s messa 22 febbraio
Le letture bibliche di questa domenica di ingresso nella Qua-
resima evidenziano la stretta solidarietā esistente fra il gene-
re umano, da una parte, e Adamo e Gesû Cristo, dall'altra.
L'uomo e la donna sono stati creati per vivere nell'intimità di
Dio e, di conseguenza, nella pace e nell'armonia fra di loro e
Con l'universo. Il peccato ha sconvolto questo magnifico dise-
gno. Ľ'uomo e la donna si sono ritrovati nudi, disarmati di fron-
te alla lotta ingaggiata fra il bene e il male e anche di fronte
all'ostilità della natura, il cui equilibrio è stato distrutto dal lo-
ro peccato.
Anche Gesû, uomo Adamo, Figlio di Dio fatto uomo, ha in-
contrato sul suo cammino colui che ha fatto cadere Adamo
ed Eva. O meglio, lo Spirito di cui ề stato investito al mo-
mento del battesimo nelle acque del Giordano lo ha condot-
to nel deserto, il luogo tradizionale del confronto con le op-
zioni fondamentali da cui dipende la vita. Nella Bibbia, come
in molte tradizioni religiose, il deserto è anche il luogo della
verifica e della maturazione, del profondo radicamento nel
cuore e nella volontà, di una vocazione. Soli davanti a Dio, si
valutano le esigenze della sua chiamata e le rinunce che es-
sa comporta. La privazione di beni che sembrano indispen-
sabili o preferibili a tutto il resto porta a rivedere le proprie
valutazioni personali, a interrogarsi sulla gerarchia dei valo-
ri. E questo richiede sempre una dura lotta, poichế è molto
forte la tentazione di cercare scappatoie e compromessi, ba-
sandosi persino su uno stravolgimento del senso delle paro-
le della Scrittura. Ma al termine di questa prova, superata vit-
toriosamente, a quale profonda pace interiore! Durante il cam-
mino si presenteranno senza dubbio altre tentazioni, ma il rị-
Le letture bibliche di questa domenica di ingresso nella Qua-
resima evidenziano la stretta solidarietā esistente fra il gene-
re umano, da una parte, e Adamo e Gesû Cristo, dall'altra.
L'uomo e la donna sono stati creati per vivere nell'intimità di
Dio e, di conseguenza, nella pace e nell'armonia fra di loro e
Con l'universo. Il peccato ha sconvolto questo magnifico dise-
gno. Ľ'uomo e la donna si sono ritrovati nudi, disarmati di fron-
te alla lotta ingaggiata fra il bene e il male e anche di fronte
all'ostilità della natura, il cui equilibrio è stato distrutto dal lo-
ro peccato.
Anche Gesû, uomo Adamo, Figlio di Dio fatto uomo, ha in-
contrato sul suo cammino colui che ha fatto cadere Adamo
ed Eva. O meglio, lo Spirito di cui ề stato investito al mo-
mento del battesimo nelle acque del Giordano lo ha condot-
to nel deserto, il luogo tradizionale del confronto con le op-
zioni fondamentali da cui dipende la vita. Nella Bibbia, come
in molte tradizioni religiose, il deserto è anche il luogo della
verifica e della maturazione, del profondo radicamento nel
cuore e nella volontà, di una vocazione. Soli davanti a Dio, si
valutano le esigenze della sua chiamata e le rinunce che es-
sa comporta. La privazione di beni che sembrano indispen-
sabili o preferibili a tutto il resto porta a rivedere le proprie
valutazioni personali, a interrogarsi sulla gerarchia dei valo-
ri. E questo richiede sempre una dura lotta, poichế è molto
forte la tentazione di cercare scappatoie e compromessi, ba-
sandosi persino su uno stravolgimento del senso delle paro-
le della Scrittura. Ma al termine di questa prova, superata vit-
toriosamente, a quale profonda pace interiore! Durante il cam-
mino si presenteranno senza dubbio altre tentazioni, ma il rị-
cordo della vittoria iniziale permetterà di affrontarle con la
forza di chi conosce il proprio avversario,
forza di chi conosce il proprio avversario,
le sue astuzie e la sua strategia.
