s messa 8 febbraio
Voi siete il sale della terra, la luce del mondo. Risplenda la
vostra luce davanti agli uomini. A prima vista, queste affer.-
mazioni sorprendono, Gesù ha appena dichiarato beati i poveri
, i piccoli, perche' possiedono le chiavi del regno dei cieli
Ed ecco che bruscamente proclama in modo altrettanto cate-
gorico la loro emminente dignità e comanda loro addirittura di
farla risplendere fin d'ora agli occhi di tutti, mentre giungera'
poco dopo: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere
davanti agli uomini per essere da loro ammirati» (Mt 23,271
Quest'ultimo avvertimento riguarda l'ostentazione delle buo-
ne opere nella condotta individuale. Al contrario, globalmen-
te presi i discepoli, vengono paragonati a una «citta collocata
sopra un monte», Può darsi che non ogni finestra sia illumi-
nata, ma vi sono abbastanza lumicini perché la città attiri l'at-
tenzione dei viaggiatori. Si può certo aumentare artificial-
mente questo irraggiamento mediante dei proiettori che fan-
no figurare bene anche le case diroccate. Ma non è di questo
che qui si tratta, Gesû dichiara «beati i poveri, i miti, gli af-
flitti e gli altri, a causa delle disposizioni profonde del loro
cuore ne dichiara «disgraziati» coloro che cercano di restitui-
re colpo su colpo: «Sepolcri imbiancati: all'esterno sono belli
a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di mortie di ogni pu-
tridume (Mt 23,27).
La gloria del Signore acompagnerà coloro che soddisfano i
bisogni degli indigenti, diceva Isaia, essa li fortificherà e il-
luminerà le tenebre nelle quali il peccato li aveva:sprofondati.
Il vangelo va oltre. I discepoli hanno già in loro la luce a
Dio. II bene che essi compiono li fa risplendere davanti agli
uomini, perché «rendano gloria al Padre che è nei cieli».
Voi siete il sale della terra, la luce del mondo. Risplenda la
vostra luce davanti agli uomini. A prima vista, queste affer.-
mazioni sorprendono, Gesù ha appena dichiarato beati i poveri
, i piccoli, perche' possiedono le chiavi del regno dei cieli
Ed ecco che bruscamente proclama in modo altrettanto cate-
gorico la loro emminente dignità e comanda loro addirittura di
farla risplendere fin d'ora agli occhi di tutti, mentre giungera'
poco dopo: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere
davanti agli uomini per essere da loro ammirati» (Mt 23,271
Quest'ultimo avvertimento riguarda l'ostentazione delle buo-
ne opere nella condotta individuale. Al contrario, globalmen-
te presi i discepoli, vengono paragonati a una «citta collocata
sopra un monte», Può darsi che non ogni finestra sia illumi-
nata, ma vi sono abbastanza lumicini perché la città attiri l'at-
tenzione dei viaggiatori. Si può certo aumentare artificial-
mente questo irraggiamento mediante dei proiettori che fan-
no figurare bene anche le case diroccate. Ma non è di questo
che qui si tratta, Gesû dichiara «beati i poveri, i miti, gli af-
flitti e gli altri, a causa delle disposizioni profonde del loro
cuore ne dichiara «disgraziati» coloro che cercano di restitui-
re colpo su colpo: «Sepolcri imbiancati: all'esterno sono belli
a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di mortie di ogni pu-
tridume (Mt 23,27).
La gloria del Signore acompagnerà coloro che soddisfano i
bisogni degli indigenti, diceva Isaia, essa li fortificherà e il-
luminerà le tenebre nelle quali il peccato li aveva:sprofondati.
Il vangelo va oltre. I discepoli hanno già in loro la luce a
Dio. II bene che essi compiono li fa risplendere davanti agli
uomini, perché «rendano gloria al Padre che è nei cieli».
Di conseguenza, nessuna ricera dl pubblicita chiassosa, certa-
mene ton a beneficio del discepoli, ma neppure della loro
comunità e della stessa Chiesa La luce deve essere posta sul
lucerniere e non rivolta su se stessi! Come afferma Paolo, bi-
sogna lasclare tutto ll campo alla potenza dl Dio Su di essa
e non sulla reputazlone degli uominl o di una istituzione si
fonda la fede in un tempo in cui, in moli paesi, la Chiesa e
le comunità cristiane non godono più del prestigio di un tem-
po, il messaggio dell'apostolo è più che attuale.
antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostràti davanti a lui che.
che ci ha fatti
egli è il Signore nostro Dio.
colletta
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Si-
gnore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la
grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezio-
ne. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
0 Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è di-
stante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il ve-
ro spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instanca-
bili nella carità diventiamo luce e sale della terra. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Is 58,7-10
Accadeva al ritorno dall'esilio. I più forti si reinstallavano
nel paese senza preoccuparsi đei molti che vivevano in mi-
seria: affamati, senzatetto, sottoposti alle
peggiori vessazioni.
