sabato 31 gennaio 2026

S Messa 28 giugno





s messa 28 giugno
L'ultima parte del capitolo10 del Vangelo di Matteo, comu-
nemente intitolato «discorso apostolico» o «discorso della mis-
sione, riguarda in primo luogo gli inviati del Signore, ma più
in generale tutti i discepoli.

Non preferire assolutamente nulla e nessuno al Cristo, nep-
pure il padre o la madre, il figlio o la figlia». Per rispondere
all'appello del Signore, e durante la loro missione, gli inviati
potranno essere costretti a distacchi che nessuno accetta sen-
za una violenta discussione interiore: Dio chiede veramente
di giungere fin li? Esige veramente simili sacrifici? Spesso, do-
vranno affrontare anche quanti li esortano ad essere ragio-
nevoli, Sono evidentemente situazioni limite. Ma capita che
ai semplici fedeli la fede richieda spesso scelte eroiche e, piü
comunemente, un'intera vita di rinunce quotidiane.

Il vangelo non insegna certamente che i cristiani debbano
sempre scegliere ciò che contrasta con le aspirazioni e con i
sentimenti più radicati nella natura umana. Ma, a partire dal
battesimo, partecipazione alla Pasqua di morte-risurrezione
del Cristo, la vita cristiana è segnata con il marchio indelebi-
le della croce.

Ognuno deve «prendere la sua croce». E evidentemente un'im-
magine: non si tratta di addossarsi la croce di Cristo come fe-
ce Simone di Cirene. Ma l'espressione ha anche un senso mol-
to reale e concreto: le scelte imposte dalla fede possono es-
sere veramente crocifiggenti.

Viene poi la condotta da tenere nei riguardi degli inviati di
Dio, dei giusti, dei discepoli. Gesù si identifica con ciascuno
di loro. Questa dichiarazione ha una portata molto ampia:
non riguarda solo l'accoglienza degli inviati «ufficiali» del Si-
gnore. Nel giorno del giudizio, ognuno sarà ammesso nel re-
gno in base a ciò che avrà fatto ai piccoli, senza distinzione:
«L'avete fatto a me (Mt 25,31-46).

Noi non abbiamo visto il Cristo nel quale crediamo. Ma ab-
biamo la grazia di incontrarlo, accogliendo i suoi inviati e tut-
ti coloro con i quali egli si identifica. 

antifona d'ingresso
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.

colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di ado-
zione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma re-
stiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il
nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spiri-
to, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pron-
ti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la
speranza del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura 2Re 4,8-11.14:16a

Un breve passo dei fioretti di Eliseo, il cui nome significa
«Dio aiuta»: ricompensa divina concessa a una donna di Su-
nem che, senza aspettarsi nulla in cambio, ha accolto e ospi-
tato un profeta «come profeta, come dice il vangelo.

DAL SECONDO LIBRO DEI RE
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era un'illustre don-
na, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che
passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «lo so che è un uomo di Dio, un santo, co-
 ui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza su-
periore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una se-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,

salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.

RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.

Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/

seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
ui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza su-
periore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una se-
dia e un candeliere; cosi, venendo da noi, vi si potrà ritirare.
Un giorno che passo' di li, si ritiro' nella stanza superiore e si
corico'. Eliseo (disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si puo fare
per lei?», Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito
è vecchio», Eliseo disse: «Chiamala», La chiamo', ella si
fermo sulla porta, Allora disse: «L'anno prossimo, in questa
stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia,
Parola di Dio,

salmo responsoriale 88,2-3;16-17;18-19
Dio dona forza e vigore a coloro che accolgono i suoi inviati
e li ricompensa oltre misura.

RIT. Canterò per sempre l'amore del Signore.

Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «E un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».-R/

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.R/

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'lsraele.R/

seconda lettura Rm 6,3-4.8-11
Paragonata alla sepoltura, al passaggio nel sepolcro dal
quale Cristo è risorto, l'immersione battesimale, partecipa-
zione sacramentale alla Pasqua del Signore, vi ha fatti pas-
sare dalla morte alla vita. Camminate quindi nella nuova
vita, alla quale siete stati risuscitati.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al ROMANI
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cri-
sto Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme
a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai mor-
ti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo
camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo
con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più:
la morte non ha più potere su di lui.
Infatti egli morì, e mori per il peccato una volta per tutte:
ora invece vive, e vive per Dio. Cosi anche voi considerate-
vi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesü. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf 1Pt 2.9
Alleluia, alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le opere ammirevoli di colui
che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Vangelo Mt 10,37-42
Sacrificare tutto, fino alla vita: ciò che Gesù chiede a coloro
che invia corrisponde a ciò che ha fatto lui stesso per com-
piere la sua missione. Fra loro e lui vi è una relazione ana-
loga a quella che lo unisce al Padre. Chiunque li accoglierà
quando saranno scacciati a causa del loro ministero, o
quando si troveranno nel bisogno, riceverà una ricompensa
identica alla loro. Anzi, si garantisce che, nel giorno del giu-
dizio, si terrà conto anche della minima assistenza prestata
al più piccolo dei discepoli,
nell'amore, portiamo frutti che rimangano per sempre, Per
Cristo nostro Signore.

sviluppie 
Abrano alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi pre-
so di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della ten-
da e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato
grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo
(Gen 18,2-3).

