s messa 8 febbraio
Voi siete il sale della terra, la luce del mondo. Risplenda la
vostra luce davanti agli uomini. A prima vista, queste affer.-
mazioni sorprendono, Gesù ha appena dichiarato beati i poveri
, i piccoli, perche' possiedono le chiavi del regno dei cieli
Ed ecco che bruscamente proclama in modo altrettanto cate-
gorico la loro emminente dignità e comanda loro addirittura di
farla risplendere fin d'ora agli occhi di tutti, mentre giungera'
poco dopo: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere
davanti agli uomini per essere da loro ammirati» (Mt 23,271
Quest'ultimo avvertimento riguarda l'ostentazione delle buo-
ne opere nella condotta individuale. Al contrario, globalmen-
te presi i discepoli, vengono paragonati a una «citta collocata
sopra un monte», Può darsi che non ogni finestra sia illumi-
nata, ma vi sono abbastanza lumicini perché la città attiri l'at-
tenzione dei viaggiatori. Si può certo aumentare artificial-
mente questo irraggiamento mediante dei proiettori che fan-
no figurare bene anche le case diroccate. Ma non è di questo
che qui si tratta, Gesû dichiara «beati i poveri, i miti, gli af-
flitti e gli altri, a causa delle disposizioni profonde del loro
cuore ne dichiara «disgraziati» coloro che cercano di restitui-
re colpo su colpo: «Sepolcri imbiancati: all'esterno sono belli
a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di mortie di ogni pu-
tridume (Mt 23,27).
La gloria del Signore acompagnerà coloro che soddisfano i
bisogni degli indigenti, diceva Isaia, essa li fortificherà e il-
luminerà le tenebre nelle quali il peccato li aveva:sprofondati.
Il vangelo va oltre. I discepoli hanno già in loro la luce a
Dio. II bene che essi compiono li fa risplendere davanti agli
uomini, perché «rendano gloria al Padre che è nei cieli».
Voi siete il sale della terra, la luce del mondo. Risplenda la
vostra luce davanti agli uomini. A prima vista, queste affer.-
mazioni sorprendono, Gesù ha appena dichiarato beati i poveri
, i piccoli, perche' possiedono le chiavi del regno dei cieli
Ed ecco che bruscamente proclama in modo altrettanto cate-
gorico la loro emminente dignità e comanda loro addirittura di
farla risplendere fin d'ora agli occhi di tutti, mentre giungera'
poco dopo: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere
davanti agli uomini per essere da loro ammirati» (Mt 23,271
Quest'ultimo avvertimento riguarda l'ostentazione delle buo-
ne opere nella condotta individuale. Al contrario, globalmen-
te presi i discepoli, vengono paragonati a una «citta collocata
sopra un monte», Può darsi che non ogni finestra sia illumi-
nata, ma vi sono abbastanza lumicini perché la città attiri l'at-
tenzione dei viaggiatori. Si può certo aumentare artificial-
mente questo irraggiamento mediante dei proiettori che fan-
no figurare bene anche le case diroccate. Ma non è di questo
che qui si tratta, Gesû dichiara «beati i poveri, i miti, gli af-
flitti e gli altri, a causa delle disposizioni profonde del loro
cuore ne dichiara «disgraziati» coloro che cercano di restitui-
re colpo su colpo: «Sepolcri imbiancati: all'esterno sono belli
a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di mortie di ogni pu-
tridume (Mt 23,27).
La gloria del Signore acompagnerà coloro che soddisfano i
bisogni degli indigenti, diceva Isaia, essa li fortificherà e il-
luminerà le tenebre nelle quali il peccato li aveva:sprofondati.
Il vangelo va oltre. I discepoli hanno già in loro la luce a
Dio. II bene che essi compiono li fa risplendere davanti agli
uomini, perché «rendano gloria al Padre che è nei cieli».
