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s messa 25 ottobre
I primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Nu-
meri, Deuteronomio) costituiscono il Pentateuco, un com-
plesso di scritti che è frutto di una storia letteraria lunga e
complessa. Lo si indica anche con il nome di «Torah» o di «Leg-
gen o ancora di «Legge di Mosè». Nell'attuale redazione del
libro dell'Esodo, il testo del «decalogo», le «dieci parole» co-
me dicono gli ebrei, è seguito da quello che oggi si chiama il
«codice dell'alleanza». Si tratta di una serie di prescrizioni re-
datte in un secondo momento, molto tempo dopo l'uscita dal-
I'Egitto. Dal momento che precisano il senso e le applicazio-
ni concrete dei comandamenti impressi sulle «tavole della leg-
ge» al Sinai, queste prescrizioni sono presentate e considera-
te come date da Mosè per ordine di Dio. Quest'origine divi-
na le distingue dai codici elaborati dagli uomini. Pur essendo
parte integrante della carta di fondazione del popolo di Dio,
esse riflettono comunque l'esperienza che ha fatto compren-
dere meglio l'estensione e la portata della prima legislazione.
Emanandole, il Signore si rivela vicino ai suoi. Si rivolge a cia-
Scuno con il <tu». Veglia personalmente sull'applicazione dei
suoi precetti, soprattutto di quelli riguardanti la condotta da
tenere con i poveri e i deboli, visto che il modo di trattarli lo
riguarda direttamente. Dio è veramente tutto il contrario di
un legislatore freddo e lontano. Di conseguenza, l'osservanza
della sua legge e il comportamento che essa richiede esclu-
dono ogni forma e spirito di legalismo, che sempre incombe
e che Gesū ha combattuto con rinnovato vigore.
«Tutto cið che vi è nella scrittura, nella legge e nei profeti» di-
pende dal doppio comandamento dell'amore di Dio e del
prossimo. Questo comandamento bandisce ogni comprensio-
I primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Nu-
meri, Deuteronomio) costituiscono il Pentateuco, un com-
plesso di scritti che è frutto di una storia letteraria lunga e
complessa. Lo si indica anche con il nome di «Torah» o di «Leg-
gen o ancora di «Legge di Mosè». Nell'attuale redazione del
libro dell'Esodo, il testo del «decalogo», le «dieci parole» co-
me dicono gli ebrei, è seguito da quello che oggi si chiama il
«codice dell'alleanza». Si tratta di una serie di prescrizioni re-
datte in un secondo momento, molto tempo dopo l'uscita dal-
I'Egitto. Dal momento che precisano il senso e le applicazio-
ni concrete dei comandamenti impressi sulle «tavole della leg-
ge» al Sinai, queste prescrizioni sono presentate e considera-
te come date da Mosè per ordine di Dio. Quest'origine divi-
na le distingue dai codici elaborati dagli uomini. Pur essendo
parte integrante della carta di fondazione del popolo di Dio,
esse riflettono comunque l'esperienza che ha fatto compren-
dere meglio l'estensione e la portata della prima legislazione.
Emanandole, il Signore si rivela vicino ai suoi. Si rivolge a cia-
Scuno con il <tu». Veglia personalmente sull'applicazione dei
suoi precetti, soprattutto di quelli riguardanti la condotta da
tenere con i poveri e i deboli, visto che il modo di trattarli lo
riguarda direttamente. Dio è veramente tutto il contrario di
un legislatore freddo e lontano. Di conseguenza, l'osservanza
della sua legge e il comportamento che essa richiede esclu-
dono ogni forma e spirito di legalismo, che sempre incombe
e che Gesū ha combattuto con rinnovato vigore.
«Tutto cið che vi è nella scrittura, nella legge e nei profeti» di-
pende dal doppio comandamento dell'amore di Dio e del
prossimo. Questo comandamento bandisce ogni comprensio-
ne e applicazione delle prescrizioni della legge che se ne al-
lontana. L'amore di Dio e del prossimo è il criterio ultimo del-
la condotta conforme alla volontã di Dio. Esso deve essere
applicato sempre e in ogni circostanza, senza concessioni.
