s messa 27 settembre
L'intenzione equivale all'azione». Questa massima popolare
viene usata in circostanze e prospettive molto diverse. La si
invoca normalmente per scusarsi di non aver mantenuto una
promessa, di non aver fatto ciò che si sarebbe dovuto fare.
Non bisogna farmene una colpa, se, mio malgrado, il mio
slancio è imprevedibilmente venuto meno». A volte, al con-
trario, si considera una colpa anche la semplice intenzione di
compiere un atto riprovevole. Non sono passato all'atto so-
lo perchế le circostanze o un intervento esterno me lo han-
no impedito. Ma un cattivo pensiero, una cattiva intenzione
possono essere semplici tentazioni, passeggere o ossessive,
che ho avuto il merito di respingere. Nessuno dovrebbe, inol-
tre, rimproverarmi se mi sono accorto per tempo, o anche al-
l'ultimo momento, della malvagità del mio piano e non l'ho
realizzato.
E comunque vero che la serietà dell'intenzione si giudica nor-
malmente dagli atti. In ogni caso, il proposito, anche ripetu-
to, di convertirsi non equivale alla conversione. Fermarsi a
una pura dichiarazione di intenzione è persino scandaloso e
impedisce l'ingresso nel regno di Dio. Al momento del suo glo-
rioso ritorno, il Figlio dell'uomo riconoscerà come suoi tutti
coloro che, anche senza un esplicito riferimento a lui, hanno
compiuto la volontà del Padre, hanno abbandonato la loro
«malvagità» (Mt 25,31 -46). Colui che conosce i segreti dei
cuori e al quale nulla sfugge dirà: «Eri pubblicano, prostituta,
ma hai ascoltato la mia parola, la predicazione dei miei in-
viati, la voce della tua coscienza e hai abbandonato la tua
malvagitā; avvicinati, vieni avanti ed entra nella sala del ban-
chetto al quale Dio chiama fin dalla fondazione del mondo»,
L'intenzione equivale all'azione». Questa massima popolare
viene usata in circostanze e prospettive molto diverse. La si
invoca normalmente per scusarsi di non aver mantenuto una
promessa, di non aver fatto ciò che si sarebbe dovuto fare.
Non bisogna farmene una colpa, se, mio malgrado, il mio
slancio è imprevedibilmente venuto meno». A volte, al con-
trario, si considera una colpa anche la semplice intenzione di
compiere un atto riprovevole. Non sono passato all'atto so-
lo perchế le circostanze o un intervento esterno me lo han-
no impedito. Ma un cattivo pensiero, una cattiva intenzione
possono essere semplici tentazioni, passeggere o ossessive,
che ho avuto il merito di respingere. Nessuno dovrebbe, inol-
tre, rimproverarmi se mi sono accorto per tempo, o anche al-
l'ultimo momento, della malvagità del mio piano e non l'ho
realizzato.
E comunque vero che la serietà dell'intenzione si giudica nor-
malmente dagli atti. In ogni caso, il proposito, anche ripetu-
to, di convertirsi non equivale alla conversione. Fermarsi a
una pura dichiarazione di intenzione è persino scandaloso e
impedisce l'ingresso nel regno di Dio. Al momento del suo glo-
rioso ritorno, il Figlio dell'uomo riconoscerà come suoi tutti
coloro che, anche senza un esplicito riferimento a lui, hanno
compiuto la volontà del Padre, hanno abbandonato la loro
«malvagità» (Mt 25,31 -46). Colui che conosce i segreti dei
cuori e al quale nulla sfugge dirà: «Eri pubblicano, prostituta,
ma hai ascoltato la mia parola, la predicazione dei miei in-
viati, la voce della tua coscienza e hai abbandonato la tua
malvagitā; avvicinati, vieni avanti ed entra nella sala del ban-
chetto al quale Dio chiama fin dalla fondazione del mondo»,
Al contrario, a coloro che si sono allontanati dalla giustizia o
hanno detto «si, amen» alla volontà del Signore, ma non
I'hanno fatta, egli dirà: «Andate indietro, andatevene, io non
vi conosco!». Tale è, nella sua incontesta- bile perfezione, la giu-
stizia di Dio. Lasciamo cadere quindi ogni arroganza, ma non
accontentiamoci di parole. Diciamo di avere la fede? Tradu-
ciamola in atti.
