s messa 23 agosto
La cacciata di un oscuro sovrintendente di palazzo di Ezechia
re di Giuda, nel VIl secolo a.C., sarebbe certamente caduta
nell'oblio senza l'oracolo di Isaia. Dio si aspetta che i ministri
preposti al governo del suo popolo esercitino la loro autorità
secondo le sue istruzioni. Egli allontana coloro che non agi-
scono secondo le sue volontà. Ma non rinuncia al suo disegno
di salvezza e non ritira le sue promesse. La destituzione del go-
vernatore Sebna diventa addirittura un'occasione per annun-
ciare una nuova iniziativa divina che sarā decisiva. Come sem-
pre nella liturgia, la profezia viene richiamata per mostrare co-
me l'avvenimento si collochi nella linea della storia della sal-
vezza. In pratica, specialmente durante il tempo ordinario, la
prima lettura e il Vangelo costituiscono i due pannelli di un dit-
tico. La venuta di Gesū realizza, al di là di ogni speranza, le
promesse fatte un tempo a Davide (Sal 110). Egli ha suscitato
in mezzo al suo popolo il servo perfettamente fedele alla sua
volontà, «saldo come un piolo conficcato in luogo solido».
Quando viene «Gesù Cristo, figlio di Davide» (Mt 1,1), molti
intuiscono, osservando le sue opere, che egli è l'inviato pro-
messo un tempo da Dio, ma si interrogano sulla sua vera
identità: Giovanni Battista, Elia, Geremia, uno dei profeti? Ge-
sù chiede allora ai suoi discepoli di pronunciarsi: «Voi chi di-
te che io sia? Per voi, io chi sono?». A nome di tutti, Simon
Pietro dichiara senza esitazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente». Una tale professione di fede può venire solo da
una rivelazione del Padre: «Beato te, Simone, figlio di Giona!».
Sapendo di dover ritornare al Padre, Gesù lo costituisce suo
intendente alla guida della Chiesa, contro la quale «le porte
degli inferi non prevarranno». Gli affida «le chiavi del regno
La cacciata di un oscuro sovrintendente di palazzo di Ezechia
re di Giuda, nel VIl secolo a.C., sarebbe certamente caduta
nell'oblio senza l'oracolo di Isaia. Dio si aspetta che i ministri
preposti al governo del suo popolo esercitino la loro autorità
secondo le sue istruzioni. Egli allontana coloro che non agi-
scono secondo le sue volontà. Ma non rinuncia al suo disegno
di salvezza e non ritira le sue promesse. La destituzione del go-
vernatore Sebna diventa addirittura un'occasione per annun-
ciare una nuova iniziativa divina che sarā decisiva. Come sem-
pre nella liturgia, la profezia viene richiamata per mostrare co-
me l'avvenimento si collochi nella linea della storia della sal-
vezza. In pratica, specialmente durante il tempo ordinario, la
prima lettura e il Vangelo costituiscono i due pannelli di un dit-
tico. La venuta di Gesū realizza, al di là di ogni speranza, le
promesse fatte un tempo a Davide (Sal 110). Egli ha suscitato
in mezzo al suo popolo il servo perfettamente fedele alla sua
volontà, «saldo come un piolo conficcato in luogo solido».
Quando viene «Gesù Cristo, figlio di Davide» (Mt 1,1), molti
intuiscono, osservando le sue opere, che egli è l'inviato pro-
messo un tempo da Dio, ma si interrogano sulla sua vera
identità: Giovanni Battista, Elia, Geremia, uno dei profeti? Ge-
sù chiede allora ai suoi discepoli di pronunciarsi: «Voi chi di-
te che io sia? Per voi, io chi sono?». A nome di tutti, Simon
Pietro dichiara senza esitazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente». Una tale professione di fede può venire solo da
una rivelazione del Padre: «Beato te, Simone, figlio di Giona!».
