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s messa 18 ottobre
Nel «calendario dei santi» si trovano anche dei re e delle re-
gine e alcuni grandi uomini di Stato, ma ben pochi apparten-
gono alla storia moderna. La Chiesa, infatti, non si affretta a
canonizzare personalità del genere, anche nel caso in cui sia-
no state ammirevoli. Alle prese con situazioni complesse, con
la diversità delle opinioni religiose e di altra natura, a solle-
citazioni di ogni genere che non riescono a dominare, molti
responsabili, soprattutto quelli odierni, sono indotti a
prendere decisioni che, a volte, si allontanano piû o meno dal-
I'ideale evangelico. Comunque anche a loro riguardo, come
nel caso delle persone piū umili, il giudizío della Chiesa tiene
conto unicamente della cosiddetta «eroicità delle virtü», Ma
è accaduto che, coscientemente o meno, un «re sia stato, al
suo tempo, uno strumento nelle mani di Dio. La cosa appare
chiaramente solo in un secondo momento. Cosi Isaia evoca
I'azione del «re Ciro», pur non dimenticando di ricordare che
il vero Signore è solo Dio.
Bisogna quindi guardarsi dal considerare chicchessia come un
vero «uomo della provvidenza» al quale sottomettersi cieca-
mente. La stima di cui legittimamente si circonda colui che de-
tiene il potere impone una sana vigilanza e sorveglianza .
Nel «calendario dei santi» si trovano anche dei re e delle re-
gine e alcuni grandi uomini di Stato, ma ben pochi apparten-
gono alla storia moderna. La Chiesa, infatti, non si affretta a
canonizzare personalità del genere, anche nel caso in cui sia-
no state ammirevoli. Alle prese con situazioni complesse, con
la diversità delle opinioni religiose e di altra natura, a solle-
citazioni di ogni genere che non riescono a dominare, molti
responsabili, soprattutto quelli odierni, sono indotti a
prendere decisioni che, a volte, si allontanano piû o meno dal-
I'ideale evangelico. Comunque anche a loro riguardo, come
nel caso delle persone piū umili, il giudizío della Chiesa tiene
conto unicamente della cosiddetta «eroicità delle virtü», Ma
è accaduto che, coscientemente o meno, un «re sia stato, al
suo tempo, uno strumento nelle mani di Dio. La cosa appare
chiaramente solo in un secondo momento. Cosi Isaia evoca
I'azione del «re Ciro», pur non dimenticando di ricordare che
il vero Signore è solo Dio.
Bisogna quindi guardarsi dal considerare chicchessia come un
vero «uomo della provvidenza» al quale sottomettersi cieca-
mente. La stima di cui legittimamente si circonda colui che de-
tiene il potere impone una sana vigilanza e sorveglianza .
Cosi hanno sempre fatto i profeti. A chi pretendeva di
realizzare il regno di Dio, essi dicevano: «No! Tu non sei il mes-
sia che deve venire a instaurare il regno promesso!». Bisogna
evitare quindi ogni confusione fra il cielo e la terra, fra la città
terrena e la città celeste.
Un altro errore consiste nel dire: Bisogna scegliere:o Dio o
Cesare: ciò che si dà all'uno si sottrae all'altro». Questo modo
di parlare è raramente privo di secondi fini. Si invocanoi do-
realizzare il regno di Dio, essi dicevano: «No! Tu non sei il mes-
sia che deve venire a instaurare il regno promesso!». Bisogna
evitare quindi ogni confusione fra il cielo e la terra, fra la città
terrena e la città celeste.
Un altro errore consiste nel dire: Bisogna scegliere:o Dio o
Cesare: ciò che si dà all'uno si sottrae all'altro». Questo modo
di parlare è raramente privo di secondi fini. Si invocanoi do-
veri nei riguardi di Cesare per sottrarsi a quelli nei riguardi di
Dio o viceversa, quando non addirittura a fasi alterne, a se-
conda delle convenienze, degli interessi del momento. Gesū e '
tassativo: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare», Anche
la Chiesa ha sempre insegnato i doveri civici e pregato per i
governanti, anche quando la perseguitavano. Ma il culto è do-
vuto solo al Signore.
