sabato 31 gennaio 2026

s messa 8 febbraio



s messa 8 febbraio
Voi siete il sale della terra, la luce del mondo. Risplenda la
vostra luce davanti agli uomini. A prima vista, queste affer.-
mazioni sorprendono, Gesù ha appena dichiarato beati i  poveri
, i piccoli, perche' possiedono le chiavi del regno dei cieli
Ed ecco che bruscamente proclama in modo altrettanto cate-
gorico la loro emminente dignità e comanda loro addirittura di
farla risplendere fin d'ora agli occhi di tutti, mentre giungera'
poco dopo: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere
davanti agli uomini per essere da loro ammirati» (Mt 23,271

Quest'ultimo avvertimento riguarda l'ostentazione delle buo-
ne opere nella condotta individuale. Al contrario, globalmen-
te presi i discepoli, vengono paragonati a una «citta collocata
sopra un monte», Può darsi che non ogni finestra sia illumi-
nata, ma vi sono abbastanza lumicini perché la città attiri l'at-
tenzione dei viaggiatori. Si può certo aumentare artificial-
mente questo irraggiamento mediante dei proiettori che fan-
no figurare bene anche le case diroccate. Ma non è di questo
che qui si tratta, Gesû dichiara «beati i poveri, i miti, gli af-
flitti e gli altri, a causa delle disposizioni profonde del loro
cuore ne dichiara «disgraziati» coloro che cercano di restitui-
re colpo su colpo: «Sepolcri imbiancati: all'esterno sono belli
a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di mortie di ogni pu-
tridume (Mt 23,27).

La gloria del Signore acompagnerà coloro che soddisfano i
bisogni degli indigenti, diceva Isaia, essa li fortificherà e il-
luminerà le tenebre nelle quali il peccato li aveva:sprofondati.
Il vangelo va oltre. I discepoli hanno già in loro la luce a
Dio. II bene che essi compiono li fa risplendere davanti agli
uomini, perché «rendano gloria al Padre che è nei cieli». 
Di  conseguenza, nessuna ricera dl pubblicita chiassosa, certa-
mene ton a beneficio del discepoli, ma neppure della loro
comunità e della stessa Chiesa La luce deve essere posta sul
lucerniere e non rivolta su se stessi! Come afferma Paolo, bi-
sogna lasclare tutto ll campo alla potenza dl Dio Su di essa
e non sulla reputazlone degli uominl o di una istituzione si
fonda la fede in un tempo in cui, in moli paesi, la Chiesa e
le comunità cristiane non godono più del prestigio di un tem-
po, il messaggio dell'apostolo è più che attuale.

antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostràti davanti a lui che.
che ci ha fatti
egli è il Signore nostro Dio.

colletta
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Si-
gnore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la
grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezio-
ne. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
0 Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è di-
stante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il ve-
ro spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instanca-
bili nella carità diventiamo luce e sale della terra. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo..

prima lettura Is 58,7-10

Accadeva al ritorno dall'esilio. I più forti si reinstallavano
nel paese senza preoccuparsi đei molti che vivevano in mi-
seria: affamati, senzatetto, sottoposti alle
peggiori vessazioni. 
La vigorosa predicazione di Isaia conserva purtroppo
una tragica attualità in un'epoca in cui un'implacabile com-
petizione economica condanna un numero crescente di per-
sone alla miseria e produce persino dei «nuovi poveri».

 DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Cosi dice il Signore: «Non consiste forse [jl digiuno che voglio
nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i mi-
seri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascu-
rare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimar-
ginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la glo-
ria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto
ed egli dirà: "Eccomi!" Se toglierai di mezzo a te l'oppressio-
ne, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore
all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le
tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
-Parola di Dio.

salmo responsoriale 111,4-5;6-7;8-9

Beati coloro la cui vita rifulge della luce di Dio!

RIT. Il giusto risplende come luce.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice Il'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.R/

Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel SignoreR/.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s'innalza nella gloria.R/

seconda lettura 1Cor 2,1-5
Eloquenza
e sapienza umana possono valorizzare chi ne è
dotato e rendere persuasive le sue parole. Il predicatore del
vangelo non le disprezza, Ma deve farsi da parte di fronte
alla trascendenza del messaggio che annuncia, solo la for-
za dello Spirito e la potenza della croce sono in grado di con-
vertire i cuori.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al CORINZI

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annun-
ciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sa-
pienza, lo ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se
non Gesú Cristo, e Cristo crocifisso, Mi presentai a voi nella
debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola
e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi
di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua
potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sa-
pienza umana, ma sulla potenza di Dio. Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. Gv 8,12

Alleluia, alleluia,
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.

