s messa 15 febbraio
Ancora per quattro domeniche la liturgia è nel segno del «di-
scorso della montagna», Nel suo Vangelo, Matteo, basando-
si su citazioni bibliche, proclama in ogni occasione che, dall'-
nizio fino alla morte e alla risurrezione, sia nel suo insegna-
mento che nel suo comportamento, Gesû compie le Scritture.
Per questo evangelista, la novitā della buona novella e della
vita evangelica si puo comprendere solo ricollegandosi alla
tradizione di Mosè e dei profeti. Niente lo dimostra meglio
del modo in cui Gesü si appropria dei tre grandi comanda-
menti del rispetto della vita altrui, della fedeltä coniugale e
della veritā delle parole.
Anzitutto, un principio fondamentale: il legalismo misconosce
l'intenzione di Dio, autore della legge; esso perverte il senso
dei comandamenti e la loro osservanza risulta di conseguen-
za inutile per il regno dei cieli. Il legalismo genera la casisti-
ca che, incapace di trovare delle vie di uscita, cavilla sugli ob-
blighi, cercando di cavarsela con il minor impegno possibile.
Coscientemente o meno, questo atteggiamento fa di Dio un
legislatore lontano e freddo, unicamente preoccupato di un
certo ordine morale di facciata. Ora, dando la legge. Dio mi-
rava a ben altro: «Siate santi, perché io Sono santo» (Lv 11,45:;
19,2). E Gesû conclude il lungo discorso riferito da Matteo
negli stessi termini: «Siate voi dunque perfetti come è perfet-
to il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). Al contrario, fermando-
si alla lettera senza alcun riguardo per lo spirito, il legalismo
può produrre solo una giustizia legale, esteriore. Venuto a
«compiere» le Scritture, Gesů vuole la giustizia secondo Dio e
apre l'osservanza dei comandamenti a prospettive infinite, fi-
no alla perfezione della carità. Egli proclama che la carità ri-
Ancora per quattro domeniche la liturgia è nel segno del «di-
scorso della montagna», Nel suo Vangelo, Matteo, basando-
si su citazioni bibliche, proclama in ogni occasione che, dall'-
nizio fino alla morte e alla risurrezione, sia nel suo insegna-
mento che nel suo comportamento, Gesû compie le Scritture.
Per questo evangelista, la novitā della buona novella e della
vita evangelica si puo comprendere solo ricollegandosi alla
tradizione di Mosè e dei profeti. Niente lo dimostra meglio
del modo in cui Gesü si appropria dei tre grandi comanda-
menti del rispetto della vita altrui, della fedeltä coniugale e
della veritā delle parole.
Anzitutto, un principio fondamentale: il legalismo misconosce
l'intenzione di Dio, autore della legge; esso perverte il senso
dei comandamenti e la loro osservanza risulta di conseguen-
za inutile per il regno dei cieli. Il legalismo genera la casisti-
ca che, incapace di trovare delle vie di uscita, cavilla sugli ob-
blighi, cercando di cavarsela con il minor impegno possibile.
Coscientemente o meno, questo atteggiamento fa di Dio un
legislatore lontano e freddo, unicamente preoccupato di un
certo ordine morale di facciata. Ora, dando la legge. Dio mi-
rava a ben altro: «Siate santi, perché io Sono santo» (Lv 11,45:;
19,2). E Gesû conclude il lungo discorso riferito da Matteo
negli stessi termini: «Siate voi dunque perfetti come è perfet-
to il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). Al contrario, fermando-
si alla lettera senza alcun riguardo per lo spirito, il legalismo
può produrre solo una giustizia legale, esteriore. Venuto a
«compiere» le Scritture, Gesů vuole la giustizia secondo Dio e
apre l'osservanza dei comandamenti a prospettive infinite, fi-
no alla perfezione della carità. Egli proclama che la carità ri-
chiede un impegno totale dell'essere, un'obbedienza che vie-
ne dalle profondità di ciascuno: dal suo «cuore.
Questa relazione con i comandamenti esclude tutto ciò che
assomiglia anche solo lontanamente a una sottomissione cie-
ca. Dio infatti ritiene che la sua creatura sia capace di sce-
gliere liberamente quell'avvenire di pace e di felicità che egli
le propone (Sir 15,15-20). Chi medita la legge del Signore e
vi conforma la propria vita acquisisce una saggezza che non
è di questo mondo, poichế permette di penetrare nei segreti
del mistero di Dio (1 Cor 2,6-10).
antifona d'ingresso Sal 30,3-4
Sii per me difesa, o Dio,
rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome.
colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti
amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua paro-
la, rendici degni di
diventare tua stabile dimora. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuo-
va fondata sull'amore, fa' che il popolo cristiano, radunato
per offrirti il sacrificio perfetto, sia coerente con le esigenze
del Vangelo, e diventi per ogni uomo segno di riconciliazio-
ne e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Sir 15,15-20 (NV) ()gr.15,15-20
ne dalle profondità di ciascuno: dal suo «cuore.