Fatta chiarezza su questo punto, ciascuno deve lavorare con
coraggio e fiducia per introdurre la fede, la speranza e l'amore
nel mondo, cosi com'è, convinto che il vangelo è «potenza di
Dio e azione dello Spirito Santo».
antifona d'ingresso Sal 16,6-8
Io ti invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.
colletta
]Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e
fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purez-
za di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrec-
ciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di
noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di
tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'uma-
nità intera riconosca te solo come unico Dio.
conda delle convenienze, degli interessi del momento. Gesū e '
tassativo: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare», Anche
la Chiesa ha sempre insegnato i doveri civici e pregato per i
governanti, anche quando la perseguitavano. Ma il culto è do-
vuto solo al Signore.
Fatta chiarezza su questo punto, ciascuno deve lavorare con
coraggio e fiducia per introdurre la fede, la speranza e l'amore
nel mondo, cosi com'è, convinto che il vangelo è «potenza di
Dio e azione dello Spirito Santo».
antifona d'ingresso Sal 16,6-8
Io ti invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.
colletta
]Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e
fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purez-
za di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrec-
ciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di
noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di
tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'uma-
nità intera riconosca te solo come unico Dio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Is 45,1.4-6
Un re pagano «inviato» da Dio? Si, nel senso che, senza sa-
perlo, è stato lo strumento del suo disegno. Ma il solo vero
padrone della storia della salvezza è il Signore.
prima lettura Is 45,1.4-6
Un re pagano «inviato» da Dio? Si, nel senso che, senza sa-
perlo, è stato lo strumento del suo disegno. Ma il solo vero
padrone della storia della salvezza è il Signore.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Dce il Signore del suo eletto, di Ciro: io l'ho preso per ladestra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere
le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti
delle porte e nessun portone rimarrā chiuso. Per amore di
Giacobbe, mio servo, e d'israele, mio eletto, io ti họ chiama-
to per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi cono-
sca. lo sono il Signore e non cè alcun altro, fuori di me non
c'ề dio, ti renderò pronto all'azione, anche se tu non mi co-
nosci, perche' sappiano dall'oriente e dall'occidente che non
c'è nulla fuori di me. lo sono il Signore, non ce n'e altri, Parola di Dio.
salmo responsoriale 95,1.3; 4-5; 7-8; 9-10ac
Nessun altro dio all'infuori di Dio: glorioso, grande, lodato,
temibile, creatore, santo, re, giusto.
RIT. Grande è il Signore e degno di ogni lode.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie./R
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tuti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i ciell./R
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri./R
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo,
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «ll Signore regna!»
Egli giudica i popoli con rettitudine./R
seconda lettura. 1Ts 1,1-5b
Il primo di cingue passi letti a partire da oggi del più anti-
co fra gli scritti del Nuovo Testamento: solo una ventina
d'anni dopo la morte di Cristo. Una comunità cristiana
quella di Tessalonica, viene già chiamata «Chiesa, L'ade-
sione in opere al messaggio evangelico (la fede), la pratica
del «comandamento nuovo» (la carità), la ferma fiducia nel-
le promesse divine e il desiderio di vederle realizzate (spe-
ranza) caratterizzano ogni comunità ecclesiale che vive sot-
to l'egida del Padre e del Figlio, animata dallo Spirito.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO
co fra gli scritti del Nuovo Testamento: solo una ventina
d'anni dopo la morte di Cristo. Una comunità cristiana
quella di Tessalonica, viene già chiamata «Chiesa, L'ade-
sione in opere al messaggio evangelico (la fede), la pratica
del «comandamento nuovo» (la carità), la ferma fiducia nel-
le promesse divine e il desiderio di vederle realizzate (spe-
ranza) caratterizzano ogni comunità ecclesiale che vive sot-
to l'egida del Padre e del Figlio, animata dallo Spirito.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO
APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Paolo, e Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è
in Dio Padre e nel Signore Gesů Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nel-
le nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'ope-
rosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fer-
mezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,
davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati
da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti,
non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma an-
che con la potenza dello Spirito Santo e con profonda con-
vinzione. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Vangelo Mt 22,15-21
Anche quando non la si pone per tendere un tranello al pro-
prio interlocutore, la domanda «Dio è Cesare?» è sempre più
o meno fonte di imbarazzo e non consente alcuna facile ri-
sposta.
