sabato 31 gennaio 2026

S Messa 14 giugno





s messa  14 giugno
Ouando meditano sulla storia della salvezza, i credenti sco-
prono un Dio sconvolto dalle sofferenze dei suoi e sempre
pronto a perdonare il loro peccato. Quest'amore compassio-
nevole, chiamato «misericordia», spinge Dio a prendere con-
tinuamente iniziative sempre più audaci e inattese per rista-
bilire con i suoi l'alleanza compromessa. Nella memoria del
popolo eletto, l'esodo resta l'evento fondatore, nel corso del
quale esso ha fatto l'esperienza della sollecitudine divina nei
suoi confronti. Il Signore lo ha riunito attorno a sé. Attraver-
so molte disavventure, senza lasciarsi mai scoraggiare dalle
sue molteplici e gravi scappatelle, preservandolo dai pericoli,
procurandogli nel deserto cibo e bevanda, egli lo ha condot-
to fino alla terra promessa. Questa tenerezza divina evoca
T'immagine del Dio-pastore cantato dal salmo 23.

Quando Gesû scende dalla montagna dove, secondo Matteo,
ha pronunciato il suo lungo discorso inaugurale, grandi folle
lo seguono su una strada costellata di miracoli: molte guari-
gioni, fra cui soprattutto quelle di un lebbroso, del servo del
centurione romano, della suocera di Pietro, di un paralitico,
di una donna inferma, di due ciechi e di un indemoniato mu-
to; espulsione del demonio che tormentava due uomini; tem-
pesta sedata. Uscendo da Cafarnao, Gesů chiama un pubbli-
cano (vangelo di domenica scorsa). Strada facendo, sosta nel-
le sinagoghe delle città e dei villaggi per proclamare la buo-
na novela del Regno. Gesù ha fatto tutto questo mosso da
pietà per le folle stanche e sfinite, «come pecore senza pa-
store». Vedendole. il suo cuore ne resta sconvolto, come quel-
lo di Dio. 
Affinché il maggior numero di persone possibile possa bene-
ficiare di questa misericordia, egli sceglie dodici dei suoi di-
scepoli e li manda, con i suoİ stessi poteri, a proclamare il suo
messaggio, a guarire i malati e a scacciare i demoni. Non li
chiama «pastori», ma «operai della mèsse» che Dio fa germo-
gliare attraverso la Parola. Vi è, infatti, un solo pastore, il Cri-
sto morto per le folle straziate dal peccato. E lui che salva dal-
la collera divina, giustifica e riconcilia con il Padre, ridona la
vita. Scrivendo tutto questo, Matteo ricorda alle comunità cri-
stiane di tutti i tempi che la Chiesa ha la missione di testimo-
niare, con le sue azioni, la misericordia di Dio in mezzo alle fol-
le, in conformità all'insegnamento e all'esempio del Signore.

antifona d'ingresso Sal. 26,7.9
Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto, non respingermi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.teotno o

colletta
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre
invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fede-
li ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni
e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Padre, che hai fatto di noi un popolo profetico e sacerdo-
tale, chiamato ad essere segno visibile della nuova realtà
del tuo regno, donaci di vivere in piena comunione con te
nel sacrificio di lode e nel servizio dei fratelli, per diventa-
re missionari e testimoni del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura  Es 19,2-6a
Quando Dio sceglie un profeta, lo
fa sempre in vista di una missione a beneficio di altri: cosi 
Mose', il prototipo di questi inviati, e piu' tardi Gesu', l'Inviato,
il profeta per eccellenza. Lo stesso avviene nel caso del po-
polo dell'alleanza e, oggi, della Chiesa. Di conseguenza, non
si deve vantare di essere stati scelti di Dio quasi che si
trattasse di una dignità o di un titolo onorifico. Questa gra-
zia, data in vista di una missione, comporta una responsa-
bilita': testimoniare la santita di Dio davanti ai popoli.

DAL LUBR0 DELL'ESODO
In quei giorni, gli lsraeliti, levate le tende da Refidirn, giunse-
ro al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si ac-
campo davanti al monte.
Mose' sali verso Dio, e il Signore lo chiamo dal monte, dicen-
do: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli
Israeliti: "Voi stessi avete visto cio che io ho fatto all'Egitto e
come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino
a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la
mia alleanza, voi sarete per me una proprietã particolare tra
tutti i popoli; mia infatti e tutta la terra! Voi sarete per me un
regno di sacerdoti e una nazione santa". - Parola di Dio.

salmo responsoriale  99,2; 3; 5
Popolo scelto da Dio per proclamare il suo amore: una gra-
zia e una responsabilita'.