Di colpo e una volta per tutte, Gesū ha costretto satana ad
allontanarsi da lui. Indefettibilmente aggrappato alla volontā
del Padre, non ha tergiversato con la missione che ha assun-
to entrando nel mondo. E ora ci attira a camminare sulla stra-
da liberata dalla sua vittoria su satana. Ormai, con lui e in lui,
ogni atto di conversione, ogni vittoria sul male contribuisco-
no misteriosamente, ma efficacemente, a rivolgere o a con-
servare I'orientamento di tutta l'umanità verso Dio, che ha
creato l'uomo e la donna a sua immagine. E' bene che queste
certezze siano richiamate proprio all'inizio della Quaresima.
antifona d'ingresso Sal 90,15- 16
Egi mi invocherà e io lo esaudirò;
gli darò salvezza e gloria,
lo sazierò con una lunga vita.
colletta
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresi-
ma, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a
tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di
Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per
il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio...
Oppure
O Dio, che conosci la fragilità della natura umana ferita dal
peccato, concedi al tuo popolo di intraprendere con la forza
della tua parola il cammino quaresimale, per vincere le se-
duzioni del maligno e giungere alla Pasqua nella gioia del-
lo Spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Gen 2,7-9;3,1-7
L'autore del libro della Genesi non disserta astrattamente
sull'uomo in generale. Egli mette in scena due personaggi in
cui ogni uomo e ogni donna possono e devono riconoscersi.
L'uomo, modellato con il fango (Adamo significa il terreno)allontanarsi da lui. Indefettibilmente aggrappato alla volontā
del Padre, non ha tergiversato con la missione che ha assun-
to entrando nel mondo. E ora ci attira a camminare sulla stra-
da liberata dalla sua vittoria su satana. Ormai, con lui e in lui,
ogni atto di conversione, ogni vittoria sul male contribuisco-
no misteriosamente, ma efficacemente, a rivolgere o a con-
servare I'orientamento di tutta l'umanità verso Dio, che ha
creato l'uomo e la donna a sua immagine. E' bene che queste
certezze siano richiamate proprio all'inizio della Quaresima.
antifona d'ingresso Sal 90,15- 16
Egi mi invocherà e io lo esaudirò;
gli darò salvezza e gloria,
lo sazierò con una lunga vita.
colletta
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresi-
ma, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a
tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di
Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per
il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio...
Oppure
O Dio, che conosci la fragilità della natura umana ferita dal
peccato, concedi al tuo popolo di intraprendere con la forza
della tua parola il cammino quaresimale, per vincere le se-
duzioni del maligno e giungere alla Pasqua nella gioia del-
lo Spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Gen 2,7-9;3,1-7
L'autore del libro della Genesi non disserta astrattamente
sull'uomo in generale. Egli mette in scena due personaggi in
cui ogni uomo e ogni donna possono e devono riconoscersi.
ha ricevuto dal Creatore il soffio della vita che lo ha libera-
to dalla materia originaria. Si potrebbe quindi dire che l'uo-
mo e' terreno, ma non terroso. Se non riconosce Dio come fon-
te della sua dignità e garante del suo avvenire, e' un re nu-
do, incapace di governarsi, per mancanza di punti di riferi-
mento affidabili, su una strada piena di tranelli.
DAL LIBRO DELLA GENESI
I| Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffið nel-
le sue narici un alito di vita e I'uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi
collocò l'uomo che aveva plasmato. I| Signore Dio fece ger-
mogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buo-
ni da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino e l'al-
bero della conoscenza del bene e del male.
Ilserpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio
aveva fatto e disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: "Non
dovete mangiare di alcun albero del giardino"?». Rispose la
donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi pos-
siamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al
giardino Dio ha detto: "Non dovete mangiarne e non lo do-
vete toccare, altrimenti morirete"». Ma il serpente disse alla
donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui
voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come
Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gra-
devole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; pre-
se del suo frutto e ne mangio', poi ne diede anche al marito,
che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli
Occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono
foglie di fico e se ne fecero cinture. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 50,3-4; 5-6a; 12-13; 14.17
Il perdono del Padre fa di noi degli uomini nuovi, ricreati
ad immagine del suo Figlio, aperti alla gioia dello Spirito.