Questa relazione con i comandamenti esclude tutto ciò che
assomiglia anche solo lontanamente a una sottomissione cie-
ca. Dio infatti ritiene che la sua creatura sia capace di sce-
gliere liberamente quell'avvenire di pace e di felicità che egli
le propone (Sir 15,15-20). Chi medita la legge del Signore e
vi conforma la propria vita acquisisce una saggezza che non
è di questo mondo, poichế permette di penetrare nei segreti
del mistero di Dio (1 Cor 2,6-10).
antifona d'ingresso Sal 30,3-4
Sii per me difesa, o Dio,
rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome.
colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti
amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua paro-
la, rendici degni di
diventare tua stabile dimora. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuo-
va fondata sull'amore, fa' che il popolo cristiano, radunato
per offrirti il sacrificio perfetto, sia coerente con le esigenze
del Vangelo, e diventi per ogni uomo segno di riconciliazio-
ne e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Sir 15,15-20 (NV) ()gr.15,15-20
Stanti i limiti della sua intelligenza e della sua capacità di
discernimento, l'uomo è spesso perplesso nell'ora della scel-
ta, incapace di distinguere immedia- tamente e a colpo sicu-
ro il bene dal male. Ma la legge di Dio viene in suo soccor-
so Cosi. illuminato dalla sapienza divina, l'uomo è in gra-discernimento, l'uomo è spesso perplesso nell'ora della scel-
ta, incapace di distinguere immedia- tamente e a colpo sicu-
ro il bene dal male. Ma la legge di Dio viene in suo soccor-
do di fare liberamente delle buone scelte.
Dal libro del Siracide
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti
fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli
uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno
sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza
del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi
sono su coloro che lo temono, egli conoSce ogni opera degli
uomini. A nessuno ha comandato di essere empio e a nes-
suno ha dato il permesso di peccare. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 118,1-2;4-5;17-18;33-34
Gioia per il fatto di poter osservare con tutto il cuore e
liberamente i comandamenti ed esprimere così il nostro amore a Dio.
RIT. Beato chi cammina nella legge del Signore.
Beato chi ề integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.R/
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.R/
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perche io consideri
le meraviglie della tua legge.R/
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venu-
to ad abolire, ma a dare pieno compimento. In veritā io vi di-
co: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un
solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto. Chi dunque trasgredirā uno solo di questi minimi
precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà consi-
derato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato gran-
de nel regno dei cieli.] lo vi dico infatti: se la vostra giustizia
non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete
nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non
ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio".
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratelo dovrà
essere sottoposto al giudizio. (Chi poi dice al fratello: "Stupi-
do", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Paz-
zo', sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dungque tu presenti la tua offerta all'altare e li ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia Ii il tuo dono
davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e
poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in
cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudi-
ce e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In
verità io ti dico: non uscirai di là finche non avrai pagato fino
all'ultimo spicciolo!]
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio" Ma
io vi dico: chiungue guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel proprio cuore. (Se il tuo oc-
chio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:
ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto
che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua
mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da
te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piutto-
sto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Beato chi ề integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.R/
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.R/
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perche io consideri
le meraviglie della tua legge.R/
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.R/
seconda lettura 1Cor 2,6-10
Assolutamente superiore a quella degli uomini, la saggezza
data dallo Spirito apre all'intelligenza dei misteri di Dio e
permette di vedere il Signore della gloria in colui che gli uo-
mini hanno crocifisso.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, si, di sapienza,
ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei do-
minatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Par-
liamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è ri-
masta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la
nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo 'ha
conosciuta; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifis-
so il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose
che occhio non vide, né orecchio udi, nê mai entrarono in cuo-
re di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; Io Spirito
infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.
Vangelo
Mt 5,17-37 (lett. breve: 5,20-22a.27-28.33-34a.37)
Con la sovrana autorità che gli deriva dalla sua intimità
con il Padre, Gesù insegna una lettura e una pratica dei co-
mandamenti conformi all'intenzione profonda di Dio: «Ave-
te inteso che fu detto... ma io vi dico...». Agli antipodi di ogni
moralismo, sia del lassismo che del rigorismo, la morale
evangelica scaturisce da un cuore che si converte continua-
mente al Signore.
Assolutamente superiore a quella degli uomini, la saggezza
data dallo Spirito apre all'intelligenza dei misteri di Dio e
permette di vedere il Signore della gloria in colui che gli uo-
mini hanno crocifisso.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, si, di sapienza,
ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei do-
minatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Par-
liamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è ri-
masta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la
nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo 'ha
conosciuta; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifis-
so il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose
che occhio non vide, né orecchio udi, nê mai entrarono in cuo-
re di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; Io Spirito
infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.
Vangelo
Mt 5,17-37 (lett. breve: 5,20-22a.27-28.33-34a.37)
Con la sovrana autorità che gli deriva dalla sua intimità
con il Padre, Gesù insegna una lettura e una pratica dei co-
mandamenti conformi all'intenzione profonda di Dio: «Ave-
te inteso che fu detto... ma io vi dico...». Agli antipodi di ogni
moralismo, sia del lassismo che del rigorismo, la morale
evangelica scaturisce da un cuore che si converte continua-
mente al Signore.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: («Non crediate cheio sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venu-
to ad abolire, ma a dare pieno compimento. In veritā io vi di-
co: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un
solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto. Chi dunque trasgredirā uno solo di questi minimi
precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà consi-
derato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato gran-
de nel regno dei cieli.] lo vi dico infatti: se la vostra giustizia
non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete
nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non
ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio".
