sabato 31 gennaio 2026

S Messa 24 maggio Pentecoste






s messa 24 maggio Pentecoste
Annunciato da Gesû al momento di «passare da questo mon-
do al Padre, ricevuto in modo eclatante dagli apostoli «il cin-
quantesimo giorno dopo Pasqua», lo Spirito anima e guida la
vita dei cristiani e della Chiesa. Egli fa del cuore di ciascuno la
dimora del Padre e del Figlio. Promessa e pegno della parte-
cipazione alla risurrezione di Cristo, lo Spirito apre a tutti gli
uomini le porte della misericordia divina e raduna i credenti
in comunità di peccatori perdonati che possono chiamare Dio
«Padre». Stimola la Chiesa a uscire dalle mura della paura per
andare, senza timore, ad annunciare al mondo intero la pace
e la gioia di Dio. Le ricorda continuamente gli insegnamenti
del Signore; apre il cuore e la mente al senso inesauribile del-
le sacre Scritture, la cui luce consente di discernere le situa-
zioni più diverse, addirittura inedite. Fonte inesauribile di gio-
vinezza, lo Spirito rinnova continuamente la vita dei credenti,
della Chiesa, del mondo. Esso diffonde a profusione i suoi mol-
teplici carismi per il bene dell'intero corpo che cresce al ritmo
dei «giorni ordinari» dell'esistenza umana.
Sulla croce di Cristo il peccato e il male sono stati messi a
morte. Ma la battaglia fra la luce e le tenebre continua tut-
tora sulla terra e nel cuore di ciascuno, dove i «desideri della
carne» e i «desideri dello Spirito» sono sempre in lotta fra lo-
ro. La battaglia è accanita, ma noi che lottiamo siamo uomi-
ni liberi e ben armati, poiché il Consolatore ci protegge dalla
seduzione delle cupidigie che portano alla morte.
La Chiesa, corpo di Cristo, si costruisce cosi nell'unità e, sti-
molata dallo Spirito, può, rispondendo alla sua missione, an-
nunciare il vangelo su tutta la terra con la forza della sua pre-
dicazione e della sua testimonianza.
Tale è l'ampiezza del mistero celebrato dalla solennità di Pen-
tecoste. Promesso da molto tempo da Dio, il fuoco dello Spi-
rito, che ha improvvisamente incendiato e trasformato il cuo-
re degli apostoli, non cessa di propagarsi, normalmente con 
discrezione, a volte in modo spettacolare, fra i fedeli, facen-
done dei testimoni del vangelo, e nel mondo, affinché tutti gli
uomini, senza discriminazioni, possano partecipare alla sal-
vezza. Ma la sua azione si scopre solo a posteriori. Nessuno
puð pretendere a priori di essere animato dallo Spirito.

antifona d'ingresso Sap 1,7
Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo, egli che tutto
unisce, conosce ogni linguaggio, alleluia.

oppure Rm 5,5; 8,11
L'amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo del-
lo Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora, alleluia.

colletta
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua
Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini
della terra i doni dello Spirito Santo e continua oggi, nella
comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi
della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù

prima lettura At 2,1-11
Di una folla di sbandati in fuga dall'Egitto la legge promul-
gata al Sinai ha fatto un popolo dotato di una propria costi-
tuzione. Grazie allo Spirito effuso il giorno della festa com-
memorativa di quest'evento fondatore, gli uomini del mondo
intero possono beneficiare dell'elezione divina e delle mera-
viglie operate da Dio. Anzi, ognuno può ormai sentire pro-
clamare direttamente nella propria lingua la buona novella.
La Pentecoste ristabilisce l'unità distrutta da Babele.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si tro-
vavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso
dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso
e riempi tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue
come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno
di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono
a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro
il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni
nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si raduno
e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella pro-
pria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, di-
cevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E
come mai ciascuno noi sente parlare nella propria lingua
nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti; abitanti della Mesopotà-
mia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,
della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia
vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cre-
tesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle gran-
di opere di Dio», - Parola di Dio.

salmo responsoriale 104,lab.24ac;29bc-30;31.34
Preghiera e azione di grazie per il dono dello Spirito, sag-
gezza, soffio di vita, forza di rinnovamento.