RIT. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquitā.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.R/
Si, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te Solo io ho peccato.
quello che è male ai tuoi occhi,
io l'ho fatto.R/
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquitā.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.R/
Si, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te Solo io ho peccato.
quello che è male ai tuoi occhi,
io l'ho fatto.R/
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.R/
Rendimi la gioia della tua salvezza.
Sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.R /
seconda lettura
Rm 5,12-19 (lett. breve 5,12.17-19)
Per restituire agli uomini ciò che il peccato aveva fatto loro per-
dere, Dio ha mandato il suo Figlio sulla terra. Divenuto terre-
no, egli è il nuovo Adamo di un'umanità restituita alla sua ori-
ginaria dignità dalla grazia divina alla quale nulla resiste. Ma
per poterne beneficiare bisogna accogliere questo dono divino.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli. come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel
mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si
è propagata la morte, poichê tutti hanno peccato... (Fino alla
Legge infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se il peccato
non può essere imputato quando manca la Legge, la morte re-
gnò da Adamo fino a Mosẽ anche su quelli che non avevano
peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale
è figura di colui che doveva venire.
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.R/
Rendimi la gioia della tua salvezza.
Sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.R /
seconda lettura
Rm 5,12-19 (lett. breve 5,12.17-19)
Per restituire agli uomini ciò che il peccato aveva fatto loro per-
dere, Dio ha mandato il suo Figlio sulla terra. Divenuto terre-
no, egli è il nuovo Adamo di un'umanità restituita alla sua ori-
ginaria dignità dalla grazia divina alla quale nulla resiste. Ma
per poterne beneficiare bisogna accogliere questo dono divino.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli. come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel
mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si
è propagata la morte, poichê tutti hanno peccato... (Fino alla
Legge infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se il peccato
non può essere imputato quando manca la Legge, la morte re-
gnò da Adamo fino a Mosẽ anche su quelli che non avevano
peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale
è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la ca-
duta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio,
e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesů Cristo, si so-
no riversati in abbondanza su tutti.E nel caso del dono non è
come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti
viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia in-
vece da molte cadute, ed ề per la giustificazione.] Infatti se per
la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel so-
lo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della
grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mez-
zo del solo Gesū Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti
gli uomini la condanna, cosi anche per l'opera giusta di uno
solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà ví-
ta. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti so-
no stati costituiti peccatori, cosi anche per l'obbedienza di uno
solo tutti saranno costituiti giusti. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 4,4
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vive l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Vangelo Mt 4.1-11
Condotto nel deserto dallo Spirito, il Figlio prediletto del
Padre ha inflitto al demonio una sconfitta dalla quale, no-
nostante tutti i suoi sforzi, il tentatore non riuscirà più a ri-
prendersi. Tre citazioni della Serittura dicono in che cosa
consiste questa vittoria e perché essa è decisiva: Gesù ha
sempre vissuto della parola di Dio, il suo cibo quotidiano;
ha rifiutato ogni forma di potere contrario alla sua missio-
ne di messia sofferente; ha fatto di tutta la sua vita e della
sua morte un'offerta al Padre. A questa vittoria la Chiesa e
ciascuno di noi partecipa alle stesse condizioni e con gli
stessi mezzi.