Sapendo di dover ritornare al Padre, Gesù lo costituisce suo
intendente alla guida della Chiesa, contro la quale «le porte
degli inferi non prevarranno». Gli affida «le chiavi del regno
dei cieli». Pietro se ne serve una prima volta, per aprire l'ac-
cesso al regno ai pagani. Comprendendo che «Dio non fa pre-
ferenze di persone», egli annuncia il vangelo alla casa di Cor-
nelio. Lo Spirito interviene a confermare la validità della sua
iniziativa e Pietro ordina di battezzare questi credenti inatte-
si (At 10). In seguito, su sua sollecitazione, i pagani converti-
ti saranno esentati da certi obblighi della legge (At 15,5-25).
Per la realizzazione delle sue insondabili decisioni Dio ripone
la propria fiducia in esseri deboli! «A lui la gloria nei secoli,
nel suo Figlio, pietra angolare della Chiesa».
antifona d'ingresso Sal 85,1-3
Tendi l'orecchio, Signore, rispondimi:
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te. Abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido.
colletta
0 Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, con-
cedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò
che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi
i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
O Padre, fonte di sapienza, che nell'umile testimonianza
dell'apostolo Pietro hai posto il fondamento della nostra fe-
de, dona a tutti gli uomini la luce del tuo
Spirito,vivente,
riconoscendo in Gesù di Nazareth il Figlio de Dio vivente
diventino pietre vive per l'edificazione della tua Chiesa. Per
il nostro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Is 22,19-23
Per guidare il suo popolo, Dio ricorre a «sovrintendenti»; le
chiavi sono l'insegna dell'autorità che viene loro delegata
Il Cristo le detiene a titolo di Figlio (Ap 3,7), come canta un'an-cesso al regno ai pagani. Comprendendo che «Dio non fa pre-
ferenze di persone», egli annuncia il vangelo alla casa di Cor-
nelio. Lo Spirito interviene a confermare la validità della sua
iniziativa e Pietro ordina di battezzare questi credenti inatte-
si (At 10). In seguito, su sua sollecitazione, i pagani converti-
ti saranno esentati da certi obblighi della legge (At 15,5-25).
Per la realizzazione delle sue insondabili decisioni Dio ripone
la propria fiducia in esseri deboli! «A lui la gloria nei secoli,
nel suo Figlio, pietra angolare della Chiesa».
antifona d'ingresso Sal 85,1-3
Tendi l'orecchio, Signore, rispondimi:
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te. Abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido.
colletta
0 Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, con-
cedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò
che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi
i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
oppure
O Padre, fonte di sapienza, che nell'umile testimonianza
dell'apostolo Pietro hai posto il fondamento della nostra fe-
de, dona a tutti gli uomini la luce del tuo
Spirito,vivente,
riconoscendo in Gesù di Nazareth il Figlio de Dio vivente
diventino pietre vive per l'edificazione della tua Chiesa. Per
il nostro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Is 22,19-23
Per guidare il suo popolo, Dio ricorre a «sovrintendenti»; le
chiavi sono l'insegna dell'autorità che viene loro delegata
tifona dell'Avvento (20 dicembre): O chiave di Davide, o
scettro della discendenza di Davide». Egli le ha affidate a Pietro.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Cosi dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: «Ti
toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà che io chiamero il mio servo Eliakim,
figlio di Chelkia: lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò
della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il ca-
sato di Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di
Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nes-
suno potrà aprire. Lo conficcherò Come un piolo in luogo
solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre»,
- Parola di Dio.
salmo responsoriale 137,1-2a;2bc-3;6-8be
Dio non abbandoni l'opera delle sue mani! Gli umili, di cui
egli è la forza, gli renderanno grazie.
RIT. Signore, il tuo amore è per sempre.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo./R
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltă:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza./R
Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l'umile:
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo./R
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltă:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza./R
Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l'umile:
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l'opera delle tue mani./R
seconda lettura Rm 11,33-36
Che dire di fronte all'insondabile sapienza e scienza di Dio
e non porole di adorazione e di lode?
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
0 profondità della ricchezza, della sapienza e della cono-
scenza di Dio! Ouanto insondabili sono i suoi giudizi e inac-
cessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero
del Signore? O chi mai ề stato suo consigliere? O chi gli ha
dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poichê da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 16,28
Alleluia, alleluia.
Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
/// VANGELO
Prima di investirlo e farne il solido fondamento della sua
Chiesa, il Signore ha chiesto a Pietro di confessare pubbli-
camente la sua fede (è ciò che si fa ancora oggi al momento
di conferire un sacramento). Come quella dei «piccoli», la fe-
de dell'apostolo suscita l'ammirazione e l'azione di grazie di
Gesù (Mt 11,25-26). Quanto al «potere delle chiavi», esso è
conferito a Simone per il servizio della Chiesa, custodita dal
Signore stesso dagli assalti delle «porte degli inferi».
DAL VANGELO SECONDO MATTEIO
In quel tempo, Gesů, giunto nella regione di Cesarèa di Filip-
po, domando' ai suoi discepoli: «La gente, chi
Che dire di fronte all'insondabile sapienza e scienza di Dio
e non porole di adorazione e di lode?
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
0 profondità della ricchezza, della sapienza e della cono-
scenza di Dio! Ouanto insondabili sono i suoi giudizi e inac-
cessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero
del Signore? O chi mai ề stato suo consigliere? O chi gli ha
dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poichê da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 16,28
Alleluia, alleluia.
Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
/// VANGELO
Prima di investirlo e farne il solido fondamento della sua
Chiesa, il Signore ha chiesto a Pietro di confessare pubbli-
camente la sua fede (è ciò che si fa ancora oggi al momento
di conferire un sacramento). Come quella dei «piccoli», la fe-
de dell'apostolo suscita l'ammirazione e l'azione di grazie di
Gesù (Mt 11,25-26). Quanto al «potere delle chiavi», esso è
conferito a Simone per il servizio della Chiesa, custodita dal
Signore stesso dagli assalti delle «porte degli inferi».
DAL VANGELO SECONDO MATTEIO
In quel tempo, Gesů, giunto nella regione di Cesarèa di Filip-
po, domando' ai suoi discepoli: «La gente, chi
dice che sia il Figlio dell'uomo?».
Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri
Geremia o qualcuno dei profeti.
Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri
Geremia o qualcuno dei profeti.
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pie-
tro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli dis-
se: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché ne carne né
sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli . E
io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia
Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa, A
te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sul-
la terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla
terra sarà sciolto nei cieli, Allora ordinò ai discepoli di non
dire ad alcuno che egli era il Cristo. - Parola del Signore.
preghiera
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con
l'unico e perfetto sacrificio del Cristo, concedi sempre alla
tua Chiesa il dono dell'unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.
antifona cf. Sal 103,13.15
Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore,
e trai dai campi il pane e il vino
che allietano il cuore dell'uomo.
oppure Gv 6,55
Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
oppure Mt 16,15-16
«Voi, chi dite che io sia?», Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio
vivente».
preghiera
Porta a compimento, Signore, l'opera redentrice della tua
misericordia e, perché possiamo conformarci in tutto alla
tua volontà, rendici forti e generosi nel tuo amore. Per Cri-
sto nostro Signore.
se: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché ne carne né
sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli . E
io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia
Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa, A
te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sul-
la terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla
terra sarà sciolto nei cieli, Allora ordinò ai discepoli di non
dire ad alcuno che egli era il Cristo. - Parola del Signore.
preghiera
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con
l'unico e perfetto sacrificio del Cristo, concedi sempre alla
tua Chiesa il dono dell'unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.
antifona cf. Sal 103,13.15
Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore,
e trai dai campi il pane e il vino
che allietano il cuore dell'uomo.
oppure Gv 6,55
Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio san-
gue, ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
oppure Mt 16,15-16
«Voi, chi dite che io sia?», Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio
vivente».
preghiera
Porta a compimento, Signore, l'opera redentrice della tua
misericordia e, perché possiamo conformarci in tutto alla
tua volontà, rendici forti e generosi nel tuo amore. Per Cri-
sto nostro Signore.
