sabato 31 gennaio 2026

S Messa 31 maggio Santissima Trinità






solennita Santissima Trinità
s messa 31 maggio

Professione di fede «in Dio, Padre onnipotente, in Gesů Cri-
sto, unigenito Figlio di Dio e nello Spirito Santo; battesimo
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo»; azio-
ne di grazie al Padre, per il Figlio nello Spirito; preghiera «per
mezzo di Gesū Cristo, nostro Signore e nostro Dio, che regna
con il Padre e lo Spirito Santo»; unzione conferita al malato
perché il Signore lo conforti nella grazia dello Spirito Santo;
defunti affidati alla misericordia del Padre per l'intercessione
del Figlio che lo Spirito ha risuscitato: dal primo all'ultimo
giorno, l'esistenza cristiana si svolge sotto l'influenza della
santissima Trinitā, nella comunione delle tre persone divine e
della loro unità.

Dio resta comunque totalmente Altro, I'inconoscibile che
l'occhio dell'uomo non ha mai visto. Anche il faccia a faccia
dell'eternitā, che ne mostrerà la grandezza, I'insondabile tra-
scendenza, lascerà inviolato il suo mistero. Egli è «il Signore».
Lui solo puð dire qualcosa sulla sua identitā, che rivela non
attraverso le parole, ma attraverso ciò che compie. E cosi che
noi conosciamo la sua tenerezza e la sua misericordia, la sua
fedeltà e soprattutto il suo amore, fonte di tutte le sue ini-
ziative nei nostri riguardi, delle «meraviglie» che ha compiuto
da sempre per la salvezza degli uomini e del mondo.

Dio ha Coronato questo amore inviando sulla terra colui che
si è manifestato come suo Figlio, Gesù di Nazaret. Lui, il Ver-
bo venuto nel mondo, ha potuto.parlare di Dio con parole
d'uomo. Ci ha detto che il nome proprio di Dio è «Padre»; che
la sua onnipotenza è quella di un amore infinito e indefetti- 
bile; che lo Spirito Santo introduce i credenti nella comunio-
ne della santissima e indivisibile Trinità.
Il mistero che si celebra in questa domenica tocca certamen-
te il piano spirituale, ma anche quello delle nostre relazioni
quotidiane nei vari settori della vita familiare e sociale, Cia-
Scuno di noi ha la sua personalità: essa puo e deve realizzar-
si pienamente grazie alla comunione degli uni con gli altri.

antifona d'ingresso
Sia benedetto Dio Padre, e I'unigenito Figlio di Dio, e lo Spi-
rito Santo: perché grande è il suo amore per noi.

colletta
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Pa-
rola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uo-
mini il mistero della tua vita, fa' che nella professione del-
la vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo
l'unico Dio in tre persone, Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio...

oppure,
Padre, fedele e misericordioso, che ci hai rivelato il mistero
della tua vita donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di
amore, sostieni la nostra fede e ispiraci sentimenti di pace
e di speranza, perché riuniti nella comunione della tua
Chiesa benediciamo il tuo nome glorioso e santo. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo.

prima lettura  Bs 34,4b-6, 89
Questo breve racconto la dice lunga su Dio e, come sempre nel-
la Bibbia, in un linguaggio che non ha nulla di astratto. Dio
è il trascendente, l'inafferrabile: «soffiare» sembra essere la
radice di Jahvé». Nessuno può sapere chi egli è se non lo «pro-
clama lui stesso». Si intuisce qualcosa della sua identità so-
lo prestando attenzione a ciò che egli fa e al modo in cui lo fa. 
Di qui derivano i nomi che gli vengono
attribuiti misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di
grazia e di fedeltà»e mol-
ti altri ancora: non è possibile rinchiudere in una definizione
colui che è oltre tutto ciò che si può dire di lui.

DAL LIBRO DELL'ESODO
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e sali sul monte
Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavo-
le di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermo là presso di lui e
proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui,
proclamando: «ll Signore, il Signore, Dio misericordioso e pie-
toso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostro. Disse: «Se ho
trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini
in mezzo a noi. Si, è un popolo di dura cervice, ma tu perdo-
na la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua ere-
ditā», - Parola di Dio.

salmo responsoriale
Nell'alto dei cieli e nelle profondità degli abissi, in cielo e nel
suo tempio, creatore dell'universo, presente nella nostra sto-
ria: benedetto sia Dio!