Quest'esigenza si impone a chiungue vuole essere veramen-
te discepolo di Cristo e partecipare alla salvezza acquistata
dalla sua incondizionata obbedienza alla volontā del Padre,
alla sua Pasqua di morte, risurrezione e gloria, di cui l'euca-
ristia è il memoriale. Noi dobbiamo comunicare ad essa non
solo nel sacramento ma anche nella vita concreta.
antifona d'ingresso
Dn 3,31.29.30.43.42
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l'hai fat-
to con retto giudizio; abbiamo peccato contro di te, non ab-
biamo dato ascolto ai tuoi precetti; ma ora glorifica il tuo
nome e opera con noi secondo la grandezza della tua mise-
ricordia.
colletta
O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la mi-
sericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua
grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, di-
ventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, sempre pronto ad accogliere pubblicani e peccato-
ri appena si dispongono a pentirsi di cuore, tu prometti vi-
ta e salvezza a ogni uomo che desiste dall'ingiustizia: il tuo
Spirito ci renda docili alla tua parola e ci doni gli stessi sen-
timenti che sono in Cristo Gesù. Egli è Dio, e vive..
hanno detto «si, amen» alla volontà del Signore, ma non
I'hanno fatta, egli dirà: «Andate indietro, andatevene, io non
vi conosco!». Tale è, nella sua incontesta- bile perfezione, la giu-
stizia di Dio. Lasciamo cadere quindi ogni arroganza, ma non
accontentiamoci di parole. Diciamo di avere la fede? Tradu-
ciamola in atti.
Quest'esigenza si impone a chiungue vuole essere veramen-
te discepolo di Cristo e partecipare alla salvezza acquistata
dalla sua incondizionata obbedienza alla volontā del Padre,
alla sua Pasqua di morte, risurrezione e gloria, di cui l'euca-
ristia è il memoriale. Noi dobbiamo comunicare ad essa non
solo nel sacramento ma anche nella vita concreta.
antifona d'ingresso
Dn 3,31.29.30.43.42
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi l'hai fat-
to con retto giudizio; abbiamo peccato contro di te, non ab-
biamo dato ascolto ai tuoi precetti; ma ora glorifica il tuo
nome e opera con noi secondo la grandezza della tua mise-
ricordia.
colletta
O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la mi-
sericordia e il perdono, continua a effondere su di noi la tua
grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, di-
ventiamo partecipi della felicità eterna. Per il nostro Si-
gnore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, sempre pronto ad accogliere pubblicani e peccato-
ri appena si dispongono a pentirsi di cuore, tu prometti vi-
ta e salvezza a ogni uomo che desiste dall'ingiustizia: il tuo
Spirito ci renda docili alla tua parola e ci doni gli stessi sen-
timenti che sono in Cristo Gesù. Egli è Dio, e vive..
prima lettura Ez 18,25-28
Il tempo concesso a ciascuno da Dio è un tempo di prova e di
grazia: il giusto deve perseverare sulla retta via e non rite-
nere che la salvezza sia acquisita una volta per tutte: il «mal-
vagio deve approfittare del tempo che gli viene concesso per
desistere dall'ingiustizia»e camminare senza sbandamenti
sulla retta via della «giustizia», Il Signore non vuole la mor-
te di nessuno, ma lascia a ciascuno la responsabilita di sce-
gliere fra la strada che conduce alla vita e quella che condu-
ce alla morte.
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIỀLE
Cosi dice il Signore: «Voi dite: "Non è retto il modo di agire
del Signore". Ascolta dunque, casa d'lsraele: Non è retta la
mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si
allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di que-
sto muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha com-
messo e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stes-
so. Ha riflettuto, si ề allontanato da tutte le colpe commesse:
egli certo vivrà e non morirà», - Parola di Dio,
salmo responsoriale 24,4-5;6-7;8-9
I sentieri del Signore sono diritti, le sue vie conducono alla VITA.