Tale sembra essere invece la risposta categorica di
Gesù. Il frequente ricorso alla sua risposta per preconizzare
Paolo, e Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è
in Dio Padre e nel Signore Gesů Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nel-
le nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'ope-
rosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fer-
mezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,
davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati
da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti,
non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma an-
che con la potenza dello Spirito Santo e con profonda con-
vinzione. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Vangelo Mt 22,15-21
Anche quando non la si pone per tendere un tranello al pro-
prio interlocutore, la domanda «Dio è Cesare?» è sempre più
o meno fonte di imbarazzo e non consente alcuna facile ri-
sposta.
Tale sembra essere invece la risposta categorica di
Gesù. Il frequente ricorso alla sua risposta per preconizzare
o giustificare comportamenti contrapposti stimola una con-
siderazione piu approfondita. Cesare e Dio non sono sullo
stesso livello. Si devono rendere all'imperatore gli obblighi
che gli sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si de-
vono a Dio, il Signore che non ha uguali.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per
vedere come cogliere in fallo Gesû nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani,
a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via
di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, per-
chế non guardi in faccia a nessuno. Dungue, di' a noi il tuo
parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «lpocriti, per-
chế volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tri-
buto». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' lo-
ro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli rispo-
sero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio»,- Parola del Signore.
preghiera
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare per-
ché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi princi-
pio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farci sopravvivere in tempo di fame.
oppure Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che
è di Dio»,
che gli sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si de-
vono a Dio, il Signore che non ha uguali.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per
vedere come cogliere in fallo Gesû nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani,
a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via
di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, per-
chế non guardi in faccia a nessuno. Dungue, di' a noi il tuo
parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «lpocriti, per-
chế volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tri-
buto». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' lo-
ro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli rispo-
sero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio»,- Parola del Signore.
preghiera
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare per-
ché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi princi-
pio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farci sopravvivere in tempo di fame.
oppure Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che
è di Dio»,
preghiera
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto
pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nel-
la vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futu-
ri. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e con-
cepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la sag-
gezza di Dio era in lui per render giustizia (1Re 3,28).
La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e
tutta la saggezza dell'Egitto. Egli fu veramente più saggio di tutti..,
il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi (1Re 5,10-11).
Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tas-
sa per il tempio e gli dissero: «ll vostro maestro non paga la tassa
per il tempio?». Rispose: «Si», Mentre entrava in casa, Gesù lo pre-
venne dicendo: «Che o cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da
chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?»
(Mt 17,24-25).
Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicate-
lo voi stessi (At 4,19).
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29).
Ricorda loro di esser sottomesi ai magistrati e alle autorità, di ob-
bedire, di essere pronti per ogni opera buona (Tt 3, 1).
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore:
sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per
punire i malfattori e premiare i buoni (1Pt 2,13-14).
Dobbiamo concedere certe cose al corpo, un tributo a Cesare a se-
conda dei casi, cioè nella misura richiesta. Ma le cose che riguar-
dano la natura delle nostre anime, cioè quelle che conducono alla
virtù, bisogna offrirle a Dio.