In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se ci sia
qualche persona degna, e li rimanete fino alla vostra partenza
(Mt 10,11).

Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, acco-
glie me (Mt 18,5). oo

Gesù gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in
colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha man-
dato» (Gu 12,44-45).

In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò,
aecoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato
(Gu 13,20).

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato
me, anch'io mando voi» (Gu 20,21)

Mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù (Gal 4,14).

Cosi, colui che riceve gli apostoli riceve il Cristo. Ora, colui che ri-
ceve il Cristo, riceve Dio suo Padre, poiché negli apostoli egli non
riceve nient'altro che ciò che è nel Cristo, e nel Cristo non vi è
nient'altro che ciò che è in Dio. In base a questo concatenamento del-
le grazie, ricevere gli apostoli è ricevere Dio, poiché il Cristo abita
in essi e Dio abita nel Cristo. 
(lario di Poitiers, Sulla Trinità)

Il termine che spiega tutta la vita apostolica, fino all'eroismo, è il
termine «amore»; «Chi ama il padre o la madre o il fratello o la so-
rella più di me non è degno di me» (Mt 10,37). Lamicizia forte del
padre, la tenerezza della madre, l'amicizia dolce dei fratelli e del-
le sorelle, tutte le amicizie: Gesiù vuole tutto dai suoi apostoli. Se ci 
vuole eroici è perché ci ama e noi l'amiamo: sa che non potremmo
essere felici, amandolo, se l'amore non ci facesse salire fino a lui.
Ciò che caratterizza quest'amore è il fatto di spingerci a somiglianza
e all'amico e al maestro. Lideale del discepolo è quello di diven-
tare comne il maestro, di essere trattato come lui, di pensare come
lui; il discepolo assume i comportamenti del maestro, «E' sufficien-
te per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il
suo padrone (Mt 10,25).
(L.Cerfaux,il discorso missionario nel Vangelo di Matteo) 

s messa 5 luglio
«Corro per la via dei tuoi comandamenti» (Sal 118,32). Oue-
sta esclamazione è il grido di un uomo che conosce per espe-
rienza la gioia della fedeltà perseverante alla legge di Dio. Es-
sa dilata il cuore. Si respira a pieni polmoni l'aria pura della
vera libertà sui sentieri in salita, stretti, a volte ardui, trac-
ciati dalla parola del Signore. Per avanzare occorre la vigi-
lanza di ogni istante. Ma, al termine della salita, la scoperta
di un meraviglioso orizzonte ripaga ampiamente lo sforzo
compiuto. Colui che guida per questi scoscesi sentieri è un re
«giusto, vittorioso e umile», che invita tutti i popoli a entrare
nel suo regno, dove regna la pace per sempre.

Quando Gesü è venuto, i saggi e i sapienti hanno cominciato
a discutere senza fine, a contestare il suo insegnamento, sen-
za comprendere che egli portava a compimento le Scritture.I
piccoli e gli umili invece hanno istintivamente riconosciuto in
lui colui che annunciavano i profeti. Egli parlava con autorită
dei segreti e della volontà di Dio. Diceva: Venite a me, voi
tutti, che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorerò». La buo-
na novella che predicava non aboliva la legge antica, ma la
rinnovava, liberandola dalle interpretazioni che la appesanti-
vano inutilmente. I piccoli e gli umili, i deboli possono por-
tarne il peso, perché la sua prima e ultima parola è amore.
Vedendoli fare ressa attorno a lui, Gesù non riesce a tratte-
nere l'azione di grazie che sale dal suo cuore. La sua lode at-
testa la sua intimità con il «Signore del cielo e della terra», al
quale egli si rivolge con I'appellativo familiare di «Padre», Que-
sta preghiera filiale mostra indirettamente che su di lui ripo-
sa in pienezza lo Spirito promesso a tutti.
 E lo Spirito a liberare i discepoli dalla schiavitü delle cattive
inclinazioni, dal potere della «carne», come dice Paolo. Lo Spi-
rito concede la forza necessaria per lottare contro i suoi ri-
netuti assalti e introduce nella vita eterna coloro che, la-
sciandosi guidare da lui, «fanno morire» in se stessi le opere del corpo»
Beato chi accoglie giosamente questa rivelazione e la con-
serva nel suo cuore! Renda grazie al Padre e proclami senza
fine la sua lode!