duta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio,
e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesů Cristo, si so-
no riversati in abbondanza su tutti.E nel caso del dono non è
come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti
viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia in-
vece da molte cadute, ed ề per la giustificazione.] Infatti se per
la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel so-
lo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della
grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mez-
zo del solo Gesū Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti
gli uomini la condanna, cosi anche per l'opera giusta di uno
solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà ví-
ta. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti so-
no stati costituiti peccatori, cosi anche per l'obbedienza di uno
solo tutti saranno costituiti giusti. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 4,4
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vive l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Vangelo Mt 4.1-11
Condotto nel deserto dallo Spirito, il Figlio prediletto del
Padre ha inflitto al demonio una sconfitta dalla quale, no-
nostante tutti i suoi sforzi, il tentatore non riuscirà più a ri-
prendersi. Tre citazioni della Serittura dicono in che cosa
consiste questa vittoria e perché essa è decisiva: Gesù ha
sempre vissuto della parola di Dio, il suo cibo quotidiano;
ha rifiutato ogni forma di potere contrario alla sua missio-
ne di messia sofferente; ha fatto di tutta la sua vita e della
sua morte un'offerta al Padre. A questa vittoria la Chiesa e
ciascuno di noi partecipa alle stesse condizioni e con gli
stessi mezzi.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per
essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta
giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si
avvicino' e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pie-
tre diventino pane», Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di so-
lo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca
di Dio"»,
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto
più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gètta-
ti giū; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo ri-
guardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perchè il tuo pie-
de non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta scritto
anche:"Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mo-
strò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte
queste cose io ti darð se, gettandoti ai miei piedi, mi adore-
rai». Allora Gesû gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto in-
fatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicina-
rono e lo servivano. - Parola del Signore
preghiera
Si rinnovi, Signore, la nostra vita e col tuo aiuto si ispiri
sempre più al sacrificio, che santifica l'inizio della Quaresi-
ma, tempo favorevole per la nostra salvezza. Per Cristo no-
stro Signore.
prefazio
É veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo no-
stro Signore.
Egli consacrò listituzione del tempo penitenziale con il di-
giuno di quaranta giorni, e vincendo le insidie dell'antico
tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato,
Vangelo Mt 17,1-9
prefazio
Ringraziamo il Padre per la gloria pasquale che il Cristo an-
nunciò nella sua trasfigurazione.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro
Signore. Egli, dopo aver dato ai discepoli l'annunzio della
sua morte, sul santo monte manifestò la sua gloria e chia-
mando a testimoni la legge e i profeti indicò agli apostoli che
solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo del-
quale ripone ogni sua compiacenza. Sul monte Calvario è il Figlio
a glorificare il Padre mediante il gesto supremo dell'amore: il do
no della vita. Si tratta di un unico mistero che ci conduce fin sul
la soglia del segreto più nascosto della gloria. Quella che noi chia-
miamo la gloria di Dio non è lo splendore di una luce più abba-
gliante di dieci mila soli o della fissione dell'atomo. El o splendo-
re che promana dall'eccesso di amore.
(C, Geffré, Uno sprzio per Dio)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per
essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta
giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si
avvicino' e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pie-
tre diventino pane», Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di so-
lo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca
di Dio"»,
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto
più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gètta-
ti giū; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo ri-
guardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perchè il tuo pie-
de non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta scritto
anche:"Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mo-
strò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte
queste cose io ti darð se, gettandoti ai miei piedi, mi adore-
rai». Allora Gesû gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto in-
fatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicina-
rono e lo servivano. - Parola del Signore
preghiera
Si rinnovi, Signore, la nostra vita e col tuo aiuto si ispiri
sempre più al sacrificio, che santifica l'inizio della Quaresi-
ma, tempo favorevole per la nostra salvezza. Per Cristo no-
stro Signore.
prefazio
É veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo no-
stro Signore.
Egli consacrò listituzione del tempo penitenziale con il di-
giuno di quaranta giorni, e vincendo le insidie dell'antico
tentatore ci insegnò a dominare le seduzioni del peccato,
perché celebrando con spirito rinnovato il mistero pasqua-
le possiamo giungere alla Pasqua eterna. E noi, uniti agli
angeli e ai santi, cantiamo senza fine l'inno della tua lode.:
antifona
Non di solo pane vive l'uomo, ma
dalla bocca di Dio».
preghiera
Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre, alimenti in noi la
fede, accresca la speranza, rafforzi la carità, e ci insegni ad
aver fame di Cristo, pane vivo e vero, e a nutrirci di ogni pa-
rola che esce dalla tua bocca. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giusti-
zia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perché chi
potrebbe governare questo tuo popolo cosi numeroso? (1Re 3,9).
Lo salverò, perché a me sia affidato; lo esalterò, perché ha cono-
sciuto il mio nome. Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui
sarò nella sventura, lo salverò (Sal 91,14-15).
Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio
non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male. Cia-
scuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae
e lo seduce; poi la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il
peccato, quand'è consumato, produce la morte (Gc 1, 13-15).
Di sua volontà egli ci ha generati con una parola di verità, perché
noi fossimo come una primizia delle sue creature (Gc 1,18).
Il diavolo fa appello a questa contraddizione fra la coscienza inti-
ma che Gesù possiede della sua vera condizione, della sua realtà
ultima, e la sua esperienza della fame, dell'abbandono e della de-
bolezza e gli dice: «Ricorri alla tua realtà ultima e, basandosi su
di essa, protesta dicendo: Vi sia pane, mi si onori, mi appartenga-
no le meraviglie del mondo e tutta la sua potenza!», E Gesù che fa
le possiamo giungere alla Pasqua eterna. E noi, uniti agli
angeli e ai santi, cantiamo senza fine l'inno della tua lode.:
antifona
Non di solo pane vive l'uomo, ma
dalla bocca di Dio».
preghiera
Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre, alimenti in noi la
fede, accresca la speranza, rafforzi la carità, e ci insegni ad
aver fame di Cristo, pane vivo e vero, e a nutrirci di ogni pa-
rola che esce dalla tua bocca. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giusti-
zia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perché chi
potrebbe governare questo tuo popolo cosi numeroso? (1Re 3,9).
Lo salverò, perché a me sia affidato; lo esalterò, perché ha cono-
sciuto il mio nome. Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui
sarò nella sventura, lo salverò (Sal 91,14-15).
Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio
non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male. Cia-
scuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae
e lo seduce; poi la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il
peccato, quand'è consumato, produce la morte (Gc 1, 13-15).
Di sua volontà egli ci ha generati con una parola di verità, perché
noi fossimo come una primizia delle sue creature (Gc 1,18).
Il diavolo fa appello a questa contraddizione fra la coscienza inti-
ma che Gesù possiede della sua vera condizione, della sua realtà
ultima, e la sua esperienza della fame, dell'abbandono e della de-
bolezza e gli dice: «Ricorri alla tua realtà ultima e, basandosi su
di essa, protesta dicendo: Vi sia pane, mi si onori, mi appartenga-
no le meraviglie del mondo e tutta la sua potenza!», E Gesù che fa
Rinuncia, se è permesso di esprimersi in questo modo, alla co-
scienza divina che ha di se stesso, per collocarsi ancora una volta
dalla parte dell'uomo povero, debole e abbandonato. Non risponde
a questa tentazione dicendo: «lo sono senza dubbio il Figlio di Dio,
ma a quest'ultimo conviene di essere solo, debole e affamato». Di
fronte a questa tentazione egli dice solo ciò che ogni uomo può di-
re: «Pur avendo fame, voglio vivere del pane di Dio; non si ha al-
cun diritto di tentare Dio, ma si deve servirlo». Dice che occorre fa-
re ciò che tutti noi, uomini, dobbiamo fare: adattarci alla realtà che
subiamo, compresa la povertà, la solitudine e la debolezza. Mentre
il diavolo fa appello alla sua coscienza di Figlio di Dio, il Figlio
entra così nella nostra condizione di uomini, cioè nella povertà, nel-
la solitudine e nel servizio di Dio, un servizio che dobbiamo conti-
nuamente riscoprire.
(K. Rahner, Omelie bibliche)
scienza divina che ha di se stesso, per collocarsi ancora una volta
dalla parte dell'uomo povero, debole e abbandonato. Non risponde
a questa tentazione dicendo: «lo sono senza dubbio il Figlio di Dio,
ma a quest'ultimo conviene di essere solo, debole e affamato». Di
fronte a questa tentazione egli dice solo ciò che ogni uomo può di-
re: «Pur avendo fame, voglio vivere del pane di Dio; non si ha al-
cun diritto di tentare Dio, ma si deve servirlo». Dice che occorre fa-
re ciò che tutti noi, uomini, dobbiamo fare: adattarci alla realtà che
subiamo, compresa la povertà, la solitudine e la debolezza. Mentre
il diavolo fa appello alla sua coscienza di Figlio di Dio, il Figlio
entra così nella nostra condizione di uomini, cioè nella povertà, nel-
la solitudine e nel servizio di Dio, un servizio che dobbiamo conti-
nuamente riscoprire.