mene ton a beneficio del discepoli, ma neppure della loro
comunità e della stessa Chiesa La luce deve essere posta sul
lucerniere e non rivolta su se stessi! Come afferma Paolo, bi-
sogna lasclare tutto ll campo alla potenza dl Dio Su di essa
e non sulla reputazlone degli uominl o di una istituzione si
fonda la fede in un tempo in cui, in moli paesi, la Chiesa e
le comunità cristiane non godono più del prestigio di un tem-
po, il messaggio dell'apostolo è più che attuale.
antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostràti davanti a lui che.
che ci ha fatti
egli è il Signore nostro Dio.
colletta
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Si-
gnore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la
grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezio-
ne. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
0 Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è di-
stante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il ve-
ro spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instanca-
bili nella carità diventiamo luce e sale della terra. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Is 58,7-10
Accadeva al ritorno dall'esilio. I più forti si reinstallavano
nel paese senza preoccuparsi đei molti che vivevano in mi-
seria: affamati, senzatetto, sottoposti alle
peggiori vessazioni.
La vigorosa predicazione di Isaia conserva purtroppo
una tragica attualità in un'epoca in cui un'implacabile com-
petizione economica condanna un numero crescente di per-
sone alla miseria e produce persino dei «nuovi poveri».
una tragica attualità in un'epoca in cui un'implacabile com-
petizione economica condanna un numero crescente di per-
sone alla miseria e produce persino dei «nuovi poveri».
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Cosi dice il Signore: «Non consiste forse [jl digiuno che voglio
nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i mi-
seri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascu-
rare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimar-
ginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la glo-
ria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto
ed egli dirà: "Eccomi!" Se toglierai di mezzo a te l'oppressio-
ne, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore
all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le
tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
-Parola di Dio.
salmo responsoriale 111,4-5;6-7;8-9
Beati coloro la cui vita rifulge della luce di Dio!
RIT. Il giusto risplende come luce.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice Il'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.R/
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel SignoreR/.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s'innalza nella gloria.R/
Cosi dice il Signore: «Non consiste forse [jl digiuno che voglio
nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i mi-
seri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascu-
rare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimar-
ginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la glo-
ria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto
ed egli dirà: "Eccomi!" Se toglierai di mezzo a te l'oppressio-
ne, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore
all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le
tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
-Parola di Dio.
salmo responsoriale 111,4-5;6-7;8-9
Beati coloro la cui vita rifulge della luce di Dio!
RIT. Il giusto risplende come luce.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice Il'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.R/
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel SignoreR/.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s'innalza nella gloria.R/
seconda lettura 1Cor 2,1-5
Eloquenza
e sapienza umana possono valorizzare chi ne è
dotato e rendere persuasive le sue parole. Il predicatore del
vangelo non le disprezza, Ma deve farsi da parte di fronte
alla trascendenza del messaggio che annuncia, solo la for-
za dello Spirito e la potenza della croce sono in grado di con-
vertire i cuori.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al CORINZI
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annun-
ciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sa-
pienza, lo ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se
non Gesú Cristo, e Cristo crocifisso, Mi presentai a voi nella
debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola
e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi
di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua
potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sa-
pienza umana, ma sulla potenza di Dio. Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Gv 8,12
Alleluia, alleluia,
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Vangelo Mt 5,13-16
Fine dell'esordio del «discorso della montagna». La gioia di
coloro che hanno ricevuto il dono di poter partecipare al «re-
gno dei cieli» non faccia loro dimenticare la loro responsa-
bilità nel mondo presente! Con la loro condotta, essi devono
testimoniare, senza ostentazione ma senza timidezza, il sa-
pore del vangelo e la luce che esso diffonde dentro di loro.
DAL VANGELO secondo MATTEO
In quel tempo, Gesü disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale
della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si ren-
derà salato? A null' altro serve che ad essere gettato via e cal-Eloquenza
e sapienza umana possono valorizzare chi ne è
dotato e rendere persuasive le sue parole. Il predicatore del
vangelo non le disprezza, Ma deve farsi da parte di fronte
alla trascendenza del messaggio che annuncia, solo la for-
za dello Spirito e la potenza della croce sono in grado di con-
vertire i cuori.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al CORINZI
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annun-
ciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sa-
pienza, lo ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se
non Gesú Cristo, e Cristo crocifisso, Mi presentai a voi nella
debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola
e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi
di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua
potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sa-
pienza umana, ma sulla potenza di Dio. Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Gv 8,12
Alleluia, alleluia,
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Vangelo Mt 5,13-16
Fine dell'esordio del «discorso della montagna». La gioia di
coloro che hanno ricevuto il dono di poter partecipare al «re-
gno dei cieli» non faccia loro dimenticare la loro responsa-
bilità nel mondo presente! Con la loro condotta, essi devono
testimoniare, senza ostentazione ma senza timidezza, il sa-
pore del vangelo e la luce che esso diffonde dentro di loro.
