo mantello d'afflizione che il Cristo ha indossa-
to quaggiù e si è lasciato dietro quando è salito al cielo. E per que-
sto che, nelle loro lettere, gli autori ispirati esprimono cosi spesso
il loro desiderio della sua seconda venuta, ogni volta che parlano
del ricordo che hanno conservato della prima, e che la sua risur-
rezione non fa mai perdere loro di vista la sua crocifissione.
(J.H. Newman, Parochial and Plain Sermons, vol. IV, sermone 22)

 
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lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 
›

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.