RIT. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature./R

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra./R 

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore./R

seconda lettura 1Cor12,3b-7,12-13
L'effusione universale dello Spirito raduna nell'wnità tutti
coloro che confessano che Gesù è il Signore risorto. Quest'u-
nità è l'unità di un corpo vivo composto da diverse membra,
il cui buon funzionamento assicura la coesione e l'armonia.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore», se non sotto l'a-
zione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono di-
versi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse atti-
vità, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno
è data una manifestazione particolare dello Spirito per il be-
ne comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte
le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo so-
lo, cosi anche il Cristo.
Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spiri-
to in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti sia-
mo stati dissetati da un solo Spirito. - Parola di Dio.

sequenza
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

 Nella fatica, ripos0,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.e
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

canto al Vangelo
Alleluia, alleluia
Vieni ,Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Vangelo Gv 20,19-23
Giovanni evoca qui, senza curarsi del loro ordine cronologi-
co, le diverse fasi del mistero pasquale del Cristo, che trova
il suo compimento nell'invio dello Spirito. «ll primo giorno
dopo il sabato è il «giorno del Signore», la domenica, quan-
do l'assemblea cristiana si raduna per celebrare la Pasqua
settimanale. Ecco quindi una delle numerose pagine del
quarto Vangelo che
contengono sobrie, ma evidenti, connota-
zioni liturgiche. Effondendosi, lo Spirito permette a «ogni uo-
mo» di accedere alla salvezza meritata dalla Pasqua di Cri-
sto, di ricevere «la remissione dei peccati.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre era-
no chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per
timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioi-
rono al vedere il Signore.
Gesü disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha man-
dato me, anche io mando voi»,
 Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A
coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a co-
loro a cui non perdonerete, non saranno perdonati», - Parola
del Signore.

preghiera
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio.
perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo
sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità. Per
Cristo nostro Signore.

prefazio
Ringraziamo il Padre per lo Spirito che dona ai suoi figli di
adozione.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su co-
loro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai ef-
fuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e
ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professio-
ne dell'unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, I'u-
manità esulta su tutta la terra, e con l'assemblea degli An-
geli e dei Santi canta linno della tua gloria: Santo...

antifona  At 2,4.11
Tutti furono ripieni di Spirito Santo e proclamavano le
grandi opere di Dio. Alleluia.

oppure  Gv 20,21.22
«Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Riceve-
te lo Spirito Santo». Alleluia. 

preghiera
o Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del
cielo, custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spi-
rituale che ci nutre per la vita eterna sia sempre operante
in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

sviluppie armonie

Giovanni rispose a tutti dicendo: «lo vi battezzo con acqua; ma vie-
ne uno che è più forte di me...; costui vi battezzerà in Spirito San-
to e fuoco» (Le 3,16).

I fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano
che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo
(At 10,45).

Nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spi-
rito Santo (1Cor 12,3).

I profeti cercavano di indagare a quale momento o a quali circo-
stanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando predi-
ceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguir-
le. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri
di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi han-
no predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose
nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo (1Pt 1,11-12).

Gli apostoli erano li, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.
Erano li come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo
Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera crea-
zione... Erano li come agricoltori che portano la semente nella fal-
da del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. Era-
no lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che
attendono di ricevere la brezza dello Spirito. Erano lì come pasto-
ri che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani
del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite
le greggi. O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fer
mentare l'intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grem-
bo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo
che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupi Geru-
salemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che 
meravigliò gli abitanti di Babilonia! II fuoco della fornace brucia-
va coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in es-
sa. l fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desidera-
no vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui ve-
nuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'a-
zione di grazie!
(Efrem Siro, Sermone per la Pentecoste)

Un linguaggio d'uomo è reso fertile da quello di Dio
e', come la folgore, strappa alle rocce nere che sigilla il mondo
l'essere originario, decanta, libera e rende alle freschezze
di sidro e di aria le sudicie terre. Sorda è la mia città
fra i meli e su di essa un tempo di prossima agonia!
Ma nasca l'agnello delle isole di giugno, l'infanzia regale
dove non son più che una cosa sola il corpo e lo spirito per la stes-
sa consacrazione,
l'amore che proferisce e l'amore nominato di cui è la messa!
Mi prenda il fuoco che fatto tutto in sé aprirsi in me,
legarsi in me ciò che solo in lui si trova legato,
maturare con lui ciò che nella sua forza è già maturato!
E davanti a lui, attraverso di lui e per lui il nulla si arroventi,
il deserto verdeggi e sia pronto d'un tratto a possedere tutto,
-e l'uomo nuovo abbia in lui il potere della vera parola!
(J.CI. Renard. Incantesimo del tempo)

Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. II battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l'esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita.
Le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è cosi», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. Il tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la
lettura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contat-
to con la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della
risurrezione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta
dell'evocazione di inizi idealizzati. II fervore, la gene-
rositā, l'audacia missionaria delle prime Chiese resta e re-
sterà un punto di riferimento indispensabile per le comunità
cristiane presenti e future. Il tempo non deve essere per es-
se motivo di invecchiamento, di ripiegamento su se stesse. Le
situazioni cambiano e cambiano anche i problemi da affron-
tare. Ma la forza della risurrezione e dello Spirito resta per
sempre.

O tu colomba, o bianca seta,
prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.
(H. Capieu, Pentecoste) 




 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.”