sabato 31 gennaio 2026

S Messa 6 settembre






s messa 6 settembre
Da quando il peccato ha fatto il suo ingresso nel mondo, Dio
è all'opera per riunire un popolo santo. Egli ha moltiplicato le
iniziative per spingere eli uomini a cercarlo e a trovarlo e ha
riannodato i legami spezzati della sua amicizia sempre offer
ta. La sua legge traccia il cammino di questi incontri.
Nella sua misericordia, Dio è venuto incontro a tutti gli uo-
mini e «per mezzo dei profeti ha insegnato a sperare nella sal-
vezza (Preghiera eucaristica IV). Egli ha posto questi suoi in-
viati come «sentinelle», affidando loro il compito di avvertire
coloro che si smarriscono su sentieri di morte e spingerli a ri-
tornare sulla retta via. Temibile missione! Senza dubbio, cia-
scuno è responsabile delle sue scelte e può incolpare solo se
stesso delle conseguenze che ne derivano. Ma se il profeta
sentinella è negligente o pusillanime e non avverte «l'empio»
del pericolo mortale che corre, Dio gliene chiederà conto. Eze-
chiele usa parole durissime per stigmatizzare i profeti «che in-
seguono le loro proprie idee e non vedono nulla», Sviando co-
si il popolo. In seguito, anche Gesū ha denunciato con la stes-
sa forza le guide cieche (Mt 15,14).
Ma non bisogna scaricare sui profeti riconosciuti come tali
o sulle guide ufficiali tutta la propria responsabilità nei ri-
guardi dei membri della comunità. Ognuno deve darsi da fa-
re per ricondurre gli smarriti sulla retta via. Con tatto e
umiltà, riferendosi alle norme riunite da Matteo in quello che
viene detto abitualmente il «discorso ecclesiastico o comuni-
tario», essendo una sorta di antologia dei principi che devo-
no reggere la vita quotidiana delle comunità cristiane. In que-
sta domenica si legge il passo relativo al modo di compor-
 tarsi con i fratelli e le sorelle che hanno commesso un peccato noto a tutti.
Pieno compimento della legge e' l'amore. Non si puo mai di-
re di aver assolto pienamente questo dovere. E' impossibile,quindi
abbandonare i peccatori alla loro sorte. A volte, quando tutti 
gli altri mezzi sono risultati vani, la Chiesa commina
Ia scomunica. Per i fratelli e le sorelle che sono stati colpiti da
questa misura estrema, la preghiera della comunità deve non
solo continuare, ma farsi
più intensa. La comunità chiede in-
sistentemente che la misericordia divina, implorata all'inizio
di ogni celebrazione eucaristica, conceda loro di ritornare!

antifona d'ingresso Sal 118,137,124
Tu sei giusto, Signore, e sono retti i tuoi giudizi:
agisci con il tuo servo secondo il tuo amore.

colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo,
guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tut-
ti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eter-
na. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

oppure
O Padre, che ascolti quanti si accordano nel chiederti qua-
lunque cosa nel nome del tuo Figlio, donaci un cuore e uno
spirito nuovo, perché ci rendiamo sensibili alla sorte di ogni
fratello secondo il comandamento dell'amore, compendio di
tutta la legge. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura Ez 33,1.7-9
Il profeta è una sentinella (Ez 3, 17). Deve trasmettere fedel-
mente e senza stancarsi gli ammonimenti di Dio che esorta il
suo popolo alla conversione, sotto pena di vedersi con-
dannato per mancata assistenza a persona in pericolo di morte.
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIỀLE
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «O figlio dell'uomo, io ti
ho posto come sentinella per la casa d'lsraele. Quando sentirai
dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
Se io dico al malvagio: "Malvagio, tu morirai", e tu non parli
perche' il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malva-
gio, morirà per la sua iniquitā, ma della sua morte io do-
manderò conto a te.
Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perchế si con-
verta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà
per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato», - Parola di Dio.

salmo responsoriale 94,1-2; 6-7; 8-9
Come non ascoltare con gioia la parola 
di Dio che ci chiama alla conversione!