RIT. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza./R

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo./R

Buono e il Signore,
il suo amore è per sernpre,
la sua fedelta di generazione in generazione. /R

seconda lettura. Rm 5,6-11
Il passaggio dallo stato di peccatori a quello di credenti é
possibile grazie alla morte e alla risurrezione di Cristo ohe
ci riconciliano con Dio. Noi poniamo quindi la nostra fie-
rezza non in noi stessi, che siamo radicalmente incapaci di
conseguire la salvezza, la giustizia, ma in Dio che ci ama e
in Gesiù salvatore.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AL ROMANI
Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito
Cristo mori per gli empi., ora, a stento qualcuno è disposto a
morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una
persona buona.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, men-
tre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A mag-
gior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati
dall'ira per mezzo di lui.
Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con
Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto piů, ora che
siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita, Non
solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore no-
stro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la ri-
conciliazione. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Mc 1,15
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo.

Vangelo Mt 9,36-10,8
Durante la sua vita terrena, Gesù ha potuto avvicinare solo
qualche peccatore, come, ad esempio, il pubblicano Matteo
di cui ha fatto un discepolo. Ma, come quella di Dio, la sua
misericordia, questo sentimento che prende alle viscere, e
senza limiti. Non potendo essere contemporaneamente ovun-
 que, egli ha scelto dodici apostoli e li ha inviati in missione
in tutta la regione, donando loro istruzioni simili a quelle
ricevute da lui stesso dal Padre. Al momento della sua
Ascensione al cielo, egli farà del mondo intero il campo del
loro apostolato. Dovranno raccogliere i frutti di un seme che
essi hanno solo sparso e che è stato fatto germogliare da un
Altro. Oggi, egli non è più in mezzo a noi per scegliere e in-
viare gli operai nella sua mèsse. Bisogna quindi chiederli a
Dio nella preghiera.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesů, vedendo le folle, ne senti compassione,
perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno
pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbon-
dante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore
della messe perchê mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli
spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni in-
fermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pie-
tro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedēo, e Gio-
vanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo
il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Ca-
naneo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradi.
Questi sono i Dodici che Gesū invið, ordinando loro: «Non an-
date fra i pagani e non entrate nelle cittā dei Samaritani; ri-
volgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'israele.
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vi-
cino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i leb-
brosi, scacciate i demõni. Gratuitamente avete ricevuto, gra-
tuitamente date», - Parola del Signore.

preghiera
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo
alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci ven-
ga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore. 

antifona  Sal. 26,4
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita.

oppure Gv 17,11
Dice il Signore: «Padre santo, custodisci nel tuo nome colo-
ro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi,

preghiera
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno del-
la nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e
nella pace. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro
ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi
tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28, 19-20).

Sia dungue noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta
ai pagani ed essi l'ascolteranno! (At 28,28).

Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il po-
polo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di
lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce (1Pt 2,9).

Gesù chiama il vangelo mietitura. E come se dicesse: «Tutto è pron-
to, tutte le disposizioni sono state prese. Vi mando a mietere il gra-
no maturo; potrete seminare e mietere nello stesso giornol». Quan-
do l'agricoltore esce di casa per andare a mietere è pieno di gioia
e raggiante di felicità. Non pensa né alle sofferenze né alle diffi-
coltà che potrà incontrare. Pensando alla messe che potrà am-
 massare, egli corre e si affretta a portare a termine il raccolto del-
l'annata. Nulla può traltenerlo, ostacolarlo o indurlo a dubitare
dell'avvenire.
Giovanni Crisostormo, Omelia sulla mésse abbondante)

Sono stato li per serivere all'Università di Parigi o perlomeno al
nostro maestro De Cornibus e al dottor Picardo per dire loro quan-
te migliaia e milioni di pagani si farebbero cristiani se vi fossero
operai per la mèsse.
(Francesco Savefio, Lettera del 15 gennaio 1544)

Conteranno molto, nella storia della Chiesa, le forme di apostola-
to che fanno molto chiasso?. Ciò che conta non è né la superficie,
né la lunghezza, né la larghezza. E' la profondità. L'apostolato si
misura con la sonda e non con la corda.
(L. Cerfaux, Il discorso missionario)

Dio ha deciso che certi sforzi si sarebbero fatti solo in seguito alla
preghiera dei suoi figli. Come il duro lavoro è una delle condizio-
ni del raccolto, cosi la preghiera è una delle condizioni della mès-
se di Dio.. Essa è il nostro strumento, il trapano che scava in
profondità per farne scaturire Dio.