(Origene, Catena aurea)
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto
pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nel-
la vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futu-
ri. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e con-
cepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la sag-
gezza di Dio era in lui per render giustizia (1Re 3,28).
La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e
tutta la saggezza dell'Egitto. Egli fu veramente più saggio di tutti..,
il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi (1Re 5,10-11).
Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tas-
sa per il tempio e gli dissero: «ll vostro maestro non paga la tassa
per il tempio?». Rispose: «Si», Mentre entrava in casa, Gesù lo pre-
venne dicendo: «Che o cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da
chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?»
(Mt 17,24-25).
Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicate-
lo voi stessi (At 4,19).
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29).
Ricorda loro di esser sottomesi ai magistrati e alle autorità, di ob-
bedire, di essere pronti per ogni opera buona (Tt 3, 1).
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore:
sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per
punire i malfattori e premiare i buoni (1Pt 2,13-14).
Dobbiamo concedere certe cose al corpo, un tributo a Cesare a se-
conda dei casi, cioè nella misura richiesta. Ma le cose che riguar-
dano la natura delle nostre anime, cioè quelle che conducono alla
virtù, bisogna offrirle a Dio.
(Origene, Catena aurea)
s messa 25 ottobre
I primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Nu-
meri, Deuteronomio) costituiscono il Pentateuco, un com-
plesso di scritti che è frutto di una storia letteraria lunga e
complessa. Lo si indica anche con il nome di «Torah» o di «Leg-
gen o ancora di «Legge di Mosè». Nell'attuale redazione del
libro dell'Esodo, il testo del «decalogo», le «dieci parole» co-
me dicono gli ebrei, è seguito da quello che oggi si chiama il
«codice dell'alleanza». Si tratta di una serie di prescrizioni re-
datte in un secondo momento, molto tempo dopo l'uscita dal-
I'Egitto. Dal momento che precisano il senso e le applicazio-
ni concrete dei comandamenti impressi sulle «tavole della leg-
ge» al Sinai, queste prescrizioni sono presentate e considera-
te come date da Mosè per ordine di Dio. Quest'origine divi-
na le distingue dai codici elaborati dagli uomini. Pur essendo
parte integrante della carta di fondazione del popolo di Dio,
esse riflettono comunque l'esperienza che ha fatto compren-
dere meglio l'estensione e la portata della prima legislazione.
Emanandole, il Signore si rivela vicino ai suoi. Si rivolge a cia-
Scuno con il <tu». Veglia personalmente sull'applicazione dei
suoi precetti, soprattutto di quelli riguardanti la condotta da
tenere con i poveri e i deboli, visto che il modo di trattarli lo
riguarda direttamente. Dio è veramente tutto il contrario di
un legislatore freddo e lontano. Di conseguenza, l'osservanza
della sua legge e il comportamento che essa richiede esclu-
dono ogni forma e spirito di legalismo, che sempre incombe
e che Gesū ha combattuto con rinnovato vigore.
«Tutto cið che vi è nella scrittura, nella legge e nei profeti» di-
pende dal doppio comandamento dell'amore di Dio e del
prossimo. Questo comandamento bandisce ogni comprensio-
I primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Nu-
meri, Deuteronomio) costituiscono il Pentateuco, un com-
plesso di scritti che è frutto di una storia letteraria lunga e
complessa. Lo si indica anche con il nome di «Torah» o di «Leg-
gen o ancora di «Legge di Mosè». Nell'attuale redazione del
libro dell'Esodo, il testo del «decalogo», le «dieci parole» co-
me dicono gli ebrei, è seguito da quello che oggi si chiama il
«codice dell'alleanza». Si tratta di una serie di prescrizioni re-
datte in un secondo momento, molto tempo dopo l'uscita dal-
I'Egitto. Dal momento che precisano il senso e le applicazio-
ni concrete dei comandamenti impressi sulle «tavole della leg-
ge» al Sinai, queste prescrizioni sono presentate e considera-
te come date da Mosè per ordine di Dio. Quest'origine divi-
na le distingue dai codici elaborati dagli uomini. Pur essendo
parte integrante della carta di fondazione del popolo di Dio,
esse riflettono comunque l'esperienza che ha fatto compren-
dere meglio l'estensione e la portata della prima legislazione.
