s messa 9 agosto
Nei vangeli, il racconto della moltiplicazione dei pani e il rac-
conto della tempesta sedata formano una sorta di dittico, nei
due pannelli, Gesù è in primo piano. Sull'uno, dã i pani mol-
tiplicati ai discepoli, perche" li distribuiscano alla folla; sull'a-
tro, va verso di loro, camminando sulle acque, mentre infuria
la tempesta che mette in pericolo la barca nella quale ha «or-
dinato» loro di salire, per passare all'altra riva. In questa bar-
ca, scossa dai flutti, ma salvata dal naufragio dall'intervento
del Signore, la tradizione ha visto un'immagine della Chiesa
che rema, contro venti e maree, verso la sponda dove il ri-
sorto l'ha preceduta. La moltitudine di coloro che seguono il
Signore fin nel deserto riceve dalla sua mano il pane che sa-
zia ogni fame. I discepoli, che faticano per recarsi lâ dove il
Signore ha dato loro appuntamento, hanno l'impressione che
la loro barca stia per capovolgersi. «Abbiate fiducia! Le tem-
peste possono scuotere la vostra barca, ma essa non colerà
a picco», dice loro il Signore.
Il racconto di Matteo comporta anche altri tratti che amplia-
no e precisano quest'interpretazione. La reazione dei disce-
poli e di Pietro fa pensare alle prime apparizioni pasquali. An-
che quando il risorto è apparso in mezzo a loro, i discepoli
hanno creduto di vedere un fantasma. Allora, il Signore si è
rivolto a loro esattamente come in questo caso: «Coraggio, so-
no io, non abbiate paura», E anche in questo caso li ha rim-
proverati per la loro mancanza di fede e per i loro dubbi. In-
fine, sia nelle apparizioni pasquali che qui sul lago, la scena
termina con una sorta di liturgia. I discepoli «si prostrano» da-
vanti al Signore e confessano la loro fede: «Tu sei veramente
il Figlio di Dio!».
Nei vangeli, il racconto della moltiplicazione dei pani e il rac-
conto della tempesta sedata formano una sorta di dittico, nei
due pannelli, Gesù è in primo piano. Sull'uno, dã i pani mol-
tiplicati ai discepoli, perche" li distribuiscano alla folla; sull'a-
tro, va verso di loro, camminando sulle acque, mentre infuria
la tempesta che mette in pericolo la barca nella quale ha «or-
dinato» loro di salire, per passare all'altra riva. In questa bar-
ca, scossa dai flutti, ma salvata dal naufragio dall'intervento
del Signore, la tradizione ha visto un'immagine della Chiesa
che rema, contro venti e maree, verso la sponda dove il ri-
sorto l'ha preceduta. La moltitudine di coloro che seguono il
Signore fin nel deserto riceve dalla sua mano il pane che sa-
zia ogni fame. I discepoli, che faticano per recarsi lâ dove il
Signore ha dato loro appuntamento, hanno l'impressione che
la loro barca stia per capovolgersi. «Abbiate fiducia! Le tem-
peste possono scuotere la vostra barca, ma essa non colerà
a picco», dice loro il Signore.
Il racconto di Matteo comporta anche altri tratti che amplia-
no e precisano quest'interpretazione. La reazione dei disce-
poli e di Pietro fa pensare alle prime apparizioni pasquali. An-
che quando il risorto è apparso in mezzo a loro, i discepoli
hanno creduto di vedere un fantasma. Allora, il Signore si è
rivolto a loro esattamente come in questo caso: «Coraggio, so-
no io, non abbiate paura», E anche in questo caso li ha rim-
proverati per la loro mancanza di fede e per i loro dubbi. In-
fine, sia nelle apparizioni pasquali che qui sul lago, la scena
termina con una sorta di liturgia. I discepoli «si prostrano» da-
vanti al Signore e confessano la loro fede: «Tu sei veramente
il Figlio di Dio!».
Per quanto profonde possano essere l'adesione al Signore e
I'esperienza della sua presenza e della sua vicinanza, ogni di-scepolo, di cui Pietro ê qui il prototipo, conosce momenti di
esitazione e di dubbio. Quando comincia a vacillare, grida:
Signore, salvami!». Gesū gli tenderà la mano, perchê non ca-
da. La poca fede non lo trattenga dal partecipare alla litur-
gia, dal prostrarsi con gli altri, per proclamare insieme alla
Chiesa: «Tu sei veramente il Figlio di Dio, Signore! Vieni in soc-
corso alla mia mancanza di fede!».
E quando il silenzio di Dio scoraggia, si tenda l'orecchio: egli
è ancora li, nel «mormorio di un vento leggero».
antifona d'ingresso Sal 73,20.19,22-23
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua causa,
non dimenticare le suppliche di coloro che ti invocano.
colletta
Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chia-
marti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
Onnipotente Signore, che domini tutto il creato, rafforza la
nostra fede e fa' che ti riconosciamo presente in ogni avve-
nimento della vita e della storia, per affrontare serena-
mente ogni prova e camminare con Cristo verso la tua pa-
ce. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
prima lettura 1Re 19,9a, 11-13a
Dio è presente nel silenzio e nella solitudine: l'esperienza fat-
ta da Elia all'Oreb (l'altro nome del Sinai, dove il Signore
Si era rivelato nel frastuono delle forze della natura scate-
nate) ravviva lo zelo del profeta. Egli esce dalla caverna, in
cui si era rifugiato in preda allo scoraggiamento, e riprende
il cammino per continuare la sua missione in mezzo a quel
popolo al quale Dio lo manda.
