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s messa 11 ottobre
I profeti, soprattutto Isaia, paragonano volentieri la felicitā
degli eletti a quella dei convitati chiamati da Dio a parteci-
pare al banchetto. A prima vista, un tale modo
di parlare potrebbe sorprendere: la beatitudine celeste non
e forse di un ordine diverso da quello delle gioie terrene? Per
comprendere questo paragone, basta riflettere sul significato
del mangiare insieme. Ma non ci si siede a mensa an-
zitutto, e tanto meno esclusivamente, per i cibi .
I profeti, soprattutto Isaia, paragonano volentieri la felicitā
degli eletti a quella dei convitati chiamati da Dio a parteci-
pare al banchetto. A prima vista, un tale modo
di parlare potrebbe sorprendere: la beatitudine celeste non
e forse di un ordine diverso da quello delle gioie terrene? Per
comprendere questo paragone, basta riflettere sul significato
del mangiare insieme. Ma non ci si siede a mensa an-
zitutto, e tanto meno esclusivamente, per i cibi .
Un banchetto esprime il carattere eccezionale della fe-
sta o dell'avvenimento celebrato. Essa intende onorare gli in-
vitati, dire loro quanto si sia felici di riceverli. Il banchetto con-
diviso è segno, si potrebbe dire persino «sacramento», dell'a-
micizia condivisa, della comunione che unisce colui che ospi-
ta e i suoi commensali. Ebbene, dice Isaia, ecco ciò che Dio ci
riserva: un'intimità infinitamente superiore a tutto ciò che si
può immaginare; una gioia senza pari e senza fine. «ln quel
giorno», infatti, Dio «eliminerà la morte per sempre» e noi en-
treremo in possesso della salvezza sperata.
Riprendendo questa tradizionale immagine biblica, Gesû la
estende all'intera storia della salvezza. Il re che invita è evi-
dentemente Dio. Nel figlio di cui celebra le nozze, noi ricono-
sciamo Gesů, il Signore che ha «sposato» l'umanità, assu-
mendo la nostra carne mortale, glorificata nella sua risurre-
zione e nel suo trionfo celeste. E a quest'evento che siamo in-
sistentemente invitati.
I servitori di Dio porteranno all'intero universo quell'invito che
è risuonato fin dalle origini del mondo. Un giorno, la sala del
sta o dell'avvenimento celebrato. Essa intende onorare gli in-
vitati, dire loro quanto si sia felici di riceverli. Il banchetto con-
diviso è segno, si potrebbe dire persino «sacramento», dell'a-
micizia condivisa, della comunione che unisce colui che ospi-
ta e i suoi commensali. Ebbene, dice Isaia, ecco ciò che Dio ci
riserva: un'intimità infinitamente superiore a tutto ciò che si
può immaginare; una gioia senza pari e senza fine. «ln quel
giorno», infatti, Dio «eliminerà la morte per sempre» e noi en-
treremo in possesso della salvezza sperata.
Riprendendo questa tradizionale immagine biblica, Gesû la
estende all'intera storia della salvezza. Il re che invita è evi-
dentemente Dio. Nel figlio di cui celebra le nozze, noi ricono-
sciamo Gesů, il Signore che ha «sposato» l'umanità, assu-
mendo la nostra carne mortale, glorificata nella sua risurre-
zione e nel suo trionfo celeste. E a quest'evento che siamo in-
sistentemente invitati.
I servitori di Dio porteranno all'intero universo quell'invito che
è risuonato fin dalle origini del mondo. Un giorno, la sala del
banchetto sarà piena di una «moltitudine immensa di ogni na-
zione, razza, popolo e lingua» (Ap 7,9), che celebrerà le noz-ze dell'Agnello (Ap 19), di cui l'eucaristia è segno. Ognuno
esamini se stesso prima di parteciparvi (1 Cor 11,28-29), per
essere trovato rivestito dell'abito nuziale quando il Signore
verrà a «vedere i commensali».
