sabato 31 gennaio 2026

S Messa 19 aprile




noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)
me

s messa 19 aprile
Coloro che sono fedeli all'eucaristia domenicale conoscono
l'importanza centrale della risurrezione di Cristo nella storia
della salvezza e nella fede. Allora, perche' ripeterlo con tanta
insistenza per sette settimane?
La fede, specialmente la fede nella risurrezione di Cristo, non
è una certezza di cui si possa dire: «Affare fatto, inutile tor-
narci su», L'esperienza dei discepoli di Emmaus lo ricorda. Es-
si avevano riconosciuto in Gesů di Nazaret «un profeta poten-
te in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo». Ave-
vano riposto in lui tutte le loro speranze. Avevano udito la te-
stimonianza delle donne del loro gruppo, «recatesi al mattino
al sepolcro», e quella degli altri circa la «scomparsa» del cor-
po di Gesū. Ma lui non l'avevano visto. E se ne ritornano quin-
di a casa con il volto triste. Ma ecco che un uomo si accosta e
cammina insieme a loro. Essi gli confidano la ragione della lo-
ro tristezza. Allora il forestiero rievoca a lungo le parole delle
Scritture che annunciavano le sofferenze del messia. Essi lo
ascoltano in silenzio, senza interromperlo, e lo pregano di fer-
marsi a mangiare un boccone con loro. Non sono rimasti col-
piti dal tono della sua voce, dal modo in cui parlava della loro
lentezza a credere, ma quando lo sconosciuto compie i gesti
familiari della benedizione e della frazione del pane, i lor oc-
chi si aprono ed essi riconoscono il Signore. Troppo tardi? No,
poiche' anche se si sottrae alla loro vista, la sua presenza in-
visibile rende improvvisamente «ardenti i loro cuori». In tutta
fretta ritornano a Gerusalemme a condividere con gli altri la
gioia di sapere che colui che era morto è vivo.
Come non vedere in questa mirabile pagina evangelica una
parabola dell'itinerario della fede pasquale? Passaggi oscu-
ri si alternano con zone di luce a volte folgorante e inatte-
sa, sempre fugace nei momenti peggiori, il Signore è li, vi-
cino, e ci parla nelle Scritture, alle quali bisogna continua-
mente ritornare per comprendere cio' che e avvenuto, cio'
che ci capita, anche i nostri fratelli e le nostre sorelle nela
fede sono li, con la loro esperienza, analoga alla nostra o
più solida. Infine, ci vengono preparate delle soste liturgi-
che, dove Dio ci accoglie cosi come siamo, con la nostra fe-
de esitante. Egli ci invita e ci incoraggia a dire, domenica do-
po domenica, con rinnovata convinzione: «Davvero il Signore è risorto!»,

antifona d'ingresso Sal 65,1-2
Acclamate al Signore da tutta la terra,
cantate un inno al suo nome,
rendetegli gloria, elevate la lode, alleluia.

colletta
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata gio-
vinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della
dignità filiale. così pregusti nella speranza  il giorno glorio-
so della risurrezione. Per il nostro Signore Gesů Cristo..

oppure
O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua racco-
gli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spiri-
to, perché nella celebrazione del mistero eucaristico ricono-
sciamo il Cristo crocifisso e risorto, che apre il nostro cuore
all'intelligenza delle Scritture, e si rivela a noi nell'atto di
spezzare il pane. Egli è Dio, e vive...

