sabato 31 gennaio 2026

S Messa 4 ottobre






 s messa 4 ottobre
Curioso alberello, la vite! || suo legno non serve a nulla. Bi-
sogna tagliarla ogni anno. |l suo frutto resta incerto fino al
giorno della vendemmia. Basta una grave malattia e il vi-
gnaiolo perde in un batter d'occhio l'intera vigna di uve pre-
giate che aveva circondato di amorevoli cure e di cui andava
fiero. Si comprende allora perchế i profeti e i salmisti ricor-
rano allimmagine della vite per evocare il popolo di Dio, la
sollecitudine del Signore nei suoi riguardi e i sentimenti che
prova quando non vi trova il frutto che si aspettava. Una stra-
ziante poesia del libro di Isaia, «il canto della vigna», esprime
questa delusione. D'altra parte, nel Vangelo di Matteo, si leg-
ge una parabola che mette in scena il proprietario di una vi-
gna e i suoi operai.

Raccontandola, Gesū si riferiva direttamente a coloro che, al
suo tempo, erano stati costituiti sovrintendenti della pro-
prietā che appartiene a Dio. Ma diversi tratti del «discorso ec-
clesiastico o comunitario» del Vangelo di Matteo (Mt 18) e il
modo in cui vengono riferite le severe invettive di Gesù con-
tro gli scribi (Mt 23) inducono a ritenere che l'evangelista pen-
sasse anche ai capi della comunità cristiana. Già allora, come
sempre nella storia della Chiesa, alcuni si comportavano in
modo detestabile: erano pieni di pretese, ricercavano più gli
onori che l'umile servizio, si comportavano come padroni, e
non come semplici sovrintendenti, della vigna, si mostravano
aggressivi verso gli inviati del padrone che li richiamavano ai loro doveri.

La cosa riguarda anche i membri della comunità. Anch'essi
devono cercare e promuovere, nella Chiesa, «tutto quello che
è vero, nobile, amabile, onorato, quello che è virtū», come
dice Paolo. I loro capi sono stati costituiti per guidarli e sti-
molarli in questa ricerca mediante l'insegnamento e l'esem-
pio. Devono poter contare su tutti per comportarsi come so-
vrintendenti fedeli. Bisogna quindi osare riprenderli umil-
mente e caritatevolmente, rendendo loro il servizio della
«correzione fraterna» (vangelo della ventitreesima domeni-
ca). Ma bisogna anche pregare Dio di inviare dei buoni ope-
rai nella sua vigna, favorire l'impegno dei candidati chiama-
ti all'esercizio di questo ministero, essere personalmente
pronti a rispondere all'appello del Signore. Non dimenti-
chiamoci, inoltre, che Gesů ha detto: «lo sono la vite, voi tralci» (Gv 15,5).

antifona d'ingresso Est 13,9, 10-11
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno puo re-
sistere al tuo volere. Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la
terra e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse; tu sei il Si-
gnore di tutto l'universo.

colletta
O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo
popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su
di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza te-
me e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il
nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
Padre giusto e misericordioso, che vegli incessantemente
sulla tua Chiesa, non abbandonare la vigna che la tua de-
stra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di
scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti
frutti abbondanti di vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

.prima lettura Is 51.7
Forse canto popolare di un vignaiolo amante della sua vi-
gna incredibilmente ingrata, questo lamento è quello del Si-
gnore dell'universo, il cui popolo scelto ha prodotto l'iniquità
invece della giustizia che ci si attendeva.

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAİA
Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d'amore per la
sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un ferti-
le colle. Egli l'aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi ave-
va piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una tor-
re e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi
giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora al-
la mia vigna che io non abbia fatto? Perche, mentre attende-
vo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere cio che sto per fare alla mia vigna:
togliero' la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il
suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; al-
le nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d'lsraele:
gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si
aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attende-
va rettitudine ed ecco grida di oppressi. - Parola di Dio.

salmo responsoriale 79,9.12; 13-14; 15-16; 19-20
Ci siamo allontanati dal Signore: egli ci faccia ritornare a lui!

RIT, La vigna del Signore è la casa d'israele.