sviluppi
Simone, Simone, ecco satana ha cercato per vogliari come il
grano, ma io ho pregato per te, che non venga meno lo tua fede e tu
una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli (le 22,31.42)
Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu
più di costoro, Gli rispose: Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio
bene», Gli disse: «Pasci i miei ognelli, Gli disse di nuovo Simone
di Giovanni, mi vuoi bene?, Gli rispose: Certo, Signore, tu lo sai
che ti voglio bene, Gli diese: «Pasci le mie pecorelle (Gu 21, 15 16)
Pietro prese la parola e disse; ln verita' ato rendendomi conto che
Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giusti-
zia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto (Ar 10,3435)
Pietro si alzò e disse: «Fratelli, voi sapete che Già da molto tempo
Dio ha fatto una scelta fra voi, perché i pagani ascoltassero per
bocca mia la parola del vangelo e venissero alla fede. E Dio, che
conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore concedendo
anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto nessuna
discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede.
(At 15,7-9).
Pietro doveva ricevere le chiavi della Chiesa, anzi le chiavi del cie-
lo, e a lui doveva essere affidato il governo di un popolo numero-
so.. Se Pietro, con la sua tendenza alla severită, fosse rimasto sen-
za peccato, come avrebbe potuto dimostrarsi misericordioso nei ri-
guardi dei suoi discepoli? Ma, per una disposizione della grazia di-
vina, egli è caduto in peccato, cosicché, avendo fatto lui stesso l'e-
sperienza della sua miseria, ha potuto mostrarsi buono verso gli
altri. Rifletti! Colui che ha ceduto al peccato è proprio Pietro, il co-
rifeo degli apostoli, il fondamento solido, la roccia indistruttibile,
la guida della Chiesa, il porto inespugnabile, la torre incrollabi-
le.. Occorreva che Pietro, colui al quale doveva essere affidata la
Chiesa, la colonna delle chiese, il porto della fede, il dottore del
mondo, si mostrasse debole e peccatore. E questo, in realtà, perché
potesse trovare nella sua debolezza una ragione per esercitare la
sua bontà verso gli altri uomini.
(Giovanni Crisostomo, omelia su son Petro e asant'Elia
Simone, Simone, ecco satana ha cercato per vogliari come il
grano, ma io ho pregato per te, che non venga meno lo tua fede e tu
una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli (le 22,31.42)
Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu
più di costoro, Gli rispose: Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio
bene», Gli disse: «Pasci i miei ognelli, Gli disse di nuovo Simone
di Giovanni, mi vuoi bene?, Gli rispose: Certo, Signore, tu lo sai
che ti voglio bene, Gli diese: «Pasci le mie pecorelle (Gu 21, 15 16)
Pietro prese la parola e disse; ln verita' ato rendendomi conto che
Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giusti-
zia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto (Ar 10,3435)
Pietro si alzò e disse: «Fratelli, voi sapete che Già da molto tempo
Dio ha fatto una scelta fra voi, perché i pagani ascoltassero per
bocca mia la parola del vangelo e venissero alla fede. E Dio, che
conosce i cuori, ha reso testimonianza in loro favore concedendo
anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto nessuna
discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede.
(At 15,7-9).
Pietro doveva ricevere le chiavi della Chiesa, anzi le chiavi del cie-
lo, e a lui doveva essere affidato il governo di un popolo numero-
so.. Se Pietro, con la sua tendenza alla severită, fosse rimasto sen-
za peccato, come avrebbe potuto dimostrarsi misericordioso nei ri-
guardi dei suoi discepoli? Ma, per una disposizione della grazia di-
vina, egli è caduto in peccato, cosicché, avendo fatto lui stesso l'e-
sperienza della sua miseria, ha potuto mostrarsi buono verso gli
altri. Rifletti! Colui che ha ceduto al peccato è proprio Pietro, il co-
rifeo degli apostoli, il fondamento solido, la roccia indistruttibile,
la guida della Chiesa, il porto inespugnabile, la torre incrollabi-
le.. Occorreva che Pietro, colui al quale doveva essere affidata la
Chiesa, la colonna delle chiese, il porto della fede, il dottore del
mondo, si mostrasse debole e peccatore. E questo, in realtà, perché
potesse trovare nella sua debolezza una ragione per esercitare la
sua bontà verso gli altri uomini.
(Giovanni Crisostomo, omelia su son Petro e asant'Elia
.