prima lettura  At 2,14.22.33
Dal giorno della Pentecoste, la risurrezione del Signore è
l'oggetto centrale della predicazione apostolica. Essa per-
mette di cogliere il senso di ciò che Gesù di Nazaret ha fatto
nel corso del suo ministero, di riconoscere l'azione di Dio 
sia nel suo insegnamento che nei segni e prodigi che lo han-
no accompagnato. Essa compie le Seritture e le promesse di-
vine. Innalzato nella gloria di Dio, Gesu' risorto ci fa parte-
cipare allo Spirito che ha ricevuto in pienezza. Cio' che Pie-
tro qui annuncia con grande determinazione è il nocciolo del
Credo dei cristiani fin dai tempi apostolici.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel giorno di Pentecoste, Pietro con gli Undici si alzo' in pie-
di e a voce alta parlò cosi:
Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesü di Nàzaret -
uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, co-
me voi sapete bene -, Consegnato a voi secondo il prestabi-
lito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani,
I'avete crocifisso e l'avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte,
perché non era possibile che questa lo tenesse in suo pote-
re. Dice infatti Davide a suo riguardo: "Contemplavo sempre
il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io
non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultô la
mia lingua, e anche la mia carne riposerā nella speranza, per-
chế tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permet-
terai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto Co-
noscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua pre-
senza".
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca
Davide, che egli mori e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora
oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli ave-
va giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo
discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlo:
"questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subi
la corruzione".
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testi-
moni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver rice-
vuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come
voi stessi potete vedere e udire». - Parola di Dio.
 salmo responsoriale 15,1-2a.5;7-8;9-10ab;11
Bere il calice di Cristo, condividere le sue sofferenze, percor-
rendo insieme a lui la strada della risurrezione, della vita
della gioia.

RIT. Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «ll mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita./R

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
lo pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare./R

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perche' non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa./R
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra./R

seconda lettura  1Pt 1,17-21
La risurrezione di Cristo, oggetto e fondamento della fede e
della speranza dei cristiani, deve ispirare e dirigere tutta la
loro condotta in questi tempi che sono «gli ultimi, e ciò che
proclamiamo recitando il Credo e celebrando nella gioia
l'eucaristia domenicale. 
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PIETRO APOSTOLO
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze,
giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con
timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiu come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argernto e
oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai
padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza di-
fetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma
negli ultimi tempi si ë manifestato per voi; per opera sua
credete in Dio, che lo ha risuscitato dai
morti e gli ha dato
gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano
rivolte a Dio, Parola di Dio.

canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Signore Gesů, facci comprendere le Seritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.

Vangelo Le 24,13-35
I discepoli di Emmaus: una pagina di vangelo piena di fa-
scino, freschezza e finezza psicologica, che evidenzia mira-
bilmente l'intenzione pedagogica soggiacente al talento nar-
rativo di Luca, Essa ricorda il cammino che i primi disce-
poli hanno fatto prima di giungere a confessare con assolu-
ta certezza: «Davvero il Signoreè risorto», Ma guesto van-
gelo è stato scritto per i cristiani che, non avendo vissuto per-
sonalmente gli avvenimenti pasquali, si trovavano già nel-
la stessa situazione in cui ci troviamo
noi, oggi. Per com-
prendere «ciò che è accaduto a Gesù di Nazarets bisogna ri-
farsi alle Scritture. Esse rivelano il senso di segni come quel-
lo della tomba vuota, la credibilità della testimonianza e
dell'insegnamento degli apostoli, la veracita' della predica-
zione cristiana di tutti i tempi derivano dalla loro coerenza
con ciò che dice la Bibbia. La «frazione del pane è il pegno 
della presenza del risorto fra i suoi. Ma non si deve prolun-
gare la liturgia. Bisogna riprendere senza indugio il cam-
mino. Questo è l'itinerario della fede pasquale con le sue tap-
pe liturgiche che rinviano alla vita la quale riconduce a sua
volta alla celebrazione del mistero.