Di conseguenza, nessuna ricera dl pubblicita chiassosa, certa-
mene ton a beneficio del discepoli, ma neppure della loro
comunità e della stessa Chiesa La luce deve essere posta sul
lucerniere e non rivolta su se stessi! Come afferma Paolo, bi-
sogna lasclare tutto ll campo alla potenza dl Dio Su di essa
e non sulla reputazlone degli uominl o di una istituzione si
fonda la fede in un tempo in cui, in moli paesi, la Chiesa e
le comunità cristiane non godono più del prestigio di un tem-
po, il messaggio dell'apostolo è più che attuale.
antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostràti davanti a lui che.
che ci ha fatti
egli è il Signore nostro Dio.
colletta
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Si-
gnore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la
grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezio-
ne. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
0 Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è di-
stante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il ve-
ro spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instanca-
bili nella carità diventiamo luce e sale della terra. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Is 58,7-10
Accadeva al ritorno dall'esilio. I più forti si reinstallavano
nel paese senza preoccuparsi đei molti che vivevano in mi-
seria: affamati, senzatetto, sottoposti alle
peggiori vessazioni.
mene ton a beneficio del discepoli, ma neppure della loro
comunità e della stessa Chiesa La luce deve essere posta sul
lucerniere e non rivolta su se stessi! Come afferma Paolo, bi-
sogna lasclare tutto ll campo alla potenza dl Dio Su di essa
e non sulla reputazlone degli uominl o di una istituzione si
fonda la fede in un tempo in cui, in moli paesi, la Chiesa e
le comunità cristiane non godono più del prestigio di un tem-
po, il messaggio dell'apostolo è più che attuale.
antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostràti davanti a lui che.
che ci ha fatti
egli è il Signore nostro Dio.
colletta
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Si-
gnore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la
grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezio-
ne. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
oppure
0 Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è di-
stante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il ve-
ro spirito del Vangelo, perché ardenti nella fede e instanca-
bili nella carità diventiamo luce e sale della terra. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Is 58,7-10
Accadeva al ritorno dall'esilio. I più forti si reinstallavano
nel paese senza preoccuparsi đei molti che vivevano in mi-
seria: affamati, senzatetto, sottoposti alle
peggiori vessazioni.
La vigorosa predicazione di Isaia conserva purtroppo
una tragica attualità in un'epoca in cui un'implacabile com-
petizione economica condanna un numero crescente di per-
sone alla miseria e produce persino dei «nuovi poveri».
una tragica attualità in un'epoca in cui un'implacabile com-
petizione economica condanna un numero crescente di per-
sone alla miseria e produce persino dei «nuovi poveri».
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Cosi dice il Signore: «Non consiste forse [jl digiuno che voglio
nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i mi-
seri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascu-
rare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimar-
ginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la glo-
ria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto
ed egli dirà: "Eccomi!" Se toglierai di mezzo a te l'oppressio-
ne, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore
all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le
tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
-Parola di Dio.
salmo responsoriale 111,4-5;6-7;8-9
Beati coloro la cui vita rifulge della luce di Dio!
RIT. Il giusto risplende come luce.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice Il'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.R/
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel SignoreR/.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s'innalza nella gloria.R/
Cosi dice il Signore: «Non consiste forse [jl digiuno che voglio
nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i mi-
seri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascu-
rare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimar-
ginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la glo-
ria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto
ed egli dirà: "Eccomi!" Se toglierai di mezzo a te l'oppressio-
ne, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore
all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le
tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
-Parola di Dio.
salmo responsoriale 111,4-5;6-7;8-9
Beati coloro la cui vita rifulge della luce di Dio!
RIT. Il giusto risplende come luce.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice Il'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.R/
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel SignoreR/.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s'innalza nella gloria.R/
seconda lettura 1Cor 2,1-5
Eloquenza
e sapienza umana possono valorizzare chi ne è
dotato e rendere persuasive le sue parole. Il predicatore del
vangelo non le disprezza, Ma deve farsi da parte di fronte
alla trascendenza del messaggio che annuncia, solo la for-
za dello Spirito e la potenza della croce sono in grado di con-
vertire i cuori.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al CORINZI
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annun-
ciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sa-
pienza, lo ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se
non Gesú Cristo, e Cristo crocifisso, Mi presentai a voi nella
debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola
e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi
di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua
potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sa-
pienza umana, ma sulla potenza di Dio. Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Gv 8,12
Alleluia, alleluia,
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Vangelo Mt 5,13-16
Fine dell'esordio del «discorso della montagna». La gioia di
coloro che hanno ricevuto il dono di poter partecipare al «re-
gno dei cieli» non faccia loro dimenticare la loro responsa-
bilità nel mondo presente! Con la loro condotta, essi devono
testimoniare, senza ostentazione ma senza timidezza, il sa-
pore del vangelo e la luce che esso diffonde dentro di loro.
