sabato 31 gennaio 2026

S Messa 5 luglio





s messa 5 luglio
«Corro per la via dei tuoi comandamenti» (Sal 118,32). Oue-
sta esclamazione è il grido di un uomo che conosce per espe-
rienza la gioia della fedeltà perseverante alla legge di Dio. Es-
sa dilata il cuore. Si respira a pieni polmoni l'aria pura della
vera libertà sui sentieri in salita, stretti, a volte ardui, trac-
ciati dalla parola del Signore. Per avanzare occorre la vigi-
lanza di ogni istante. Ma, al termine della salita, la scoperta
di un meraviglioso orizzonte ripaga ampiamente lo sforzo
compiuto. Colui che guida per questi scoscesi sentieri è un re
«giusto, vittorioso e umile», che invita tutti i popoli a entrare
nel suo regno, dove regna la pace per sempre.

Quando Gesü è venuto, i saggi e i sapienti hanno cominciato
a discutere senza fine, a contestare il suo insegnamento, sen-
za comprendere che egli portava a compimento le Scritture.I
piccoli e gli umili invece hanno istintivamente riconosciuto in
lui colui che annunciavano i profeti. Egli parlava con autorită
dei segreti e della volontà di Dio. Diceva: Venite a me, voi
tutti, che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorerò». La buo-
na novella che predicava non aboliva la legge antica, ma la
rinnovava, liberandola dalle interpretazioni che la appesanti-
vano inutilmente. I piccoli e gli umili, i deboli possono por-
tarne il peso, perché la sua prima e ultima parola è amore.
Vedendoli fare ressa attorno a lui, Gesù non riesce a tratte-
nere l'azione di grazie che sale dal suo cuore. La sua lode at-
testa la sua intimità con il «Signore del cielo e della terra», al
quale egli si rivolge con I'appellativo familiare di «Padre», Que-
sta preghiera filiale mostra indirettamente che su di lui ripo-
sa in pienezza lo Spirito promesso a tutti.
 E lo Spirito a liberare i discepoli dalla schiavitü delle cattive
inclinazioni, dal potere della «carne», come dice Paolo. Lo Spi-
rito concede la forza necessaria per lottare contro i suoi ri-
netuti assalti e introduce nella vita eterna coloro che, la-
sciandosi guidare da lui, «fanno morire» in se stessi le opere del corpo»
Beato chi accoglie giosamente questa rivelazione e la con-
serva nel suo cuore! Renda grazie al Padre e proclami senza
fine la sua lode!

antifona d'ingresso  Sal.47,10-11
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia
in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
cosi la tua lode si estende ai confini della terra: di giustizia è piena la tua destra.

colletta
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'u-
manità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pa-
squale,
perché, liberi dall'oppressione della colpa, parteci-
piamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Dio, che ti riveli ai piccoli e doni ai miti l'eredità del tuo
regno, rendici poveri, liberi ed esultanti, a imitazione del
Cristo tuo figlio, per portare con lui il giogo soave della cro-
ce e annunziare agli uomini la gioia che viene da te. Per il
nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura Ze 9,9-10
Ognuno si rallegri senza riserve per la venuta del re-messia:
egli reca la pace a tutti i popoli; nel suo corteo trionfale non
vi è un solo strumento di guerra: non è seduto su un mae-
stoso cavallo, ma su un pacifico asino.

DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARİA
Cosi dice il Signore: «Esulta grandemente, figlia di Sion, giu-
bila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è
giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina.
Farà sparire il carro da guerra da Efraim e il cavallo da Ge-
rusalemnme, l'arco di guerra sarầ spezzato, annuncerà la pa-
ce alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiu-
me fino ai confini della terra». - Parola di Dio.

salmo responsoriale 144,1-2; 8-9;10-11;13cd-14
Lode a Dio: egli regna con tenerezza e bontà, fedele a servi-
zio degli umili!