(J. Loew. Come se vedesse l'ivisibile)

Pensate solo a Dio e alla diffusione del suo regno. E latteggia-
mento proprio della carità.. Nella carità non vi è più nulla di me
stesso. E l'immersione nella sorgente. Il suo desiderio diventa il
mio desiderio.
(VCh. Journet, Come una frecia incandescente) 




 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.” 



martedì 30 gennaio 2018

Il dolore umano




 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica?
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica,
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con
te.” 

sabato 3 dicembre 2016

Regina degli Angeli


 Regina degli Angeli
Il mondo, a servizio di Satana, cieco spiritualmente, non vede la luce della purezza 
angelica della Madre mia.
Ma non è soltanto il mondo corrotto che giudica sinistramente la Vergine Madre. Ci
sono altri, che si dicono miei seguaci e purtroppo ci sono anche molti credenti  che
discutono e mettono in dubbio la perpetua verginità di Maria Santissima.
Come si può giungere a tale grado di cecità da certi Credenti? Costoro  che sono sordi alla mia voce ed a quella di mia Madre, ascoltano la voce di Satana, al cui servizio non lavorano? Sanno  essi chi sia Satana e cosa egli faccia  in quest’ora gravissima?
L’umanità va alla deriva. Può salvarla la  Madre mia, poiché questa è l’ora di Maria, segnata dalla Provvidenza. Il castigo collettivo sarebbe piombato sulla terra, se questa pietosissima Madre non avesse trattenuta la mia mano. E' proprio Satana che ha ingaggiato la battaglia contro la Madre del Cristo, nella speranza di avere molte prede. Tuttavia il principe delle tenebre sa bene chi sia la Vergine Madre e quale potenza Ella abbia in Cielo. I servitori di Satana e tutti i miei credenti ascoltino!
I credenti che danno scandalo, danno occasione di dubitare anche dell'esistenza di Dio. Ed è a questo che dobbiamo temere: allontanarsi da Dio.
 Noi dovemmo subire l’infelicità eterna,l’inferno, mentre nel mondo tanti e tanti arrivano a salvarsi malgrado tante ribellioni contro il loro Dio!... 
Riflettete, o credenti, sull’ultima affermazione di Satana: Strapperò molte anime a Dio: Se la Madre mia Maria fosse stata eletta prima che gli Angeli si fossero ribellati al Creatore, la sua potentissima intercessione avrebbero ottenuto misericordia!
Chi è questa Donna, davanti alla quale l’inferno ha paura? E' quella vergine purissima, che oggi il mondo vorrebbe allontanare.
Quali rapporti ci sono tra me e questa Donna?... Io venni al mondo per mezzo di Lei, fui nutrito per mezzo di Lei con il suo latte verginale. In tutta la vita, sino ai trentanni, fui accudito da Lei. Maria vergine fu il prezioso strumento della Redenzione del genere umano. In Maria e con Maria io vivo del suo sangue e della sua carne verginale nell’Ostia Consacrata e quando le anime mi ricevono, non sono sole, perché sono incorporato della vita della Madre mia.
Ecco tutto il grande poema, stupendo e mistico, vivente nella mia Chiesa! Senza la  Madre mia non potevo essere Gesù sulla terra; quindi, tutto si deve a questa purissima Regina Immacolata. Se un figlio affettuoso circonda di gratitudine e di amore la madre sua terrena, ed è un cuore limitato, quanto più dovrei  preocuparmi io, di vederla onorata, amata, glorificata e riparata, la Madre mia, Arca di Salvezza, canale di grazia, Corredentrice del genere umano? La Santissima Trinità, tutte le predilezioni che possono darsi a creatura! Il mistero del mio vivere nelle anime avviene sempre per mezzo della purissima mia Madre. Quanto è stupenda e luminosa la figura di questa Vergine, Trono e Tabernacolo di Dio Vivente!
Non c’e lingua umana ne angelica che possa degnamente tesserne le lodi!
Chi ama me, ama la Madre mia! Chi ama la Madre mia, ama me ed avrà vita sicura.
Maria mi portò al mondo e per mezzo di Lei vado alle anime.
E' Maria Vergine che mi conduce e che mi prepara i cuori ove fare la mia dimora.
E' troppo grande la Madre mia!... Guai agli infelici che osano gettare ombra sulla
purezza verginale di Colei che a in mano lo scettro di Regina degli Angeli!
Credenti, che mi ascoltate, riparate e fate riparare l’onore della Madre mia e vostra!