DAL VANGELO SECONDO LUCA
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due
dei (discepoli erano in cammino per un villaggio di nome
Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e
Conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Men-
tre conversavano e discutevano insieme, Gesů in persona si
avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impe-
diti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa son questi discorsi che state fa-
cendo tra voi lungo il cammino?».
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli
rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai cio
che vi è accaduto in questi giorni?».
Domando loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda
Gesů, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in paro-
le, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdo-
ti e le nostre autoritā lo hanno consegnato per farlo condan-
nare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli
fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono
passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma
alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti: si sono recate
al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, so-
no venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i
quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati
alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma
lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che
hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse que-
ste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
E, Cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiego' loro in tut-
te le Scritture ciò che si riferiva a lui. 
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece
come se dovesse andare piû lontano. Ma essi insistettero:
Resta con noi, perche si fa sera e il giorno è ormai al tramonto.
Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recito' la benedi-
zione, lo spezzo' e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli oc-
chi e lo riconobbero. Ma egli spari dalla loro vista. Ed essi dis-
sero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore men-
tre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, do-
ve trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i
quali dicevano: Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!.
Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e Come l'a-
vevano riconosciuto nello spezzare il pane. - Parola del Signore.

preghiera
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le
hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di
una perenne letizia. Per Cristo nostro  Signore

antifona
I discepoli riconobbero (Gesù, il Signore, nello spezzare il pa-
ne, alleluia.

preghiera  cf. Lc 24,35
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo, che hai rinno-
vato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incor-
ruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Prima di provare i dolori, ha partorito; prima che le venissero i do-
lori, ha dato alla luce un maschio. Chi ha mai udito una cosa si- 
mile, chi ha visto cose come queste? Nasce forse un paese in un
giorno, un popolo è generato forse in un istante? (Is 66,7-8)
Come il lampo guizzando brilla da un capo all'altro del cielo, cosi
sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli
soffra molto e venga ripudiato da questa generazione (Le 17,24-25).
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra
non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto
(Gv 12,24).
Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano
il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore
(At 2,46).
Quando il Signore si è fatto conoscere? Allo spezzare del pane. Ec-
co la nostra certezza: condividendo il pane, noi riconosciamo il Si-
gnore. Egli ha scelto di essere riconosciuto li, a causa nostra che,
senza vedere la sua carne, mangeremo la sua carne. Chiunque tu
sia, tu che credi, la condivisione del pane ti conforti! L'assenza del
Signore non è un'assenza. Colui che tu non vedi è con te. Quando
Gesù parlava loro, i discepoli non credevano che fosse risorto. Es-
si stessi non speravano di rivivere; avevano perso la speranza.
Camminavano, morti, con la vita. E la vita camminava con loro,
senza risorgere nel loro cuore. E tu, vuoi la vita? Fa' come i disce-
poli e riconoscerai il Signore. Il Signore era simile a un viandan-
te che va molto lontano, ma essi hanno saputo trattenerlo. Nella
condivisione del pane, il Signore si è reso presente. Impara dove
cercarlo, dove trovarlo: è quando, tutti insieme, voi lo mangiate.
(Agostino, Discorso 235,3)

Questa strada da Gerusalemme a Emmaus, lunga sessanta stadi,
assomiglia molto, Signore, al lungo cammino della nostra vita. Co-
me venti secoli fa, i tuoi discepoli hanno una scarsa intelligenza
delle cose divine. Spesso continuano a deformare nel loro cuore il
tuo insegnamento e quello della tua Chiesa. Spesso continuano a
cullarsi in speranze illusorie. Allora, essi attendevano la restaura-
zione del regno di Israele e credevano che tu promettessi loro pro-
prio questo; oggi, confidano in un'èra di pace, di riposo carnale o
in un esaltazione troppo umana; perciò, sono delusi e camminano
spesso con la testa bassa, con lo sguardo triste sulla grande strada
della vita. Signore, ognuno di noi è pesante e sporco: come po-
tremmo comprendere dl colpo il tuo insegnamento in quello che ha
di pù profondo!  Ancora a lungo e nonostante tutti i tuol avverti-
menti, noi continueremo certamente a prestarti le nostre idee terr-
ene e basse, ancora a lungo continueremo ad attendere da te la
realizazione del nostri desiderl umani.
(M. Le'gaut. Preghiera di un credente)





















































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.