DAL VANGELO secondo MATTEO
In quel tempo, Gesü disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale
della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si ren-
derà salato? A null' altro serve che ad essere gettato via e cal-Eloquenza
e sapienza umana possono valorizzare chi ne è
dotato e rendere persuasive le sue parole. Il predicatore del
vangelo non le disprezza, Ma deve farsi da parte di fronte
alla trascendenza del messaggio che annuncia, solo la for-
za dello Spirito e la potenza della croce sono in grado di con-
vertire i cuori.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO Al CORINZI
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annun-
ciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sa-
pienza, lo ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se
non Gesú Cristo, e Cristo crocifisso, Mi presentai a voi nella
debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola
e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi
di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua
potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sa-
pienza umana, ma sulla potenza di Dio. Parola di Dio.
canto al Vangelo cf. Gv 8,12
Alleluia, alleluia,
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Vangelo Mt 5,13-16
Fine dell'esordio del «discorso della montagna». La gioia di
coloro che hanno ricevuto il dono di poter partecipare al «re-
gno dei cieli» non faccia loro dimenticare la loro responsa-
bilità nel mondo presente! Con la loro condotta, essi devono
testimoniare, senza ostentazione ma senza timidezza, il sa-
pore del vangelo e la luce che esso diffonde dentro di loro.
DAL VANGELO secondo MATTEO
In quel tempo, Gesü disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale
della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si ren-
pestato dalla gente voi siete la luce del mondo; non puó re-
stare nascosta una città che sta sopra un monte, ne si accen-
de una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candela-
bro, e così fa luce a tutti quelli he sono nella casa, così
splenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vo-
stre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei
cieli, - Parola del Signore
preghiera
ll pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della no-
tra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna,
Per Cristo nostro Signore.
antifona
Rendiamo grazie al Signore
per la sua misericordia,
e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell'assetato
e ricolma di beni l'affamato.
oppure
Beati coloro che piangono, perché saranno consolati. Beati
coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno
saziati.
oppure
Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché veda-
no le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli»,
O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo
calice, fa' che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia
frutti di vita eterna per la salvezza del mondo, Per Cristo nostro Signore.
Io ti renderò luce delle nazionl perché porti la mia salvezza fino al-
lestremità della terra (ls 49,6)
Comportatevi come i figli della luce (Ef 5,8).
Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a
una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere
come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita (Fil 2,15- 16).
Che cosa ci comandi quindi? Di vivere, facendo sfoggio delle nostre
buone opere e cercando gli onori? Assolutamente no; io non dico nul-
la del genere. Infatti, non ho detto: Cercate di mostrare le vostre ope-
re buone, e non ho detto neppure: « Fatene sfoggio", ma ho detto la
vostra luce brilli, cio: la vostra virtù sia eminente, la vostra fiam-
ma calda, la vostra luce splendente. Infatti, quando raggiunge que-
sto livello, la virtù non può restare nascosta, anche se colui che la pos-
siede facesse di tutto per mantenerla in ombra. Tenete quindi davanti
a loro una condotta irreprensibile ed essi non avranno alcun serio mo-
tivo di accusarvi; ma, anche se aveste migliaia di accusatori, nessu-
no potrà ricacciarvi nell'ombra. E il termine luce è ben scelto; infat-
ti, nulla mette tanto in luce
un uomo, anche se volesse passare del tut-
to inosservato, quanto lo splendore della virtù. Si direbbe che egli è
rivestito dei raggi del sole, ma è ancor più splendente, poiché, invece
di dirigere i suoi raggi verso la terra, egli attraversa persino il cielo.
(Giovanni Crisostamo, Omelie sul Vungelo di Matteo, 15,6-7)
l testimone che noi dobbiamo imitare e riprodurre è anche il crocifis-
so. Non esiste quindi vero apostolato senza sofferenza unita a quella
di Cristo, Verità austera, perchè la sofferenza unita a quella di Cristo.