Vangelo Mt 5,13-16
Fine dell'esordio del «discorso della montagna». La gioia di
coloro che hanno ricevuto il dono di poter partecipare al «re-
gno dei cieli» non faccia loro dimenticare la loro responsa-
bilità nel mondo presente! Con la loro condotta, essi devono
testimoniare, senza ostentazione ma senza timidezza, il sa-
pore del vangelo e la luce che esso diffonde dentro di loro.

DAL VANGELO secondo MATTEO
In quel tempo, Gesü disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale
della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si ren-
derà salato? A null' altro serve che ad essere gettato via e cal-
pestato dalla gente voi siete la luce del mondo; non puó re-
stare nascosta una città che sta sopra un monte, ne si accen-
de una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candela-
bro, e così fa luce a tutti quelli he sono nella casa, così
splenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vo-
stre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei
cieli, - Parola del Signore

preghiera

ll pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della no-
tra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna,
Per Cristo nostro Signore.

antifona

Rendiamo grazie al Signore
per la sua misericordia,
e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell'assetato
e ricolma di beni l'affamato.

oppure
Beati coloro che piangono, perché saranno consolati. Beati
coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno
saziati.

oppure

Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché veda-
no le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»,

O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo
calice, fa' che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia
frutti di vita eterna per la salvezza del mondo, Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Io ti renderò luce delle nazionl perché porti la mia salvezza fino al-
lestremità della terra (ls 49,6)
Comportatevi come i figli della luce (Ef 5,8).
Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a
una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere
come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita (Fil 2,15- 16).


Che cosa ci comandi quindi? Di vivere, facendo sfoggio delle nostre
buone opere e cercando gli onori? Assolutamente no; io non dico nul-
la del genere. Infatti, non ho detto: Cercate di mostrare le vostre ope-
re buone, e non ho detto neppure: « Fatene sfoggio", ma ho detto la
vostra luce brilli, cio: la vostra virtù sia eminente, la vostra fiam-
ma calda, la vostra luce splendente. Infatti, quando raggiunge que-
sto livello, la virtù non può restare nascosta, anche se colui che la pos-
siede facesse di tutto per mantenerla in ombra. Tenete quindi davanti
a loro una condotta irreprensibile ed essi non avranno alcun serio mo-
tivo di accusarvi; ma, anche se aveste migliaia di accusatori, nessu-
no potrà ricacciarvi nell'ombra. E il termine luce è ben scelto; infat-
ti, nulla mette tanto in luce
un uomo, anche se volesse passare del tut-
to inosservato, quanto lo splendore della virtù. Si direbbe che egli è
rivestito dei raggi del sole, ma è ancor più splendente, poiché, invece
di dirigere i suoi raggi verso la terra, egli attraversa persino il cielo.
(Giovanni Crisostamo, Omelie sul Vungelo di Matteo, 15,6-7)

l testimone che noi dobbiamo imitare e riprodurre è anche il crocifis-
so. Non esiste quindi vero apostolato senza sofferenza unita a quella
di Cristo, Verità austera, perchè la sofferenza unita a quella di Cristo.
Verità austera,perchè la sofferenza è una visitatrice che nessun
uomo ama guardare in faccia. Verita' dura, perchè scopre il vuoto
 delle nostre giornate, piene forse di attivita' che noi chiamiamo
apostoliche, ma nelle quali la croce non ha avuto il suo posto. Ma verità
che bisogna accettare con tutto il proprio cuore se si vuole far
avanzare il regno di Dio. La sofferenza non deve certo ripiegare e chiude-
re il cristiano in se stesso. E, se si tratta del cristiano nel mondo, ab-
biamo detto che la sua testimonianza implica che agisca nel suo 
ambiente. 
Sottrarvisi indicherebbe che non si soffre cristianamente. Ma

la testimonianza è vuota se non si basa sulla partecipazione alla croce
 di Cristo:. è solo, per riprendere unespressione di Paolo, il rumore
di un cembalo sonante. le due conmponenti inseparabili dell'apostola-
to cristiano sono: testimoniare all'esterno nella propria vita e azione;
aggrapparsi,, non per costrizione, ma per amore, alla croce di Cristo.
(Y de Montcheuil, La conversione del mondo   )
 

lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.” 



martedì 30 gennaio 2018

Il dolore umano




 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica?
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica,
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con
te.” 