RIT. A te la lode e la gloria nei secoli!

Benedetto sei tu, Signore,
Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo./R

Benedetto sei tu
nel tuo tempio santo, glorioso./R

Benedetto sei tu
Sul trono del tuo regno./R

Benedetto sei tu
che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini./R 

Benedetto sei tu
nel firmamento del cielo./R

seconda lettura 2Cor 13,11 -13
Nella Scrittura non vi sono esposizioni filosofiche, astratte,
sul mistero della santissima Trinita, ma espressioni della fe-
de in Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, come la benedizio,
di Paolo alla fine di una delle sue lettere ai corinzi, uti-
lizzata all'inizio dell'assemblea eucaristica.

DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio
a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio
dell'amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vícenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesü Cristo, l'amore di Dio e la comu-
nione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Parola di Dio.

canto al Vangelo cf Ap 1,8
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio che è, che era e che viene.

Vangelo Gv 3,16-18
Il Figlio dell'uomo è morto «innalzato» sulla croce, perché
chiunque crede rinasca dallo Spirito e ottenga la vita eter-
na: è il mistero della salvezza, rivelato da Gesù a Nicodemo
(Gu 3,1-15). Quindi, aggiunge Giovanni, chiunque riconosce
l'amore di Dio che ha dato, «consegnato», il suo Figlio uni-
genito Gesù, otterrà la vita eterna per mezzo di lui.

Dal Vangelo Secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato
il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede
in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti,
 non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mon-
do, ma perche' il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già sta-
to condannato, perche' non ha creduto nel nome dell'unigeni-
to Figlio di Dio», - Parola del Signore.

preghiera
Invochiamo il tuo nome, Signore, su questi doni che ti pre-
sentiamo: consacrali con la tua potenza e trasforma tutti noi
in sacrificio perenne a te gradito. Per Cristo nostro Signore.

prefazio
Ringraziamo il Padre per la sua vita d'amore in unione con
il Figlio e lo Spirito Santo.

E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo sei un solo Dio,
nell'unità di una sola persona, ma nella
la Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo, e con
la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo Figlio
e dello Spirito Santo. E nel proclamare te Dio vero ed eter-
no, noi adoriamo la Trinità delle persone, l'unità della na-
tura, l'uguaglianza nella maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini, non ces-
sano di esaltarti uniti nella stessa lode: Santo...

antifona Gal 4,6
Voi siete figli di Dio: egli ha mandato nei vostri cuori lo Spi-
rito del Figlio suo che grida: «Abbà, Padre».

oppure Gv 3,16
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita
eterna.

preghiera
Signore Dio nostro, la comunione al tuo
sacramento e la pro-
fessione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci
sia pegno di salvezza dell'anima e del corpo. Per Cristo no-
stro Signore

sviluppi
Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel se-
no del Padre, lui lo ha rivelato (Gu 1,18).
Costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santifi-
cazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Si-
gnore (Rm 1,4).
Vi esorto, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l'amore dello
Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio
(Rm 15,30).
Siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel no-
me del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio! (1Cor 6,11).
Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla qua-
le siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Si-
gnore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tut-
ti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente
in tutti (Ef 4,4-6).
La Trinità non è una realtà morta, inerte, ma una realtà viva, che
agisce, respira, funziona. Anche in Dio cè un respiro; noi adoria-
mo un Dio vivo, un Dio che funziona, un Dio che respira, che re-
spira se stesso. La filosofia ci ha troppo abituati all'idea di un Dio
astratto, impassibile e, tutto sommato, indifferente. La Bibbia ci of-
fre di lui unimmagine del tutto diversa. Ci mostra un essere vi-
vente, amante, irritato, misericordioso, appassionato, Qualcuno
nel quale siamo cosi felici di trovare la nostra somiglianza e che è
negazione di ciò che si trova in noi, suoi figli, solo in quanto perfe-
zione trascendente. I santi sanno ciò che dicono quando parlano del
cuore di Dio e delle sue viscere paterne. E tutto l'Antico Testamen-
to è pieno del suo ruggito a causa del tradimento della sua creatu-
ra primogenita, dello scisma spaventoso dei suoi figli prediletti, che 
lo ha obbligato a creare il mondo e a fare tutto ciò che è testimo-
niato dal presepe e dal Golgota.
P Claudel, lo eredo in Dio)