RIT. Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Fammi coscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
io spero in te tutto il giorno./R
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore./RBuono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via./R
seconda lettura Fil 2,1-11 (lett. breve 2,1-5)
Per esortare i suoi corrispondenti a vivere nella carità
conformemente alla loro vocazione, Paolo non si abbandona
a considerazioni di ordine morale: essi devono avere gli uni
verso gli altri disposizioni simili a quelle del Cristo. Que-
st'evocazione richiama alla mente dell'apostolo un fram-
mento di inno che veniva certamente cantato al suo tempo
nelle assemblee cristiane.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI FILIPPÉSI
Fratelli, se c'è qualche consolazione in Cristo, se c'è qualche
conforto, frutto della carità, se c'è qualche comunione di spi-
rito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rende-
te piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stes-
sa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi,
con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Cia-
scuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli al-
tri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesū: (egli,
pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio
l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una con-
dizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto
riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbe-
diente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo DiO
lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesü ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sul-
la terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesû Cristo e
Signorel», a gloria di Dio Padre.] - Parola di Dio.
canto al Vangelo Gv 10,27
Alleluia, alleluia,Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Vangelo Mt 21,28-32
Le dichiarazioni di intenzione che non vengono suffragate
dalle azioni o, peggio, sono da esse contraddette condanna-
no coloro che le emettono. Seguiamo l'esempio di coloro che,
senza chiasso, si convertono all'appello della parola di Dio
ascoltata dalla bocca dei suoi inviati.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del
popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al
primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli ri-
spose: "Non ne ho voglia". Ma poi si penti e vi ando. Si rivolse
al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Si, signore" Ma
non vi ando'. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?.
Risposero: ll primo», E Gesù disse loro: in verità io vi dico: i
pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.
Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli
avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno cre-
duto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi
siete nemmeno pentiti cosi da credergli». Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni, e da quest'of
ferta della tua Chiesa fa' scaturire per noi la sorgente di
ogni benedizione. Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal 118,49-50
Ricorda, Signore, la promessa fatta al tuo servo:
in essa mi hai dato speranza,
nella mia miseria essa mi conforta.
nella mia miseria essa mi conforta.
oppure
Da questo abbiamo conosciuto l'amore di Dio: egli ha dato
la sua vita per noi, e anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
oppure cf. Mt 21,32
«E' venuto Giovanni Battista e i peccatori gli hanno creduto»,
preghiera
Questo sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nel-
l'anima e nel corpo, perché, comunicando a questo memo-
riale della passione del tuo Figlio, diventiamo
nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
«l padri hanno mangiato l'uva acerba e i denti dei figli si sono al-
legati». Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore Dio, voi non ripetere-
te più questo proverbio in Israele. Ecco, tutte le vite sono mie: la vi-
ta del padre e quella del figlio è mia; chi pecca morirà. Colui che
ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquità del
padre, né il padre l'iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la
sua giustizia e al malvagio la sua malvagità (Ez 18,2-4.20).
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi,
e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato mini-
mo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uo-
mini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Se amate quelli
che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pub-
blicani? (Mt 5,19.46).
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo
a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Non chiunque mi di-
ce: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la
volontà del Padre mio che è nei cili. Chiunque ascolta queste mie
parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha co-
struito la sua casa sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie pa-
role e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha co-
struito la sua casa sulla sabbia (Mt 7,12.21.24.26).
Da questo abbiamo conosciuto l'amore di Dio: egli ha dato
la sua vita per noi, e anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
oppure cf. Mt 21,32
«E' venuto Giovanni Battista e i peccatori gli hanno creduto»,
preghiera
Questo sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nel-
l'anima e nel corpo, perché, comunicando a questo memo-
riale della passione del tuo Figlio, diventiamo
nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
«l padri hanno mangiato l'uva acerba e i denti dei figli si sono al-
legati». Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore Dio, voi non ripetere-
te più questo proverbio in Israele. Ecco, tutte le vite sono mie: la vi-
ta del padre e quella del figlio è mia; chi pecca morirà. Colui che
ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquità del
padre, né il padre l'iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la
sua giustizia e al malvagio la sua malvagità (Ez 18,2-4.20).
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi,
e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato mini-
mo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uo-
mini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Se amate quelli
che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pub-
blicani? (Mt 5,19.46).
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo
a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Non chiunque mi di-
ce: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la
volontà del Padre mio che è nei cili. Chiunque ascolta queste mie
parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha co-
struito la sua casa sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie pa-
role e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha co-
struito la sua casa sulla sabbia (Mt 7,12.21.24.26).