(K. Rahner, Omelie bibliche)
s messa 1 marzo
Nel deserto, dove lo Spirito lo ha condotto, Gesu' ha affrontato vittoriosamente,
Nel deserto, dove lo Spirito lo ha condotto, Gesu' ha affrontato vittoriosamente,
in una battaglia corpo a corpo, il demonio. Basandosi sulla parola di Dio, egli ha r
espinto le tentazioni alle quali avevano ceduto sia l'uomo e la donna «all'inizio s
ia il popolo eletto nei quarant'anni dell'esodo che l'ha
condotto alla terra promessa.
Sul monte della trasfigurazione, ecco, risplendente della luce divina, il Cristo
condotto alla terra promessa.
Sul monte della trasfigurazione, ecco, risplendente della luce divina, il Cristo
vincitore del peccato e della morte. Compaiono Mosè ed Elia, testimoni delle
Scritture, in base alle quali il messia doveva soffrire per entrare nella sua gloria.
Dalla nube luminosa, che copre con la sua ombra i tre discepoli, esce una voce,
la stessa che era risuonata in occasione del battesimo sulle sponde del Giordano.
Essa torna a proclamare che Gesù è il Figlio prediletto del Padre e aggiunge:
«Ascoltatelo».
Pietro, Giacomo e Giovanni non si addormentano come al Getsemani: sono a
Pietro, Giacomo e Giovanni non si addormentano come al Getsemani: sono a
ssaliti da grande tìmore e cadono con la
faccia a terra. È ciò che avviene sempre in presenza di una manifestazione divina.
faccia a terra. È ciò che avviene sempre in presenza di una manifestazione divina.
Ma questa teofania pone i discepoli di
fronte alla Pasqua di Cristo, mistero di morte e risurrezione, ed essi fanno molta
fronte alla Pasqua di Cristo, mistero di morte e risurrezione, ed essi fanno molta
fatica, come attestano i vangeli, ad accettare la fase oscura di questo mistero.
«Non temete», dice loro Gesù, come dirà ancora in occasione delle apparizioni
pasquali. Essi se ne ricorderanno all'indomani della Pentecoste e, ripieni a
loro volta di Spirito Santo, annunceranno con grande determinazione: Dio ci
ha salvati mediante il Cristo vincitore della morte. In lui risplendono la vita e l'immortalità!».
Un tempo, Abramo, confidando nella parola di Dio, si è messo in cammino,
Un tempo, Abramo, confidando nella parola di Dio, si è messo in cammino,
senza sapere dove andava, verso una terra
che il Signore gli avrebbe mostrato, avendo come sola certezza la promessa
di diventare «una grande nazione»,
Oggi. la Chiesa e i credenti non avanzano piũ a tentoni, nell'oscurità.
Oggi. la Chiesa e i credenti non avanzano piũ a tentoni, nell'oscurità.
Da quando ha coperto con la sua ombra Pietro Giacomo e Giovanni,
la nube che li guida è davanti a loro, Essa rischiara il loro cammino
fino alla fine, fino a luogo in cui il Signore della gloria li ha preceduti
e li attende. La trasfigurazione del Signore conferisce il suo senso
al loro esodo, di cui la Quaresimna è come il sacramento.
antifona d'ingresso Sal 26,8-9
Di te dice il mio cuore: «Cercate il suo volto». Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondere il tuo volto da me.
oppure Sal 24,6.3.22
Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà, le tue misericordie che
antifona d'ingresso Sal 26,8-9
Di te dice il mio cuore: «Cercate il suo volto». Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondere il tuo volto da me.
oppure Sal 24,6.3.22
Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà, le tue misericordie che
sono da sempre.Non trionfino su di noi i nostri nemici; libera il tuo popolo,Signore,
da tutte le sue angosce.
colletta
O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra
da tutte le sue angosce.