Hai sradicato una vite dall'Egitto,
hai scacciato le genti e l'hai rapinata
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.  /R 

 Perche' hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco 
e vi pascolano le bestie della campagna./R
Dio degli eserciti, ritorna!.
Guada dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato, 
il figlio dell'uomo che per te hai reso forte./R

Da te mai più ci allontaneremo,
facci  rivivere e noi invocheremo il tuo nome. 
Signore, Dio degli eserciti, fa' che ritorniamo, 
fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi./R

seconda lettura Fil 4,6-9
Senza minimezzare le preoccupazioni della vita al punto da
cadere in un ingenuo ottimismo, non bisogna lasciarsi
prendere dall'inquetitudine che paralizza. La preghiera non
è ne un anestetico, né un euforizzante; essa non fa planare
al di sopra delle difficoltà, ma ci ottiene, da parte di Dio,
una sorprendente pace interiore. Lo testimonia l'esperienza dei santi

DALLA LETTERA DI SAN PAOL0 APOSTOLO AI BLIPPESI
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fa-
te presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche
e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligen
za, custodira' i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile,
quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile,
quello che è onorato, cio' che è virtù e cio' che merita lode,
questo sia oggetto dei vostri pensieri Le cose che avete impa
rato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica.
E il Dio della pace sara' con voi! Parola di Dio. 

canto al Vangelo cf. Gv 15,16
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.

Vangelo Mt 21,33-43
Ciò che Gesù ha detto al suo tempo ad altri sovrintendenti
continua a risuonare nella Chiesa come un grave avverti-
mento che va preso molto seriamente soprattutto per il fat-
to che, come sappiamo e confessiamo, il Figlio è venuto in
mezzo a noi. Lui stesso ha rimesso tutto nelle mani del Pa-
dre suo. Perciò nessuno può comportarsi, in qualsiasi mo-
do, come proprietario della vigna che appartiene unicamen-
te a Dio.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani
del popolo: «Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo, che
possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondo' con
una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costrui una tor-
re. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi
servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini prese-
ro i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro
lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, piū numerosi dei
primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno ri-
spetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra
loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua ere-
dità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a
quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire
miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che
gli consegneranno i frutti a suo tempo»
E Gesû disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pie-
tra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'an-
golo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai
nostri occhi"? Percio io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio
e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti», Parola del Signore.

preghiera
Accogli, Signore, il sacrificio che tu stesso ci hai comanda-
to d'offrirti e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdo-
tale, compi in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

antifona  Lam 3,25
Il Signore è buono con chi spera in lui,
con l'anima che lo cerca.

oppure cf 1cor 10,17
Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo
solo, perché partecipiamo tutti dell'unico pane e dell'unico
calice.

oppure Mt 21 ,42
La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo.

preghera
La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e se-
te di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio, Egli vi-
ve e regna, nei secoli dei secoli.

sviluppi
La vigna deliziosa: cantate di lei! Io, il Signore, ne sono il guardiano (Is 27,2-3).

lo tỉ avevo scelto come vigna scelta, tutta di vitigni genuini; ora,
come mai ti sei mutata in tralci degeneri di vigna bastarda!
(Ger 2,2).

 Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro
che foglie, e gli disse: «Non nasca mai più frutto da te», E subito
Quel fico si seccò (Mt 21, 19),

lo sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che
in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo
pota perché porti più frutto (Gv 15,1-2).

