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s messa 18 ottobre
Nel «calendario dei santi» si trovano anche dei re e delle re-
gine e alcuni grandi uomini di Stato, ma ben pochi apparten-
gono alla storia moderna. La Chiesa, infatti, non si affretta a
canonizzare personalità del genere, anche nel caso in cui sia-
no state ammirevoli. Alle prese con situazioni complesse, con
la diversità delle opinioni religiose e di altra natura, a solle-
citazioni di ogni genere che non riescono a dominare, molti
responsabili, soprattutto quelli odierni, sono indotti a
prendere decisioni che, a volte, si allontanano piû o meno dal-
I'ideale evangelico. Comunque anche a loro riguardo, come
nel caso delle persone piū umili, il giudizío della Chiesa tiene
conto unicamente della cosiddetta «eroicità delle virtü», Ma
è accaduto che, coscientemente o meno, un «re sia stato, al
suo tempo, uno strumento nelle mani di Dio. La cosa appare
chiaramente solo in un secondo momento. Cosi Isaia evoca
I'azione del «re Ciro», pur non dimenticando di ricordare che
il vero Signore è solo Dio.
Bisogna quindi guardarsi dal considerare chicchessia come un
vero «uomo della provvidenza» al quale sottomettersi cieca-
mente. La stima di cui legittimamente si circonda colui che de-
tiene il potere impone una sana vigilanza e sorveglianza .
Nel «calendario dei santi» si trovano anche dei re e delle re-
gine e alcuni grandi uomini di Stato, ma ben pochi apparten-
gono alla storia moderna. La Chiesa, infatti, non si affretta a
canonizzare personalità del genere, anche nel caso in cui sia-
no state ammirevoli. Alle prese con situazioni complesse, con
la diversità delle opinioni religiose e di altra natura, a solle-
citazioni di ogni genere che non riescono a dominare, molti
responsabili, soprattutto quelli odierni, sono indotti a
prendere decisioni che, a volte, si allontanano piû o meno dal-
I'ideale evangelico. Comunque anche a loro riguardo, come
nel caso delle persone piū umili, il giudizío della Chiesa tiene
conto unicamente della cosiddetta «eroicità delle virtü», Ma
è accaduto che, coscientemente o meno, un «re sia stato, al
suo tempo, uno strumento nelle mani di Dio. La cosa appare
chiaramente solo in un secondo momento. Cosi Isaia evoca
I'azione del «re Ciro», pur non dimenticando di ricordare che
il vero Signore è solo Dio.
Bisogna quindi guardarsi dal considerare chicchessia come un
vero «uomo della provvidenza» al quale sottomettersi cieca-
mente. La stima di cui legittimamente si circonda colui che de-
tiene il potere impone una sana vigilanza e sorveglianza .
Cosi hanno sempre fatto i profeti. A chi pretendeva di
realizzare il regno di Dio, essi dicevano: «No! Tu non sei il mes-
sia che deve venire a instaurare il regno promesso!». Bisogna
evitare quindi ogni confusione fra il cielo e la terra, fra la città
terrena e la città celeste.
Un altro errore consiste nel dire: Bisogna scegliere:o Dio o
Cesare: ciò che si dà all'uno si sottrae all'altro». Questo modo
di parlare è raramente privo di secondi fini. Si invocanoi do-
realizzare il regno di Dio, essi dicevano: «No! Tu non sei il mes-
sia che deve venire a instaurare il regno promesso!». Bisogna
evitare quindi ogni confusione fra il cielo e la terra, fra la città
terrena e la città celeste.
Un altro errore consiste nel dire: Bisogna scegliere:o Dio o
Cesare: ciò che si dà all'uno si sottrae all'altro». Questo modo
di parlare è raramente privo di secondi fini. Si invocanoi do-
veri nei riguardi di Cesare per sottrarsi a quelli nei riguardi di
Dio o viceversa, quando non addirittura a fasi alterne, a se-
conda delle convenienze, degli interessi del momento. Gesū e '
tassativo: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare», Anche
la Chiesa ha sempre insegnato i doveri civici e pregato per i
governanti, anche quando la perseguitavano. Ma il culto è do-
vuto solo al Signore.