Verità austera,perchè la sofferenza è una visitatrice che nessun
uomo ama guardare in faccia. Verita' dura, perchè scopre il vuoto
delle nostre giornate, piene forse di attivita' che noi chiamiamo
apostoliche, ma nelle quali la croce non ha avuto il suo posto. Ma verità
che bisogna accettare con tutto il proprio cuore se si vuole far
avanzare il regno di Dio. La sofferenza non deve certo ripiegare e chiude-
re il cristiano in se stesso. E, se si tratta del cristiano nel mondo, ab-
biamo detto che la sua testimonianza implica che agisca nel suo
ambiente.
Sottrarvisi indicherebbe che non si soffre cristianamente. Ma
to cristiano sono: testimoniare all'esterno nella propria vita e azione;
aggrapparsi,, non per costrizione, ma per amore, alla croce di Cristo.
(Y de Montcheuil, La conversione del mondo )
che bisogna accettare con tutto il proprio cuore se si vuole far
avanzare il regno di Dio. La sofferenza non deve certo ripiegare e chiude-
re il cristiano in se stesso. E, se si tratta del cristiano nel mondo, ab-
biamo detto che la sua testimonianza implica che agisca nel suo
ambiente.
Sottrarvisi indicherebbe che non si soffre cristianamente. Ma
la testimonianza è vuota se non si basa sulla partecipazione alla croce
di Cristo:. è solo, per riprendere unespressione di Paolo, il rumore
di un cembalo sonante. le due conmponenti inseparabili dell'apostola-to cristiano sono: testimoniare all'esterno nella propria vita e azione;
aggrapparsi,, non per costrizione, ma per amore, alla croce di Cristo.
(Y de Montcheuil, La conversione del mondo )
s messa 15 febbraio
Ancora per quattro domeniche la liturgia è nel segno del «di-
scorso della montagna», Nel suo Vangelo, Matteo, basando-
si su citazioni bibliche, proclama in ogni occasione che, dall'-
nizio fino alla morte e alla risurrezione, sia nel suo insegna-
mento che nel suo comportamento, Gesû compie le Scritture.
Per questo evangelista, la novitā della buona novella e della
vita evangelica si puo comprendere solo ricollegandosi alla
tradizione di Mosè e dei profeti. Niente lo dimostra meglio
del modo in cui Gesü si appropria dei tre grandi comanda-
menti del rispetto della vita altrui, della fedeltä coniugale e
della veritā delle parole.
Anzitutto, un principio fondamentale: il legalismo misconosce
l'intenzione di Dio, autore della legge; esso perverte il senso
dei comandamenti e la loro osservanza risulta di conseguen-
za inutile per il regno dei cieli. Il legalismo genera la casisti-
ca che, incapace di trovare delle vie di uscita, cavilla sugli ob-
blighi, cercando di cavarsela con il minor impegno possibile.
Coscientemente o meno, questo atteggiamento fa di Dio un
legislatore lontano e freddo, unicamente preoccupato di un
certo ordine morale di facciata. Ora, dando la legge. Dio mi-
rava a ben altro: «Siate santi, perché io Sono santo» (Lv 11,45:;
19,2). E Gesû conclude il lungo discorso riferito da Matteo
negli stessi termini: «Siate voi dunque perfetti come è perfet-
to il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). Al contrario, fermando-
si alla lettera senza alcun riguardo per lo spirito, il legalismo
può produrre solo una giustizia legale, esteriore. Venuto a
«compiere» le Scritture, Gesů vuole la giustizia secondo Dio e
apre l'osservanza dei comandamenti a prospettive infinite, fi-
no alla perfezione della carità. Egli proclama che la carità ri-
Ancora per quattro domeniche la liturgia è nel segno del «di-
scorso della montagna», Nel suo Vangelo, Matteo, basando-
si su citazioni bibliche, proclama in ogni occasione che, dall'-
nizio fino alla morte e alla risurrezione, sia nel suo insegna-
mento che nel suo comportamento, Gesû compie le Scritture.
Per questo evangelista, la novitā della buona novella e della
vita evangelica si puo comprendere solo ricollegandosi alla
tradizione di Mosè e dei profeti. Niente lo dimostra meglio
del modo in cui Gesü si appropria dei tre grandi comanda-
menti del rispetto della vita altrui, della fedeltä coniugale e
della veritā delle parole.