Ognuna delle tre Persone è crocifiggente e crocefissa. La croce di
Gesù si trova al centro di un amore che presenta eternamente la
forma del sacrificio. E in tutto e per tutto la beatitudine del Dio as-
solutamente uno. Infatti, l'amore non conoscerebbe la gioia perfet-
ta se non giungesse fino alle sue estreme conseguenze.
(Fr Varillon, La soferenza di Dio) 





 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.” 



martedì 30 gennaio 2018

Il dolore umano




 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica?
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica,
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con
te.” 

sabato 3 dicembre 2016

Regina degli Angeli


 Regina degli Angeli
Il mondo, a servizio di Satana, cieco spiritualmente, non vede la luce della purezza 
angelica della Madre mia.
Ma non è soltanto il mondo corrotto che giudica sinistramente la Vergine Madre. Ci
sono altri, che si dicono miei seguaci e purtroppo ci sono anche molti credenti  che
discutono e mettono in dubbio la perpetua verginità di Maria Santissima.
Come si può giungere a tale grado di cecità da certi Credenti? Costoro  che sono sordi alla mia voce ed a quella di mia Madre, ascoltano la voce di Satana, al cui servizio non lavorano? Sanno  essi chi sia Satana e cosa egli faccia  in quest’ora gravissima?
L’umanità va alla deriva. Può salvarla la  Madre mia, poiché questa è l’ora di Maria, segnata dalla Provvidenza. Il castigo collettivo sarebbe piombato sulla terra, se questa pietosissima Madre non avesse trattenuta la mia mano. E' proprio Satana che ha ingaggiato la battaglia contro la Madre del Cristo, nella speranza di avere molte prede. Tuttavia il principe delle tenebre sa bene chi sia la Vergine Madre e quale potenza Ella abbia in Cielo. I servitori di Satana e tutti i miei credenti ascoltino!
I credenti che danno scandalo, danno occasione di dubitare anche dell'esistenza di Dio. Ed è a questo che dobbiamo temere: allontanarsi da Dio.
 Noi dovemmo subire l’infelicità eterna,l’inferno, mentre nel mondo tanti e tanti arrivano a salvarsi malgrado tante ribellioni contro il loro Dio!... 
Riflettete, o credenti, sull’ultima affermazione di Satana: Strapperò molte anime a Dio: Se la Madre mia Maria fosse stata eletta prima che gli Angeli si fossero ribellati al Creatore, la sua potentissima intercessione avrebbero ottenuto misericordia!
Chi è questa Donna, davanti alla quale l’inferno ha paura? E' quella vergine purissima, che oggi il mondo vorrebbe allontanare.
Quali rapporti ci sono tra me e questa Donna?... Io venni al mondo per mezzo di Lei, fui nutrito per mezzo di Lei con il suo latte verginale. In tutta la vita, sino ai trentanni, fui accudito da Lei. Maria vergine fu il prezioso strumento della Redenzione del genere umano. In Maria e con Maria io vivo del suo sangue e della sua carne verginale nell’Ostia Consacrata e quando le anime mi ricevono, non sono sole, perché sono incorporato della vita della Madre mia.
Ecco tutto il grande poema, stupendo e mistico, vivente nella mia Chiesa! Senza la  Madre mia non potevo essere Gesù sulla terra; quindi, tutto si deve a questa purissima Regina Immacolata. Se un figlio affettuoso circonda di gratitudine e di amore la madre sua terrena, ed è un cuore limitato, quanto più dovrei  preocuparmi io, di vederla onorata, amata, glorificata e riparata, la Madre mia, Arca di Salvezza, canale di grazia, Corredentrice del genere umano? La Santissima Trinità, tutte le predilezioni che possono darsi a creatura! Il mistero del mio vivere nelle anime avviene sempre per mezzo della purissima mia Madre. Quanto è stupenda e luminosa la figura di questa Vergine, Trono e Tabernacolo di Dio Vivente!
Non c’e lingua umana ne angelica che possa degnamente tesserne le lodi!
Chi ama me, ama la Madre mia! Chi ama la Madre mia, ama me ed avrà vita sicura.
Maria mi portò al mondo e per mezzo di Lei vado alle anime.
E' Maria Vergine che mi conduce e che mi prepara i cuori ove fare la mia dimora.
E' troppo grande la Madre mia!... Guai agli infelici che osano gettare ombra sulla
purezza verginale di Colei che a in mano lo scettro di Regina degli Angeli!
Credenti, che mi ascoltate, riparate e fate riparare l’onore della Madre mia e vostra!