antifona d'ingresso  Sal.47,10-11
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia
in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
cosi la tua lode si estende ai confini della terra: di giustizia è piena la tua destra.

colletta
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'u-
manità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pa-
squale,
perché, liberi dall'oppressione della colpa, parteci-
piamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Dio, che ti riveli ai piccoli e doni ai miti l'eredità del tuo
regno, rendici poveri, liberi ed esultanti, a imitazione del
Cristo tuo figlio, per portare con lui il giogo soave della cro-
ce e annunziare agli uomini la gioia che viene da te. Per il
nostro Signore Gesù Cristo...

prima lettura Ze 9,9-10
Ognuno si rallegri senza riserve per la venuta del re-messia:
egli reca la pace a tutti i popoli; nel suo corteo trionfale non
vi è un solo strumento di guerra: non è seduto su un mae-
stoso cavallo, ma su un pacifico asino.

DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARİA
Cosi dice il Signore: «Esulta grandemente, figlia di Sion, giu-
bila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è
giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina.
Farà sparire il carro da guerra da Efraim e il cavallo da Ge-
rusalemnme, l'arco di guerra sarầ spezzato, annuncerà la pa-
ce alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiu-
me fino ai confini della terra». - Parola di Dio.

salmo responsoriale 144,1-2; 8-9;10-11;13cd-14
Lode a Dio: egli regna con tenerezza e bontà, fedele a servi-
zio degli umili!

RIT. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre./R

Misericordioso e pietoso è il Signore
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature./R

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza./R

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
I| Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto./R 

seconda lettura Rm 8,9.11-13
Nel vocabolario di Paolo, la «carne» indica non il corpo in
contrapposizione all'anima, ma ciò che trascina l'uomo al
peccato e conduce alla morte. Il cristiano ha un corpo mor-
tale come tutti gli altri. Ma, a partire dal battesimo, lo Spi-
rito abita in lui. Egli è quindi in grado di resistere vittorio-
samente alle tendenze della «carne». Se non si lascia nuo-
vamente dominare dai disordini del peccato, sarà progres-
sivamente invaso dalla pienezza di vita del Cristo risorto.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spi-
rito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qual-
cuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spi-
rito di Dio, che ha risuscitato Gesů dai morti, abita in voi, co-
lui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vo-
stri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Cosi dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne,
per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete se-
condo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate
morire le opere del corpo, vivrete. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Vangelo Mt 11,25-30
Nel corso della sua predicazione, Gesù ha conosciuto insuc-
cessi e opposizioni; si è scontrato con l'incomprensione di
molti. Ma c'erano i «piccoli», coloro che egli ha dichiarato
«beati». La loro accoglienza ha ampiamente compensato il
rifiuto degli altri. Nell'azione di grazie, Gesù attribuisce a
Dio, suo «Padre», «l'intelligenza» che dimostrano i semplici.
Essi sanno che il vangelo è inseparabile da rinunce e costo- 
si sacrifici: quelli dell'amore, che non può essere detto
«giogo, un fardello che schiaccia, poiché l'amore libera

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesû disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del
cielo e della terra, perchë hai nascosto queste cose ai sapienti
e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sİ, o Padre, perchế cosi
hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal
Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nes-
suno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio
vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò
ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vo-
stra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.

preghiera
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo
nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la
vita nuova nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

antifona Sal. 33,9
Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia. 

oppure Mt 11,28
Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi: io vì
ristorerò, dice il Signore.

preghiera 
O Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni del-
la tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della sal-
vezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Gloria e lode a te, Dio dei miei padri, che mi hai concesso la sa-
pienza e la forza, mi hai manifestato ciò che ti abbiamo doman-
dato e ci hai illustrato la richiesta del re (Dn 2,23).

Su chi volgerò lo sguardo? Sull'umile e su chi ha lo spirito contri-
to e su chi teme la mia parola (Is 66,2).

Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi or-
dini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel
giorno dell'ira del Signore (Sof 2,3).

Farò restare in mezzoa te un popolo umile e povero; confiderà nel
nome del Signore (Sof 3, 12).

Ti glorificherò, Signore mio re, ti loderò, Dio mio salvatore; glori-
ficherò il tuo nome (Sir 51,1).

Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Fglio unigenito, che è nel se-
no del Padre, lui lo ha rivelato (Gu 1,18).

Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al
tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, per-
ché egli ha cura di voi (1Pt 5,6-7).  


 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.”