Emanandole, il Signore si rivela vicino ai suoi. Si rivolge a cia-
Scuno con il <tu». Veglia personalmente sull'applicazione dei
suoi precetti, soprattutto di quelli riguardanti la condotta da
tenere con i poveri e i deboli, visto che il modo di trattarli lo
riguarda direttamente. Dio è veramente tutto il contrario di
un legislatore freddo e lontano. Di conseguenza, l'osservanza
della sua legge e il comportamento che essa richiede esclu-
dono ogni forma e spirito di legalismo, che sempre incombe
e che Gesū ha combattuto con rinnovato vigore.
«Tutto cið che vi è nella scrittura, nella legge e nei profeti» di-
pende dal doppio comandamento dell'amore di Dio e del
prossimo. Questo comandamento bandisce ogni comprensio-
ne e applicazione delle prescrizioni della legge che se ne al-
lontana. L'amore di Dio e del prossimo è il criterio ultimo del-
la condotta conforme alla volontã di Dio. Esso deve essere
applicato sempre e in ogni circostanza, senza concessioni.
Non si mercanteggia con le esigenze dell'amore! Credere è ac-
cogliere «con la gioia dello Spirito Santo» la parola del «Dio
vivo e vero», portata al suo pieno compimento dal Figlio, il
Verbo fatto carne, e metterla in pratica in tutte le circostan-
ze della vita quotidiana.
antifona d'ingresso Sal 104,3-4
Gioisca il cuore di quanti cercano il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.
colletta
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la spe-
ranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che pro-
metti, fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura
difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da
tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secon-
do lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento
nuovo lunica legge della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Es 22,20-26
Il ricordo dei cattivi trattamenti subiti da voi stessi o di cui
ha sofferto il vostro prossimo vi guardi dalla tentazione di
imporli agli altri; non approfittate della situazione dei de-
boli e degli indigenti, dice il Signore. Le loro invocazioni di
aiuto salgono fino a me: io renderò loro giustizia!
la condotta conforme alla volontã di Dio. Esso deve essere
applicato sempre e in ogni circostanza, senza concessioni.
Non si mercanteggia con le esigenze dell'amore! Credere è ac-
cogliere «con la gioia dello Spirito Santo» la parola del «Dio
vivo e vero», portata al suo pieno compimento dal Figlio, il
Verbo fatto carne, e metterla in pratica in tutte le circostan-
ze della vita quotidiana.
antifona d'ingresso Sal 104,3-4
Gioisca il cuore di quanti cercano il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto.
colletta
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la spe-
ranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che pro-
metti, fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura
difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da
tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secon-
do lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento
nuovo lunica legge della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
prima lettura Es 22,20-26
Il ricordo dei cattivi trattamenti subiti da voi stessi o di cui
ha sofferto il vostro prossimo vi guardi dalla tentazione di
imporli agli altri; non approfittate della situazione dei de-
boli e degli indigenti, dice il Signore. Le loro invocazioni di
aiuto salgono fino a me: io renderò loro giustizia!
DAL LIBRO DELL'ESODO
Cosl dice il Signore; «Non molesterai il forestiero né lo oppri-
merai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto.
Non maltratterai la vedova o l'orfano. Se tu lo maltratti,
quando invocherà da me l'aiuto, io daro' ascolto al suo grido,
la mia ira si accendera e vi faro morire di spada: le vostre mo-
gli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente
che sta con te, non tí comporterai con lui da usuraío: voi non
dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo ren-
derai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola co-
perta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi
dormendo? Altrimenti, quando gridera verso di me, io l'a-
scoltero, perché io sono pietoso», Parola di Dio.
salmo responsoriale 17,2b-3a: 3bc-4; 47-51ab
Azione di grazie e lode a Dio! Egli libera e dilata. Ascolta
quando grido verso di lul.