 da (noi amaria-google+)




Anime!...
Ciò che perisce è nulla; la materia giova solo per il tempo; è l’anima umana che
vale, perché durerà in eterno. La dimora sulla terra non avrebbe significato se le anime non fossero immortali. Ah, le anime!... Proprio le anime mi portarono sulla terra. Per amore di esse soffrii tanto quaggiù e per loro amore spirai sulla Croce, tutto martirizzato dalla testa ai piedi,  da sembrare un lebbroso. Lividure, piaghe  e Sangue per tutto il corpo e tutto questo per amore delle anime.
Il mio ideale è stato e sarà sempre la  salvezza delle anime.
Quale altro compito hanno tutti i miei credenti? Salvarsi e salvare!
Innanzi tutto si deve salvare l’anima propria, affare unico strettamente personale, poi si deve lavorare per salvare i fratelli.
La parabola dei talenti dovrebbe e far riflettere i credenti titubanti, poiché il servo
pigro fu gettato nelle tenebre esteriori nel pianto e stridore di denti.
Perché vi ho scelto fra innumerevoli creature e vi ho rivestiti della Dignità di credente?
 Forse per godere di più nella vita e per darvi al bel tempo?... Perché vi sono dati gli anni di vita, se non per trafficare  talenti ricevuti?...   '
Quale guadagno deve stare in cima ai vostri pensieri se non il  gran numero  di anime  credenti da salvare?
Qualè il frutto del vostro credere se non mi presentate di continuo anime?
     · 
Certi credenti sono troppo miseri, preoccupati solo di non cadere nella colpa grave;
quando riescono a stare un po’ in equilibrio per non cadere, credono poter stare tranquilli in coscienza. Errore grande! ;
Il primo passo di base, é di certo evitare il grave peccato. Ma questo non basta a nessuno, particolarmente ai credenti  i quali devono essere apostoli, sale e luce della terra . Più che preoccuparsi del male da fuggire ,devono preoccuparsi del bene da fare. Tralasciare il bene, quando se ne ha il dovere come credente in Dio, quando se ne ha il tempo  le circostanze lo permettono,è un peccato di omissione. 
Quante anime da istruire, da consigliare, da confortare! Quante persone cercano il  perdono di Dio! Quanti ammalati da visitare e moribondi da assistere! Quanti bambini da accudire per disporli alla vita cristiana! Quanti centri di lavoro da visitare per mettersi a contatto con schiere di operai dimentichi di Dio! E mentre i bisogni delle anime sono tanti dove sono e cosa fanno i cristiani credenti?
 Come occupano il ·tempo dedicato a Dio? in passatempi, visite pericolose prolungate... E le anime?... Sono li che aspettano chi spezzi loro il pane e non lo trovano! Lavorate credenti! Lavorano di più i nemici della mia Chiesa. E' tempo di svegliarsi e di rinnovarsi nello Spirito. Credenti ,così si serve un Dio, il Sommo Padrone che vi a dato i suoi talenti? Ad ogni credente `ho dato dei talenti, a 
chi uno, a chi due, a chi cinque. A chi più è stato dato, più sarà domandato.
Ho credenti ardenti di carità, assetati di anime; per loro tutto è nulla o ben poca cosa; per loro ciò che conta è la salvezza delle anime, di moltissime anime.
Ma se nel mondo ho migliaia di credenti zelanti, perché non possono essere tali le  altre decine di migliaia?
Meditate tutti sulla sorte toccata al servo pigro, che non fece fruttare il talento del padrone!
Nel giorno del rendiconto, quando i credenti pigri vedranno tante anime dannarsi per loro indifferenza,
comprenderanno il grande male fatto a loro stessi ed ai fratelli, sottraendo la gloria di Dio.
Si rimedi mentre se ne ha il tempo!
da ( noi amaria-google+ )