RIT. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre./R

Misericordioso e pietoso è il Signore
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature./R

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza./R

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
I| Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto./R 

seconda lettura Rm 8,9.11-13
Nel vocabolario di Paolo, la «carne» indica non il corpo in
contrapposizione all'anima, ma ciò che trascina l'uomo al
peccato e conduce alla morte. Il cristiano ha un corpo mor-
tale come tutti gli altri. Ma, a partire dal battesimo, lo Spi-
rito abita in lui. Egli è quindi in grado di resistere vittorio-
samente alle tendenze della «carne». Se non si lascia nuo-
vamente dominare dai disordini del peccato, sarà progres-
sivamente invaso dalla pienezza di vita del Cristo risorto.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spi-
rito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qual-
cuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spi-
rito di Dio, che ha risuscitato Gesů dai morti, abita in voi, co-
lui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vo-
stri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Cosi dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne,
per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete se-
condo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate
morire le opere del corpo, vivrete. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Vangelo Mt 11,25-30
Nel corso della sua predicazione, Gesù ha conosciuto insuc-
cessi e opposizioni; si è scontrato con l'incomprensione di
molti. Ma c'erano i «piccoli», coloro che egli ha dichiarato
«beati». La loro accoglienza ha ampiamente compensato il
rifiuto degli altri. Nell'azione di grazie, Gesù attribuisce a
Dio, suo «Padre», «l'intelligenza» che dimostrano i semplici.
Essi sanno che il vangelo è inseparabile da rinunce e costo- 
si sacrifici: quelli dell'amore, che non può essere detto
«giogo, un fardello che schiaccia, poiché l'amore libera

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesû disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del
cielo e della terra, perchë hai nascosto queste cose ai sapienti
e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sİ, o Padre, perchế cosi
hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal
Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nes-
suno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio
vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò
ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vo-
stra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.

preghiera
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo
nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la
vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

antifona Sal. 33,9
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia. 

oppure Mt 11,28
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi: io vì
ristorerò, dice il Signore.

preghiera 
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni del-
la tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della sal-
vezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Gloria e lode a te, Dio dei miei padri, che mi hai concesso la sa-
pienza e la forza, mi hai manifestato ciò che ti abbiamo doman-
dato e ci hai illustrato la richiesta del re (Dn 2,23).

Su chi volgerò lo sguardo? Sull'umile e su chi ha lo spirito contri-
to e su chi teme la mia parola (Is 66,2).

Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi or-
dini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel
giorno dell'ira del Signore (Sof 2,3).

Farò restare in mezzoa te un popolo umile e povero; confiderà nel
nome del Signore (Sof 3, 12).

Ti glorificherò, Signore mio re, ti loderò, Dio mio salvatore; glori-
ficherò il tuo nome (Sir 51,1).

Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Fglio unigenito, che è nel se-
no del Padre, lui lo ha rivelato (Gu 1,18).

Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al
tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, per-
ché egli ha cura di voi (1Pt 5,6-7).  


s messa 12 luglio
Oggi, si inizia la lettura integrale del discorso parabolico»,
che continuera' per tre domeniche. Per introdurre quest'unita'
liturgica sarebbe difficile trovare qualcosa di meglio del testo
di Isaia ripreso per questa domenica.
Le parole umane sono spesso vane e inconsistenti, non im-
pegnano sempre chi le pronuncia, non resistono alla prova del
tempo, anche quando non sono bugiarde. Infine, dal dire al
fare c'è di mezzo il mare, un baratro insormontabile, ben di-
versamente stanno le cose riguardo alla parola di Dio: essa
rivela e agisce, e vera ed efficace, Isaia sottolinea soprattutto
quest'ultima caratteristica,
Questo e' anche l'insegnamento di fondo della parabola del
seminatore, la prima delle parabole riferite da Matteo, essa
pone la Chiesa e i cristiani di fronte alle loro responsabilita'
nei riguardi della parola di Dio, paragonata a un seme di in-
comparabile qualità, sparso abbondantemente nel terreno.
La crescita e la maturazione di questo seme prodigioso di-
pendono dalla qualitā del terreno che lo riceve, cioè dal mo-
do in cui ciascuno accoglie e mette in pratica la Parola semi-
nata dentro di lui, questo richiede, a monte, un serio lavoro
di dissodamento e una costante vigilanza, per evitare che il
seme sla rubato dal «maligno» o soffocato dalle molte spine.
Infatti, Dio, il divino seminatore, rispetta la libertà delle sue
creature e vuole associarle ai frutti prodotti dalle sue semine.
Spande il buon seme a profusione, poiché nessuna porzione
della sua proprietà deve essere abbandonata come definiti-
vamente inadatta alla semina e lasciata incolta, offre instan-
cabilmente a ciascuno delle occasioni favorevoli o, meglio, la
sua grazia. Paziente, concede tutto il tempo necessario. Fi
ducioso, spera fino all'ultimo giorno che le terre piü aride, i
cuori di pietra, si aprano alla sua Parola. Tutti coloro che. a
diverso titolo, lavorano per l'avvento del Regno devono com-
portarsi allo stesso modo.