Lui che fin d'ora «colma ogni nostro bisogno secondo la sua
ricchezza in Cristo Gesů» ci colmerà allora al di là di ogni spe-
ranza. «A Dio Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli»,
antifona d'ingresso Sal 129,3-4
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele.
colletta
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo
mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio,
donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testi-
moniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun
uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o
a entrarvi senza l'abito nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Is 25,6-10a
Uno sguardo su «quel giorno» che vedrà il compimento del-
l'opera della salvezza. Il profeta lo evoca con immagini sug-
gerite dai fasti di una corte reale: un banchetto di inaudita
sontuosità, indetto e preparato da Dio «su questo monte, luo-
go della sua presenza, dove i giusti di tutti i popoli parteci-
peranno alla sua vita, alla comunità seduta alla sua tavola.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questomonte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini
eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperå su questo monte il velo che copriva la faccia di
tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà
la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su
ogni volto, l'ignominia del suo popolo farà scomparire da tut-
ta la terra, poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo
sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo
sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché
la mano del Signore si poserà su questo monte». - Parola di Dio.
salmo responsoriale 22,1-3a;3b-4;5;6
Variazione sul tema del Dio-pastore nel quale si può sempre
confidare: egli conduce, protegge e ricolma di beni i suoi.
RIT. Abiterò per sempre nella casa del Signore.
I| Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia./R
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza./R
Davanti a me tu prepari una mensa
Sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca./R
Si, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,abitero ancora nela casa del Signore
per lunghi giorni./R
seconda lettura Fil4,12-14.19-20
I filippesi hanno dato un aiuto materiale a Paolo: egli lha
apprezzato pur sapendosi accontentare di poco. NVon lo dice
per darsi delle arie, ma per invitare anche i suoi corrispon-
denti ad affidarsi alla magnificenza di Dio, rendendogli
grazie.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI FILIPPÉSI
Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell'abbon-
danza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla
fame, all'abbondanza e all'indigenza.
Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribola-
zioni. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno
secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.-
Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Ef 1,17-18
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Vangelo Mt 22,1-14 (lett. breve 1-10)
Una parabola della storia della salvezza, come quella dei vi-
gnaioli omicidi. Fin dalle origini, Dio invita tutti gli uomi-
ni a vivere in comunione con lui. Nonostante l'insistenza dei
suoi inviati, alcuni rifiutano l'invito. Altri vi rispondono e
prendono posto nella sala del banchetto. Uno di essi viene
espuulso: era entrato senza rivestire l'«abito nuziale», «il Cri-
sto «l'uomo nuovo, come dice Paolo (Rm 13,14: Gal 3.27:
Ef 4.24). Per essere fra gli eletti, bisogna convertirsi.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesů, riprese a parlare con parabole ai capi
dei sacerdoti e ai farisei e disse: «ll regno dei cieli è simile a
un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mando i
suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vo-
levano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: Di-
te agli invitati: "Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi
e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; veni-
te alle nozze!" Ma quelli non se ne curarono e andarono chi
al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi
servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indigno: mandò le sue truppe, fece uccidere que-
gli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi
servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano de-
gni: andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che tro-
verete, chiamateli alle nozze".
Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che tro-
varono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
|l re entrò per vedere i commensali e li scorse un uomo che
non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei
entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutoli. Allora il
re ordino ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel-
le tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perchế molti so-
no chiamati, ma pochi eletti».] - Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa' che que-
sto santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore
sto «l'uomo nuovo, come dice Paolo (Rm 13,14: Gal 3.27:
Ef 4.24). Per essere fra gli eletti, bisogna convertirsi.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesů, riprese a parlare con parabole ai capi
dei sacerdoti e ai farisei e disse: «ll regno dei cieli è simile a
un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mando i
suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vo-
levano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: Di-
te agli invitati: "Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi
e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; veni-
te alle nozze!" Ma quelli non se ne curarono e andarono chi
al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi
servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indigno: mandò le sue truppe, fece uccidere que-
gli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi
servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano de-
gni: andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che tro-
verete, chiamateli alle nozze".
Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che tro-
varono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
|l re entrò per vedere i commensali e li scorse un uomo che
non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei
entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutoli. Allora il
re ordino ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel-
le tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perchế molti so-
no chiamati, ma pochi eletti».] - Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa' che que-
sto santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore
antifona Sal 33,11
I ricchi impoveriscono e hanno fame.
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.
oppure 1Gv 3,2
Quando il Signore si manifesterà, saremo sinili a lui, per-
ché lo vedremo cosi come egli è.
oppure Mt 22,2
l regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di
nozze per suo figlio.
prrghiera
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo
e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sa-
crificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive
e regna nei secoli dei secoli.
sviluppi
La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colon-
ne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la
tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti
della città: «Chi è inesperto accorra qui!». A chi è privo di senno es-
sa dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho pre-
parato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via
dell'intelligenza» (Pr 9,1-6).
lo gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il
manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e co-
me una sposa che si adorna di gioielli (Is 61,10).
Silenzio, alla presenza del Signore Dio, perché il giorno del Signo-
re è vicino, perché il Signore ha preparato un sacrificio, ha man-
dato a chiamare i suoi invitati. Nel giorno del sacrificio del Si-
gnore, io punirò i principi e i figli di re e quanti vestono alla mo-
da straniera; punirò in quel giorno chiunque salta la soglia, chi
riempie di rapine e di frodi il palazzo del suo padrone (Sof 1,7-9.
I ricchi impoveriscono e hanno fame.
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.
oppure 1Gv 3,2
Quando il Signore si manifesterà, saremo sinili a lui, per-
ché lo vedremo cosi come egli è.
oppure Mt 22,2
l regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di
nozze per suo figlio.
prrghiera
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo
e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sa-
crificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive
e regna nei secoli dei secoli.
sviluppi
La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colon-
ne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la
tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti
della città: «Chi è inesperto accorra qui!». A chi è privo di senno es-
sa dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho pre-
parato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via
dell'intelligenza» (Pr 9,1-6).
lo gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il
manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e co-
me una sposa che si adorna di gioielli (Is 61,10).
Silenzio, alla presenza del Signore Dio, perché il giorno del Signo-
re è vicino, perché il Signore ha preparato un sacrificio, ha man-
dato a chiamare i suoi invitati. Nel giorno del sacrificio del Si-
gnore, io punirò i principi e i figli di re e quanti vestono alla mo-
da straniera; punirò in quel giorno chiunque salta la soglia, chi
riempie di rapine e di frodi il palazzo del suo padrone (Sof 1,7-9.
Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siede-
ranno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,
mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove
sarà pianto e stridore di denti (Mt 8,11-12),
Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isac-
co e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da setentrione e da mezzo-
giorno e siederanno a mensa nel regno di Dio (Le 13,28-29).
Udii come una vOce potente di una folla immensa nel cielo che
diceva: «Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio»
(Ap 19,1).
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo (1Cor 11, 1).
ranno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,
mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove
sarà pianto e stridore di denti (Mt 8,11-12),
Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isac-
co e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da setentrione e da mezzo-
giorno e siederanno a mensa nel regno di Dio (Le 13,28-29).
Udii come una vOce potente di una folla immensa nel cielo che
diceva: «Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio»
(Ap 19,1).
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo (1Cor 11, 1).
s messa 18 ottobre
Nel «calendario dei santi» si trovano anche dei re e delle re-
gine e alcuni grandi uomini di Stato, ma ben pochi apparten-
gono alla storia moderna. La Chiesa, infatti, non si affretta a
canonizzare personalità del genere, anche nel caso in cui sia-
no state ammirevoli. Alle prese con situazioni complesse, con
la diversità delle opinioni religiose e di altra natura, a solle-
citazioni di ogni genere che non riescono a dominare, molti
responsabili, soprattutto quelli odierni, sono indotti a
prendere decisioni che, a volte, si allontanano piû o meno dal-
I'ideale evangelico. Comunque anche a loro riguardo, come
nel caso delle persone piū umili, il giudizío della Chiesa tiene
conto unicamente della cosiddetta «eroicità delle virtü», Ma
è accaduto che, coscientemente o meno, un «re sia stato, al
suo tempo, uno strumento nelle mani di Dio. La cosa appare
chiaramente solo in un secondo momento. Cosi Isaia evoca
I'azione del «re Ciro», pur non dimenticando di ricordare che
il vero Signore è solo Dio.