Non si mercanteggia con le esigenze dell'amore! Credere è ac-
cogliere «con la gioia dello Spirito Santo» la parola del «Dio
vivo e vero», portata al suo pieno compimento dal Figlio, il
Verbo fatto carne, e metterla in pratica in tutte le circostan-
ze della vita quotidiana.
antifona d'ingresso Sal 104,3-4
Gioisca il cuore di quanti cercano il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.
colletta
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la spe-
ranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che pro-
metti, fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura
difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da
tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secon-
do lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento
nuovo lunica legge della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Es 22,20-26
Il ricordo dei cattivi trattamenti subiti da voi stessi o di cui
ha sofferto il vostro prossimo vi guardi dalla tentazione di
imporli agli altri; non approfittate della situazione dei de-
boli e degli indigenti, dice il Signore. Le loro invocazioni di
aiuto salgono fino a me: io renderò loro giustizia!
la condotta conforme alla volontã di Dio. Esso deve essere
applicato sempre e in ogni circostanza, senza concessioni.
Non si mercanteggia con le esigenze dell'amore! Credere è ac-
cogliere «con la gioia dello Spirito Santo» la parola del «Dio
vivo e vero», portata al suo pieno compimento dal Figlio, il
Verbo fatto carne, e metterla in pratica in tutte le circostan-
ze della vita quotidiana.
antifona d'ingresso Sal 104,3-4
Gioisca il cuore di quanti cercano il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.
colletta
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la spe-
ranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che pro-
metti, fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura
difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da
tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secon-
do lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento
nuovo lunica legge della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Es 22,20-26
Il ricordo dei cattivi trattamenti subiti da voi stessi o di cui
ha sofferto il vostro prossimo vi guardi dalla tentazione di
imporli agli altri; non approfittate della situazione dei de-
boli e degli indigenti, dice il Signore. Le loro invocazioni di
aiuto salgono fino a me: io renderò loro giustizia!
DAL LIBRO DELL'ESODO
Cosl dice il Signore; «Non molesterai il forestiero né lo oppri-
merai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto.
Non maltratterai la vedova o l'orfano. Se tu lo maltratti,
quando invocherà da me l'aiuto, io daro' ascolto al suo grido,
la mia ira si accendera e vi faro morire di spada: le vostre mo-
gli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente
che sta con te, non tí comporterai con lui da usuraío: voi non
dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo ren-
derai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola co-
perta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi
dormendo? Altrimenti, quando gridera verso di me, io l'a-
scoltero, perché io sono pietoso», Parola di Dio.
salmo responsoriale 17,2b-3a: 3bc-4; 47-51ab
Azione di grazie e lode a Dio! Egli libera e dilata. Ascolta
quando grido verso di lul.
RIT. TỈ amo, Signore. mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore./R
Mio Di, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici./R
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato./R
Cosl dice il Signore; «Non molesterai il forestiero né lo oppri-
merai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto.
Non maltratterai la vedova o l'orfano. Se tu lo maltratti,
quando invocherà da me l'aiuto, io daro' ascolto al suo grido,
la mia ira si accendera e vi faro morire di spada: le vostre mo-
gli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente
che sta con te, non tí comporterai con lui da usuraío: voi non
dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo ren-
derai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola co-
perta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi
dormendo? Altrimenti, quando gridera verso di me, io l'a-
scoltero, perché io sono pietoso», Parola di Dio.
salmo responsoriale 17,2b-3a: 3bc-4; 47-51ab
Azione di grazie e lode a Dio! Egli libera e dilata. Ascolta
quando grido verso di lul.
RIT. TỈ amo, Signore. mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore./R
Mio Di, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici./R
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato./R
seconda lettura 1Ts 1,5c-10
«L'annuncio del vangelo è potenza, azione dello Spirito San-
to» ha detto Paolo (domenica scorsa). Egli ne ha fatto per-
sonalmente l'esperienza in occasione della fondazione della
comunità di Tessalonica. Lo ricorda ai nuovi cristiani di
quella città per incoraggiarli a confidare sempre più nella
Parola accolta in mezzo a molte prove (At 17,1-15).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi
per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore,
avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia
dello Spirito Santo, cosi da diventare modello per tutti i cre-
denti della Macedonia e dell'Acăia.
Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non sol-
tanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è dif-
fusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mez-
zo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servi-
re il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli
ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 14,23
Alleluia alleluia
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Vangelo Mt 22,34-40
Ancor oggi, a volte ci si interroga sul primo comandamento
e non sempre con retta intenzione. La risposta di Gesù, pre-
cisa e inappellabile, non lascia spazio a una casistica ri-
duttiva: non siè mai in regola con le esigenze del doppio co-
mandamento.
«L'annuncio del vangelo è potenza, azione dello Spirito San-
to» ha detto Paolo (domenica scorsa). Egli ne ha fatto per-
sonalmente l'esperienza in occasione della fondazione della
comunità di Tessalonica. Lo ricorda ai nuovi cristiani di
quella città per incoraggiarli a confidare sempre più nella
Parola accolta in mezzo a molte prove (At 17,1-15).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi
per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore,
avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia
dello Spirito Santo, cosi da diventare modello per tutti i cre-
denti della Macedonia e dell'Acăia.
Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non sol-
tanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è dif-
fusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mez-
zo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servi-
re il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli
ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 14,23
Alleluia alleluia
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Vangelo Mt 22,34-40
Ancor oggi, a volte ci si interroga sul primo comandamento
e non sempre con retta intenzione. La risposta di Gesù, pre-
cisa e inappellabile, non lascia spazio a una casistica ri-
duttiva: non siè mai in regola con le esigenze del doppio co-
mandamento.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei, avendo udito che Gesů aveva chiuso
la bocca ai sadducêi, si riunirono insieme e uno di loro, un
dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" Questo è il
grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quel-
Io: "Amerai il tuo prossimo come te stesso": Da questi due
comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
- Parola del Signore.
preghiera
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: questa offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e
renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 19,6
Esulteremo per la tua salvezza,
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.
oppure Ef 5,2
In guel tempo, i farisei, avendo udito che Gesů aveva chiuso
la bocca ai sadducêi, si riunirono insieme e uno di loro, un
dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" Questo è il
grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quel-
Io: "Amerai il tuo prossimo come te stesso": Da questi due
comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
- Parola del Signore.
preghiera
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: questa offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e
renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 19,6
Esulteremo per la tua salvezza,
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.
oppure Ef 5,2
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso, offren-
dosi a Dio in sacrificio di soave profumo.
oppure Mt 22,37
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente»,
dosi a Dio in sacrificio di soave profumo.
oppure Mt 22,37
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente»,
preghiera
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi
ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi
ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu
amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con
tutte le forze (Dt 6,4-5).
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo po-
polo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. lo sono il Signore
Lu 19,18).
Se voi perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste
perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, nep-
pure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. Tutto quanto volete
che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infat-
ti è la Legge ed i Profeti (Mt 6, 14-15; 7,12).
Pieno compimento della legge è l'amore (Rm 13,10).
Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: ame-
rai il prossimo tuo come te stesso (Gal 5,14).
Portate i pesi gli uni degli altri, cosi adempirete la legge di Cristo
(Gal 6,2). b
Se uno dicesse: «lo amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un menti-
tore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può ama-
re Dio che non vede (1Gu 4,20).
Se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accu-
sati dalla legge come trasgressori (Ge 2,9).
Ogni grande amore comporta il rischio di farci perdere di vista quel-
la che amerei definire la polifonia della vita. Mi spiego. Dio e la sua
eternità vogliono essere amati da noi pienamente. Ma quest'amore
non deve né nuocere a un amore terreno né indebolirlo; deve essere
in qualche modo il cantus firmus attorno al quale cantano le altre
voci della vita. L'amore terreno è uno di quei temi in contrappunto
che, pur avendo la loro piena indipendenza, si ricollegano comun-
que al cantus firmus. Là dove il cantus firmus è chiaro e distinto, il
contrappunto può esprimersi con la maggior potenza possibile. I due
sono inseparabili e tuttavia distinti, per usare il linguaggio del con-
cilio di Calcedonia, come la natura umana e la natura divina del
Cristo. La polifonia musicale è cosi vicina a noi e cosi importante
per noi forse proprio per il fatto di essere l'immagine musicale diAscolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu
amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con
tutte le forze (Dt 6,4-5).