RIT. Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia./R

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
E' lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce./R

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere»./R

seconda lettura Rm 13,8-10
llegalismo religioso non riconosce che tutti i comandamenti
sono finalizzati alla carità, suprema regola di una condotta
conforme alla volontà di Dio.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell'a-
more vicendevole; perché chi ama l'altro ha adempiuto la Legge.
Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non rube-
rai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ri-
capitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso»,
La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Leg-
ge infatti è la carità. - Parola di Dio.

canto al Vangelo cf. 2Cor 5,19
Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.

Vangelo Mt 18,15-20
Non si devono abbandonare alla loro sorte i fratelli e le so-
relle che vivono nel peccato. La carità nei loro riguardi ri-
chiede che ci si sforzi di aiutarli ad emendarsene. E' il dove-
re della cosiddetta «correzione fraterna», che richiede tatto e
umiltà, dal momento che non si tratta di giudicare e di con-
dannare dei colpevoli. La stessa esclusione dalla comunità
è ispirata dalla carità, poiché è accompagnata da una con-
tinua preghiera al Signore da parte della comunità. Lui so-
lo può convertire i cuori. Riconduca a sé gli smarriti!

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello
commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e
lui solo: se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello: se non
ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni
cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non
ascolterà costoro, dillo alla comunitā; e se non ascolterà nean-
che la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà
legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà
sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si mette-
ranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio
che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre
riuniti nel mio nome, Ii Sono io in mezzo a loro». - 
Parola del Signore.

preghiera
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nel-
la celebrazione di questo mistero la giusta adorazione per
la tua grandezza e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei
tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.

antifona Sal 41.2-3
Come il cervo anèla ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anèla a te, o Dio:

oppure Gv 8,12
«Io sono la luce del mondo», dice il Signore, «chi segue me
non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

oppure Mt 18,15
«Se tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra
te e lui solo; se ti ascolta avrai guadagnato tuo fratello.

preghiera
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli alla mensa del-
la parola e del pane di vita, per questi doni del tuo Figlio
aiutaci a progredire costantemente nella fede, per diveni-
re partecipi della sua vita immortale. Per Cristo nostro
Signore.

sviluppi e armonie

Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprouera
apertamente il tuo prossimo, cosi non ti caricherai d'un peccato per
lui (Lu 19,17).

Un solo testimonio non avrà valore contro alcuno, per qualsiasi col-
pa e per qualsiasi peccato; qualunque peccato questi abbia com-
messo, il fatto dourà essere stabilito sulla parola di due o di tre te-
stimoni (D 19,15).

Mu tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il
tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio.. Quin-
di ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso (Rm 14,10. 12).
Qualora uno venga sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spi-
rito correggetelo con dolcezza. E vigila su te stesso, per non cadere
anche tu in tentazione (Gal 6,1).

Un servitore del Signore deve essere] dolce nel riprendere gli op-
positori, nella speranza che Dio voglia loro concedere di convertir-
si, perché riconoscano la verità e ritornino in sé sfuggendo al lac-
cio del diavolo, che li ha presi nella rete perché facessero la sua vo-
lontà (2Tm 2,25-26).

Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non op-
portuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e
dottrina (2Tm 4,2).

Con ogni premurosa diligenza l'abate deve curarsi dei fratelli col-
pevoli, perché «non hanno bisogno del medico i sani, ma gli infer-
mi, deve percio comportarsi del tutto come un sapiente medico, e
mandargli dei fratelli di fiducia, cioè dei saggi monaci anziani, i
quali, come di nascosto, consolino il fratello agitato, o spingano
all'umile soddisfazione e lo confortino, perché non «sia sommerso
da eccessiva tristezza»; anzi, come similmente dice l'apostolo, «si
dia prova a suo riguardo di maggiore carità», e da tutti si preghi
per lui.