Bisogna quindi guardarsi dal considerare chicchessia come un
vero «uomo della provvidenza» al quale sottomettersi cieca-
mente. La stima di cui legittimamente si circonda colui che de-
tiene il potere impone una sana vigilanza e sorveglianza .
Nel «calendario dei santi» si trovano anche dei re e delle re-
gine e alcuni grandi uomini di Stato, ma ben pochi apparten-
gono alla storia moderna. La Chiesa, infatti, non si affretta a
canonizzare personalità del genere, anche nel caso in cui sia-
no state ammirevoli. Alle prese con situazioni complesse, con
la diversità delle opinioni religiose e di altra natura, a solle-
citazioni di ogni genere che non riescono a dominare, molti
responsabili, soprattutto quelli odierni, sono indotti a
prendere decisioni che, a volte, si allontanano piû o meno dal-
I'ideale evangelico. Comunque anche a loro riguardo, come
nel caso delle persone piū umili, il giudizío della Chiesa tiene
conto unicamente della cosiddetta «eroicità delle virtü», Ma
è accaduto che, coscientemente o meno, un «re sia stato, al
suo tempo, uno strumento nelle mani di Dio. La cosa appare
chiaramente solo in un secondo momento. Cosi Isaia evoca
I'azione del «re Ciro», pur non dimenticando di ricordare che
il vero Signore è solo Dio.
Bisogna quindi guardarsi dal considerare chicchessia come un
vero «uomo della provvidenza» al quale sottomettersi cieca-
mente. La stima di cui legittimamente si circonda colui che de-
tiene il potere impone una sana vigilanza e sorveglianza .
Cosi hanno sempre fatto i profeti. A chi pretendeva di
realizzare il regno di Dio, essi dicevano: «No! Tu non sei il mes-
sia che deve venire a instaurare il regno promesso!». Bisogna
evitare quindi ogni confusione fra il cielo e la terra, fra la città
terrena e la città celeste.
Un altro errore consiste nel dire: Bisogna scegliere:o Dio o
Cesare: ciò che si dà all'uno si sottrae all'altro». Questo modo
di parlare è raramente privo di secondi fini. Si invocanoi do-
realizzare il regno di Dio, essi dicevano: «No! Tu non sei il mes-
sia che deve venire a instaurare il regno promesso!». Bisogna
evitare quindi ogni confusione fra il cielo e la terra, fra la città
terrena e la città celeste.
Un altro errore consiste nel dire: Bisogna scegliere:o Dio o
Cesare: ciò che si dà all'uno si sottrae all'altro». Questo modo
di parlare è raramente privo di secondi fini. Si invocanoi do-
veri nei riguardi di Cesare per sottrarsi a quelli nei riguardi di
Dio o viceversa, quando non addirittura a fasi alterne, a se-
conda delle convenienze, degli interessi del momento. Gesū e '
tassativo: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare», Anche
la Chiesa ha sempre insegnato i doveri civici e pregato per i
governanti, anche quando la perseguitavano. Ma il culto è do-
vuto solo al Signore.
Fatta chiarezza su questo punto, ciascuno deve lavorare con
coraggio e fiducia per introdurre la fede, la speranza e l'amore
nel mondo, cosi com'è, convinto che il vangelo è «potenza di
Dio e azione dello Spirito Santo».
antifona d'ingresso Sal 16,6-8
Io ti invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.
colletta
]Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e
fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purez-
za di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrec-
ciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di
noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di
tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'uma-
nità intera riconosca te solo come unico Dio.
conda delle convenienze, degli interessi del momento. Gesū e '
tassativo: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare», Anche
la Chiesa ha sempre insegnato i doveri civici e pregato per i
governanti, anche quando la perseguitavano. Ma il culto è do-
vuto solo al Signore.