A noi spetta glorificare il Signore di tutto, lodare la grandezza del
Creatore delle origini, lui che non ci ha fatti simili alle altre na-
zioni della terra, lui che non ci ha dato lo stesso posto delle altre
famiglie della terra, lui che non ha ridotto la nostra parte alla stes-
sa misura della loro, e non ha fatto somigliare la nostra sorte alla
loro tumultuosa agitazione.
Noi ci inchiniamo, ci prosterniamo davanti al volto del re dei re,
di tutti i re, del santo, sia egli benedetto, che stende i cieli e fissa la
terra; il seggio della sua gloria è nei cieli, lassù, e la sua potenza
risiede sulla sommità dei monti. È lui il nostro Dio, non ve nề al-
tro. In verità, egli è il nostro re, nessun altro all'infuori di lui, co-
me è scritto nella Torah: Riconosci oggi e medita nel tuo cuore che
il Signore è lui; egli è Dio in alto nei cieli e in basso sulla terra; non ve nè altro.
Perciò, noi ti aspettiamo, Signore, nostro Dio, per vedere presto la
grandezza della tua vittoria... Il mondo cambi per il regno del-
l'Onnipotente! Ogni carne invochi il tuo nome! Si volgano verso di
te tutti i peccatori della terra! Sapranno e riconosceranno, tutti gli
abitanti della terra, che davanti a te deve piegarsi ogni ginocchio..
Poiché è a te che appartiene il regno. Tu sarai il re di gloria per i
secoli e in eterno, come è scritto nella Torah: Il Signore regnerà per
sempre! E ancora: Il Signore sarà re su tutta la terra in quel gior-
no, il Signore sarà uno e il suo nome sarà uno.
(Alenu, preghiera )  

s messa 11 ottobre
I profeti, soprattutto Isaia, paragonano volentieri la felicitā

degli eletti a quella dei convitati chiamati da Dio a parteci-
pare al banchetto. A prima vista, un tale modo
di parlare potrebbe sorprendere: la beatitudine celeste non
e forse di un ordine diverso da quello delle gioie terrene? Per
comprendere questo paragone, basta riflettere sul significato
del mangiare insieme. Ma non ci si siede a mensa an-
zitutto, e tanto meno esclusivamente, per i cibi . 
Un banchetto esprime il carattere eccezionale della fe-
sta o dell'avvenimento celebrato. Essa intende onorare gli in-
vitati, dire loro quanto si sia felici di riceverli. Il banchetto con-
diviso è segno, si potrebbe dire persino «sacramento», dell'a-
micizia condivisa, della comunione che unisce colui che ospi-
ta e i suoi commensali. Ebbene, dice Isaia, ecco ciò che Dio ci
riserva: un'intimità infinitamente superiore a tutto ciò che si
può immaginare; una gioia senza pari e senza fine. «ln quel
giorno», infatti, Dio «eliminerà la morte per sempre» e noi en-
treremo in possesso della salvezza sperata.

Riprendendo questa tradizionale immagine biblica, Gesû la
estende all'intera storia della salvezza. Il re che invita è evi-
dentemente Dio. Nel figlio di cui celebra le nozze, noi ricono-
sciamo Gesů, il Signore che ha «sposato» l'umanità, assu-
mendo la nostra carne mortale, glorificata nella sua risurre-
zione e nel suo trionfo celeste. E a quest'evento che siamo in-
sistentemente invitati.

I servitori di Dio porteranno all'intero universo quell'invito che
è risuonato fin dalle origini del mondo. Un giorno, la sala del
 banchetto sarà piena di una «moltitudine immensa di ogni na-
zione, razza, popolo e lingua» (Ap 7,9), che celebrerà le noz-
ze dell'Agnello (Ap 19), di cui l'eucaristia è segno. Ognuno
esamini se stesso prima di parteciparvi (1 Cor 11,28-29), per
essere trovato rivestito dell'abito nuziale quando il Signore
verrà a «vedere i commensali».
Lui che fin d'ora «colma ogni nostro bisogno secondo la sua
ricchezza in Cristo Gesů» ci colmerà allora al di là di ogni spe-
ranza. «A Dio Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli»,

antifona d'ingresso Sal 129,3-4
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele.

colletta
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo
mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

oppure
O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio,
donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testi-
moniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun
uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o
a entrarvi senza l'abito nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

prima lettura   Is 25,6-10a
Uno sguardo su «quel giorno» che vedrà il compimento del-
l'opera della salvezza. Il profeta lo evoca con immagini sug-
gerite dai fasti di una corte reale: un banchetto di inaudita
sontuosità, indetto e preparato da Dio «su questo monte, luo-
go della sua presenza, dove i giusti di tutti i popoli parteci-
peranno alla sua vita, alla comunità seduta alla sua tavola. 

 DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo
monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini
eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperå su questo monte il velo che copriva la faccia di
tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà
la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su
ogni volto, l'ignominia del suo popolo farà scomparire da tut-
ta la terra, poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo
sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo
sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché
la mano del Signore si poserà su questo monte». - Parola di Dio.

salmo responsoriale 22,1-3a;3b-4;5;6
Variazione sul tema del Dio-pastore nel quale si può sempre
confidare: egli conduce, protegge e ricolma di beni i suoi.

RIT. Abiterò per sempre nella casa del Signore.

I| Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia./R

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza./R

Davanti a me tu prepari una mensa
Sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca./R 
 Si, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abitero ancora nela casa del Signore
per lunghi giorni./R

seconda lettura Fil4,12-14.19-20
I filippesi hanno dato un aiuto materiale a Paolo: egli lha
apprezzato pur sapendosi accontentare di poco. NVon lo dice
per darsi delle arie, ma per invitare anche i suoi corrispon-
denti ad affidarsi alla magnificenza di Dio, rendendogli
grazie.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI FILIPPÉSI
Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell'abbon-
danza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla
fame, all'abbondanza e all'indigenza.
Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribola-
zioni. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno
secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.- 
Parola di Dio.

canto al Vangelo  cf. Ef 1,17-18
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore  
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.

Vangelo Mt 22,1-14 (lett. breve 1-10)
Una parabola della storia della salvezza, come quella dei vi-
gnaioli omicidi. Fin dalle origini, Dio invita tutti gli uomi-
ni a vivere in comunione con lui. Nonostante l'insistenza dei
suoi inviati, alcuni rifiutano l'invito. Altri vi rispondono e
prendono posto nella sala del banchetto. Uno di essi viene 
espuulso: era entrato senza rivestire l'«abito nuziale», «il Cri-
sto «l'uomo nuovo, come dice Paolo (Rm 13,14: Gal 3.27:
Ef 4.24). Per essere fra gli eletti, bisogna convertirsi.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesů, riprese a parlare con parabole ai capi
dei sacerdoti e ai farisei e disse: «ll regno dei cieli è simile a
un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mando i
suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vo-
levano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: Di-
te agli invitati: "Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi
e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; veni-
te alle nozze!" Ma quelli non se ne curarono e andarono chi
al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi
servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indigno: mandò le sue truppe, fece uccidere que-
gli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi
servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano de-
gni: andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che tro-
verete, chiamateli alle nozze".
Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che tro-
varono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
|l re entrò per vedere i commensali e li scorse un uomo che
non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei
entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutoli. Allora il
re ordino ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel-
le tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perchế molti so-
no chiamati, ma pochi eletti».] - Parola del Signore.

preghiera
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa' che que-
sto santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore 
antifona  Sal 33,11
I ricchi impoveriscono e hanno fame.
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

oppure 1Gv 3,2
Quando il Signore si manifesterà, saremo sinili a lui, per-
ché lo vedremo cosi come egli è.

oppure Mt 22,2
l regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di
nozze per suo figlio.

prrghiera
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo
e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sa-
crificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive
e regna nei secoli dei secoli.

sviluppi
La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colon-
ne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la
tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti
della città: «Chi è inesperto accorra qui!». A chi è privo di senno es-
sa dice: «Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho pre-
parato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via
dell'intelligenza» (Pr 9,1-6).
lo gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il
manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e co-
me una sposa che si adorna di gioielli (Is 61,10).
Silenzio, alla presenza del Signore Dio, perché il giorno del Signo-
re è vicino, perché il Signore ha preparato un sacrificio, ha man-
dato a chiamare i suoi invitati. Nel giorno del sacrificio del Si-
gnore, io punirò i principi e i figli di re e quanti vestono alla mo-
da straniera; punirò in quel giorno chiunque salta la soglia, chi
riempie di rapine e di frodi il palazzo del suo padrone (Sof 1,7-9. 
Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siede-
ranno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,
mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove
sarà pianto e stridore di denti (Mt 8,11-12),

Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isac-
co e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da setentrione e da mezzo-
giorno e siederanno a mensa nel regno di Dio (Le 13,28-29).
Udii come una vOce potente di una folla immensa nel cielo che
diceva: «Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio»
(Ap 19,1).
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo (1Cor 11, 1). 






 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 
›

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)