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo po-
polo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. lo sono il Signore
Lu 19,18).
Se voi perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste
perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, nep-
pure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. Tutto quanto volete
che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infat-
ti è la Legge ed i Profeti (Mt 6, 14-15; 7,12).
Pieno compimento della legge è l'amore (Rm 13,10).
Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: ame-
rai il prossimo tuo come te stesso (Gal 5,14).
Portate i pesi gli uni degli altri, cosi adempirete la legge di Cristo
(Gal 6,2). b
Se uno dicesse: «lo amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un menti-
tore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può ama-
re Dio che non vede (1Gu 4,20).
Se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accu-
sati dalla legge come trasgressori (Ge 2,9).
Ogni grande amore comporta il rischio di farci perdere di vista quel-
la che amerei definire la polifonia della vita. Mi spiego. Dio e la sua
eternità vogliono essere amati da noi pienamente. Ma quest'amore
non deve né nuocere a un amore terreno né indebolirlo; deve essere
in qualche modo il cantus firmus attorno al quale cantano le altre
voci della vita. L'amore terreno è uno di quei temi in contrappunto
che, pur avendo la loro piena indipendenza, si ricollegano comun-
que al cantus firmus. Là dove il cantus firmus è chiaro e distinto, il
contrappunto può esprimersi con la maggior potenza possibile. I due
sono inseparabili e tuttavia distinti, per usare il linguaggio del con-
cilio di Calcedonia, come la natura umana e la natura divina del
Cristo. La polifonia musicale è cosi vicina a noi e cosi importante
questo dato cristologico, e quindi anche della nostra vita cristiana?
(D. Bonhoefer, Resistenza e resa, Lettere e appunti dal carcere)
s messa 1 novembre
La venerazione dei santi e delle sante tiene un posto impor-
tante nelle attuali liturgie. Il loro culto si è sviluppato in tuttí
i riti a partire dalla fine del IV secolo e dall'inizio del V seco-
lo, quando si è cominciato a farne memoria nella Preghiera
eucaristica. Inizialmente, si trattava dei martiri della Chiesa
locale, poi di altri martiri particolarmente celebri. Dopo l'e-
poca delle persecuzioni, ai martiri sono stati associati anche
non martiri e asceti. Una festa di tutti i santi è attestata in
certe Chiese del'oriente, in particolare Antiochia ed Efeso, da
dove giunse a Roma. Celebrata inizialmente la prima dome-
nica dopo la Pentecoste, essa venne trasferita al 1° novem-
bre quando il papa Gregorio Magno (590-604) collocò le
Quattro Tempora di primavera in quella settimana. I| 13 mag-
gio 610, il papa Bonifacio IV (608-615) trasformö in chiesa
dedicata a Maria e a tutti i santi il Pantheon di Roma. Infine,
il papa Gregorio |V (827-844) convinse Ludovico il Pio, im-
peratore d'occidente, ad emanare un decreto che fissava defi-
nitivamente la festa di tutti i santi alla data del 1° novembre.
Celebrazione locale a Roma e in alcune chiese, essa divenne
rapidamente una solennitā celebrata in tutta l'Europa latina.