Fatta chiarezza su questo punto, ciascuno deve lavorare con
coraggio e fiducia per introdurre la fede, la speranza e l'amore
nel mondo, cosi com'è, convinto che il vangelo è «potenza di
Dio e azione dello Spirito Santo».
antifona d'ingresso Sal 16,6-8
Io ti invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.
colletta
]Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e
fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purez-
za di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrec-
ciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di
noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di
tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'uma-
nità intera riconosca te solo come unico Dio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Is 45,1.4-6
Un re pagano «inviato» da Dio? Si, nel senso che, senza sa-
perlo, è stato lo strumento del suo disegno. Ma il solo vero
padrone della storia della salvezza è il Signore.
prima lettura Is 45,1.4-6
Un re pagano «inviato» da Dio? Si, nel senso che, senza sa-
perlo, è stato lo strumento del suo disegno. Ma il solo vero
padrone della storia della salvezza è il Signore.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Dce il Signore del suo eletto, di Ciro: io l'ho preso per ladestra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere
le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti
delle porte e nessun portone rimarrā chiuso. Per amore di
Giacobbe, mio servo, e d'israele, mio eletto, io ti họ chiama-
to per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi cono-
sca. lo sono il Signore e non cè alcun altro, fuori di me non
c'ề dio, ti renderò pronto all'azione, anche se tu non mi co-
nosci, perche' sappiano dall'oriente e dall'occidente che non
c'è nulla fuori di me. lo sono il Signore, non ce n'e altri, Parola di Dio.
salmo responsoriale 95,1.3; 4-5; 7-8; 9-10ac
Nessun altro dio all'infuori di Dio: glorioso, grande, lodato,
temibile, creatore, santo, re, giusto.
RIT. Grande è il Signore e degno di ogni lode.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie./R
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tuti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i ciell./R
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri./R
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo,
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «ll Signore regna!»
Egli giudica i popoli con rettitudine./R
seconda lettura. 1Ts 1,1-5b
Il primo di cingue passi letti a partire da oggi del più anti-
co fra gli scritti del Nuovo Testamento: solo una ventina
d'anni dopo la morte di Cristo. Una comunità cristiana
quella di Tessalonica, viene già chiamata «Chiesa, L'ade-
sione in opere al messaggio evangelico (la fede), la pratica
del «comandamento nuovo» (la carità), la ferma fiducia nel-
le promesse divine e il desiderio di vederle realizzate (spe-
ranza) caratterizzano ogni comunità ecclesiale che vive sot-
to l'egida del Padre e del Figlio, animata dallo Spirito.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Paolo, e Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è
in Dio Padre e nel Signore Gesů Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nel-
le nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'ope-
rosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fer-
mezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,
davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati
da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti,
non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma an-
che con la potenza dello Spirito Santo e con profonda con-
vinzione. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Vangelo Mt 22,15-21
Anche quando non la si pone per tendere un tranello al pro-
prio interlocutore, la domanda «Dio è Cesare?» è sempre più
o meno fonte di imbarazzo e non consente alcuna facile ri-
sposta.
Tale sembra essere invece la risposta categorica di
Gesù. Il frequente ricorso alla sua risposta per preconizzare
co fra gli scritti del Nuovo Testamento: solo una ventina
d'anni dopo la morte di Cristo. Una comunità cristiana
quella di Tessalonica, viene già chiamata «Chiesa, L'ade-
sione in opere al messaggio evangelico (la fede), la pratica
del «comandamento nuovo» (la carità), la ferma fiducia nel-
le promesse divine e il desiderio di vederle realizzate (spe-
ranza) caratterizzano ogni comunità ecclesiale che vive sot-
to l'egida del Padre e del Figlio, animata dallo Spirito.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Paolo, e Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è
in Dio Padre e nel Signore Gesů Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nel-
le nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'ope-
rosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fer-
mezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,
davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati
da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti,
non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma an-
che con la potenza dello Spirito Santo e con profonda con-
vinzione. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Vangelo Mt 22,15-21
Anche quando non la si pone per tendere un tranello al pro-
prio interlocutore, la domanda «Dio è Cesare?» è sempre più
o meno fonte di imbarazzo e non consente alcuna facile ri-
sposta.