DAL VANGELO secondo MATTEO
In quel tempo, Gesü disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale
della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si ren-
pestato dalla gente voi siete la luce del mondo; non puó re-
stare nascosta una città che sta sopra un monte, ne si accen-
de una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candela-
bro, e così fa luce a tutti quelli he sono nella casa, così
splenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vo-
stre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei
cieli, - Parola del Signore
preghiera
ll pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della no-
tra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna,
Per Cristo nostro Signore.
antifona
Rendiamo grazie al Signore
per la sua misericordia,
e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell'assetato
e ricolma di beni l'affamato.
oppure
Beati coloro che piangono, perché saranno consolati. Beati
coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno
saziati.
oppure
Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché veda-
no le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»,
O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo
calice, fa' che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia
frutti di vita eterna per la salvezza del mondo, Per Cristo nostro Signore.
Io ti renderò luce delle nazionl perché porti la mia salvezza fino al-
lestremità della terra (ls 49,6)
Comportatevi come i figli della luce (Ef 5,8).
Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a
una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere
come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita (Fil 2,15- 16).
Che cosa ci comandi quindi? Di vivere, facendo sfoggio delle nostre
buone opere e cercando gli onori? Assolutamente no; io non dico nul-
la del genere. Infatti, non ho detto: Cercate di mostrare le vostre ope-
re buone, e non ho detto neppure: « Fatene sfoggio", ma ho detto la
vostra luce brilli, cio: la vostra virtù sia eminente, la vostra fiam-
ma calda, la vostra luce splendente. Infatti, quando raggiunge que-
sto livello, la virtù non può restare nascosta, anche se colui che la pos-
siede facesse di tutto per mantenerla in ombra. Tenete quindi davanti
a loro una condotta irreprensibile ed essi non avranno alcun serio mo-
tivo di accusarvi; ma, anche se aveste migliaia di accusatori, nessu-
no potrà ricacciarvi nell'ombra. E il termine luce è ben scelto; infat-
ti, nulla mette tanto in luce
un uomo, anche se volesse passare del tut-
to inosservato, quanto lo splendore della virtù. Si direbbe che egli è
rivestito dei raggi del sole, ma è ancor più splendente, poiché, invece
di dirigere i suoi raggi verso la terra, egli attraversa persino il cielo.
(Giovanni Crisostamo, Omelie sul Vungelo di Matteo, 15,6-7)
l testimone che noi dobbiamo imitare e riprodurre è anche il crocifis-
so. Non esiste quindi vero apostolato senza sofferenza unita a quella
di Cristo, Verità austera, perchè la sofferenza unita a quella di Cristo.
Verità austera,perchè la sofferenza è una visitatrice che nessun
uomo ama guardare in faccia. Verita' dura, perchè scopre il vuoto
delle nostre giornate, piene forse di attivita' che noi chiamiamo
apostoliche, ma nelle quali la croce non ha avuto il suo posto. Ma verità
che bisogna accettare con tutto il proprio cuore se si vuole far
avanzare il regno di Dio. La sofferenza non deve certo ripiegare e chiude-
re il cristiano in se stesso. E, se si tratta del cristiano nel mondo, ab-
biamo detto che la sua testimonianza implica che agisca nel suo
ambiente.
Sottrarvisi indicherebbe che non si soffre cristianamente. Ma
to cristiano sono: testimoniare all'esterno nella propria vita e azione;
aggrapparsi,, non per costrizione, ma per amore, alla croce di Cristo.
(Y de Montcheuil, La conversione del mondo )
che bisogna accettare con tutto il proprio cuore se si vuole far
avanzare il regno di Dio. La sofferenza non deve certo ripiegare e chiude-
re il cristiano in se stesso. E, se si tratta del cristiano nel mondo, ab-
biamo detto che la sua testimonianza implica che agisca nel suo
ambiente.
Sottrarvisi indicherebbe che non si soffre cristianamente. Ma
la testimonianza è vuota se non si basa sulla partecipazione alla croce
di Cristo:. è solo, per riprendere unespressione di Paolo, il rumore
di un cembalo sonante. le due conmponenti inseparabili dell'apostola-to cristiano sono: testimoniare all'esterno nella propria vita e azione;
aggrapparsi,, non per costrizione, ma per amore, alla croce di Cristo.
(Y de Montcheuil, La conversione del mondo )