Anzitutto, un principio fondamentale: il legalismo misconosce
l'intenzione di Dio, autore della legge; esso perverte il senso
dei comandamenti e la loro osservanza risulta di conseguen-
za inutile per il regno dei cieli. Il legalismo genera la casisti-
ca che, incapace di trovare delle vie di uscita, cavilla sugli ob-
blighi, cercando di cavarsela con il minor impegno possibile.
Coscientemente o meno, questo atteggiamento fa di Dio un
legislatore lontano e freddo, unicamente preoccupato di un
certo ordine morale di facciata. Ora, dando la legge. Dio mi-
rava a ben altro: «Siate santi, perché io Sono santo» (Lv 11,45:;
19,2). E Gesû conclude il lungo discorso riferito da Matteo
negli stessi termini: «Siate voi dunque perfetti come è perfet-
to il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). Al contrario, fermando-
si alla lettera senza alcun riguardo per lo spirito, il legalismo
può produrre solo una giustizia legale, esteriore. Venuto a
«compiere» le Scritture, Gesů vuole la giustizia secondo Dio e
apre l'osservanza dei comandamenti a prospettive infinite, fi-
no alla perfezione della carità. Egli proclama che la carità ri-
chiede un impegno totale dell'essere, un'obbedienza che vie-
ne dalle profondità di ciascuno: dal suo «cuore.
Questa relazione con i comandamenti esclude tutto ciò che
assomiglia anche solo lontanamente a una sottomissione cie-
ca. Dio infatti ritiene che la sua creatura sia capace di sce-
gliere liberamente quell'avvenire di pace e di felicità che egli
le propone (Sir 15,15-20). Chi medita la legge del Signore e
vi conforma la propria vita acquisisce una saggezza che non
è di questo mondo, poichế permette di penetrare nei segreti
del mistero di Dio (1 Cor 2,6-10).
antifona d'ingresso Sal 30,3-4
Sii per me difesa, o Dio,
rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome.
colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti
amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua paro-
la, rendici degni di
diventare tua stabile dimora. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuo-
va fondata sull'amore, fa' che il popolo cristiano, radunato
per offrirti il sacrificio perfetto, sia coerente con le esigenze
del Vangelo, e diventi per ogni uomo segno di riconciliazio-
ne e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Sir 15,15-20 (NV) ()gr.15,15-20
ne dalle profondità di ciascuno: dal suo «cuore.
Questa relazione con i comandamenti esclude tutto ciò che
assomiglia anche solo lontanamente a una sottomissione cie-
ca. Dio infatti ritiene che la sua creatura sia capace di sce-
gliere liberamente quell'avvenire di pace e di felicità che egli
le propone (Sir 15,15-20). Chi medita la legge del Signore e
vi conforma la propria vita acquisisce una saggezza che non
è di questo mondo, poichế permette di penetrare nei segreti
del mistero di Dio (1 Cor 2,6-10).
antifona d'ingresso Sal 30,3-4
Sii per me difesa, o Dio,
rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome.
colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti
amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua paro-
la, rendici degni di
diventare tua stabile dimora. Per il no-
stro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Dio, che riveli la pienezza della legge nella giustizia nuo-
va fondata sull'amore, fa' che il popolo cristiano, radunato
per offrirti il sacrificio perfetto, sia coerente con le esigenze
del Vangelo, e diventi per ogni uomo segno di riconciliazio-
ne e di pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
prima lettura Sir 15,15-20 (NV) ()gr.15,15-20
Stanti i limiti della sua intelligenza e della sua capacità di
discernimento, l'uomo è spesso perplesso nell'ora della scel-
ta, incapace di distinguere immedia- tamente e a colpo sicu-
ro il bene dal male. Ma la legge di Dio viene in suo soccor-
so Cosi. illuminato dalla sapienza divina, l'uomo è in gra-discernimento, l'uomo è spesso perplesso nell'ora della scel-
ta, incapace di distinguere immedia- tamente e a colpo sicu-
ro il bene dal male. Ma la legge di Dio viene in suo soccor-
do di fare liberamente delle buone scelte.
Dal libro del Siracide
Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai. Egli ti ha posto davanti
fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano. Davanti agli
uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: a ognuno
sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza
del Signore; forte e potente, egli vede ogni cosa. I suoi occhi
sono su coloro che lo temono, egli conoSce ogni opera degli
uomini. A nessuno ha comandato di essere empio e a nes-
suno ha dato il permesso di peccare. - Parola di Dio.
salmo responsoriale 118,1-2;4-5;17-18;33-34
Gioia per il fatto di poter osservare con tutto il cuore e
liberamente i comandamenti ed esprimere così il nostro amore a Dio.