Tale sembra essere invece la risposta categorica di
Gesù. Il frequente ricorso alla sua risposta per preconizzare
o giustificare comportamenti contrapposti stimola una con-
siderazione piu approfondita. Cesare e Dio non sono sullo
stesso livello. Si devono rendere all'imperatore gli obblighi
che gli sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si de-
vono a Dio, il Signore che non ha uguali.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per
vedere come cogliere in fallo Gesû nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani,
a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via
di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, per-
chế non guardi in faccia a nessuno. Dungue, di' a noi il tuo
parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «lpocriti, per-
chế volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tri-
buto». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' lo-
ro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli rispo-
sero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio»,- Parola del Signore.
preghiera
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare per-
ché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi princi-
pio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farci sopravvivere in tempo di fame.
oppure Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che
è di Dio»,
che gli sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si de-
vono a Dio, il Signore che non ha uguali.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per
vedere come cogliere in fallo Gesû nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani,
a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via
di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, per-
chế non guardi in faccia a nessuno. Dungue, di' a noi il tuo
parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «lpocriti, per-
chế volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tri-
buto». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' lo-
ro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli rispo-
sero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio»,- Parola del Signore.
preghiera
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare per-
ché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi princi-
pio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farci sopravvivere in tempo di fame.
oppure Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che
è di Dio»,
preghiera
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto
pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nel-
la vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futu-
ri. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e con-
cepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la sag-
gezza di Dio era in lui per render giustizia (1Re 3,28).
La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e
tutta la saggezza dell'Egitto. Egli fu veramente più saggio di tutti..,
il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi (1Re 5,10-11).
Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tas-
sa per il tempio e gli dissero: «ll vostro maestro non paga la tassa
per il tempio?». Rispose: «Si», Mentre entrava in casa, Gesù lo pre-
venne dicendo: «Che o cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da
chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?»
(Mt 17,24-25).
Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicate-
lo voi stessi (At 4,19).
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29).
Ricorda loro di esser sottomesi ai magistrati e alle autorità, di ob-
bedire, di essere pronti per ogni opera buona (Tt 3, 1).
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore:
sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per
punire i malfattori e premiare i buoni (1Pt 2,13-14).
Dobbiamo concedere certe cose al corpo, un tributo a Cesare a se-
conda dei casi, cioè nella misura richiesta. Ma le cose che riguar-
dano la natura delle nostre anime, cioè quelle che conducono alla
virtù, bisogna offrirle a Dio.
(Origene, Catena aurea)
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto
pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nel-
la vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futu-
ri. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e con-
cepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la sag-
gezza di Dio era in lui per render giustizia (1Re 3,28).
La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e
tutta la saggezza dell'Egitto. Egli fu veramente più saggio di tutti..,
il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi (1Re 5,10-11).
Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tas-
sa per il tempio e gli dissero: «ll vostro maestro non paga la tassa
per il tempio?». Rispose: «Si», Mentre entrava in casa, Gesù lo pre-
venne dicendo: «Che o cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da
chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?»
(Mt 17,24-25).
Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicate-
lo voi stessi (At 4,19).
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29).
Ricorda loro di esser sottomesi ai magistrati e alle autorità, di ob-
bedire, di essere pronti per ogni opera buona (Tt 3, 1).
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore:
sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per
punire i malfattori e premiare i buoni (1Pt 2,13-14).
Dobbiamo concedere certe cose al corpo, un tributo a Cesare a se-
conda dei casi, cioè nella misura richiesta. Ma le cose che riguar-
dano la natura delle nostre anime, cioè quelle che conducono alla
virtù, bisogna offrirle a Dio.
(Origene, Catena aurea)


