sabato 31 gennaio 2026

S Messa 9 agosto






s messa 9 agosto
Nei vangeli, il racconto della moltiplicazione dei pani e il rac-
conto della tempesta sedata formano una sorta di dittico, nei
due pannelli, Gesù è in primo piano. Sull'uno, dã i pani mol-
tiplicati ai discepoli, perche" li distribuiscano alla folla; sull'a-
tro, va verso di loro, camminando sulle acque, mentre infuria
la tempesta che mette in pericolo la barca nella quale ha «or-
dinato» loro di salire, per passare all'altra riva. In questa bar-
ca, scossa dai flutti, ma salvata dal naufragio dall'intervento
del Signore, la tradizione ha visto un'immagine della Chiesa
che rema, contro venti e maree, verso la sponda dove il ri-
sorto l'ha preceduta. La moltitudine di coloro che seguono il
Signore fin nel deserto riceve dalla sua mano il pane che sa-
zia ogni fame. I discepoli, che faticano per recarsi lâ dove il
Signore ha dato loro appuntamento, hanno l'impressione che
la loro barca stia per capovolgersi. «Abbiate fiducia! Le tem-
peste possono scuotere la vostra barca, ma essa non colerà
a picco», dice loro il Signore.

Il racconto di Matteo comporta anche altri tratti che amplia-
no e precisano quest'interpretazione. La reazione dei disce-
poli e di Pietro fa pensare alle prime apparizioni pasquali. An-
che quando il risorto è apparso in mezzo a loro, i discepoli
hanno creduto di vedere un fantasma. Allora, il Signore si è
rivolto a loro esattamente come in questo caso: «Coraggio, so-
no io, non abbiate paura», E anche in questo caso li ha rim-
proverati per la loro mancanza di fede e per i loro dubbi. In-
fine, sia nelle apparizioni pasquali che qui sul lago, la scena
termina con una sorta di liturgia. I discepoli «si prostrano» da-
vanti al Signore e confessano la loro fede: «Tu sei veramente
il Figlio di Dio!».
 Per quanto profonde possano essere l'adesione al Signore e
I'esperienza della sua presenza e della sua vicinanza, ogni di-
scepolo, di cui Pietro ê qui il prototipo, conosce momenti di
esitazione e di dubbio. Quando comincia a vacillare, grida:
Signore, salvami!». Gesū gli tenderà la mano, perchê non ca-
da. La poca fede non lo trattenga dal partecipare alla litur-
gia, dal prostrarsi con gli altri, per proclamare insieme alla
Chiesa: «Tu sei veramente il Figlio di Dio, Signore! Vieni in soc-
corso alla mia mancanza di fede!».
E quando il silenzio di Dio scoraggia, si tenda l'orecchio: egli
è ancora li, nel «mormorio di un vento leggero».

antifona d'ingresso Sal 73,20.19,22-23
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua causa,
non dimenticare le suppliche di coloro che ti invocano.

colletta
Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chia-
marti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
Onnipotente Signore, che domini tutto il creato, rafforza la
nostra fede e fa' che ti riconosciamo presente in ogni avve-
nimento della vita e della storia, per affrontare serena-
mente ogni prova e camminare con Cristo verso la tua pa-
ce. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura 1Re 19,9a, 11-13a
Dio è presente nel silenzio e nella solitudine: l'esperienza fat-
ta da Elia all'Oreb (l'altro nome del Sinai, dove il Signore
Si era rivelato nel frastuono delle forze della natura scate-
nate) ravviva lo zelo del profeta. Egli esce dalla caverna, in
cui si era rifugiato in preda allo scoraggiamento, e riprende
il cammino per continuare la sua missione in mezzo a quel
popolo al quale Dio lo manda.