 da (noi amaria-google+)




Anime!...
Ciò che perisce è nulla; la materia giova solo per il tempo; è l’anima umana che
vale, perché durerà in eterno. La dimora sulla terra non avrebbe significato se le anime non fossero immortali. Ah, le anime!... Proprio le anime mi portarono sulla terra. Per amore di esse soffrii tanto quaggiù e per loro amore spirai sulla Croce, tutto martirizzato dalla testa ai piedi,  da sembrare un lebbroso. Lividure, piaghe  e Sangue per tutto il corpo e tutto questo per amore delle anime.
Il mio ideale è stato e sarà sempre la  salvezza delle anime.
Quale altro compito hanno tutti i miei credenti? Salvarsi e salvare!
Innanzi tutto si deve salvare l’anima propria, affare unico strettamente personale, poi si deve lavorare per salvare i fratelli.
La parabola dei talenti dovrebbe e far riflettere i credenti titubanti, poiché il servo
pigro fu gettato nelle tenebre esteriori nel pianto e stridore di denti.
Perché vi ho scelto fra innumerevoli creature e vi ho rivestiti della Dignità di credente?
 Forse per godere di più nella vita e per darvi al bel tempo?... Perché vi sono dati gli anni di vita, se non per trafficare  talenti ricevuti?...   '
Quale guadagno deve stare in cima ai vostri pensieri se non il  gran numero  di anime  credenti da salvare?
Qualè il frutto del vostro credere se non mi presentate di continuo anime?
     · 
Certi credenti sono troppo miseri, preoccupati solo di non cadere nella colpa grave;
quando riescono a stare un po’ in equilibrio per non cadere, credono poter stare tranquilli in coscienza. Errore grande! ;
Il primo passo di base, é di certo evitare il grave peccato. Ma questo non basta a nessuno, particolarmente ai credenti  i quali devono essere apostoli, sale e luce della terra . Più che preoccuparsi del male da fuggire ,devono preoccuparsi del bene da fare. Tralasciare il bene, quando se ne ha il dovere come credente in Dio, quando se ne ha il tempo  le circostanze lo permettono,è un peccato di omissione. 
Quante anime da istruire, da consigliare, da confortare! Quante persone cercano il  perdono di Dio! Quanti ammalati da visitare e moribondi da assistere! Quanti bambini da accudire per disporli alla vita cristiana! Quanti centri di lavoro da visitare per mettersi a contatto con schiere di operai dimentichi di Dio! E mentre i bisogni delle anime sono tanti dove sono e cosa fanno i cristiani credenti?
 Come occupano il ·tempo dedicato a Dio? in passatempi, visite pericolose prolungate... E le anime?... Sono li che aspettano chi spezzi loro il pane e non lo trovano! Lavorate credenti! Lavorano di più i nemici della mia Chiesa. E' tempo di svegliarsi e di rinnovarsi nello Spirito. Credenti ,così si serve un Dio, il Sommo Padrone che vi a dato i suoi talenti? Ad ogni credente `ho dato dei talenti, a 
chi uno, a chi due, a chi cinque. A chi più è stato dato, più sarà domandato.
Ho credenti ardenti di carità, assetati di anime; per loro tutto è nulla o ben poca cosa; per loro ciò che conta è la salvezza delle anime, di moltissime anime.
Ma se nel mondo ho migliaia di credenti zelanti, perché non possono essere tali le  altre decine di migliaia?
Meditate tutti sulla sorte toccata al servo pigro, che non fece fruttare il talento del padrone!
Nel giorno del rendiconto, quando i credenti pigri vedranno tante anime dannarsi per loro indifferenza,
comprenderanno il grande male fatto a loro stessi ed ai fratelli, sottraendo la gloria di Dio.
Si rimedi mentre se ne ha il tempo!
da ( noi amaria-google+ )