(Regola di san Benedetto, XXVII, 1-4)  
 

 










 




































lunedì 4 novembre 2019

la vita cambia






Io credo in Dio?
La vita è cambiata, non è tolta. Non basta dire che è ristabilita in
ciò che vi è in essa di più caratteristico ed essenziale. Avete notato
che vi sono nella vita delle persone che amiamo nei momenti in cui
troviamo che esse sono maggiormente se stesse, nei momenti nei
quali danno il meglio di ciò che vi è in esse: e sono quei momenti
che noi amiamo ricordare. Sono i momenti in cui sono maggiormente
figli di Dio, in cui realizzano maggiormente l'idea che il 
Padre celeste aveva in mente quando li chiamò all'esistenza. Ebbene,
si può pensare che la vita futura, che nostro Signore descrive come
un'illuminazione, sarà quella di una persona completamente 
illuminata dalla sua anima. 

martedì 17 settembre 2019

tu costruisci






Folle tu che acquisti oro
e vendi uomo
tu che assoldi corrompi
divori
tu compri vento
Folle tu che ammassi oro
riempi i forzieri
delle banche dei palazzi
delle tombe
tu ammassi vento
Folle tu che costruisci sul tuo oro
fortezze
castelli
un comfort di cemento
tu costruisci sul vento
Folle tu che sei sicuro del tuo oro
dei suoi fuochi
del suo teatro
della sua festa magica
tu ti affìdi al vento
Folle tu che ti sottometti all'oro
alla sua figlia la guerra
alla sua vergogna il sangue
al lusso
tu ti asservisci al vento
Folle tu che sposi il tuo oro
e sposi la morte
l”inferno il nulla
l'ombra
tu sposi il vento.




martedì 27 agosto 2019

soltanto degli umili




                                                               

È bene avere il cuore in alto, però non a se stesso che è proprio del-
la superbia, ma al Signore che è proprio dell'obbedienza, la quale
può essere soltanto degli umili. V'è dunque in modo meraviglioso
un effetto dell'umiltà che è levare il cuore in alto e un effetto della
superbia che è deprimerlo al basso. Sembra quasi una contraddi-
zione che la superbia sia in basso e l'umiltà più in alto, e nessuno
è più in alto di Dio, e quindi l'umiltà che rende sottomessi a Dio
eleva. La superbia invece, poiché consiste nel pervertimento, per il
fatto stesso rifiuta la sottomissione e decade dall,Essere che è più
in alto e sarà quindi nel grado più basso.
(Agostino, La città di Dio, XIV, 13)      

martedì 11 giugno 2019

ricordate



Ricordate
Il re Nabucodonosor disse a Daniele: «Certo, il vostro Dio è il Dio
degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei misteri, poiché tu hai
potuto svelare questo mistero» (Dn 2,47).
Gesù rispose: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato›› (Gv 7,16).
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché ri-
manga con voi per sempre (Gv 14,16).
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio. E
se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se
veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche
alla sua gloria (Rm 8,16-17).
E' per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è di-
ventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione
(1 Cor 1,30).
La perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel' quale so-
no nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza (Col 2,2-3).
Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della
creazione di Dio (Ap 3,14).
Signore Dio nostro, noi crediamo in te, Padre, Figlio e Spirito San-
to. Infatti, la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le
nazioni nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo›› se tu
non fossi Trinità. E non avresti comandato, Signore Dio nostro, che
noi fossimo battezzati nel nome di chi non fosse il Signore nostro
Dio... Orientando i miei sforzi in base a questa regola della fede,
per quanto ho potuto, per quanto mi hai concesso di poterlo, io ti
ho cercato, ho desiderato vedere con l'intelligenza ciò che credevo,
ho molto studiato e molto penato. Signore Dio mio, mia unica spe-
ranza, esaudiscimi, perché per stanchezza io non rinunci a cercar-
ti, ma fa' che cerchi sempre ardentemente il tuo volto. Donami la
forza di cercarti, Tu che mi hai concesso di trovarti e che mi hai da-
to la speranza di trovarti sempre più.

In principio era il Caos, «la terra informe e vuota››
(chi aveva creato il Caos ?)
«E lo Spirito di Dio si muoveva sull'abisso››.
Dio si muoveva:
Dio danzava.
In principio fu questa gioia di Dio, questo Amore, questa Danza,
questo Ritmo.
E questo Ritmo era così forte che il Caos si scosse,
l'informe cercò forma, anche gli atomi cominciarono a danzare.
Entrate nella Danza.
Vedete come si danza
e, secondo l'impulso di Dio, obbedendo all'ordine ardente della sua
musica,
essi si sono disposti, riuniti, ordinati, armonizzati,
hanno costruito figure, forme, esseri;
sono diventati luce, astri, terre, animali, uomo...
Così Dio creò il cielo e la terra.
Dio danza,
e sempre si perpetua, si propaga, si dispiega
il grande Ritmo dell'inizio
che ordina, compone e si chiama
Vita eterna.

