In un primo tempo si trattò di riunire in una stessa celebra-
zione i santi conosciuti che nessun catalogo, chiamato «Mar-
tirologio», era in grado di contenere. Poi si compresero anche
i santi sconosciuti, anonimi, la cui moltitudine, dice 'Apoca-
lisse di Giovanni, è incalcolabile: «di ogni nazione, razza, po-
polo e lingua». La loro schiera aumenta continuamente nel
corso del tempo, nel quale, invisibilmente, si costruisce il Re-
gno. Li conosce solo «l'angelo che sale dall'oriente» per im-
primere il sigillo sulla fronte dei servi di Dio. Bisognerà at-
tendere il giorno della manifestazione del Figlio di Dio per po-ter riconoscere coloro che erano, già in terra, figli di Dio. Una
cosa è certa: vi si troveranno tutti coloro che Gesù ha dichia-
rato «beati, non a causa della durezza delle loro condizioni
di vita sulla terra, ma perché Dio è con loro. I poveri in spiri-
to, i miti, gli afflitti, gli affamati e assetati di giustizia, i mise-
ricordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati
per la giustizia conoscono una sorte simile a quella di Gesů.
Ma lui solo ha vissuto pienamente l'ideale delle beatitudini.
antifona d'ingresso
Rallegriamoci tutti nel Signore in questa solennità di tutti
i santi: con noi gioiscono gli angeli e lodano il Figlio di Dio.
colletta
O Dio onnipotente ed eterno, che doni alla tua Chiesa la
gioia di celebrare in un unica festa i meriti e la gloria di tut-
ti i santi, concedi al tuo popolo, per la comune intercessio-
ne di tanti nostri fratelli, l'abbondanza della tua misericor-
dia. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Ap 7,2-4.9-14
La prima visione svela la faccia nascosta della tappa terre-
na dell'avvento della salvezza; la seconda, il compimento ce-
leste del disegno di Dio. Il tempo attuale è un periodo di re-
missione: il giudizio viene rimesso a più tardi. 144 mila, 12
volte 12 moltiplicato per 1000, è un numero che indica pie-
nezza: nessuno di coloro che appartengono a Dio sarà la-
sciato cadere. La visione della grande liturgia del cielo ri-
vela che gli eletti saranno una moltitudine incalcolabile e
verranno da ogni parte. Anche se le due scene contemplate
da Giovanni si suolgono su due piani, terrestre e celeste, si
passa continuamente dall'uno all'altro: ciò che avviene in-
visibilmnente sulla terra ha la sua ripercussione in cielo.
DAL LIBRO DELL'APOCALISSE DI SAN GIOVANNI APOSTOLO
lo, Giovanni, vidi salire dall'oriente un altro angelo, con il si-
gillo del Dio vivente. E grido a gran voce ai quattro angeli, ai
quali era stato Concesso di devastare la terra e il mare: «Non
devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo
impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: cen-
toquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei
figli d'lsraele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che
nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lin-
gua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'A-
gnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nel-
le loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartie-
ne al nostro Dio, seduto sul trono, e all'Agnello». E tutti gli
angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro es-
seri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al
trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapien-
za, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei
secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che
sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?», GIi ri-
sposi: «Signore mio, tu lo sai, E lui: «Sono quelli che ven-
gono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro ve-
sti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello». Parola al Dio.
salmo responsoriale 23,1-2: 3-4ab; 5-6
gillo del Dio vivente. E grido a gran voce ai quattro angeli, ai
quali era stato Concesso di devastare la terra e il mare: «Non
devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo
impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: cen-
toquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei
figli d'lsraele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che
nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lin-
gua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'A-
gnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nel-
le loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartie-
ne al nostro Dio, seduto sul trono, e all'Agnello». E tutti gli
angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro es-
seri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al
trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapien-
za, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei
secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che
sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?», GIi ri-
sposi: «Signore mio, tu lo sai, E lui: «Sono quelli che ven-
gono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro ve-
sti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello». Parola al Dio.
salmo responsoriale 23,1-2: 3-4ab; 5-6
Ecco il popolo immenso di coloro che hanno trovato Dio.