É, come dice Paolo, il tempo del laborioso parto dell'uomo e
dell'intera creazione. Ma viene il giorno in cui la loro gloria si
rivelerà insieme a quella del Cristo risorto. Questa certezza
permette di apprezzare nel loro giusto valore «le sofferenze
del momento presente».

antifona d'ingresso Sal 16,11
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.

colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, per-
ché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro
che si professano cristiani di respingere ciò che contrario
a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...


oppure
Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito la di-
sponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che con-
tinui a seminare nei solchi dell'umanità, perché fruttifichi
in opere di giustizia e di pace e riveli al mondo la beata spe-
ranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura  Is 55,10-11
Nel bene e nel male, la parola umana ha immense possibi-
lità. Ma solo la parola di Dio possiede per sua natura un'ef-
ficacia creatrice.

 DAL LIBRO DEL PROFETA ISAİA
Cosl dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal
cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza
averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi
semina e il pane a chi mangia, cosi sarà della mia parola usci-
ta dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza
aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto cið per
cui l'ho mandata», - Parola di Dio.

salmo responsoriale 64,10a-d; 10e-11; 12-13; 14
Fecondità della terra, abbondanza di frutti: potenza del
creatore, forza della sua Parola!

RIT. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
|| fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per eli uomini./R

Cosi prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge
e benedici i suoi germogli./R

Coroni I'anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza./R

I prati si coprono di greggi.
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!/R

seconda lettura Rm 8,18-23
Dal momento del suo battesimo, il cristiano è sotto «il do-
minio dello Spirito», che «abita» in lui e lo fa passare dalla
morte fisica alla vita eterna con il Cristo (lettura di dome- 
nica scorsa). Come quella di ogni uomo, l'esistenza del cri-
stiano si svolge, oggi, in un mondo segnato dalla sofferenza:
è la fase dolorosa, che anch'egli ha dovuto affrontare, della
Pasqua del Signore, Ma anche per lui verrà il giorno della
risurrezione gloriosa. E avendo partecipato al travagliato
destino dell'uomo, anche la creazione parteciperà alla libe-
razione dalla sua condizione mortale.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non sia-
no paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L'ar-
dente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la
rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità - non per
sua volontà, ma per volontà di colui che l'ha sottoposta -nel-
la speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla
schiavitü' della corruzione per entrare nella libertà della glo-
ria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre
le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che
possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente
aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio.

canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.

Vangelo Mt 13,1-23 (lett. breve 13,1-9)
L'insistenza sulla responsabilità di coloro che ascoltano la
Parola è dovuta al fatto che il seme sparso dal divino se-
minatore possiede un'indiscussa fecondità. Ma la parabo-
la contiene anche altre due lezioni. Da un lato, lungi dal
lasciarsi scoraggiare dalla prospettiva di lavorare invano,
bisogna continuare a seminare il buon seme a piene mani:
terreni oggi ingrati potrebbero diventare domani terra buo-
na. Dall'altro, non cè alcuna proporzione fra le perdite, i
cattivi raccolti imputabili all'avversione del «maligno» o
all'aridità di certe persone, e la straordinaria abbondanza
di frutti prodotti dalla Parola caduta in terra buona. Av-
vertimento rivolto agli uditori della predicazione evangeli-
ca e, al tempo stesso, vibrante appello al coraggio, alla fi-
ducia, all'ottimismo dei seminatori della Parola. Tutti de-
vono comprendere che qui si tratta dei «misteri del regno
dei cieli».