lunedì 3 giugno 2019

incantesimo del tempo


(Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. ll battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l”esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita,
le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è così», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. ll tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la let-
tura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contatto con
la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della risurre-
zione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta dell'evo-
cazione di inizi idilliaci idealizzati. ll fervore, la generosità, l'au-
dacia missionaria delle prime Chiese resta e resterà un punto
di riferimento indispensabile per le comunità cristiane presenti
e future. ll tempo non deve essere per esse motivo di invec-
chiamento, di ripiegamento su se stesse. Le situazioni cam-
biano e cambiano anche i problemi da affrontare. Ma la forza
della risurrezione e dello Spirito resta per sempre. 




O tu colomba, o bianca seta,

prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.


mercoledì 22 maggio 2019

RICORDATI



ricordati

Uno dei malfattori appesi alla croce disse: «Gesù, ricordati di me
quando entrerai nel tuo regno››. Gli rispose: «In verità ti dico, oggi
sarai con me nel paradiso» (Lc 23,42-43).
Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran
voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito››. Detto
questo spirò (Lc 23,45-46).
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in
Cristo Gesù (Ef 2,6).


Dopo averli così a lungo ammaestrati, dopo quaranta giorni,

finalmente, egli si è innalzato al disopra delle turbolenze di questo
mondo. È salito oltre la pesantezza del peccato, della tristezza, del
rimorso che grava sul mondo. E' entrato nel luogo della pace e
della gioia, nella pura luce, nella dimora degli angeli, nei palazzi
dell'Altissimo, dove risuonano continuamente i canti degli spiriti
beati e le lodi dei serafini. Egli è entrato lassù, dando ai suoi fratelli
la possibilità di raggiungerlo nel tempo stabilito, alla luce del suo
esempio e con la grazia del suo Spirito.

Al compimento dei quaranta giorni,

dopo la Risurrezione della Santa Pasqua,
tu hai fatto salire sul Monte degli ulivi
il gruppo che tu hai scelto: gli undici.
E la promessa del Padre, lo Spirito,
tu promettevi di accordarla a loro,
e, benedicendoli, Signore,
sei asceso al Padre nel cielo.
E la nostra natura umana,
che il Maligno aveva resa infernale,
tu l'hai elevata al di sopra
della natura degli esseri di fuoco.
Ti sei assiso alla destra di Colui che ti ha generato,
conformemente al profeta che l'aveva predetto;
sei stato adorato dagli eserciti degli angeli
con il Padre e con lo Spirito.
E io che sono inerte per il bene,
conducimi con te in cielo;
le mie membra putrefatte, terrestri,
ricongiungile di nuovo al tuo Capo.
Pur essendo l'ultimo in tutto,
come la pianta dei piedi,
tuttavia fra le sante membra
ch'io sia contato con la moltitudine!
(Gesù Figlio unigenito del Padre)

lunedì 17 settembre 2018

Il dolore umano







 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica? 
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto 
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di 
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua 
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che 
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le 
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica, 
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con 
te.” 



martedì 30 gennaio 2018

Il dolore umano




 Il dolore umano
Come  posso  venire  a  te  Signore?  Dove  e  come  consegnarti  la  mia  fatica?
“Guardami  nel  Getzemani,  davanti  a  Pilato,  sul  Calvario,  così  ho  voluto
condividere la tua sofferenza per camminare e portare insieme a te il tuo dolore di
oggi  uniti  dal  giogo  dell'Amore.  Vieni,  cercami,  mi  troverai  dentro  la  tua
sofferenza, qualsiasi essa sia, ti accorgerai di non essere solo e che, già prima che
mi consegni il tuo dolore io l'ho già fatto mio, sono qui, ti ascolto, raccontami le
tue  paure,  le  tue  solitudini.  Ti  sentirai  sollevato  dal  peso  della  fatica,
dall'oppressione del dolore e si riaccenderà dolce la speranza, perché Io sono con
te.”