sabato 31 gennaio 2026

S Messa 18 ottobre




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s messa 18 ottobre
Nel «calendario dei santi» si trovano anche dei re e delle re-
gine e alcuni grandi uomini di Stato, ma ben pochi apparten-
gono alla storia moderna. La Chiesa, infatti, non si affretta a
canonizzare personalità del genere, anche nel caso in cui sia-
no state ammirevoli. Alle prese con situazioni complesse, con
la diversità delle opinioni religiose e di altra natura, a solle-
citazioni di ogni genere che non riescono a dominare, molti
responsabili, soprattutto quelli odierni, sono indotti a
prendere decisioni che, a volte, si allontanano piû o meno dal-
I'ideale evangelico. Comunque anche a loro riguardo, come
nel caso delle persone piū umili, il giudizío della Chiesa tiene
conto unicamente della cosiddetta «eroicità delle virtü», Ma
è accaduto che, coscientemente o meno, un «re sia stato, al
suo tempo, uno strumento nelle mani di Dio. La cosa appare
chiaramente solo in un secondo momento. Cosi Isaia evoca
I'azione del «re Ciro», pur non dimenticando di ricordare che
il vero Signore è solo Dio.

Bisogna quindi guardarsi dal considerare chicchessia come un
vero «uomo della provvidenza» al quale sottomettersi cieca-
mente. La stima di cui legittimamente si circonda colui che de-
tiene il potere impone una sana vigilanza e sorveglianza . 
Cosi hanno sempre fatto i profeti. A chi pretendeva di
realizzare il regno di Dio, essi dicevano: «No! Tu non sei il mes-
sia che deve venire a instaurare il regno promesso!». Bisogna
evitare quindi ogni confusione fra il cielo e la terra, fra la città
terrena e la città celeste.

Un altro errore consiste nel dire: Bisogna scegliere:o Dio o
Cesare: ciò che si dà all'uno si sottrae all'altro». Questo modo
di parlare è raramente privo di secondi fini. Si invocanoi do-
 veri nei riguardi di Cesare per sottrarsi a quelli nei riguardi di
Dio o viceversa, quando non addirittura a fasi alterne, a se-
conda delle convenienze, degli interessi del momento. Gesū e '
tassativo: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare», Anche
la Chiesa ha sempre insegnato i doveri civici e pregato per i
governanti, anche quando la perseguitavano. Ma il culto è do-
vuto solo al Signore.

Fatta chiarezza su questo punto, ciascuno deve lavorare con
coraggio e fiducia per introdurre la fede, la speranza e l'amore
nel mondo, cosi com'è, convinto che il vangelo è «potenza di
Dio e azione dello Spirito Santo».

antifona d'ingresso Sal 16,6-8
Io ti invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all'ombra delle tue ali.

colletta
]Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e
fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purez-
za di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrec-
ciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di
noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di
tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'uma-
nità intera riconosca te solo come unico Dio. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

prima lettura Is 45,1.4-6
Un re pagano «inviato» da Dio? Si, nel senso che, senza sa-
perlo, è stato lo strumento del suo disegno. Ma il solo vero
padrone della storia della salvezza è il Signore.

 DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Dce il Signore del suo eletto, di Ciro: io l'ho preso per la
destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere
le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti
delle porte e nessun portone rimarrā chiuso. Per amore di
Giacobbe, mio servo, e d'israele, mio eletto, io ti họ chiama-
to per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi cono-
sca. lo sono il Signore e non cè alcun altro, fuori di me non
c'ề dio, ti renderò pronto all'azione, anche se tu non mi co-
nosci, perche' sappiano dall'oriente e dall'occidente che non
c'è nulla fuori di me. lo sono il Signore, non ce n'e altri, Parola di Dio.

salmo responsoriale 95,1.3; 4-5; 7-8; 9-10ac
Nessun altro dio all'infuori di Dio: glorioso, grande, lodato,
temibile, creatore, santo, re, giusto.

RIT. Grande è il Signore e degno di ogni lode.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie./R

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tuti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i ciell./R

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri./R

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo,
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «ll Signore regna!»
Egli giudica i popoli con rettitudine./R 
 seconda lettura. 1Ts 1,1-5b
Il primo di cingue passi letti a partire da oggi del più anti-
co fra gli scritti del Nuovo Testamento: solo una ventina
d'anni dopo la morte di Cristo. Una comunità cristiana
quella di Tessalonica, viene già chiamata «Chiesa, L'ade-
sione in opere al messaggio evangelico (la fede), la pratica
del «comandamento nuovo» (la carità), la ferma fiducia nel-
le promesse divine e il desiderio di vederle realizzate (spe-
ranza) caratterizzano ogni comunità ecclesiale che vive sot-
to l'egida del Padre e del Figlio, animata dallo Spirito.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO 
APOSTOLO AI TESSALONICÉSI
Paolo, e Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è
in Dio Padre e nel Signore Gesů Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nel-
le nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'ope-
rosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fer-
mezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo,
davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati
da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti,
non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma an-
che con la potenza dello Spirito Santo e con profonda con-
vinzione. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita. 

Vangelo Mt 22,15-21
Anche quando non la si pone per tendere un tranello al pro-
prio interlocutore, la domanda «Dio è Cesare?» è sempre più
o meno fonte di imbarazzo e non consente alcuna facile ri-
sposta.
Tale sembra essere invece la risposta categorica di
Gesù. Il frequente ricorso alla sua risposta per preconizzare
 o giustificare comportamenti contrapposti stimola una con-
siderazione piu approfondita. Cesare e Dio non sono sullo 
stesso livello. Si devono rendere all'imperatore gli obblighi
che gli sono dovuti, ma senza dimenticare quelli che si de-
vono a Dio, il Signore che non ha uguali.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In guel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per
vedere come cogliere in fallo Gesû nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani,
a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via
di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, per-
chế non guardi in faccia a nessuno. Dungue, di' a noi il tuo
parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «lpocriti, per-
chế volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tri-
buto». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domando' lo-
ro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli rispo-
sero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di
Cesare e a Dio quello che è di Dio»,- Parola del Signore.

preghiera
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare per-
ché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi princi-
pio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

antifona Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farci sopravvivere in tempo di fame.

oppure Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che
è di Dio», 

preghiera
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto
pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nel-
la vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futu-
ri. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e con-
cepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la sag-
gezza di Dio era in lui per render giustizia (1Re 3,28).

La saggezza di Salomone superò la saggezza di tutti gli orientali e
tutta la saggezza dell'Egitto. Egli fu veramente più saggio di tutti..,
il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi (1Re 5,10-11).

Venuti a Cafàrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tas-
sa per il tempio e gli dissero: «ll vostro maestro non paga la tassa
per il tempio?». Rispose: «Si», Mentre entrava in casa, Gesù lo pre-
venne dicendo: «Che o cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da
chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?»
(Mt 17,24-25).

Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicate-
lo voi stessi (At 4,19).

Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (At 5,29).

Ricorda loro di esser sottomesi ai magistrati e alle autorità, di ob-
bedire, di essere pronti per ogni opera buona (Tt 3, 1).

State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore:
sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per
punire i malfattori e premiare i buoni (1Pt 2,13-14).

Dobbiamo concedere certe cose al corpo, un tributo a Cesare a se-
conda dei casi, cioè nella misura richiesta. Ma le cose che riguar-
dano la natura delle nostre anime, cioè quelle che conducono alla
virtù, bisogna offrirle a Dio.
(Origene, Catena aurea) 



 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 
›

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)