RIT. Beato chi cammina nella legge del Signore.
Beato chi ề integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.R/
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.R/
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perche io consideri
le meraviglie della tua legge.R/
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venu-
to ad abolire, ma a dare pieno compimento. In veritā io vi di-
co: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un
solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto. Chi dunque trasgredirā uno solo di questi minimi
precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà consi-
derato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato gran-
de nel regno dei cieli.] lo vi dico infatti: se la vostra giustizia
non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete
nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non
ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio".
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratelo dovrà
essere sottoposto al giudizio. (Chi poi dice al fratello: "Stupi-
do", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Paz-
zo', sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dungque tu presenti la tua offerta all'altare e li ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia Ii il tuo dono
davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e
poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in
cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudi-
ce e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In
verità io ti dico: non uscirai di là finche non avrai pagato fino
all'ultimo spicciolo!]
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio" Ma
io vi dico: chiungue guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel proprio cuore. (Se il tuo oc-
chio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:
ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto
che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua
mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da
te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piutto-
sto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Beato chi ề integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.R/
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.R/
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perche io consideri
le meraviglie della tua legge.R/
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore.R/
seconda lettura 1Cor 2,6-10
Assolutamente superiore a quella degli uomini, la saggezza
data dallo Spirito apre all'intelligenza dei misteri di Dio e
permette di vedere il Signore della gloria in colui che gli uo-
mini hanno crocifisso.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, si, di sapienza,
ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei do-
minatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Par-
liamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è ri-
masta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la
nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo 'ha
conosciuta; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifis-
so il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose
che occhio non vide, né orecchio udi, nê mai entrarono in cuo-
re di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; Io Spirito
infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.
Vangelo
Mt 5,17-37 (lett. breve: 5,20-22a.27-28.33-34a.37)
Con la sovrana autorità che gli deriva dalla sua intimità
con il Padre, Gesù insegna una lettura e una pratica dei co-
mandamenti conformi all'intenzione profonda di Dio: «Ave-
te inteso che fu detto... ma io vi dico...». Agli antipodi di ogni
moralismo, sia del lassismo che del rigorismo, la morale
evangelica scaturisce da un cuore che si converte continua-
mente al Signore.
Assolutamente superiore a quella degli uomini, la saggezza
data dallo Spirito apre all'intelligenza dei misteri di Dio e
permette di vedere il Signore della gloria in colui che gli uo-
mini hanno crocifisso.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, si, di sapienza,
ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei do-
minatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Par-
liamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è ri-
masta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la
nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo 'ha
conosciuta; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifis-
so il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: «Quelle cose
che occhio non vide, né orecchio udi, nê mai entrarono in cuo-
re di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; Io Spirito
infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.
Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra
perché ai piccoli hai rivelato
i misteri del Regno.
Vangelo
Mt 5,17-37 (lett. breve: 5,20-22a.27-28.33-34a.37)
Con la sovrana autorità che gli deriva dalla sua intimità
con il Padre, Gesù insegna una lettura e una pratica dei co-
mandamenti conformi all'intenzione profonda di Dio: «Ave-
te inteso che fu detto... ma io vi dico...». Agli antipodi di ogni
moralismo, sia del lassismo che del rigorismo, la morale
evangelica scaturisce da un cuore che si converte continua-
mente al Signore.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: («Non crediate cheio sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venu-
to ad abolire, ma a dare pieno compimento. In veritā io vi di-
co: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un
solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia
avvenuto. Chi dunque trasgredirā uno solo di questi minimi
precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà consi-
derato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato gran-
de nel regno dei cieli.] lo vi dico infatti: se la vostra giustizia
non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete
nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non
ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio".
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratelo dovrà
essere sottoposto al giudizio. (Chi poi dice al fratello: "Stupi-
do", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Paz-
zo', sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dungque tu presenti la tua offerta all'altare e li ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia Ii il tuo dono
davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e
poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in
cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudi-
ce e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In
verità io ti dico: non uscirai di là finche non avrai pagato fino
all'ultimo spicciolo!]