DAL PRIMO LIBRO DEI RE
In quei giorni, Elia, (essendo giunto al monte di Dio, I'Oreb).
entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu
rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fermati
sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e ga-
gliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Si-
gnore, ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come I'udi,
Elia si copri il volto con il mantello, usci e si fermo all'ingres-
so della caverna. - Parola di Dio.
salmo responsoriale sal 84
Se ascolto attentamente, sento Dio che mormora nel mio cuo-
re: amore, verità, giustizia, pace.
RIT. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
cui si era rifugiato in preda allo scoraggiamento, e riprende
il cammino per continuare la sua missione in mezzo a quel
popolo al quale Dio lo manda.
DAL PRIMO LIBRO DEI RE
In quei giorni, Elia, (essendo giunto al monte di Dio, I'Oreb).
entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu
rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fermati
sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e ga-
gliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Si-
gnore, ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.
Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come I'udi,
Elia si copri il volto con il mantello, usci e si fermo all'ingres-
so della caverna. - Parola di Dio.
salmo responsoriale sal 84
Se ascolto attentamente, sento Dio che mormora nel mio cuo-
re: amore, verità, giustizia, pace.
RIT. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Si, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra./R
Amore e verità s'incontreranno
gustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. /R
Si, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra./R
Amore e verità s'incontreranno
gustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. /R
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto:giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino./ R
seconda lettura Rm 9,1-5
Il vangelo viene rifiutato da coloro che avrebbero dovuto es-
sere i primi ad accoglierlo! Questo pensiero tormenta Paolo.
Ma egli non perde la speranza: un giorno, gli innumerevoli
doni di Dio porteranno il loro frutto.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscien-
za me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore
un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a
vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.
Essi sono Israeliti e hanno l'adozione a figli, la gloria, le al-
leanze, la legislazione, il culto, le promesse: a loro apparten-
gono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne,
egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen. -
Parola di Dio.
Canto al Vangelo Sal 129,5
Alleluia, alleluia.
lo spero, Signore.
Spera l'anima mia, attendo la sua parola.
Vangelo Mt 14,22-33
In occasione della moltiplicazione dei pani, i discepoli han-
no appreso di poter soddisfare la fame delle folle se si rivol-
gono con fiducia al Signore. Le tempeste e i venti contrari
che devono affrontare non li spaventino e non facciano va-
cillare la loro fede! Allora, al termine di una traversata pro-
babilmente faticosa, essi giungeranno, come Chiesa, all'al-
tra sponda, dove il Signore ha dato loro appuntamento.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesü costrinse i di-scepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva fin-
chế non avesse congedato la folla.
Congedata la folla, sali sul monte, in disparte, a pregare. Ve-
nuta la sera, egli se ne stava lassū, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era
agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire
della notte egli ando' verso di loro camminando sul mare
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti
e dissero: «E un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma su-
bito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate
paural».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di ve-
nire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!», Pietro sce-
se dalla barca, si mise a camminare sulle acque e ando' ver-
so Gesu'. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impauri e, co-
minciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito
Gesu tese la mano, lo afferro' e gli disse: uomo di poca fede,
perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sul-
la barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei
Figlio di Dio!», - Parola del Signore.
preghiera
Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai po-
sto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza tra-
sformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 147,12 14
Gerusalemme, loda il Signore,
egli ti sazia con fiore di frumento.
oppure Mt 14,33
l discepoli sulla barca si prostrarono davanti a Gesü edeclamarono: Tu sei verarnente il Figlio di Diol..
preghiera
La partecipazione a questi sacrarenti salvi il tuo popolo,
Signore, e lo conferrni nella luce della tua verita. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Perché avete paura, uomini di poca fede? (Mt 8,26).
Gli apostoli dissero al Sgnore: "Aumenta la nostra fede Le 17,5-6).
Simone, Simone, ecco satana vi ha
cercato per vagliarvi come il
grano, mia ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e
tu, una volta ravveduto conferma i tuoi fratelli (Lc 22,31-32)
Ma egli disse: Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vo-
stro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io
toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne né ossa. Come ve-
dete che io non ho (Le 24,38-39).
Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva
loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcu-
ni pero dubitavano (Mt 28,16-17),
Gesu comnincia guarendo anzitutto cio' che e' importante, quando or-
dina ai suoi discepoli spaventati: «Coraggio, non abbiate paura.
Il fatto che e aggiunga :Sono io,senza precisare chi egli sia, signi-
fica o che la sua voce era loro abbastanza familiare per fare loro
comprendere chi era colui che rivolgeva loro la parola nelle oscure
tenehre della notte, oppure che essi si sarebbero fucilmente ricor-
dati di colui che aveva detto a Mosè: «Dirai agli israeliti: Io-Sono
mi ha mandato a voi., (Es 3,14).
(Girolamo, Commento a Matteo 2.14)