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratelo dovrà
essere sottoposto al giudizio. (Chi poi dice al fratello: "Stupi-
do", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Paz-
zo', sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dungque tu presenti la tua offerta all'altare e li ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia Ii il tuo dono
davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e
poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in
cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudi-
ce e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In
verità io ti dico: non uscirai di là finche non avrai pagato fino
all'ultimo spicciolo!]
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio" Ma
io vi dico: chiungue guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel proprio cuore. (Se il tuo oc-
chio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:
ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto
che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua
mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da
te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piutto-
sto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del
ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, ec-
cetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e
chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.]
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai i
falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io
vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di
Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, nê per
Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare
neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
bianco o nero un solo capello.] Sia invece il vostro parlare: "si,
si", "no, no"; il di più viene dal Maligno. Parola del Signore.
preghiera
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ot-
tenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.
antifona
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa.
oppure
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio.
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita
oppure
Chi osserva e insegna agli uomini i precetti del Signore,
sarà grande nel regno dei cieli.
preghiera
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa' che ri-
cerchiamo semnpre quei beni che ci dànno vera vita. Per Cri-
sto nostro Signore.
ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, ec-
cetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e
chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.]
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai i
falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io
vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di
Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, nê per
Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare
neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
bianco o nero un solo capello.] Sia invece il vostro parlare: "si,
si", "no, no"; il di più viene dal Maligno. Parola del Signore.
preghiera
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ot-
tenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.
antifona
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa.
oppure
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio.
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita
oppure
Chi osserva e insegna agli uomini i precetti del Signore,
sarà grande nel regno dei cieli.
preghiera
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa' che ri-
cerchiamo semnpre quei beni che ci dànno vera vita. Per Cri-
sto nostro Signore.
sviluppi
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra io ti ho po-
sto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; sce-
gli dunque la vita (Dt 30,19).
Questa parola è molto vicina a te, e nella tua bocca e nel tuo cuo-
re. perché tu la metta in pratica (Dt 30, 14).
Gesu insegnava loro come uno che ha autorita e non come i loro
scribi (Mt 7,29).
Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che e' sen-
za legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nel-
la legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge
(1Cor 9,21).
Ogni frase del discorso della montagna viene a noi avvolta dallo
sguardo ardente del maestro della vita e al termine di ciaseuna ri-
suona l'avvertimento: attenzione! Cio che io dico è impossibile per
gli uomini, ma non per Dio, poiché tutto è possibile a Dio. Che co-
sa significa questo se non che noi possiamo adempiere la legge del
Vangelo solo se Dio stesso la porta a compimento dentro di noi? Ed
è proprio questo il senso che si deve attribuire all'espressione che io
uso: la legge del Vangelo o, come dicono i teologi, la legge nuova.
In realtà, non si tratta di una legge nel senso abituale del termine,
cioè di una serie di comandamenti che ci vengono imposti dall'e-
sterno, sotto pena di sanzioni. E' una legge nel senso in cui si dice,
per esempio, che è legge dell'albero il portare frutto: una legge che
è solo la piena realizzazione di una vita che ci è stata donata ed è
presente dentro di noi. E questa vita è il Cristo stesso.
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra io ti ho po-
sto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; sce-
gli dunque la vita (Dt 30,19).
Questa parola è molto vicina a te, e nella tua bocca e nel tuo cuo-
re. perché tu la metta in pratica (Dt 30, 14).
Gesu insegnava loro come uno che ha autorita e non come i loro
scribi (Mt 7,29).
Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che e' sen-
za legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nel-
la legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge
(1Cor 9,21).
Ogni frase del discorso della montagna viene a noi avvolta dallo
sguardo ardente del maestro della vita e al termine di ciaseuna ri-
suona l'avvertimento: attenzione! Cio che io dico è impossibile per
gli uomini, ma non per Dio, poiché tutto è possibile a Dio. Che co-
sa significa questo se non che noi possiamo adempiere la legge del
Vangelo solo se Dio stesso la porta a compimento dentro di noi? Ed
è proprio questo il senso che si deve attribuire all'espressione che io
uso: la legge del Vangelo o, come dicono i teologi, la legge nuova.
In realtà, non si tratta di una legge nel senso abituale del termine,
cioè di una serie di comandamenti che ci vengono imposti dall'e-
sterno, sotto pena di sanzioni. E' una legge nel senso in cui si dice,
per esempio, che è legge dell'albero il portare frutto: una legge che
è solo la piena realizzazione di una vita che ci è stata donata ed è
presente dentro di noi. E questa vita è il Cristo stesso.
(A.M. Besnard, Cose nuoce e cose vecchie)