RIT. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
Ē lui che l'ha fondato sui mari
e sui fiumi l'ha stabilito. /R
RIT. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
Ē lui che l'ha fondato sui mari
e sui fiumi l'ha stabilito. /R
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli./R
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe./R
seconda lettura 1Gv 3,1-3
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli./R
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe./R
seconda lettura 1Gv 3,1-3
Solo la fede permette di riconoscere il Figlio di Dio nell'uo-
mo Gesù e la condizione di figli di Dio propria dei discepo-
li. Il ritorno di Cristo manifesterà la sua identità profonda
e, al tempo stesso, ciò che sono «fin d'ora»i cristiani. Questa
certezza e questa speranza danno ai discepoli la forza di ope-
rare con coraggio e di avanzare verso ciò che non è stato an-
cora rivelato», nonostante l'ostilità e la contraddizione del
mondo.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN GIOVANNI APOSTOLO
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per
essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo
il mondo non ci conosce: perchế non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo
non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli
si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perchế lo vedre-
mo cosÌ come egli è.
Chiungue ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come
egli è puro. Parola di Dio.
mo Gesù e la condizione di figli di Dio propria dei discepo-
li. Il ritorno di Cristo manifesterà la sua identità profonda
e, al tempo stesso, ciò che sono «fin d'ora»i cristiani. Questa
certezza e questa speranza danno ai discepoli la forza di ope-
rare con coraggio e di avanzare verso ciò che non è stato an-
cora rivelato», nonostante l'ostilità e la contraddizione del
mondo.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN GIOVANNI APOSTOLO
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per
essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo
il mondo non ci conosce: perchế non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo
non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli
si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perchế lo vedre-
mo cosÌ come egli è.
Chiungue ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come
egli è puro. Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 11,28
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchii e oppressi,
e io vi darò ristoro.
e io vi darò ristoro.
Vangelo Mt 5,1-12a
«Beati, «Sono dalla parte giusta, ben piazzati!», «Devono
quindi rallegrarsi in anticipo tutti coloro che hanno la cer-
tezza di avere una grande ricompensa nei cieli». Ecco ciò che
proclamano le beatitudini, le quali non fanno assolutamen-
te l'apologia della povertà imposta, delle persecuzioni, del
disprezzo o della calunnia di cui sono fatti oggetto i disce-
poli a causa di Cristo.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, vedendo le folle, Gesü sali sul monte: si pose
a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a par-
lare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Bea-
ti quelli che sono nel pianto, perchế saranno consolati. Beati
i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che han-
no fame e sete della giustizia, perche' saranno saziati. Beati i
misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di
cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, per-
chế saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la
giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando
vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno,
ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi
ed esultate, perche grande è la vostra ricompensa nei cieli».
- Parola del Signore.
preghiera
Ti siano graditi, Signore, i doni che ti offriamo in onore di
tutti i santi: essi, che già godono della tua vita immortale,
ci proteggano nel cammino verso di te. Per Cristo nostro
Signore.
prefazio
Rendiamo grazie al Padre per la città celeste dove i santi,
nostri fratelli, ci attendono.
quindi rallegrarsi in anticipo tutti coloro che hanno la cer-
tezza di avere una grande ricompensa nei cieli». Ecco ciò che
proclamano le beatitudini, le quali non fanno assolutamen-
te l'apologia della povertà imposta, delle persecuzioni, del
disprezzo o della calunnia di cui sono fatti oggetto i disce-
poli a causa di Cristo.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, vedendo le folle, Gesü sali sul monte: si pose
a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a par-
lare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Bea-
ti quelli che sono nel pianto, perchế saranno consolati. Beati
i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che han-
no fame e sete della giustizia, perche' saranno saziati. Beati i
misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di
cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, per-
chế saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la
giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando
vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno,
ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi
ed esultate, perche grande è la vostra ricompensa nei cieli».
- Parola del Signore.
preghiera
Ti siano graditi, Signore, i doni che ti offriamo in onore di
tutti i santi: essi, che già godono della tua vita immortale,
ci proteggano nel cammino verso di te. Per Cristo nostro
Signore.
prefazio
Rendiamo grazie al Padre per la città celeste dove i santi,
nostri fratelli, ci attendono.
E veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Oggi ci dai la
gioia di contemplare la città del cielo, la santa Gerusalem-
me, che è nostra madre, dove l'assemblea festosa dei nostri
fratelli glorifica in eterno il tuo nome. Verso la patria co-
mune noi, pellegrini s sulla terra, affrettiamo nella speranza
il nostro cammino, lieti per la sorte gloriosa di questi mem-
bri eletti della Chiesa, che ci hai dato come amici a model-
li di vita. Per questo dono del tuo amore, uniti all'immensa
schiera degli angelii dei santi, cantiamo con gioiosa esul-
tanza la tua lode: Santo..
antifona Mt 5,8-10
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Oggi ci dai la
gioia di contemplare la città del cielo, la santa Gerusalem-
me, che è nostra madre, dove l'assemblea festosa dei nostri
fratelli glorifica in eterno il tuo nome. Verso la patria co-
mune noi, pellegrini s sulla terra, affrettiamo nella speranza
il nostro cammino, lieti per la sorte gloriosa di questi mem-
bri eletti della Chiesa, che ci hai dato come amici a model-
li di vita. Per questo dono del tuo amore, uniti all'immensa
schiera degli angelii dei santi, cantiamo con gioiosa esul-
tanza la tua lode: Santo..
antifona Mt 5,8-10
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli ope-
ratori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i
perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il re-
i cieli.
preghiera
O Padre, unica fonte di ogni santità mirabile in tutti i tuoi
santi, fa' che raggiungiamo anche noi la pienezza del tuo
amore, per passare da questa mensa eucaristica, che ci so-
stiene nel pellegrinaggio terreno, al festoso banchetto del
cielo. Per Cristo nostro Signore.
ratori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i
perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il re-
i cieli.
preghiera
O Padre, unica fonte di ogni santità mirabile in tutti i tuoi
santi, fa' che raggiungiamo anche noi la pienezza del tuo
amore, per passare da questa mensa eucaristica, che ci so-
stiene nel pellegrinaggio terreno, al festoso banchetto del
cielo. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nel-
la via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti (Sal 1,1).
Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non
è inganno (Sal 32,2).
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui
si rifugia (Sal 34,9).
Beato 'uomo che spera nel Signore e non si mette dalla parte dei
superbi, né si volge a chi segue la menzogna (Sal 40,5).
Beato l'uomo che ha cura del debole, nel giorno della sventura ilBeato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nel-
la via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti (Sal 1,1).
Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non
è inganno (Sal 32,2).
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui
si rifugia (Sal 34,9).
Beato 'uomo che spera nel Signore e non si mette dalla parte dei
superbi, né si volge a chi segue la menzogna (Sal 40,5).
Signore lo libera (Sal 41,2).
Beato chi hai scelto e chiamato vicino, abiterà nei tuoi atrii. Ci
sazieremo dei beni della tua casa, della santità del tuo temnpio
(Sal 65,5).
Beato chi trova te la sua forza e decide nel suo cuore il santo
viaggio. Signore degli eserciti, beato l'uomo che in te confida (Sal
84,6.13).
Beato il popolo che ti sa acclamare e cammina, o Signore, alla lu-
ce del tuo volto (Sal 89,16).
Beato l'uomo che tu istruisci, Signore, e che ammaestri nella tua
legge (Sal 94,12).
Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi co-
mandamenti (Sal l12, 1).
Beato il popolo che possiede questi beni; beato il popolo il cui Dio
è il Signore (Sal 144, 15).
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, chi spera nel Signore suo
Dio (Sal 146,5).
Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in
voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche
ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi
(Rm 8,11).
Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito
(Gal 5,25).
Qui accade una cosa curiosa. Tutti coloro che hanno praticato que-
sto segreto della felicità ne hanno sperimentato l'efficacia, se cosi
posso dire. Noi li chiamiamo i santi: non ve n'è alcuno che non
abbia confessato di conoscere la gioia profonda. Nessuna dottri-
na di vita può presentare al suo attivo tante testimonianze pal-
pabili, documentabili. Se si trattasse di un prodotto commercia-
le, il suo successo sarebbe immediatamente assicurato. E tuttavia
noi preferiamo cercare la felicità attraverso cento ricette che non
si sono mai dimostrate efficaci, e che non potranno mai dimo-
strarsi tali, piuttosto che cercare di essere semplicemente dei di-
scepoli di Gesù.
(A M. Besnard, da un'omelia)