RIT. TỈ amo, Signore. mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore./R
Mio Di, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici./R
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato./R
Cosl dice il Signore; «Non molesterai il forestiero né lo oppri-
merai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto.
Non maltratterai la vedova o l'orfano. Se tu lo maltratti,
quando invocherà da me l'aiuto, io daro' ascolto al suo grido,
la mia ira si accendera e vi faro morire di spada: le vostre mo-
gli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente
che sta con te, non tí comporterai con lui da usuraío: voi non
dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo ren-
derai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola co-
perta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi
dormendo? Altrimenti, quando gridera verso di me, io l'a-
scoltero, perché io sono pietoso», Parola di Dio.
salmo responsoriale 17,2b-3a: 3bc-4; 47-51ab
Azione di grazie e lode a Dio! Egli libera e dilata. Ascolta
quando grido verso di lul.
RIT. TỈ amo, Signore. mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore./R
Mio Di, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici./R
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato./R
seconda lettura 1Ts 1,5c-10
«L'annuncio del vangelo è potenza, azione dello Spirito San-
to» ha detto Paolo (domenica scorsa). Egli ne ha fatto per-
sonalmente l'esperienza in occasione della fondazione della
comunità di Tessalonica. Lo ricorda ai nuovi cristiani di
quella città per incoraggiarli a confidare sempre più nella
Parola accolta in mezzo a molte prove (At 17,1-15).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi
per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore,
avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia
dello Spirito Santo, cosi da diventare modello per tutti i cre-
denti della Macedonia e dell'Acăia.
Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non sol-
tanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è dif-
fusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mez-
zo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servi-
re il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli
ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 14,23
Alleluia alleluia
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Vangelo Mt 22,34-40
Ancor oggi, a volte ci si interroga sul primo comandamento
e non sempre con retta intenzione. La risposta di Gesù, pre-
cisa e inappellabile, non lascia spazio a una casistica ri-
duttiva: non siè mai in regola con le esigenze del doppio co-
mandamento.
«L'annuncio del vangelo è potenza, azione dello Spirito San-
to» ha detto Paolo (domenica scorsa). Egli ne ha fatto per-
sonalmente l'esperienza in occasione della fondazione della
comunità di Tessalonica. Lo ricorda ai nuovi cristiani di
quella città per incoraggiarli a confidare sempre più nella
Parola accolta in mezzo a molte prove (At 17,1-15).
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi
per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore,
avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia
dello Spirito Santo, cosi da diventare modello per tutti i cre-
denti della Macedonia e dell'Acăia.
Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non sol-
tanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è dif-
fusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mez-
zo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servi-
re il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli
ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 14,23
Alleluia alleluia
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Vangelo Mt 22,34-40
Ancor oggi, a volte ci si interroga sul primo comandamento
e non sempre con retta intenzione. La risposta di Gesù, pre-
cisa e inappellabile, non lascia spazio a una casistica ri-
duttiva: non siè mai in regola con le esigenze del doppio co-
mandamento.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei, avendo udito che Gesů aveva chiuso
la bocca ai sadducêi, si riunirono insieme e uno di loro, un
dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" Questo è il
grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quel-
Io: "Amerai il tuo prossimo come te stesso": Da questi due
comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
- Parola del Signore.
preghiera
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: questa offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e
renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 19,6
Esulteremo per la tua salvezza,
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.
oppure Ef 5,2
In guel tempo, i farisei, avendo udito che Gesů aveva chiuso
la bocca ai sadducêi, si riunirono insieme e uno di loro, un
dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «"Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" Questo è il
grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quel-
Io: "Amerai il tuo prossimo come te stesso": Da questi due
comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
- Parola del Signore.
preghiera
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: questa offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e
renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 19,6
Esulteremo per la tua salvezza,
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.
oppure Ef 5,2
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso, offren-
dosi a Dio in sacrificio di soave profumo.
oppure Mt 22,37
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente»,
dosi a Dio in sacrificio di soave profumo.
oppure Mt 22,37
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente»,
preghiera
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi
ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi
ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu
amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con
tutte le forze (Dt 6,4-5).