Fatta chiarezza su questo punto, ciascuno deve lavorare con
coraggio e fiducia per introdurre la fede, la speranza e l'amore
nel mondo, cosi com'è, convinto che il vangelo è «potenza di
Dio e azione dello Spirito Santo».
antifona d'ingresso Sal 16,6-8
Io ti invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.
colletta
]Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e
fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purez-
za di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrec-
ciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di
noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di
tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'uma-
nità intera riconosca te solo come unico Dio.
conda delle convenienze, degli interessi del momento. Gesū e '
tassativo: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare», Anche
la Chiesa ha sempre insegnato i doveri civici e pregato per i
governanti, anche quando la perseguitavano. Ma il culto è do-
vuto solo al Signore.
Fatta chiarezza su questo punto, ciascuno deve lavorare con
coraggio e fiducia per introdurre la fede, la speranza e l'amore
nel mondo, cosi com'è, convinto che il vangelo è «potenza di
Dio e azione dello Spirito Santo».
antifona d'ingresso Sal 16,6-8
Io ti invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.
colletta
]Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e
fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purez-
za di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrec-
ciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di
noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di
tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'uma-
nità intera riconosca te solo come unico Dio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Is 45,1.4-6
Un re pagano «inviato» da Dio? Si, nel senso che, senza sa-
perlo, è stato lo strumento del suo disegno. Ma il solo vero
padrone della storia della salvezza è il Signore.
prima lettura Is 45,1.4-6
Un re pagano «inviato» da Dio? Si, nel senso che, senza sa-
perlo, è stato lo strumento del suo disegno. Ma il solo vero
padrone della storia della salvezza è il Signore.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Dce il Signore del suo eletto, di Ciro: io l'ho preso per ladestra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere
le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti
delle porte e nessun portone rimarrā chiuso. Per amore di
Giacobbe, mio servo, e d'israele, mio eletto, io ti họ chiama-
to per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi cono-
sca. lo sono il Signore e non cè alcun altro, fuori di me non
c'ề dio, ti renderò pronto all'azione, anche se tu non mi co-
nosci, perche' sappiano dall'oriente e dall'occidente che non
c'è nulla fuori di me. lo sono il Signore, non ce n'e altri, Parola di Dio.
salmo responsoriale 95,1.3; 4-5; 7-8; 9-10ac
Nessun altro dio all'infuori di Dio: glorioso, grande, lodato,
temibile, creatore, santo, re, giusto.
RIT. Grande è il Signore e degno di ogni lode.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie./R
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tuti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i ciell./R
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri./R
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo,
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «ll Signore regna!»
Egli giudica i popoli con rettitudine./R
seconda lettura. 1Ts 1,1-5b
Il primo di cingue passi letti a partire da oggi del più anti-
co fra gli scritti del Nuovo Testamento: solo una ventina
d'anni dopo la morte di Cristo. Una comunità cristiana
quella di Tessalonica, viene già chiamata «Chiesa, L'ade-
sione in opere al messaggio evangelico (la fede), la pratica
del «comandamento nuovo» (la carità), la ferma fiducia nel-
le promesse divine e il desiderio di vederle realizzate (spe-
ranza) caratterizzano ogni comunità ecclesiale che vive sot-
to l'egida del Padre e del Figlio, animata dallo Spirito.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO
co fra gli scritti del Nuovo Testamento: solo una ventina
d'anni dopo la morte di Cristo. Una comunità cristiana
quella di Tessalonica, viene già chiamata «Chiesa, L'ade-
sione in opere al messaggio evangelico (la fede), la pratica
del «comandamento nuovo» (la carità), la ferma fiducia nel-
le promesse divine e il desiderio di vederle realizzate (spe-
ranza) caratterizzano ogni comunità ecclesiale che vive sot-
to l'egida del Padre e del Figlio, animata dallo Spirito.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO
APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Paolo, e Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è
in Dio Padre e nel Signore Gesů Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nel-
le nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'ope-
rosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fer-
mezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,
davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati
da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti,
non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma an-
che con la potenza dello Spirito Santo e con profonda con-
vinzione. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Vangelo Mt 22,15-21
Anche quando non la si pone per tendere un tranello al pro-
prio interlocutore, la domanda «Dio è Cesare?» è sempre più
o meno fonte di imbarazzo e non consente alcuna facile ri-
sposta.