DAL PRIMO LIBRO DEI RE
In quei giorni, Elia, (essendo giunto al monte di Dio, I'Oreb).
entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu
rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fermati
sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e ga-
gliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Si-
gnore, ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come I'udi,
Elia si copri il volto con il mantello, usci e si fermo all'ingres-
so della caverna. - Parola di Dio.

salmo responsoriale  sal 84
Se ascolto attentamente, sento Dio che mormora nel mio cuo-
re: amore, verità, giustizia, pace.

RIT. Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Si, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra./R

Amore e verità s'incontreranno
gustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. /R

 Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto:
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino./ R

seconda lettura Rm 9,1-5
Il vangelo viene rifiutato da coloro che avrebbero dovuto es-
sere i primi ad accoglierlo! Questo pensiero tormenta Paolo.
Ma egli non perde la speranza: un giorno, gli innumerevoli
doni di Dio porteranno il loro frutto.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscien-
za me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore
un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a
vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.
Essi sono Israeliti e hanno l'adozione a figli, la gloria, le al-
leanze, la legislazione, il culto, le promesse: a loro apparten-
gono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne,
egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen. -
Parola di Dio.

Canto al  Vangelo  Sal 129,5
Alleluia, alleluia.
lo spero, Signore.
Spera l'anima mia, attendo la sua parola.

Vangelo Mt 14,22-33
In occasione della moltiplicazione dei pani, i discepoli han-
no appreso di poter soddisfare la fame delle folle se si rivol-
gono con fiducia al Signore. Le tempeste e i venti contrari
che devono affrontare non li spaventino e non facciano va-
cillare la loro fede! Allora, al termine di una traversata pro-
babilmente faticosa, essi giungeranno, come Chiesa, all'al-
tra sponda, dove il Signore ha dato loro appuntamento.

 DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesü costrinse i di-
scepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva fin-
chế non avesse congedato la folla.
Congedata la folla, sali sul monte, in disparte, a pregare. Ve-
nuta la sera, egli se ne stava lassū, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era
agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire
della notte egli ando' verso di loro camminando sul mare
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti
e dissero: «E un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma su-
bito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate
paural».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di ve-
nire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!», Pietro sce-
se dalla barca, si mise a camminare sulle acque e ando' ver-
so Gesu'. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impauri e, co-
minciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito
Gesu tese la mano, lo afferro' e gli disse: uomo di poca fede,
perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sul-
la barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei
Figlio di Dio!», - Parola del Signore.

preghiera
Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai po-
sto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza tra-
sformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

antifona  Sal 147,12 14
Gerusalemme, loda il Signore,
egli ti sazia con fiore di frumento. 
 oppure Mt 14,33
l discepoli sulla barca si prostrarono davanti a Gesü ed
eclamarono: Tu sei verarnente il Figlio di Diol..

preghiera
La partecipazione a questi sacrarenti salvi il tuo popolo,
Signore, e lo conferrni nella luce della tua verita. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Perché avete paura, uomini di poca fede? (Mt 8,26).
Gli apostoli dissero al Sgnore: "Aumenta la nostra fede Le 17,5-6).
Simone, Simone, ecco satana vi ha
cercato per vagliarvi come il
grano, mia ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e
tu, una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli (Lc 22,31-32)
Ma egli disse: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vo-
stro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io
toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne né ossa. Come ve-
dete che io non  ho (Le 24,38-39).
Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva
loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcu-
ni pero dubitavano (Mt 28,16-17),

Gesu comnincia guarendo anzitutto cio' che e' importante, quando or-
dina ai suoi discepoli spaventati: «Coraggio, non abbiate paura.
Il fatto che e aggiunga :Sono io,senza precisare chi egli sia, signi-
fica o che la sua voce era loro abbastanza familiare per fare loro
comprendere chi era colui che rivolgeva loro la parola nelle oscure
tenehre della notte, oppure che essi si sarebbero fucilmente ricor-
dati di colui che aveva detto a Mosè: «Dirai agli israeliti: Io-Sono
mi ha mandato a voi., (Es 3,14).
(Girolamo, Commento a Matteo 2.14)  


 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.”