sabato 3 dicembre 2016

Regina degli Angeli


 Regina degli Angeli
Il mondo, a servizio di Satana, cieco spiritualmente, non vede la luce della purezza 
angelica della Madre mia.
Ma non è soltanto il mondo corrotto che giudica sinistramente la Vergine Madre. Ci
sono altri, che si dicono miei seguaci e purtroppo ci sono anche molti credenti  che
discutono e mettono in dubbio la perpetua verginità di Maria Santissima.
Come si può giungere a tale grado di cecità da certi Credenti? Costoro  che sono sordi alla mia voce ed a quella di mia Madre, ascoltano la voce di Satana, al cui servizio non lavorano? Sanno  essi chi sia Satana e cosa egli faccia  in quest’ora gravissima?
L’umanità va alla deriva. Può salvarla la  Madre mia, poiché questa è l’ora di Maria, segnata dalla Provvidenza. Il castigo collettivo sarebbe piombato sulla terra, se questa pietosissima Madre non avesse trattenuta la mia mano. E' proprio Satana che ha ingaggiato la battaglia contro la Madre del Cristo, nella speranza di avere molte prede. Tuttavia il principe delle tenebre sa bene chi sia la Vergine Madre e quale potenza Ella abbia in Cielo. I servitori di Satana e tutti i miei credenti ascoltino!
I credenti che danno scandalo, danno occasione di dubitare anche dell'esistenza di Dio. Ed è a questo che dobbiamo temere: allontanarsi da Dio.
 Noi dovemmo subire l’infelicità eterna,l’inferno, mentre nel mondo tanti e tanti arrivano a salvarsi malgrado tante ribellioni contro il loro Dio!... 
Riflettete, o credenti, sull’ultima affermazione di Satana: Strapperò molte anime a Dio: Se la Madre mia Maria fosse stata eletta prima che gli Angeli si fossero ribellati al Creatore, la sua potentissima intercessione avrebbero ottenuto misericordia!
Chi è questa Donna, davanti alla quale l’inferno ha paura? E' quella vergine purissima, che oggi il mondo vorrebbe allontanare.
Quali rapporti ci sono tra me e questa Donna?... Io venni al mondo per mezzo di Lei, fui nutrito per mezzo di Lei con il suo latte verginale. In tutta la vita, sino ai trentanni, fui accudito da Lei. Maria vergine fu il prezioso strumento della Redenzione del genere umano. In Maria e con Maria io vivo del suo sangue e della sua carne verginale nell’Ostia Consacrata e quando le anime mi ricevono, non sono sole, perché sono incorporato della vita della Madre mia.
Ecco tutto il grande poema, stupendo e mistico, vivente nella mia Chiesa! Senza la  Madre mia non potevo essere Gesù sulla terra; quindi, tutto si deve a questa purissima Regina Immacolata. Se un figlio affettuoso circonda di gratitudine e di amore la madre sua terrena, ed è un cuore limitato, quanto più dovrei  preocuparmi io, di vederla onorata, amata, glorificata e riparata, la Madre mia, Arca di Salvezza, canale di grazia, Corredentrice del genere umano? La Santissima Trinità, tutte le predilezioni che possono darsi a creatura! Il mistero del mio vivere nelle anime avviene sempre per mezzo della purissima mia Madre. Quanto è stupenda e luminosa la figura di questa Vergine, Trono e Tabernacolo di Dio Vivente!
Non c’e lingua umana ne angelica che possa degnamente tesserne le lodi!
Chi ama me, ama la Madre mia! Chi ama la Madre mia, ama me ed avrà vita sicura.
Maria mi portò al mondo e per mezzo di Lei vado alle anime.
E' Maria Vergine che mi conduce e che mi prepara i cuori ove fare la mia dimora.
E' troppo grande la Madre mia!... Guai agli infelici che osano gettare ombra sulla
purezza verginale di Colei che a in mano lo scettro di Regina degli Angeli!
Credenti, che mi ascoltate, riparate e fate riparare l’onore della Madre mia e vostra!

 da (noi amaria-google+)