Tale sembra essere invece la risposta categorica di
Gesù. Il frequente ricorso alla sua risposta per preconizzare
Paolo, e Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è
in Dio Padre e nel Signore Gesů Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nel-
le nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'ope-
rosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fer-
mezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,
davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati
da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti,
non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma an-
che con la potenza dello Spirito Santo e con profonda con-
vinzione. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Vangelo Mt 22,15-21
Anche quando non la si pone per tendere un tranello al pro-
prio interlocutore, la domanda «Dio è Cesare?» è sempre più
o meno fonte di imbarazzo e non consente alcuna facile ri-
sposta.
Tale sembra essere invece la risposta categorica di
Gesù. Il frequente ricorso alla sua risposta per preconizzare
o giustificare comportamenti contrapposti stimola una con-
siderazione piu approfondita. Cesare e Dio non sono sullo
stesso livello. Si devono rendere all'imperatore gli obblighi
che gli sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si de-
vono a Dio, il Signore che non ha uguali.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per
vedere come cogliere in fallo Gesû nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani,
a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via
di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, per-
chế non guardi in faccia a nessuno. Dungue, di' a noi il tuo
parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «lpocriti, per-
chế volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tri-
buto». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' lo-
ro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli rispo-
sero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio»,- Parola del Signore.
preghiera
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare per-
ché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi princi-
pio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farci sopravvivere in tempo di fame.
oppure Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che
è di Dio»,
che gli sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si de-
vono a Dio, il Signore che non ha uguali.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per
vedere come cogliere in fallo Gesû nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani,
a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via
di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, per-
chế non guardi in faccia a nessuno. Dungue, di' a noi il tuo
parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «lpocriti, per-
chế volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tri-
buto». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' lo-
ro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli rispo-
sero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio»,- Parola del Signore.
preghiera
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare per-
ché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi princi-
pio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farci sopravvivere in tempo di fame.
oppure Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che
è di Dio»,
preghiera
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto
pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nel-
la vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futu-
ri. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e con-
cepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la sag-
gezza di Dio era in lui per render giustizia (1Re 3,28).
La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e
tutta la saggezza dell'Egitto. Egli fu veramente più saggio di tutti..,
il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi (1Re 5,10-11).
Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tas-
sa per il tempio e gli dissero: «ll vostro maestro non paga la tassa
per il tempio?». Rispose: «Si», Mentre entrava in casa, Gesù lo pre-
venne dicendo: «Che o cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da
chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?»
(Mt 17,24-25).
Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicate-
lo voi stessi (At 4,19).
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29).
Ricorda loro di esser sottomesi ai magistrati e alle autorità, di ob-
bedire, di essere pronti per ogni opera buona (Tt 3, 1).
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore:
sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per
punire i malfattori e premiare i buoni (1Pt 2,13-14).
Dobbiamo concedere certe cose al corpo, un tributo a Cesare a se-
conda dei casi, cioè nella misura richiesta. Ma le cose che riguar-
dano la natura delle nostre anime, cioè quelle che conducono alla
virtù, bisogna offrirle a Dio.
(Origene, Catena aurea)
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto
pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nel-
la vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futu-
ri. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e con-
cepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la sag-
gezza di Dio era in lui per render giustizia (1Re 3,28).
La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e
tutta la saggezza dell'Egitto. Egli fu veramente più saggio di tutti..,
il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi (1Re 5,10-11).
Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tas-
sa per il tempio e gli dissero: «ll vostro maestro non paga la tassa
per il tempio?». Rispose: «Si», Mentre entrava in casa, Gesù lo pre-
venne dicendo: «Che o cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da
chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?»
(Mt 17,24-25).
Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicate-
lo voi stessi (At 4,19).
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29).
Ricorda loro di esser sottomesi ai magistrati e alle autorità, di ob-
bedire, di essere pronti per ogni opera buona (Tt 3, 1).
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore:
sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per
punire i malfattori e premiare i buoni (1Pt 2,13-14).
Dobbiamo concedere certe cose al corpo, un tributo a Cesare a se-
conda dei casi, cioè nella misura richiesta. Ma le cose che riguar-
dano la natura delle nostre anime, cioè quelle che conducono alla
virtù, bisogna offrirle a Dio.
(Origene, Catena aurea)