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo po-
polo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. lo sono il Signore
Lu 19,18).
Se voi perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste
perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, nep-
pure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. Tutto quanto volete
che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infat-
ti è la Legge ed i Profeti (Mt 6, 14-15; 7,12).
Pieno compimento della legge è l'amore (Rm 13,10).
Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: ame-
rai il prossimo tuo come te stesso (Gal 5,14).
Portate i pesi gli uni degli altri, cosi adempirete la legge di Cristo
(Gal 6,2). b
Se uno dicesse: «lo amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un menti-
tore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può ama-
re Dio che non vede (1Gu 4,20).
Se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accu-
sati dalla legge come trasgressori (Ge 2,9).
Ogni grande amore comporta il rischio di farci perdere di vista quel-
la che amerei definire la polifonia della vita. Mi spiego. Dio e la sua
eternità vogliono essere amati da noi pienamente. Ma quest'amore
non deve né nuocere a un amore terreno né indebolirlo; deve essere
in qualche modo il cantus firmus attorno al quale cantano le altre
voci della vita. L'amore terreno è uno di quei temi in contrappunto
che, pur avendo la loro piena indipendenza, si ricollegano comun-
que al cantus firmus. Là dove il cantus firmus è chiaro e distinto, il
contrappunto può esprimersi con la maggior potenza possibile. I due
sono inseparabili e tuttavia distinti, per usare il linguaggio del con-
cilio di Calcedonia, come la natura umana e la natura divina del
Cristo. La polifonia musicale è cosi vicina a noi e cosi importante
per noi forse proprio per il fatto di essere l'immagine musicale diAscolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu
amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con
tutte le forze (Dt 6,4-5).
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo po-
polo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. lo sono il Signore
Lu 19,18).
Se voi perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste
perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, nep-
pure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. Tutto quanto volete
che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infat-
ti è la Legge ed i Profeti (Mt 6, 14-15; 7,12).
Pieno compimento della legge è l'amore (Rm 13,10).
Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: ame-
rai il prossimo tuo come te stesso (Gal 5,14).
Portate i pesi gli uni degli altri, cosi adempirete la legge di Cristo
(Gal 6,2). b
Se uno dicesse: «lo amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un menti-
tore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può ama-
re Dio che non vede (1Gu 4,20).
Se fate distinzione di persone, commettete un peccato e siete accu-
sati dalla legge come trasgressori (Ge 2,9).
Ogni grande amore comporta il rischio di farci perdere di vista quel-
la che amerei definire la polifonia della vita. Mi spiego. Dio e la sua
eternità vogliono essere amati da noi pienamente. Ma quest'amore
non deve né nuocere a un amore terreno né indebolirlo; deve essere
in qualche modo il cantus firmus attorno al quale cantano le altre
voci della vita. L'amore terreno è uno di quei temi in contrappunto
che, pur avendo la loro piena indipendenza, si ricollegano comun-
que al cantus firmus. Là dove il cantus firmus è chiaro e distinto, il
contrappunto può esprimersi con la maggior potenza possibile. I due
sono inseparabili e tuttavia distinti, per usare il linguaggio del con-
cilio di Calcedonia, come la natura umana e la natura divina del
Cristo. La polifonia musicale è cosi vicina a noi e cosi importante
questo dato cristologico, e quindi anche della nostra vita cristiana?
(D. Bonhoefer, Resistenza e resa, Lettere e appunti dal carcere)