Anime!...
Ciò che perisce è nulla; la materia giova solo per il tempo; è l’anima umana che
vale, perché durerà in eterno. La dimora sulla terra non avrebbe significato se le anime non fossero immortali. Ah, le anime!... Proprio le anime mi portarono sulla terra. Per amore di esse soffrii tanto quaggiù e per loro amore spirai sulla Croce, tutto martirizzato dalla testa ai piedi,  da sembrare un lebbroso. Lividure, piaghe  e Sangue per tutto il corpo e tutto questo per amore delle anime.
Il mio ideale è stato e sarà sempre la  salvezza delle anime.
Quale altro compito hanno tutti i miei credenti? Salvarsi e salvare!
Innanzi tutto si deve salvare l’anima propria, affare unico strettamente personale, poi si deve lavorare per salvare i fratelli.
La parabola dei talenti dovrebbe e far riflettere i credenti titubanti, poiché il servo
pigro fu gettato nelle tenebre esteriori nel pianto e stridore di denti.
Perché vi ho scelto fra innumerevoli creature e vi ho rivestiti della Dignità di credente?
 Forse per godere di più nella vita e per darvi al bel tempo?... Perché vi sono dati gli anni di vita, se non per trafficare  talenti ricevuti?...   '
Quale guadagno deve stare in cima ai vostri pensieri se non il  gran numero  di anime  credenti da salvare?
Qualè il frutto del vostro credere se non mi presentate di continuo anime?
     · 
Certi credenti sono troppo miseri, preoccupati solo di non cadere nella colpa grave;
quando riescono a stare un po’ in equilibrio per non cadere, credono poter stare tranquilli in coscienza. Errore grande! ;
Il primo passo di base, é di certo evitare il grave peccato. Ma questo non basta a nessuno, particolarmente ai credenti  i quali devono essere apostoli, sale e luce della terra . Più che preoccuparsi del male da fuggire ,devono preoccuparsi del bene da fare. Tralasciare il bene, quando se ne ha il dovere come credente in Dio, quando se ne ha il tempo  le circostanze lo permettono,è un peccato di omissione. 
Quante anime da istruire, da consigliare, da confortare! Quante persone cercano il  perdono di Dio! Quanti ammalati da visitare e moribondi da assistere! Quanti bambini da accudire per disporli alla vita cristiana! Quanti centri di lavoro da visitare per mettersi a contatto con schiere di operai dimentichi di Dio! E mentre i bisogni delle anime sono tanti dove sono e cosa fanno i cristiani credenti?
 Come occupano il ·tempo dedicato a Dio? in passatempi, visite pericolose prolungate... E le anime?... Sono li che aspettano chi spezzi loro il pane e non lo trovano! Lavorate credenti! Lavorano di più i nemici della mia Chiesa. E' tempo di svegliarsi e di rinnovarsi nello Spirito. Credenti ,così si serve un Dio, il Sommo Padrone che vi a dato i suoi talenti? Ad ogni credente `ho dato dei talenti, a 
chi uno, a chi due, a chi cinque. A chi più è stato dato, più sarà domandato.
Ho credenti ardenti di carità, assetati di anime; per loro tutto è nulla o ben poca cosa; per loro ciò che conta è la salvezza delle anime, di moltissime anime.
Ma se nel mondo ho migliaia di credenti zelanti, perché non possono essere tali le  altre decine di migliaia?
Meditate tutti sulla sorte toccata al servo pigro, che non fece fruttare il talento del padrone!
Nel giorno del rendiconto, quando i credenti pigri vedranno tante anime dannarsi per loro indifferenza,
comprenderanno il grande male fatto a loro stessi ed ai fratelli, sottraendo la gloria di Dio.
Si rimedi mentre se ne ha il tempo!
da ( noi amaria-google+ )

giovedì 6 ottobre 2016

Mia Madre ( Maria )

Mia Madre ( Maria )
Beati i puri di cuore! - dissi un giorno sulla terra. Ma il mondo, mio nemico, non vuol saperne; si arrotola nel fango e si avventa contro tutto ciò che sa di purezza.
Menti malsane, oggi piú che in altro tempo, hanno preso di mira la purezza verginale della Madre mia, mettendola a livello delle altre donne.
Quale insulto per la Regina del Cielo e quale dolore per me! Anche il mio Padre Putativo, il castissimo Giuseppe, è coinvolto da questa ondata di fango diabolica.
Mia Madre fu purissima prima del parto. Isaia preannunziò secoli innanzi che io sarei nato da Vergine.
Fu purissima dopo il parto e lo dimostra la Tradizione Autentica della Chiesa, comprovata dalla sana Cristianità, dai Concili e dal Magistero dei Papi.
Lo dimostra anche e specialmente la risposta data a Gabriele all'annunzio di divenire madre: « Come avverrà ciò, poiché non conosco uomo?
 il che significa che non intendeva conoscerne, perché, se avesse voluto vivere la vita comune delle altre donne, non avrebbe data all'Angelo quella risposta, ma avrebbe detto senz'altro: Accetto di divenire madre!
Fu purissima la Madre mia, Terreno eletto e preparato per germogliare me, Giglio delle valli. Dava il latte a me, Uomo-Dio; era interrottamente in intimità con il Re della gloria ed i suoi pensieri erano rivolti al Cielo e non alla terra.
Gli Angeli aleggiavano sulla Casa di Nazareth, adorando me e benedicendo la Madre di un Dio Umano, scelta dalla Sacrosanta Trinità ad essere la Regina dei vergini, la Vergine per eccellenza.
Se nel mondo ho schiere di anime vergini, che si sono legate a me con voto, anime con le conseguenze della colpa originale, eppure sono veri Angeli in carne, perché dubitare della perenne verginità della Madre mia, esente dalla colpa di origine, Capolavoro della Onnipotenza di un 
Dio, dotata di oceano di grazia, Creatura Eccellentissima da ecclissare la virtú delle anime piú elette, Faro luminoso dell'umanità, risplendente piú che il sole nel firmamento?
La Vergine Madre fu sempre Giglio candidissimo, profumato per inebriare me e la Corte Celeste.