colletta
O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra
fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito, perché
possiamo godere la visione della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri e hai dato a noi la
oppure
O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri e hai dato a noi la
grazia di camminare alla luce del Vangelo,aprici all'ascolto del
tuo Figlio, perché accettando nella nostra vita il mistero della
croce, possiamo entrare nella gloria del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Gen 12,1-4a
Una parola di Dio, accomnpagnata da una
promessa di benedizione, è sufficiente: Abramo lascia la fertile Caldea, dove si
era stabilito, e parte, senza sapere dove lo condurrà il suo viaggio. Cosi
Una parola di Dio, accomnpagnata da una
promessa di benedizione, è sufficiente: Abramo lascia la fertile Caldea, dove si
era stabilito, e parte, senza sapere dove lo condurrà il suo viaggio. Cosi
comincia la grande avventura della fede nella quale si lancia, dopo di lui,
la moltitudine di coloroche si fidano del Signore. che si fidano del Signore.
DAL LIBRO DELLA GÈNESI
In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra,
DAL LIBRO DELLA GÈNESI
In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io
ti indichero. Farò di te una grande nazione e ti benediro, renderò
grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione.
Benediro colorobenedizione. Benediro coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno malediro', e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra», Allora Abram parti, come gli aveva
ordinato il Signore. Parola di Dio.
salmo responsoriale 32,4-5;18-19;20.22
Dio accompagna fedelmente fino al termine della vita coloro che
salmo responsoriale 32,4-5;18-19;20.22
Dio accompagna fedelmente fino al termine della vita coloro che
ha chiamato a mettersi in cammino. La fiducia nel suo amore
non deluderà mai nessuno.
RIT Donaci , Signore, il tuo amore : in te speriamo.
Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera.
RIT Donaci , Signore, il tuo amore : in te speriamo.
Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra.R/
Ecco, I'occhio del Signore è su chi lo teme, Su chi
dell'amore del Signore è piena la terra.R/
Ecco, I'occhio del Signore è su chi lo teme, Su chi
spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame./R
L'anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto
e nostro scudo. Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo./R
seconda lettura 2Tm 1,8b-10
Dio chiama ciascuno a collaborare, nella Chiesa e nel mondo,
seconda lettura 2Tm 1,8b-10
Dio chiama ciascuno a collaborare, nella Chiesa e nel mondo,
alla sua opera di salvezza. Questa vocazione è una grazia
inestimabile; rispondere all'appello divino, a qualungue costo,
mettersi al servizio del vangelo è entrare fin d'ora
nella luce del mistero pasquale.
DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO A TIMÒTEO
Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il vangelo.
DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO A TIMÒTEO
Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il vangelo.
Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione
santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo
progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù
fin dall'eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione
del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha
fatto risplendere la vita e l'incorruttibilitā per mezzo del vangelo. -
Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Mt 17,5
Lode e onore a te, Signore Gesù! Dalla nube luminosa,
canto al Vangelo cf. Mt 17,5
Lode e onore a te, Signore Gesù! Dalla nube luminosa,
si udì la voce del Padre:
«Questi è ilmio Figlio,l'amato:ascoltatelo!.
«Questi è ilmio Figlio,l'amato:ascoltatelo!.
Vangelo Mt 17,1-9
Solenne conferma della parola dei profeti (2Pt 1,19),
la Trasfigurazione è un pressante invito rivolto ai discepoli del
Signore a fissare l'attenzione sulle Scritture, le quali attestano
Signore a fissare l'attenzione sulle Scritture, le quali attestano
che il messia doveva passare attraverso la sofferenza e la
morte per entrare nella gloria.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesû prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni
In quel tempo, Gesû prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni
suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E
fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillo' come il sole e
fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillo' come il sole e
le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco
apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesū: «Signore, è
bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te,
una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando,
una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando,
quando una nube luminosa li copri con la sua ombra. Ed
ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio,
ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio,
l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono
presi da grande timore. Ma Gesù si avvicino, li tocco e disse:
«Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno,
se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò
loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il
Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti», - Parola del Signore.
preghiera
Questa offerta, Signore misericordioso, ci ottenga il perdo-
no dei nostri peccati e ci santifichi nel corpo e nello spirito,
perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali.
Per Cristo nostro Signore.
preghiera
Questa offerta, Signore misericordioso, ci ottenga il perdo-
no dei nostri peccati e ci santifichi nel corpo e nello spirito,
perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali.