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Quel giorno Gesù usci di casa e sedette in riva al mare. Si ra-
dunò attorno a lui tanta folla che egli sali su una barca e si
mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il
seminatore uscī a seminare. Mentre seminava, una parte cad-
de lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'al-
tra parte cadde sul terreno sassoso, dove non cera molta ter-
ra; germoglið subito, perche' il terreno non era profondo, ma,
quando spunto' il sole, fu bruciata e, non avendo radici, secco'..
Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffoca-
rono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto:
il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a
loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perchè a voi è dato conoscere i misteri del
regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha,
verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha,
sară tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con
parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascol-
tano e non comprendono. Cosi si compie per loro la profezia
di Isaia che dice: "Udrete, si, ma non comprenderete, guar-
derete, si, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo
è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e han-
no chiuso gli occhi, perchế non vedano con gli occhi, 
non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e
non si convertano e io li guarisca!" Beati invece i vostri occhi
perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io
vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere
ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare cið che voi
ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta
che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, vie-
ne il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore:
questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è sta-
to seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola
e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è in-
costante, sicchế, appena giunge una tribolazione o una per-
secuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Ouel-
lo seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoc-
cupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffoca-
no la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul ter-
reno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; que-
sti dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».])
- Parola del Signore.

preghiera
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e tra-
sformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i cre-
denti. Per Cristo nostro Signore.

antifona Sal 83,4-5
Il passero trova la casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari,
Signore degli eserciti, mio Re e mio Dio!
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.

oppure Gy 6,56
 Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, rimane in me e io in lui,

oppure Mt 13,23
Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la
parola e la comprende».

preghiera
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la co-
munione a questi santi misteri si affermi sempre più nella no-
stra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste (Sal 33,9).
Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era
a metà del suo corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo
trono regale, si lanciò in mezzo a quella terra (Sap 18,14-15).
Secca l'erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura
sempre (1s 40,8).
Chi è da Dio ascolta le parole di Dio (Gu 8,47).
Tutti i mortali sono come l'erba e ogni loro splendore è come fiore
d'erba. L'erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore
rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato an-
nunziato (1Pt 1,24-25).
Supplico la tua Signoria immutabile, potentissima, o Spirito po-
tente; manda la rugiada della tua soavità, concedi alla mia
e al mio spirito, che dominano sui sensi, il beneficio della pienez-
za delle grazie della tua abbondante misericordia. E dissoda il
campo intelligente del mio cuore di carne indurito perché riceva e
faccia fruttificare la tua semente spirituale.
(Gregorio di Narek, II libro delle preghiere)

Guardate, guardate Dio che attraversa la terra come un seminato-
re e prende il suo cuore a due mani e lo getta su tutta la superficie
della terra!... Si direbbe che per lo più egli getta ad occhi chiusi, a
caso e al vento, questa semente che gonfia il suo grembiule. Qui po- 
test capere, capiat. Qui habet aures audiendi, audiat. C'e la pie-
tra, c'è il terreno indurito dal passaggio dei passanti; ci sono i ro-
vi e le altre erbacce, ci sono gli uccelli del cielo, ci sono le intempe-
rie! Pazienza! Ma ce anche la buona terra e quell'orecchio nelle
profondità del nostro essere che è un utero, quell'interesse, quel-
l'appropriazione, quella conseruazione.
(P. Claudel, Io credo in Te)

L'incoscienza dei cristiani nel corso di venti secoli di cristianesimo
un mistero che fa tremare i santi. Si può aver imparato il cate-
chismo, si può ascoltare regolarmente l'omelia del proprio parroco,
persino leggere il Vangelo e non aver ancora capito nulla. Il Van-
gelo è un messaggio accessibile ai semplici. Ma è un libro che resta
sigillato finché non si è cambiato qualcosa nella propria vita. «E
quando ci sarà la conversione al Signore che il velo sarà tolto»
(2Cor 3, 16). Perciò, coloro che oggi cercano nel Vangelo solo una va-
ga religiosità, o la garanzia di un ordine sociale, o l'elemento fa-
miliare di una civiltà accattivante, sono come gli uomini che ascol-
tano, ma non comprendono.
(CL Geffré, Uno spazio per Dio) 
 


 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)