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio" Ma
io vi dico: chiungue guarda una donna per desiderarla, ha già
commesso adulterio con lei nel proprio cuore. (Se il tuo oc-
chio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:
ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto
che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua
mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da
te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piutto-
sto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del
ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, ec-
cetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e
chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.]
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai i
falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io
vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di
Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, nê per
Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare
neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
bianco o nero un solo capello.] Sia invece il vostro parlare: "si,
si", "no, no"; il di più viene dal Maligno. Parola del Signore.
preghiera
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ot-
tenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.
antifona
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa.
oppure
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio.
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita
oppure
Chi osserva e insegna agli uomini i precetti del Signore,
sarà grande nel regno dei cieli.
preghiera
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa' che ri-
cerchiamo semnpre quei beni che ci dànno vera vita. Per Cri-
sto nostro Signore.
ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, ec-
cetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e
chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.]
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai i
falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io
vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di
Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, nê per
Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare
neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere
bianco o nero un solo capello.] Sia invece il vostro parlare: "si,
si", "no, no"; il di più viene dal Maligno. Parola del Signore.
preghiera
Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ot-
tenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.
antifona
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa.
oppure
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio.
perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita
oppure
Chi osserva e insegna agli uomini i precetti del Signore,
sarà grande nel regno dei cieli.
preghiera
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fa' che ri-
cerchiamo semnpre quei beni che ci dànno vera vita. Per Cri-
sto nostro Signore.
sviluppi
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra io ti ho po-
sto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; sce-
gli dunque la vita (Dt 30,19).
Questa parola è molto vicina a te, e nella tua bocca e nel tuo cuo-
re. perché tu la metta in pratica (Dt 30, 14).
Gesu insegnava loro come uno che ha autorita e non come i loro
scribi (Mt 7,29).
Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che e' sen-
za legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nel-
la legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge
(1Cor 9,21).
Ogni frase del discorso della montagna viene a noi avvolta dallo
sguardo ardente del maestro della vita e al termine di ciaseuna ri-
suona l'avvertimento: attenzione! Cio che io dico è impossibile per
gli uomini, ma non per Dio, poiché tutto è possibile a Dio. Che co-
sa significa questo se non che noi possiamo adempiere la legge del
Vangelo solo se Dio stesso la porta a compimento dentro di noi? Ed
è proprio questo il senso che si deve attribuire all'espressione che io
uso: la legge del Vangelo o, come dicono i teologi, la legge nuova.
In realtà, non si tratta di una legge nel senso abituale del termine,
cioè di una serie di comandamenti che ci vengono imposti dall'e-
sterno, sotto pena di sanzioni. E' una legge nel senso in cui si dice,
per esempio, che è legge dell'albero il portare frutto: una legge che
è solo la piena realizzazione di una vita che ci è stata donata ed è
presente dentro di noi. E questa vita è il Cristo stesso.
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra io ti ho po-
sto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; sce-
gli dunque la vita (Dt 30,19).
Questa parola è molto vicina a te, e nella tua bocca e nel tuo cuo-
re. perché tu la metta in pratica (Dt 30, 14).
Gesu insegnava loro come uno che ha autorita e non come i loro
scribi (Mt 7,29).
Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che e' sen-
za legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nel-
la legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge
(1Cor 9,21).
Ogni frase del discorso della montagna viene a noi avvolta dallo
sguardo ardente del maestro della vita e al termine di ciaseuna ri-
suona l'avvertimento: attenzione! Cio che io dico è impossibile per
gli uomini, ma non per Dio, poiché tutto è possibile a Dio. Che co-
sa significa questo se non che noi possiamo adempiere la legge del
Vangelo solo se Dio stesso la porta a compimento dentro di noi? Ed
è proprio questo il senso che si deve attribuire all'espressione che io
uso: la legge del Vangelo o, come dicono i teologi, la legge nuova.
In realtà, non si tratta di una legge nel senso abituale del termine,
cioè di una serie di comandamenti che ci vengono imposti dall'e-
sterno, sotto pena di sanzioni. E' una legge nel senso in cui si dice,
per esempio, che è legge dell'albero il portare frutto: una legge che
è solo la piena realizzazione di una vita che ci è stata donata ed è
presente dentro di noi. E questa vita è il Cristo stesso.
(A.M. Besnard, Cose nuoce e cose vecchie)