Per Cristo nostro Signore.
prefazio
Ringraziamo il Padre per la gloria pasquale che il Cristo an-
nunciò nella sua trasfigurazione.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro
Signore. Egli, dopo aver dato ai discepoli l'annunzio della
sua morte, sul santo monte manifestò la sua gloria e chia-
mando a testimoni la legge e i profeti indicò agli apostoli che
solo attraverso la passione possiamo giungere al trionfo del-
la risurrezione. E noi uniti agli angeli del cielo acelamiam
senza fine la tua santità, cantando l'inno di lode: Santo..
antifona Mt 17,5; Me 9,7, 14 9,95
Questoè il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono com-
piaciuto. Ascoltatelo».
preghiera
Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri ti rendiamo fer.
vide grazie, Signore, perché a noi ancora pellegrini sulla ter-
ra fai pregustare i beni del cielo. Per Cristo nostro Signore,
sviluppi
E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la glo-
ria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagi-
ne, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore
(2Cor 3, 18).
La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvato-
re il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero cor-
po per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha
di,sottomettere a sé tutte le cose (Fil 3,20-2 1).
Non temere! lo sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto,
ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli infe-
ri (Ap 1, 17-18).
Li condusse sul monte e mostrò loro la sua regalità prima di pati-
re, la sua potenza prima di morire, la sua gloria prima di essere
oltraggiato, il suo onore prima di subire l'ignominia. Cos, quan-
do sarebbe stato catturato e crocifisso, i suoi apostoli avrebbero
compreso che non lo era stato per debolezza, ma volontariamente e
di buon grado per la salvezza del mondo.
(Omelia I sulla trasfigurazione attribuita a Efrem Siro)
Non si deve opporre il monte Tabor e il monte del Calvario, Il mi-
stero della trasfigurazione non è solo l'anticipazione del mattino di
Pasqua, ma anche lanticipazione della Bellezza crocifissa del Ve
senza fine la tua santità, cantando l'inno di lode: Santo..
antifona Mt 17,5; Me 9,7, 14 9,95
Questoè il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono com-
piaciuto. Ascoltatelo».
preghiera
Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri ti rendiamo fer.
vide grazie, Signore, perché a noi ancora pellegrini sulla ter-
ra fai pregustare i beni del cielo. Per Cristo nostro Signore,
sviluppi
E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la glo-
ria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagi-
ne, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore
(2Cor 3, 18).
La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvato-
re il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero cor-
po per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha
di,sottomettere a sé tutte le cose (Fil 3,20-2 1).
Non temere! lo sono il Primo e l'Ultimo e il Vivente. Io ero morto,
ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli infe-
ri (Ap 1, 17-18).
Li condusse sul monte e mostrò loro la sua regalità prima di pati-
re, la sua potenza prima di morire, la sua gloria prima di essere
oltraggiato, il suo onore prima di subire l'ignominia. Cos, quan-
do sarebbe stato catturato e crocifisso, i suoi apostoli avrebbero
compreso che non lo era stato per debolezza, ma volontariamente e
di buon grado per la salvezza del mondo.
(Omelia I sulla trasfigurazione attribuita a Efrem Siro)
Non si deve opporre il monte Tabor e il monte del Calvario, Il mi-
stero della trasfigurazione non è solo l'anticipazione del mattino di
Pasqua, ma anche lanticipazione della Bellezza crocifissa del Ve
nerdi santo, questa croce di (Gesů che è l'ora della sua glorificazione
Sul monte Tabor il Padre glorifica il suo Figlio prediletto nelquale ripone ogni sua compiacenza. Sul monte Calvario è il Figlio
a glorificare il Padre mediante il gesto supremo dell'amore: il do
no della vita. Si tratta di un unico mistero che ci conduce fin sul
la soglia del segreto più nascosto della gloria. Quella che noi chia-
miamo la gloria di Dio non è lo splendore di una luce più abba-
gliante di dieci mila soli o della fissione dell'atomo. El o splendo-
re che promana dall'eccesso di amore.
(C, Geffré, Uno sprzio per Dio)



